FanFiction City Hunter | Ancora tu di k66 | FanFiction Zone

 

  Ancora tu

         

 

  

  

  

  

Ancora tu ●●●●● (Letta 19583 volte)

di k66 

40 capitoli (conclusa) - 221 commenti - 33 seguaci - Vietata ai minori di 14 anni

    

 

Sezione:

Anime e MangaCity Hunter

Genere:

Azione - Drammatico - Erotico - Romantico

Annotazioni:

AU

Protagonisti:

Ryo Saeba - Kaori Makimura - Falcon - Miki

Coppie:

Ryo Saeba/Kaori Makimura (Tipo di coppia «Het»)

 

 

              

  


  

 Prologo 

Ho già utilizzato questo titolo per un capitolo della mia ff La legge dell’amore, e fin dalla prima volta che l’ho usato ho sentito che aveva ancora molto, moltissimo da dire….Già da allora mi è subito frullata in mente una storia, ma


  


ne avevo molte altre che premevano con più forza nella testa, e così ho accantonato l’idea, limitandomi a prenderne nota per non dimenticarmela. Adesso però è il momento giusto per tornarci sopra, così accontento anche le richieste di Lynn! ^__^ Questa è una AU, con un’ambientazione simile a quella della ff che ho citato prima, ma è inutile dire che ho rimescolato di nuovo le carte! I ruoli non sono esattamente gli stessi, e poi questa è più ..beh, ma non è logico che vi dica tutto adesso, no?!? Per sapere che cosa ho combinato questa volta, dovrete proprio leggere la storia! Naturalmente non posso omettere di ricordarvi che questo titolo rimanda all’immortale e stupenda canzone di Lucio Battisti (*çç*), il cui testo c’entra molto, moltissimo con la trama di questa ff…. Dedico questa storia a Lori (loryl84) , che sta vivendo un momento molto speciale e intensamente bello della sua vita, ed è stata così carina da tendermi la mano in un periodo per me invece molto difficile. Un bacione, cara Lori, e che i tuoi sogni diventino una meravigliosa realtà! Buona lettura, e già che ci sono, buona Pasqua a tutte! ^__^



PROLOGO



L´idea di una fonte sovrannaturale del male non è necessaria, gli uomini da soli sono capaci di ogni nequizia. (Joseph Conrad)



La ragazza gli rivolse un sorriso che voleva essere sensuale, ma era soltanto lascivo e non arrivò nemmeno agli occhi, che rimasero freddi e neutri.



Era sdraiata sul letto, completamente nuda.



Soltanto una striscia di pelle nera le cingeva il collo, creando un netto contrasto con la sua pelle candida e perfetta.



Bisognava ammettere che aveva un gran bel corpo, nonostante la vita dissoluta che conduceva.



Aveva i capelli tinti di biondo, il che creava uno strano accostamento con i lineamenti tipicamente orientali, ed era pesantemente truccata, ma anche così riusciva ad essere molto, molto carina.



Perfetto.



Non sarebbe stato un grosso sacrificio scoparsela per bene.



Già sentiva un brivido di anticipazione, pregustando le sensazioni che sarebbero seguite, e la smania di possederla lo fece indurire come non mai.



E poi, sarebbe venuto il resto…



Sì, sarebbe stata una bellissima sorpresa, per quella puttana…



Si avvicinò al letto, nudo ed orgogliosamente eretto.



Avvicinò il membro turgido alla sua bocca, facendole capire con chiarezza che cosa si aspettava da lei.



Lei si leccò le labbra con voluttà ed eseguì obbediente, prendendolo in bocca senza farsi troppo pregare.



Cominciò a succhiarlo vigorosamente, andando su e giù con forza, e lui si lasciò sfuggire un gemito gutturale di piacere.



Sì, ci sapeva davvero fare quella troietta…



In breve tempo lei lo portò all’orgasmo, e lui si riversò nella sua bocca senza tanti complimenti, tenendole ferma la testa.



Lei inghiottì il suo seme senza fiatare, ma qualche stilla le sfuggì ai lati della bocca.



Quando lui la lasciò andare, lei si ripulì con la mano, nascondendo così abilmente il suo disappunto.



Poi lui la fece sdraiare sul letto, e le allargò le gambe.



Lei si preparò a riceverlo, con una punta nascosta di timore che però balenò ugualmente dai suoi occhi scuri: era così grosso e lungo che probabilmente la poveretta, anche se era allenata, aveva il dubbio di riuscire a contenerlo!



Lui sogghignò internamente, orgoglioso della sua potenza virile: faceva bene a temerlo, perché l’avrebbe aperta in due senza nessuna piètà.



Non le lasciò il tempo di indugiare a lungo sulle sue paure recondite, perché le entrò dentro con un colpo solo, facendola urlare; poi iniziò il movimento ondulatorio e pulsante che l’avrebbe portato all’agognato orgasmo ancora una volta.



Lei non si aspettava nulla da quel rapporto fisico, era evidente: era un atto meccanico, che faceva ormai da molto tempo, per puro commercio.



Non era preparata a provare nessun piacere, ma, incredibilmente, cominciò a sentire qualcosa di diverso.



Lui la penetrava con colpi lunghi e vigorosi, e non rallentava mai il ritmo: quella cadenza incessante e precisa stava raggiungendo un risultato per lei imprevisto e straordinario.



L’uomo colse la sorpresa nei suoi occhi quando i primi fremiti la scossero, e nascose un sorriso di soddisfazione.



Sì, così, lasciati andare…dai, vieni, so che puoi farlo…non pensavi che ci sarei riuscito, vero? Ma ora devi ricrederti, giusto, piccola Lolita?



Lui aumentò ancora il ritmo, e lei cominciò ad ansimare, emettendo piccoli singulti di piacere.



Poi iniziò a fremere violentemente, e le contrazioni della sua vagina sul suo membro gli dissero che l’aveva portata esattamente al punto che aveva desiderato.



Fu allora che le mise le mani intorno al collo e cominciò a stringere, senza però rallentare il ritmo dei colpi con cui la possedeva.



Il panico le affiorò sul viso, mentre lottava con tutte le sue forze per respirare: eppure, nello stesso momento in cui combatteva per la vita, la parte inferiore del suo corpo si abbandonava ancora ai fremiti del piacere, e l’uomo ne godette immensamente.



La donna annaspò con le mani in cerca d’aria e cercò di graffiarlo, ma lui non mollò mai la presa.



Lei lottò ancora per qualche interminabile secondo, poi si arrese al suo destino mortale.



Fu in quell’esatto istante che lui raggiunse il suo piacere massimo e le scaricò dentro il suo seme, abbandonandosi poi voluttuosamente sul suo corpo ancora caldo ma ormai ineluttabilmente immobile.



Sì, era così che doveva andare.



Fantastico…una scopata veramente da urlo!



Soddisfatto di sé, l’uomo uscì dal suo corpo e le fece una lieve carezza sul viso, accompagnata da un sorriso beffardo : poi prese un foulard rosso dalla tasca della sua giacca, appoggiata lì vicino sullo schienale di una sedia, e glielo legò intorno al collo, occultando così le impronte viola lasciate dalla presa crudele delle sue mani.



Si allontanò per studiare con attenzione il quadro che ne scaturiva: sì, così andava bene, era tutto molto più armonioso.



Con le dita percorse pigramente quel corpo nudo per l’ultima volta, poi sospirò, preparandosi ad eseguire la parte più noiosa del suo compito.



Prima di iniziare, però, le rivolse un ultimo pensiero dissacrante.



Sei stata molto brava, piccola. Peccato che non si possa ripetere!



     


                     





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