FanFiction Inferno e Paradiso | Legame di Akane | FanFiction Zone

 

  Legame

         

 

  

  

  

  

Legame   (Letta 665 volte)

di Akane 

1 capitolo (conclusa) - 0 commenti - 0 seguaci - Vietata ai minori di 14 anni

    

 

Sezione:

Anime e MangaInferno e Paradiso

Genere:

Altro

Annotazioni:

Nessuna

Protagonisti:

Non indicati

Coppie:

Non indicate

 

 

              

  


  

 Capitolo unico 

Come se un giorno lui morirà davvero per me, per permettermi di vivere nella mia felicità, nella mia libertà.


  

TITOLO: Legame

AUTORE: Akane

SERIE: Inferno e Paradiso (Tenjho Tenge)

TIPO: direi leggero incesto in un certo senso, anche se dipende dalle interpretazioni…

GENERE: introspettivo

RATING: giallo/PG13

PAIRING: Shin e Maya

AMBIENTAZIONE: quando Shin era ancora vivo e andava al liceo. Poco prima che arrivasse Mitsuomi nelle loro vite.

MODO: POV di Maya

DISCLAMAIRS: i personaggi non sono miei ma di Oh! Great. Purtroppo… perché ce ne sono un paio che vorrei tanto in prestito per qualche secolo… li tratterei benissimo, giuro!

NOTE: questa fanfic non era poi tanto programmata, è uscita così, da sola, in una sera di piena ispirazione. Non sapevo cosa volevo scrivere, solo che dovevo farlo. Mi sono messa al pc e dopo un po’ ho localizzato Inferno e paradiso, che ho studiato in questi giorni per il mio sito, quindi mi sono messa a scrivere qualcosa su di lui. Mi sono resa conto mentre scrivevo che era su Shin e Maya e che… bè, era probabilmente una delle parti più particolare del manga. Secondo me, almeno. Mi piacerebbe riuscire a fare anche il POV di Shin. Non so se qualcuno lo ricorda, ma tempo fa scrissi una sui fratelli Takayanagi, da entrambi i pov, dissi che volevo farne una sui Natsume con entrambi i pov, ma alla fine, ora, mi è uscito solo quello di Maya. All’idea di fare Shin vado un attimo in tilt. È più complicato di quel che pensavo anche se alla larga so cosa scrivere. È il come che mi angoscia. Shin è fuori dal comune, non so se ci riuscirei. Ma magari un giorno do di matto e lo faccio. Chissà. Ad ogni modo avevo in mente, in questi giorni, un'altra fanfic su questo manga, ma ancora non mi viene l’ispirazione giusta per farla. Spero di farla prima o poi.

Comunque auguro buona lettura. Baci Akane

RINGRAZIAMENTI: ringrazio chiunque leggerà e commenterà.





LEGAME





La doccia mi ristora donandomi la prima piacevole sensazione della giornata.

Non mi sono fermata un attimo, mi sono allenata molto come al solito e poi, sempre come al solito, a parte la scuola, mi sono occupata della casa e di mia sorella.

Shin è il capofamiglia ma alla fine rimane sempre un ragazzo… e per di più pieno di cose per la testa… il suo club Katana di cui si vanta tanto è come se fosse suo figlio, la sua vera famiglia. Alla fin fine è più là che qua ma mi sta bene, ho più respiro.

Certo che ce l’ho.

Anche se poi la sensazione di oppressione ce l’ho sempre.

Anche se poi la su presenza in un modo o nell’altro c’è sempre, intorno a me, come se non mi mollasse mai veramente.

L’idea di essere sola e tranquilla non ce l’ho mai.

L’idea della mia pace interiore, pace di libertà, è lontana.

Da quando i nostri genitori imprigionarono mio fratello perché aveva cominciato ad usare l’Occhio del Drago ed io lo andavo a trovare, non so più cosa sia la pace e la libertà.

Non posso biasimarlo se quando si è liberato li ha uccisi. Anche se erano comunque i nostri genitori e mi dissero che sarei stata il fodero di Reiki, che non avrebbero mai dovuta usarla altri che non fossi io.

