FanFiction City Hunter | La legge dell'amore di k66 | FanFiction Zone

 

  La legge dell'amore

         

 

  

  

  

  

La legge dell'amore ●●●●● (Letta 18598 volte)

di k66 

38 capitoli (conclusa) - 205 commenti - 30 seguaci - Vietata ai minori di 14 anni

    

 

Sezione:

Anime e MangaCity Hunter

Genere:

Azione - Drammatico - Erotico - Romantico

Annotazioni:

AU

Protagonisti:

Ryo Saeba - Kaori Makimura - Mick Angel - Saeko Nogami

Coppie:

Ryo Saeba/Kaori Makimura (Tipo di coppia «Het»)

 

 

              

  


  

 1 - La trappola 

Ciao a tutti, questo pare sia un periodo di ritorni, e così alla fine, dopo attenta e sofferta riflessione, sono ritornata anch'io. Per la verità tempo fa avevo deciso diversamente, ma...ora mi sono avvalsa del diritto di ripensarci,


  


proprietà esclusiva (o quasi) di noi donne. Spero che non vi aspetterete troppo da questa ff, è ben lontana da WMW, comunque eccola qui, poi sarete voi a dirmi se vale la pena che continui a pubblicarla oppure no. Desidero dedicarla a una grande amica, che mi è stata vicina in un momento per me difficile, dimostrando ancora una volta la validità del detto (banale ma verissimo) che gli amici si vedono nel momento del bisogno..e lei ha dimostrato senza ombra di dubbio di esserlo e di essere una persona speciale. E´ dedicata a te, Lynn, con un sincero grazie di tutto cuore e con tutto il mio affetto. E adesso, buona lettura!



CAPITOLO 1 – LA TRAPPOLA



Lo sparo risuonò nella notte, con il fragore di un’esplosione.



“No, Falcon!”



Il grido di avvertimento seguì in rapida successione, quasi con la stessa potenza.



Il gigante si spostò velocemente verso sinistra, poi si afflosciò senza un gemito con la mano sul petto, mentre il sangue gli colava tra le dita: il suo enorme corpo restò disteso come un fantoccio nel vicolo buio e sporco, mentre il suono soffocato di passi frettolosi si allontanava velocemente.



Un’ombra si slanciò all’inseguimento di quei passi, ma dovette ben presto rinunciare perché il suono era completamente sparito, sostituito dal rombo del motore di una motocicletta che partiva a scheggia.



L’ombra ritornò vicino al gigante ferito, prese dalla tasca qualcosa, poi la voce fredda risuonò nel vicolo:

“Pronto, serve un’ambulanza, subito!”



_______________



Ryo Saeba guardava con aria assente fuori dalla finestra, cercando di resistere alla tentazione di fumare una sigaretta.



Odiava gli ospedali….il loro odore era sufficiente a fargli rivoltare lo stomaco.



Gettò uno sguardo sulla bella donna mora seduta con aria affranta su una delle sedie della sala d’aspetto, che si trovava un po’ più in là.



Miki…stava soffrendo molto, ma non un lamento era uscito dalle sue labbra, da quando aveva saputo che il marito era stato ferito e che era ricoverato in quell’ospedale.



“Miki….”Le appoggiò la mano sulla spalla e lei trasalì, colta di sorpresa. Le era arrivato vicino così silenziosamente che lei, assorta nei suoi pensieri, nemmeno se ne era accorta. “Vuoi bere qualcosa? Posso andare a prenderti un caffè, un the…dimmi tu cosa ti farebbe piacere….” La voce di Ryo era gentile ma un’ombra di preoccupazione la velava, nonostante cercasse di nasconderlo.



“No, grazie…non mi va’ niente…”Lei scrollò il capo, facendo una smorfia “Ma perché ci mettono tanto? Sono ore che è sotto i ferri! E se….” sbottò angosciata, lasciando finalmente trapelare il suo dolore.



“No!” disse secco Ryo “Non c’è nessun se! Falcon ce la farà, vedrai! Ha una fibra d’acciaio e presto tornerà a scocciarci con i suoi grugniti e borbottii, vedrai!” Ryo sorrise ironico.



Era innegabile che Falcon fosse un grandissimo rompiballe, così serioso e brontolone, ma era anche il suo migliore amico, nonché partner di lavoro.



In quel momento il rumore di un paio di tacchi femminili cominciò a risuonare nel corridoio.

Il passo di chi li indossava era deciso, autoritario, quasi militaresco.



Ryo alzò un sopracciglio: conosceva solo una persona che camminava in quel modo…Non aveva ancora finito di formulare quel pensiero che dall’angolo del corridoio sbucò lei…l’ispettore capo Saeko Nogami, capo distretto del quartiere di Shinjuku.



Gli rivolse uno sguardo duro, tagliente.



Era chiaramente incazzata, come sempre, quando uno dei suoi detective veniva ferito.



Salutò Miki brevemente, dicendole qualche parola di circostanza; poi fece un cenno del capo a Ryo, invitandolo a mettersi un po’ in disparte per parlare indisturbati.



Ryo annuì e si spostò di nuovo verso la finestra, lontano dalla sala d’aspetto, facendo un sorriso di scusa a Miki, che ripiombò subito nei suoi cupi pensieri, senza nemmeno dar segno di averlo visto.



