FanFiction City Hunter | Un amore di testimone di k66 | FanFiction Zone

 

  Un amore di testimone

         

 

  

  

  

  

Un amore di testimone ●●●●● (Letta 15245 volte)

di k66 

21 capitoli (conclusa) - 144 commenti - 28 seguaci - Vietata ai minori di 14 anni

    

 

Sezione:

Anime e MangaCity Hunter

Genere:

Azione - Erotico - Romantico - Umoristico - Altro

Annotazioni:

Movieverse

Protagonisti:

Ryo Saeba - Kaori Makimura - Mick Angel

Coppie:

Ryo Saeba/Kaori Makimura (Tipo di coppia «Het»)

 

 

              

  


  

 2 - Sorprese 

Un po' di movimento...in tutti i sensi!!!


  



CAPITOLO 2 - SORPRESE

“Sei disgustoso.”

“Non capisco perché! Io sono onesto con le mie donne, non le inganno facendo false promesse!”

Ryo mise in bocca serafico un altro gamberetto, sotto lo sguardo truce di Kaori.

“La pianti di fregarmi i gamberetti? Lo sai che piacciono anche a me!”

“Sì, ma a te ne hanno dati di più, sto solo facendo giustizia!” ribattè lui pronto.

Kaori sospirò, sconfitta.

“Comunque, sarai anche onesto ma sei disgustoso lo stesso: non fai neanche lo sforzo di imparare i loro nomi!”

“Che vuoi, sono così tante…E poi non è proprio così; i nomi li ricordo, però le chiamo tutte bellezza per essere sicuro di non fare confusione nel momento sbagliato! Sai, magari proprio nell’intimità…” ridacchiò lui.

Kaori scosse la testa.

“Non finirà mai di stupirmi quanto possiamo essere stupide noi donne…Mi secca ammetterlo, ma…sono loro che ti permettono di trattarle così…”

“Non esagerare, mica le tratto male! Con me stanno benissimo: passiamo insieme qualche ora piacevole, senza pensieri, e loro sono felici quanto me.”

L’aria tronfia di Ryo fece indispettire segretamente Kaori, ma lei ormai era diventata molto brava a nascondere quello che provava veramente.

“Sarà…” ribattè poco convinta.

Lo squillo di un telefono interruppe la conversazione; Ryo tirò fuori dalla tasca un cellulare rosa e rispose.

“Ciao, bellezza, che c’è?”

Ryo ascoltò la risposta con un sorriso sensuale sulle labbra.

“Stasera ho un impegno, mi libererò un po’ tardi: se per te va’ bene lo stesso ti raggiungo appena posso.”

La risposta evidentemente era stata affermativa perché Ryo chiuse la telefonata soddisfatto.

Kaori non fece commenti, continuando a spilluzzicare nel piatto.

Ryo sospirò: “Lo so che sei contraria al mio cellulare per sole donne ma per me è una comodità: qui ci sono tutti i nomi, dovresti esserne contenta!”

“Una Pasqua!” rispose acida lei. “E quanti sono al momento?”

“486”

“Eh?!”

Kaori rimase a bocca aperta come un pesce.

Ryo prese un’espressione di falsa modestia:”Cosa vuoi, sono molto richiesto….”

Kaori richiuse la bocca, poi alzò gli occhi al cielo.

“Allora, ci sono novità al lavoro? Hai bisogno di una mano?”, cambiò discorso Ryo prudentemente.

Kaori era entrata da un anno nella redazione del Tokyo Today; si stava affermando come giornalista e per qualche suo servizio si era avvalsa dei risultati delle indagini di Ryo.

“Forse…Mi hanno fatto una proposta, ma ora non voglio parlarne.. la sto ancora valutando.” rispose vaga lei, un lampo enigmatico nello sguardo.

Ryo la guardò incuriosito, ma non insistette; girò invece la testa e fece segno al cameriere di portare il conto.

“Facciamo una passeggiata al parco? E’ una bella giornata e non ho voglia di andare subito in ufficio: oggi Falcon è una tale palla..”

“Ci credo: ha l’incredibile pretesa di farti lavorare!”

Kaori alzò un sopracciglio ironica, senza rispondere alla domanda.

“Non ti ci mettere anche tu..” borbottò Ryo insofferente tirando fuori il portafoglio per pagare il conto, che nel frattempo era arrivato.

“Lascia stare, oggi tocca a me!”, la fermò perentorio, e Kaori rinunciò.

Una volta fuori dal ristorante Ryo la prese per un braccio e si diresse deciso verso il parco cittadino.

“Ryo, non ho molto tempo.” tentò di protestare Kaori. “Devo andare in redazione per finire un articolo!”