Che stanchezza…

Dopo di allora Shin non si è più staccato da me. Anche se c’era Aya, per lui ormai sono esistita solo io e di questo capisco che la piccola ne risente, ma non posso farci nulla, non mi fa piacere.

D’altronde ero l’unica che gli sono sempre stata vicino, come le falene che vanno sul fuoco sapendo che si bruceranno, ma lo fanno ugualmente perché agognano quella luce calda. Io e Shin siamo stati così.

Lui il fuoco ed io la falena. Non sono mai stata capace di voltargli le spalle e lasciarlo solo, l’ho sempre amato e lui mi ha ricambiato. Se si dà amore si riceve amore, nell’uguale misura e tipo.

Se si dà odio si riceve odio. Non ci sono altre regole.

Ad Aya non stiamo dando molto e lei di rimando se ne sta sempre sulle sue non capendo a fondo che tipo di vite viviamo io e lui.

Non è facile essere la sorella minore di Shin. Non lo è per me che sono sempre stata così legata a lui. È diventato un falco che vola alto nel cielo, libero di fare quel che desidera, vincente in ogni caso, fortissimo. Io non sono che una falena, ancora, confronto a lui. Una buona a nulla che non riesce a prevalere, che vive alla sua ombra, che non spicca davvero il volo e forse nemmeno ci prova. Dico solo di voler volare, ma rimango ferma dove sono a guardarlo lassù che si libera e che, in fondo, anche se torna sempre a proteggermi e tenermi stretta a sé, si allontana sempre più.

La sua mente si allontana, il suo cuore, il suo animo.

Io forse sono l’unica che lo capisce davvero e non posso lasciarlo.

In sé porta un fardello che gli pesa sempre più, lo sta divorando, ed io non posso lasciarlo solo, non posso vivere la mia vita indipendente da lui anche se vorrei. Le mie rimangono solo parole.

Parole mentre mi faccio corrodere dentro dai rimpianti.

Ci sono sempre più cose che desidero e che non tento di prendermi.

Forse dovrei ma ho come una sensazione, che se lo facessi, poi, non ci sarebbe un punto di ritorno e me ne pentirei per tutto il resto della mia vita.

Amaramente.

Io e Shin siamo un po’ come il capofamiglia e sua moglie, da anni ormai è così.

Lui ha i suoi affari da cui mi protegge, non mi coinvolge e mi tiene lontano, quindi viene a casa quando gli pare e sta con me. A volte capita che ci alleniamo un po’ insieme con le spade però non sono veri allenamenti.

Eppure anche se lui fa le sue cose tenendomi lontana da sé, sento sempre la sua presenza intorno a me, mi spia, mi sorveglia, non mi lascia mai davvero sola.

Però non mi sta bene. Vorrei che mi lasciasse o completamente libera o completamente legata a sé.

Questo non lo capisco.

Non mi avvicina in ogni granello della sua vita, si tiene gli affari per sé ed il suo cavolo di club Katana… però non mi permette di fare quel che voglio.

Cioè, in apparenza potrei fare quel che desidero però appena provo a liberarmi anche io mi sento inchiodata al suolo dalla sua presenza.

Perché la sua presenza non mi permette di volare?

È la sua volontà?

Non vuole che me ne vada da lui ed io sento ciò?

O sono io a non voler andarmene veramente?

Non lo so…

La vita che conduciamo insieme io e lui, con soli due anni di differenza, è di tutt’altro pianeta rispetto a quella che sta facendo Aya. Aya che ci considera un po’ come suo padre e sua madre.

E spesso mi sembra che lui consideri me come sua moglie.

Una sua proprietà.

È così?

Ma se è così allora anche lui lo è per me. Lui e tutte le cose che sono sue.

Perché non mi permette di entrare davvero nella sua vita?

È un mistero anche se sono quella che lo capisce meglio degli altri.

Si, perché gli altri non conoscono nemmeno la sua superficie.

Lui è un lago talmente profondo ed oscuro che nessuno immagina.

Io lo so ma non l’ho mai visto davvero completamente.

Lui pretende di stare completamente nella mia vita e di controllarmi, lo so che è così, però non mi lascia fare altrettanto.