“Che cazzo è successo?” esordì l’ispettore Nogami senza mezzi termini



“Un’imboscata…ci hanno teso una trappola, e noi ci siamo caduti” Ryo si passò stancamente una mano dietro la nuca, con ancora addosso il senso di impotenza e umiliazione che non l’aveva abbandonato da quando era successo il fattaccio.



“Come mai ci siete cascati come pivelli?” Il tono di lei era furioso, ma sotto sotto c’era anche una sincera preoccupazione.



Saeko Nogami aveva fama di essere dura e gelida ma aveva a cuore il benessere dei suoi uomini, ed era la prima a battersi per proteggerli, quando serviva. Questo loro lo sapevano e per questo la rispettavano, oltre che temerla. Anche se era una donna bellissima, bruna, alta e sexy, con curve da infarto, lei aveva saputo far dimenticare la sua femminilità e farsi rispettare per la sua professionalità: per questo però aveva rinunciato a molto della sua vita privata. Come vivesse e chi incontrasse al di fuori delle ore di lavoro era un mistero per tutti, tanto che al distretto circolavano parecchie scommesse, che ruotavano intorno alle risposte a queste domande.



“Abbiamo ricevuto una soffiata…sembrava una cosa importante…Una consegna di droga che coinvolgeva uno dei luogotenenti di Kaibara, Sato. Pensavamo che fosse un’ottima occasione per incastrare quel bastardo, così ci siamo andati. Se fossimo riusciti ad incastrare il suo tirapiedi, forse avremmo potuto convincerlo a collaborare.. invece.. stavano aspettando noi…Se Falcon non fosse stato svelto a spostarsi l’avrebbero fatto secco, quei luridi figli di puttana! Sono sicuro che tra loro c’era Sato. L’ho solo intravisto ma era lui, mi ci giocherei la testa!”La voce di Ryo aveva perso ogni traccia di stanchezza ed era diventata sempre più furiosa, al pensiero di quello che avevano fatto al suo amico.



“Mmmhhh, è evidente che Kaibara sa che gli state alle costole. Ormai è un po’ che lo pungolate ai fianchi…Forse questo è il suo modo per farvi sapere che lo state infastidendo e che può colpirvi quando vuole…questo è solo un avvertimento…” disse pensierosa l’ispettore Nogami.



“Beh, anch’io lo avverto! Non avrò pace finchè non avrò sbattuto dentro quel bastardo, e anche il suo tirapiedi Sato!” Negli occhi di Ryo brillava una determinazione incrollabile, le labbra erano strette e tirate, a sottolineare la fermezza del suo proposito.



“Ryo Saeba, vedi di non fare altre sciocchezze! Guarda che non ho gradito che voi due abbiate fatto questa sortita senza avvisare il distretto! Per un’operazione come questa sai benissimo che avreste dovuto coprirvi le spalle e informare il vostro capo, cioè me! Non pensare che me ne sia dimenticata, sull’onda della preoccupazione per Falcon! Quando sarà di nuovo in piedi voi due vi beccherete una ramanzina con i fiocchi, chiaro?” Saeko Nogami aveva le mani sui fianchi, e l’espressione bellicosa che aveva sul viso non prometteva niente di buono.



“Ok, ok…ma mi pare che la ramanzina io me la sto già sorbendo!” sospirò Ryo, alzando gli occhi al cielo.



“Questo è solo un piccolo anticipo, idiota! Il resto ti farà passare la voglia di scherzare, vedrai!”Il tono dell’ispettore era puro acciaio:non l’avrebbero rabbonita facilmente, questa volta!



Fu salvato da ulteriori reprimende dal chirurgo, che appena uscito dalla sala operatoria veniva ad informarli delle condizioni del paziente.



Miki era corsa subito verso di lui e in modo più controllato, ma non meno veloce, arrivarono anche gli altri due.



“Come sta?” chiese senza fiato Miki al chirurgo, con gli occhi luccicanti per le lacrime.



“Sta bene, signora, stia tranquilla! L’intervento è andato bene e suo marito ha una fibra molto forte:presto sarà di nuovo in piedi.” Il chirurgo sorrise, soddisfatto. L’operazione era stata lunga e complicata, perché il proiettile aveva perforato un polmone ed era passato vicino al cuore e a un soffio dalla colonna vertebrale, ma erano stati fortunati e tutto era andato bene.



Il sollievo fu così forte che Miki barcollò, come se stesse per svenire, lasciando scorrere le lacrime che fino ad allora aveva trattenuto.



Ryo fu svelto a sostenerla mentre lei appoggiò il capo sulla sua ampia spalla, sospirando di sollievo.



“Te l’avevo detto, Miki! Falcon ci tornerà in mezzo ai piedi anche troppo presto!” L’allegria nella voce di Ryo era così contagiosa che Miki non potè fare a meno di lasciarsi andare ad un pallido sorriso.



L’ispettore Nogami non sorrise, ma un osservatore attento avrebbe potuto notare che i lineamenti del suo viso erano più distesi.



Era andata bene, per questa volta…ma la prossima?



La battaglia era appena cominciata….

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N.D.A.: Il personaggio di nome Sato l’ho chiamato così per ricordare un personaggio presente nel film Black Rain di Ridley Scott, con Michael Douglas e Andy Garcia, un film molto bello, secondo me.

     


                     





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