“Un ritardo di un’ora non ti ucciderà, anzi: la passeggiata in mezzo al verde ti schiarirà le idee, così scriverai un pezzo strepitoso.” insistette Ryo.

“La vuoi sempre vinta tu…” borbottò lei rassegnata.

“Esatto: finalmente l’hai capito! Cos’hai oggi? Non sei del tuo solito umore…normalmente non me la daresti vinta così facilmente….Non hai neanche voluto ordinare il tuo dolce preferito, la mousse al cioccolato con panna…..C’è qualcosa che ti preoccupa? Sembri pensierosa….”

Ryo le lanciò un’occhiata penetrante, poi scansò un ragazzino che gli stava venendo addosso con lo skate-board.

“Mmmhh, in effetti…Ho ricevuto una lettera di Ken…dice che vorrebbe rivedermi e…”

“Ken Mizuno? Ancora quel mollusco?” la interruppe insofferente Ryo. “Lascialo perdere, Kaori, non è proprio il tipo adatto a te, te l’ho detto mille volte! E’ un perdente, tu ti meriti qualcosa di meglio!”

“A sentir te sono tutti perdenti! Non ti ho mai sentito dire una volta che qualcuno fosse adatto a me: sei molto più esigente con i miei uomini che con le tue donne!” buttò lì ironica Kaori.

“Certo, sei mia amica e voglio il massimo per te!” rispose lui distrattamente, senza raccogliere il guanto della sfida. “E poi, ritengo sia mio dovere di amico consigliarti; hai un pessimo gusto in fatto di uomini!”

Kaori gli lanciò uno sguardo indecifrabile, poi biascicò qualcosa di incomprensibile.

“Che hai detto?” le chiese Ryo perplesso.

“Niente.” tagliò corto lei. “Dai, attraversiamo.” e si lanciò con incoscienza sulle strisce pedonali, seguita da un Ryo sempre più sconcertato.

Entrati nel parco si diressero senza esitazione verso il laghetto: non avevano bisogno di consultarsi, avevano seguito quell’itinerario insieme un’infinità di volte.

Ad un certo punto Ryo si fermò di botto.

“Maledizione!” sbottò seccato.

“Che c’è?” chiese Kaori, arrestandosi a sua volta.

“C’è una tipa che conosco, una certa Yoko, che voglio evitare.” spiegò lui cauto.

Kaori lo guardò di traverso.

“Ci mancava anche questa: è una di quelle che hai mollato, vero?”

“Per forza, era più appiccicosa della carta moschicida! Figurati, si era messa in mente di presentarmi ai suoi e che ci saremmo sposati!” esclamò lui indignato.

Kaori faticò a trattenersi dal ridere, poi si sforzò di restare seria.

“Quindi che facciamo?”

“Stai ferma, mi sembra che non mi abbia ancora visto e…Accidenti, come non detto, ci ha individuati! Senti Kaori…”

“Ah no, ti avevo detto che non mi sarei più prestata a quella commedia!” rispose lei di getto, intuendo dove Ryo sarebbe andato a parare.

“Kaori, ti prego, fallo per la nostra amicizia…” la blandì lui.

“No, Ryo, ne ho abbastanza. Sono stanca di recitare la parte della tua fidanzata quando vuoi scaricare una donna: è umiliante, degradante, e mi fa sentire sporca! Ti avevo avvertito che non l’avrei più fatto, per cui se hai usato questa scusa con quella Yoko per piantarla, dovrai trovartene un’altra: sbrigatela da solo!” ribattè ostinata Kaori, sollevando il mento.

“Ma Kaori, non ho avuto scelta, lei non voleva proprio capire…L’unico modo per scrollarmela di dosso era dirle che ero già fidanzato! Ti scongiuro.. In fondo, non è solo per me che lo fai, è anche per il bene di Yoko! Non vorrai che finisca con un mascalzone come me! In questo modo volterà pagina più in fretta…Si troverà un bravo ragazzo che la porterà all’altare e le darà tanti bei bambini. Le stai facendo un favore, davvero! Lo chiamerei quasi un servizio sociale…” Ryo la guardò supplichevole, con l’aria di un ragazzino che ha commesso una marachella, e lei cominciò a tentennare.

“Kaori…” sussurrò lui, poi le sfiorò una guancia con la mano.

Lei rabbrividì leggermente, poi capitolò: non sapeva resistergli quando faceva così e lui lo sapeva benissimo, maledetto!

“E va bene, ma è l’ultima volta, lo giuro! Non chiedermelo mai più!” gli disse con una smorfia, spostando l’anello che portava nella mano destra sull’anulare della sinistra.