Vorrei solo essergli più vicino, davvero però, non solo parzialmente.

Raggiungerlo.

Lui ed il suo infinito mondo oscuro, oscuro ma luminoso. La luce che lo divora interiormente e che mi attira da sempre impedendomi di scappare per salvarmi la vita, per non bruciarmi.

Prima o poi succederà e non so cosa farò.

Mi lavo via il sapone dal corpo sentendolo scorrere scivoloso insieme all’acqua calda che crea vapori intorno a me. Mi dà davvero una bella sensazione.

Chiudo gli occhi e cerco di catturarla accostandola a qualcosa che ci somiglia, ma non trovo nulla paragonabile all’acqua che lava via la fatica ed i pensieri.

Shin.

Vorrei solo entrare anche io in te e non solo tu in me.

Così mi sento solo imprigionata e controllata nel tuo amore protettivo, se mi lasciassi arrivare veramente a te sarebbe diverso.

Ma tu scappi da me, non ti fai avvicinare anche se mi ami e non mi lasci mai sola.

È un rapporto complicato il nostro.

Non saremo mai in grado di voltarci le spalle, come io di dirti di lasciarmi in pace. Io sono off limits per chiunque e la cosa potrebbe essere piacevole se tu mi concedessi il tuo cuore ed il tuo animo, invece di tenertelo segregato in te. Così è solo una tortura che mi fa male.

Mi fa troppo male.

Io devo fare qualcosa o non sopravvivrò. Non se continuo a vivere con lui.

Chiudo il rubinetto e con un sospiro esco dalla doccia aprendo il box, quindi asciugandomi l’acqua dagli occhi e dal viso, portandomi i capelli indietro con una mano, cerco con l’altra l’asciugamano che dovrebbe essere appeso qua accanto. Non lo trovo quindi apro gli occhi e con uno spavento non indifferente faccio un salto all’indietro davanti alla figura ferma e silenziosa di Shin.

- Dannazione, fratello, fa un po’ di rumore, no? Mettiti un campanellino al collo, che ne so… mi hai fatto prendere un colpo! – Da quanto è lì?

Non l’ho sentito arrivare.

Ha le mani sprofondate nelle tasche dei jeans, è appoggiato con la schiena alla parete del bagno e mi guarda con un aria molto seria ed indecifrabile.

Cosa pensa?

Vorrei proprio saperlo.

Istintivamente sento dell’imbarazzo e senza aspettare una risposta che so non arriverà mai, io e lui non parliamo poi così tanto, distolgo lo sguardo per cercare il telo che pensavo di aver preparato. Non lo trovo.

- Scusa, potresti prendermi un asciugamano? Pensavo d’averlo preparato… - Qua finalmente si stacca dal muro e dal mio corpo e va a prendermene uno. Sparisce un istante nella stanza accanto dove teniamo i panni e mi dà modo di pensare velocemente che anche se siamo fratello e sorella e ci vediamo nudi praticamente dalla nascita, ogni volta è sempre più imbarazzante. Non capisco bene perché, non è da me in fondo… quando mi vedono gli altri, mezza nuda, non mi fa né caldo né freddo, ma ormai con lui è diverso.

Torna con una salvietta grande e bianca, quindi mi avvicino a lui e la prendo.

- Ma come mai sei qua? Ti servivo per qualcosa? – Chiedo mentre lo apro e finalmente posso coprirmi. Mi avvolgo coprendomi il seno, per quanto stia coperto, e il resto. Le gambe rimangono comunque per la maggior parte scoperte, ma almeno non sono completamente nuda…

- Devo lavarmi anche io, aspettavo il mio turno. – Alzo un sopracciglio mentre con le mani mi sgocciolo i lunghi capelli bagnati.

- E aspettavi qua? –

- Dove dovevo aspettare? – Non trovo una risposta poiché mi distraggono le sue mani che afferrano i lembi della maglietta attillata che indossa e se la sfila dall’alto, buttandola nel cesto dei panni sporchi. Non contento continua a spogliarsi davanti a me slacciandosi i jeans che gli stanno stretti, quindi se li cala con un certo stile, come fa ogni cosa, e mostrando le sue gambe mi dà il colpo di grazia sfilandosi anche i boxer.