Ryo le rivolse uno dei suoi sorrisi meravigliosi, e lei si sentì piegare le ginocchia.

“Sei fantastica Kaori, sei la numero uno! Ti devo un favore!” le disse soddisfatto.

“Sì, certo.. e lo riscuoterò di sicuro!” lo minacciò con severo cipiglio.

Ryo annuì, poi le mise il braccio attorno alle spalle:”Forza, cominciamo la recita: mettimi il braccio intorno alla vita, e guardami come se fossi il centro del tuo universo, e io farò lo stesso” e le strizzò un occhio.

Kaori alzò gli occhi al cielo, poi obbedì: gli passò il braccio intorno alla vita e lo guardò adorante, con occhi dolci e pieni di stelle.

Cominciarono a procedere lentamente, abbracciati come una coppia di innamorati.

Ogni tanto Ryo si chinava a sfiorarle la guancia con le labbra, oppure le sussurrava qualcosa all’orecchio, per dare l’impressione che stessero tubando, e Kaori cominciò ad avere il respiro più corto.

“Funziona?” gli sussurrò, al limite dell’esasperazione dopo l’ennesimo bacetto.

“No, porca miseria! Non solo non se n’è andata, ma ora si è messa anche a seguirci! Si nasconde dietro agli alberi, quella stupida: accidenti, non l’abbiamo per niente scoraggiata…” rispose lui seccato.

“E allora che facciamo?” bisbigliò Kaori con voce spezzata.

“Serve un’azione d’urto più decisa!”

Ryo smise di camminare così all’improvviso che Kaori quasi inciampò.

“Cioè?”

Kaori alzò il viso meravigliata, senza capire cosa Ryo avesse in mente.

“Cioè questo.”

Ryo le prese il viso tra le mani, poi chinò la testa con la rapidità di un falco.

Kaori aveva le labbra socchiuse per la sorpresa, e lui ne approfittò per spalancarle la bocca e baciarla a fondo.

La strinse tra le braccia con forza, e Kaori si ritrovò schiacciata contro il suo corpo duro e virile, i seni premuti contro il suo petto e la lingua di lui che le esplorava l’interno della bocca con vorace sensualità.

D’istinto chiuse gli occhi e gli allacciò le braccia al collo, insinuando le dita nei suoi capelli morbidi e folti: Ryo di rimando la strinse più forte tra le braccia, con la mano le accarezzò i glutei sodi, poi le divorò le labbra, ancora più appassionatamente.

Quando lui le succhiò il labbro inferiore lei gemette, poi gli infilò la lingua in bocca, e lui le succhiò anche quella.

Kaori non avrebbe più saputo dire dove si trovava, nemmeno se ne fosse andato della sua vita: l’assalto sensuale era stato così improvviso che non aveva avuto la minima possibilità di innalzare le sue difese, e ora poteva solo tremare violentemente tra le braccia di Ryo e affogare nel desiderio.

Mai la loro commedia si era spinta così avanti: Ryo non l’aveva mai baciata sulle labbra, e lei non avrebbe mai immaginato che la sua bocca fosse così morbida e sensuale, e capace di suscitare piaceri così intensi.

Fu vagamente consapevole di un urlo di rabbia che risuonava alle sue spalle, poi fu strappata violentemente dalle braccia di Ryo (e dal paradiso! ebbe il tempo di pensare).

Una donna la assalì con furia, gridandole improperi, e lei potè solo alzare le braccia per proteggersi il viso dagli artigli che cercavano di graffiarla, finchè la donna non riuscì a darle un potente schiaffo.

“Adesso basta!”

Ryo intervenne fermamente, bloccando per le braccia la belva scatenata.

“Finiscila!” le disse duro, e la ragazza sconvolta sollevò gli occhi lacrimosi verso di lui.

“Come puoi farmi questo? Io ti amo, sono io la donna giusta per te, non questa puttanella!” gridò istericamente.

“Non azzardarti mai più a chiamare la mia fidanzata in quel modo, tu non sei degna neanche di allacciare le scarpe a Kaori! E adesso sparisci, altrimenti non rispondo più delle mie azioni! Non voglio trovarti sulla mia strada mai più!”
Yoko restò annichilita dalla rabbia gelida di Ryo.

Scoppiò a piangere e corse via come una furia, gridando che gliel’avrebbe fatta pagare cara.

Kaori aveva assistito inebetita allo scontro, ancora sconvolta dal succedersi di emozioni troppo violente: prima il bacio, poi l’aggressione…si sentiva la testa completamente nel pallone.

“Ti ha fatto male?”

Ryo le prese il mento con le dita e le scrutò attentamente il viso, notando con dispiacere la guancia arrossata dallo schiaffo, poi le prese le braccia e le esaminò scrupolosamente, in cerca di graffi.

Il suo tocco era impersonale, preciso ed efficiente: non c’era un’oncia di emozione nella sua voce, e nel suo sguardo c’era solo un’ombra di cortese preoccupazione.

“No, mi ha solo colto di sorpresa..” rispose lei esitante, non sapendo bene come comportarsi.

Accidenti, lui sembrava così calmo…Si comportava in modo lucido e freddo, era totalmente padrone di sé stesso….Era evidente che a lui il bacio non aveva fatto nessun effetto, mentre lei si sentiva una massa di gelatina tremolante.

Decise che non vi avrebbe fatto il minimo cenno, non voleva che lui capisse quanto invece era stato importante per lei.
“Forse è meglio che ti porti dal medico per un controllo..” propose lui dubbioso.

“Per carità, non ce n’è bisogno. Ora devo andare al lavoro, ho già perso abbastanza tempo.”

Kaori fece appello a tutto il suo orgoglio per rispondergli pacatamente: non voleva che lui sospettasse minimamente quanto era rimasta turbata.

“Ti accompagno.”

“No, vado da sola.” rifiutò lei decisamente.

Non poteva sopportare di stare con lui un solo attimo di più: non ce l’avrebbe fatta a trattenere ancora le sue emozioni.
“Prenderò un taxi. Ci vediamo, Ryo.”

Kaori sfuggì al suo sguardo penetrante e gli girò le spalle, poi cominciò a camminare alla svelta.

Ryo la seguì con lo sguardo, pensieroso.

Stava considerando l’idea di correrle dietro, quando un bagliore proveniente da un palazzo lì di fronte attirò la sua attenzione.

Una paura tremenda gli fece accelerare il cuore all’impazzata, quando comprese di cosa si trattava.

D’istinto si buttò di slancio su Kaori, gridando il suo nome.

La buttò a terra e la coprì con il suo corpo, e lei si ritrovò con la faccia nella polvere, e Ryo che le pesava addosso: un ciuffetto di erba si sollevò all’impatto con un proiettile, lì vicino ai loro corpi stesi a terra.

Poi lui la prese per la vita e la fece rotolare insieme a sé sotto l’ombra di un albero, lì sulla loro destra.

“Ma sei impazzito?!” strillò lei indignata.

“Bella gratitudine, ti ho appena salvato la pelle!” rispose Ryo, mentre estraeva la Python e guardava in direzione del palazzo.

Bene, lì erano al sicuro: si trovavano fuori tiro, coperti dall’albero.

“Ma di che stai parlando?” ansimò lei.

“Ti hanno sparato, Kaori. Per caso, hai pestato i piedi a qualcuno, ultimamente?” chiese lui scherzando, mentre lei lo guardava a occhi aperti.

“Solo alle tue amichette!” rispose lei tagliente, poi si alzò in piedi, con tutta la dignità che le era consentita dalla condizione pietosa dei suoi vestiti.

“Me ne vado.” e si avviò decisa, pronta ad andarsene da sola: persino i proiettili le sembravano preferibili allo stare vicino a Ryo, in quel momento.

“Sei matta?” lui la guardò sbalordito. “Lascia almeno che venga con te per proteggerti!”

Ryo le prese un braccio con forza per trattenerla, e Kaori capì che non l’avrebbe lasciata andare tanto facilmente, se pensava che fosse in pericolo.

“E va bene, muoviamoci. Ma ho cambiato idea, voglio andare a casa:posso finire l’articolo anche da lì.” si rassegnò sconfitta.

Ryo era ostinato quanto lei, inutile affrontare uno scontro in quelle condizioni, avrebbe senz’altro perso.
Ryo approvò, e allentò la presa sul braccio.

“Andiamo.” e si incamminò con Kaori al fianco, continuando a scrutarsi attentamente attorno.

Nel palazzo di fronte una donna con gli occhiali scuri ebbe un gesto di stizza, vedendo che il colpo era fallito, ma decise che era inutile riprovare in quel momento.

“Lui” era all’erta, e gliel’avrebbe impedito di nuovo.

Smontò il fucile di precisione e lo ripose nella custodia mascherata da valigetta, poi sgattaiolò con prudenza fuori dal palazzo, confondendosi tra la folla.

La partita era rimandata.

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N.d.a : Il cellulare per sole donne non è invenzione mia ma dell’insuperabile maestro Tsukasa Hojo, che lo attribuisce a Ryo non in City Hunter, ma in Angel Heart. Di mio c’è soltanto il colore rosa…











     


                     





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