Così.

Davanti a me.

In questo modo.

Certo, Maya, l’hai visto nudo altre volte… da bambino… e lui ha visto te… ultimamente non capitava da un po’, per lo meno che fossimo completamente nudi. Però ora… mi sembra una cosa più che voluta. Ricercata!

Alza poi gli occhi sui miei con quell’aria di eterna sfida incomprensibile ed io trovo ogni sua parte dannatamente sexy.

È mio fratello ad esserlo oltre che bello. È uno dei ‘premi’ più ambiti dalle ragazze dell’istituto.

Lo so.

Però vedermelo così dopo tanto tempo… così cresciuto… mi sconnette e mi confonde un attimo.

Rimango impalata a fissarlo.

Ha un bellissimo corpo, allenato, muscoloso ma non esagerato. E… bè, è sviluppato.

Già!

Così come lo sono io.

Solo adesso mi rendo conto della situazione in cui siamo.

E che vorrei saper leggergli nel pensiero per sapere cosa prova davvero per me, perché spesso, anzi, da molto, ho la sensazione che questo suo proteggermi in quel modo strano ed allontanarmi da sé allo stesso tempo, sia qualcosa che va al di là dell’amore fraterno.

Per lui.

Credo.

Anche se non è un modo normale di amare qualcuno, in ogni senso si possa intendere.

Per me, però, cos’è?

Cos’è?

Se un ragazzo interessante e decisamente bello, ora, mi venisse a chiedere di uscire con lui io che farei?

Come mi comporterei?

Accamperei la scusa del fratello possessivo oppure me ne fregherei e andrei lo stesso, come sarebbe nel mio carattere?

Certo, il punto è anche un altro… Shin geloso è in grado di fare una strage a chi mi porta via mentre me non mi sfiorerebbe nemmeno con un dito.

Non so, in questo momento ho la mente troppo annebbiata, come lo è questo bagno che però mi fa vedere sin troppo bene la visione che ho a poca distanza da me.

Comincia a muoversi per andare verso la doccia dietro di me, dovrei spostarmi, dovrei andarmene, dovrei essere disinvolta e…

Però la sensazione che le cose siano sempre più strane, da quando i nostri genitori non ci sono più, contribuisce a rendermi indecisa.

Io non sono mai indecisa, solo quando riguarda Shin lo sono, dannazione.

Mi influenza fino a questo punto?

Non so…

Ora è davanti a me e si ferma, forse aspetta che mi sposti ma non dice nulla, continua solo a guardarmi negli occhi.

Finché non scende con le sue iridi chiare sul mio collo e poi sulla mia scollatura. La piega dei miei seni prosperosi non è mai stata così accentuata, forse, ma magari è solo una mia impressione visto che il cuore mi pulsa improvvisamente veloce.

Lui col suo Occhio del Drago cosa sa di questo mio stato d’animo?

Forse ne sa più di me, chissà…

Anzi, sicuramente.

Ma non parla.

Non condivide mai, mi allontana per proteggermi.

E mi controlla di nascosto.

Facendomi sapere che se faccio qualcosa che lo allontana poi altri ne pagheranno le conseguenze.

Questo non è un rapporto normale di amore fraterno.

Non lo è.

E per ora mi è andato bene perché non ho avuto desiderio di qualche altro ragazzo, ma se ora arrivasse qualcuno… oh, che farei?

Se quest’altro si interesserebbe a me e saprebbe rubarmi il cuore… questo qualcuno morirebbe.

Ora che l’ho davanti ne ho la certezza finalmente.

E un misto di terrore ed eccitazione mi invade.

Sono forse cosciente.

Lo sono perché non ho ancora incontrato questo qualcuno.

Nessuno, per ora, mi ha rubato il cuore.

È ancora qua che accelera davanti a mio fratello nudo che.,.. mi guarda il seno… e col suo potere, forse, lo vede senza asciugamano.

Quante volte mi avrà visto nuda, col suo Occhio?

Forse era questa la sensazione strana di prima.

Sapevo che non era la prima volta che mi vedeva… ma perché mi imbarazza se è LUI a vedermi?

Arrossisco violentemente e lui alza la mano, che farà?

Agitazione sempre più forte.

Sono imbambolata, qualunque cosa mi farà, ora, non reagirò affatto, lo so. E non so cosa vorrei fare, invece.

Non voglio nemmeno saperlo.

È un momento delicato.

Finalmente la sua mano arriva alla mia vita e leggero scende sul mio fianco, così con l’altra mi scosta una ciocca bagnata dal viso, me la sistema dietro la spalla nuda e mi fa rabbrividire da capo a piedi. È una bella sensazione.

Sa come toccarmi.

Non lo fa mai ma quando lo fa mi piace sempre.

Ho sempre cercato, dopo quella volta in cui era imprigionato e mi abbracciava attraverso le sbarre, le sue braccia ed il suo calore. Man mano che è cresciuto me ne ha dati sempre meno.

Però mi mancano.

Ma come mi mancano?

Come mancherebbero ad una sorella o ad un amante?

Cosa sono io per lui e lui per me?

Penso lo capirò, o avrò l’onestà di capirlo, solo quando arriverà qualcuno fra noi.

Credo sarà così.

Questo tocco mi ricorda uno in particolare, però. Di non molto tempo fa.

Non ricordo cosa gli fosse successo e forse non me lo ha mai detto.

Fatto fu che lo trovai in palestra da solo in uno stato chiaramente pietoso. Era in crisi, lo capii subito al primo sguardo.

Mi avvicinai, era al buio, e mi inginocchiai davanti a lui seduto a terra. Gli chiesi cosa fosse successo e mi uscì un tono di voce così dolce che non mi riconobbi. E forse nemmeno lui si riconobbe.

Quindi lui non disse nulla ma mi abbracciò circondandomi la vita con le braccia, mi attirò a sé ed io, dopo un primo momento di sgomento, lo cinsi a mia volta facendogli rifugiare la testa sul mio petto morbido. Quella volta rimanemmo così un po’ e lo sentii tremare. Tremare fino a che, stringendolo più che potevo, nel silenzio più perfetto, non sentii il suo viso muoversi impercettibilmente. E sempre impercettibilmente aprire le labbra, cercare lentissimamente un pezzetto di pelle lì sulla mia scollatura dove aveva la testa, in mezzo ai seni, e baciarmi leggero. Mentre le sue mani mi carezzavano leggere la schiena. Mentre poi, sul finale, mi parve come di sentire la sua lingua inumidirmi quella parte di pelle che aveva trovato. Forse fu una mia impressione o forse non lo so davvero… però la sensazione che provai fu di calore e brivido su ogni parte del corpo, fino ad espandersi anche nel mio basso ventre. Non lo allontanai ma chiusi gli occhi e lo tenni a me sperando che qualunque cosa fosse, non smettesse.

Pensando che così vicini non lo eravamo mai stati e che sarebbe stato fantastico esserlo di nuovo.

Mi parve quasi di trovare il suo cuore, quella volta.

Forse sono alla ricerca di quella sensazione che non riprovai più.

Non la riprovai poiché lui non mi toccò più a quel modo. Forse qualche volta mi ha sfiorato, per sbaglio. Ovviamente escludo le volte in cui ci alleniamo.

Ora la sensazione che provo mentre mi tocca così è simile a quella volta.

Se… se mi stringesse fra le braccia… se sentissi di nuovo il suo respiro sulla mia pelle… potrei capire quello che mi sfugge, tornare a quella sensazione magica… ottenere le mie risposte.

Vedere il suo cuore.

Dov’è il tuo cuore, Shin?

Perché lo tieni nascosto?

Io per te e tu per me siamo tutto ciò che abbiamo, ormai.

Non lasciarmi ancora sola a lungo o il desiderio di vivere se ne andrà via per sempre, da me. Definitivamente.

Non tenermi protetta senza stare con me.

Sento che mi sto spezzando.

Sento che per avvicinarti farei qualunque cosa e ben presto arriverò a distruggere tutto il tuo mondo pur di non dividerti con qualcosa di cui io non farò mai parte.

- Dove sei finito, Shin? Noi due siamo tutto il nostro mondo, sin da piccoli, non ne abbiamo un altro. Se tu però te ne prendi un altro e mi lasci indietro impedendomi di raggiungerti, io non sarò mai capace di trovarne uno mio. Non da sola. –

La frustrazione e la confusione che sento… le percepisci anche tu?

Fa qualcosa perché questo è tutta colpa tua.

Mi è uscita dal cuore, questa frase, e spero solo che lui capisca e questa volta parli.

Parla, ti prego.

Ma veramente.

Arriva finalmente un altro soffio, si è avvicinato ulteriormente, ora i nostri corpi si sfiorano e le sue mani continuano ad essere su di me.

Parla, fammi capire cosa provi, fammi vedere dove sei.

E mentre penso questo ho la certezza che mi hai sentito grazie alla luce di dolore nei tuoi occhi.

Che guerra stai combattendo con te stesso?

Solo ora la vedo chiaramente, ma perché non me ne rendi partecipe?

Non mi permetti di aiutarti?

Se continui così ci perderemo davvero… ed io ho paura di arrivare ad odiarti se le cose continueranno ad andare sempre più in questa direzione disastrosa.

Ne ho paura.

E finalmente si apre un attimo a me, come quella volta.

Il cuore mi manca qualche battito mentre ogni mia funzione vitale si sospende. Non capisco altro se non che le sue labbra si appoggiano leggerissime sulle mie.

Solo questo.

Non fa altro.

Quando si stacca, dopo qualche secondo che è rimasto lì a trasmettermi la sensazione di morbido che ha la sua bocca, il muro torna alto ed insormontabile davanti a sé e al resto del mondo. Anche da me. La sua guerra interiore riprende. Una guerra che nessuno potrà mai capire.

Però mi ha dato la certezza di cosa è.

Amore. Quell’amore per cui si è disposti a morire.

Lui morirebbe per me e morirebbe pur di non rendermi infelice, morirebbe pur di proteggermi e non sporcarmi.

Morirebbe pur di non trascinarmi nella sua follia.

Perché… perché proprio mentre penso a questo i brividi caldi che mi attraversavano si raggelano e mi pare come se una lama mi sfiorasse la spina dorsale?

Come se… potesse accadere davvero quel che ho pensato.

Come se un giorno lui morirà davvero per me, per permettermi di vivere nella mia felicità, nella mia libertà.

Che sia questa, la sua guerra interiore?

Fra la parte che vuole me in ogni modo e quella che sempre per lo stesso amore che nutre nei miei confronti, vuole lasciarmi libera per proteggermi fino in fondo?

È solo un flash che però mi darà un lungo spunto di riflessione.

È qua che ci separiamo, lui si allontana e senza dire nulla o fare assolutamente niente di più, mi passa accanto entrando nella doccia, chiudendosi lo sportello dietro di sé.

Rimango lì, col batticuore e mille sensazioni contemporanee che mi incasinano.

Dannazione, cosa devo pensare, ora?

Vorrei solo che non continuasse a volare via da me, facendo piazza pulita intorno a me.

Vorrei che lui rimanesse con me, ma veramente.

Vorrei che potesse amare come desidera, come le persone normali, che la sua guerra finisse senza la disfatta di qualcuno.

Vorrei che buttasse giù quel muro e che si facesse aiutare da me.

Non so se nelle mie mani esiste un qualche tipo di potere, non so se potrò mai fare qualcosa per lui, non so se potrò cambiare la nostra situazione.

So solo che finché sono qua non smetterò di provarci. Anche a costo di strisciare e diventare meschina, anche a costo di stare a terra e non rialzarmi più.

Se dovesse accadere sono certa che prima o poi qualcun altro arriverebbe a salvarmi.

Se non sarà Shin un altro angelo mi rialzerà dandomi uno scossone.

Però io non posso smettere di provare a salvare mio fratello.

Quella che sta facendo lui, non sono battaglie che si fanno da soli.

Non sono battaglie a cui si sopravvive.

Ho paura.

Che qualcuno mi aiuti a mettere fine a questa sua sofferenza.

Shin, non lasciarmi.

     


                     





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