FanFiction Gunslinger Girl | Vitae...Spem! di Triela_Rico | FanFiction Zone

 

  Vitae...Spem!

         

 

  

  

  

  

Vitae...Spem!   (Letta 423 volte)

di Triela_Rico 

3 capitoli (in corso) - 0 commenti - 0 seguaci - Vietata ai minori di 14 anni

    

 

Sezione:

Anime e MangaGunslinger Girl

Genere:

Non specificato

Annotazioni:

Nessuna

Protagonisti:

Non indicati

Coppie:

Non indicate

 

 

              

  


  

 Sogno 

Altra fanfiction su Gunsligner Girl. Rico scopre che alcune cose stanno cambiando e una missione prenderà una piega diversa da quanto previsto da Jean che si farà mille domande....


  

"Sole...aria fresca...profumo di bucato...cinguettio di uccelli...cielo....

Mi sembra di sognare, di non riuscire a crederci. Eppure...io sono VIVA...si, io sono viva e posso muovermi...posso muovermi...."
saltando felice in terrazza mentre guarda svolazzare i panni stessi. Rico saluta la giornata nel migliore dei modi. I suoi capelli biondi vengono scompigliati dal vento mentre osserva meravigliata il panorama mozzafiato. I suoi occhi scintillano di felicità e si arrampica sul muretto per vedere meglio, il suo corpo viene sospinto dal vento e lei alza le braccia come per volare anche se avverte un pò di paura guardando giù. Una voce alle spalle le dice

"Non aver paura, non cè niente che possa fermarti...puoi volare lassù, fino alla luna..."
una bella fanciulla in un vestito bianco le si avvicina sorridendo, le ciocche di capelli color oro danzano incorniciandole il volto e il vestito bianco si gonfia con il vento facendola sembrare una dea. Rico si gira verso di lei e la fanciulla le porge la mano sorridendo, la fa girare di nuovo verso il mondo fuori l'Ente e alzandole le braccia esclama

"Vola mia piccola cara, vola...adesso tu puoi fare tutto...hai il corpo che avevi semrpe sognato e puoi tutto. Non temere quello che dovrebbe temere te...VOLAAAAA!!!

spingendola. Rico si ritrova a scivolare nel vuoto e cercando un aiuto allunga la mano alla fanciulla, lei si mette a ridere mentre scompare dalla sua vista e si ritrova a cadere sempre più giù, mentre il terreno le si avvicina...senza riuscire a emettere un grido...

Jean:" Rico...dove sei"

Non trovandola al poligono, Jean inizia a cercarla al dormitorio. Non era mai accaduta una cosa simile e si chiede cosa è successo per non farla arrivare puntuale.

Ha già chiesto ai colleghi, alla caserma vicino la zona addestramento e le sorelle al dormitorio. Non resta che in camera. Attraversa i corridoi a passo lento con una mano in tasca e gli occhiali sul viso. Osserva intorno a se nel caso la vede passare ma finora non ha avuto risultati. Mentre controlla ancora si ritrova davanti la sua camera, apre la porta sperando sia lì.

Un colpo di vento lo sorprende appena entra, la finestra spalancata illunima tutta la stanza, le tende volteggiano freneticamente e Rico, seduta affianco la finestra, pare dormire. Jean entra e chiude la porta, le folate cessano e si avvicina alla sorella. Col capo chino,lei tiene in mano il dragunov svd che stava probabilmente pulendo prima di appisolarsi e guardando bene Jean vede che piange nel sonno.

Jean:" Rico..."
toccandole una spalla per svegliarla

Svegliata di colpo, Rico si butta in avanti cercando di proteggersi da qualcosa e fa cadere il dragunov a terra, fortunatamente scarico. Dagli occhi le scendono altre lacrime e si guarda le mani sconvolta.

Rico:"Era un sogno...."

Jean:"Rico"

Rico si volta a guardarlo mentre ancora le lacrime le rigano il volto, si era addormentata e quello di prima non era altro che un sogno. Credeva fosse la realtà, tanto era realistico.

Rico:"Jean...io..."

Jean:"Preparati, ti aspetto al poligono. Dallo a me il dragunov, lo tengo io"

Rico sistema l'arma nella custodia e gliela consegna dopo essersi asciugata il viso. Jean la osserva tutto il tempo, era normale per le marionette piangere se anestetizzate ma si chiede come mai lei piangeva anche dormendo. Rimane perplesso, adesso mentre gli consegna la custodia lei è tranquilla. Cosa poteva essere successo nel sonno.

Jean:" Ti aspetto là"
andandosene

Mentre apre la porta si volta verso Rico, si sta cambiando ed rimane con la maglietta alzata perchè Jean le chiede

Jean:" Qualcosa non va?"

Rico abbassa la maglietta e sorridendo risponde di no, Jean allora si sistema gli occhiali e riaprendo la porta

Jean:"Se qualcosa non va devi dirmelo. Voglio saperlo"
uscendo e chiudendo la porta

Lei si siede sul letto e si tocca il viso, non può credere di aver fatto un sogno di quel genere. Solitamente erano semrpe orribili dove lei non ha gambe e braccia. Per la prima volta fa un sogno diverso, guardando fuori sorride contenta. Adesso si sente un pò normale, spera di non sognare più come faceva prima. Spera in un nuovo inizio.

Jean attende Rico al poligono, seduto con le braccia conserte,continua a riflettere. Rico sta male? Ha qualche problema?

Il silenzio in quel momento è snervante, il poligono è vuoto perchè lui sceglie sempre orari non frequentati sopratutto dal fratello. Sa bene che la sua marionetta non la addestra affatto e vedere con i suoi occhi l'inettitudine di una delle cyborg che mal considera è troppo. Oltre Triela, che vede come un pericolo costante a causa del condizionamento non imposto dal fratello, Henrietta è il cyborg che Jean vorrebbe volentieri togliere di mezzo con le sue mani. Non è mai riuscito a sopportarne la presenza. Credeva che solo Triela gli procurasse tale fastidio ma ora si accorge che Henrietta lo fa stare nervoso ancora di più. In quella marionetta Jose aveva cercato di riversare tutto quello che provava per la morte di Enrica, questa cosa non la condivideva affatto. Il comportamento e il significato che è in Henrietta lo fa arrabbiare, la trova insulsa e troppo libertina. Anche lui da un certo punto di vista ha cercato di sfruttare quello che sentiva dentro a causa del suo passato,anche il nome Rico viene da Enrica ma anche dalla RICO Act , agenzia per la lotta al terrorismo. Quindi ha agito diversamente, anche se si accorge di essere in pensiero in quel momento. Lui non vede Rico come una sostituzione della sorella come Jose, ma lui sa di essere preoccupato per Rico e basta. Rico è Rico, non Enrica. Eppure perchè si scervella tanto.

Il silenzio tombale viene interrotto da rumore di passi, leggeri e veloci.

Rico sta arrivando, non ha però le pistole perchè Jean non vuole che le tiene in camera tranne se deve pulirle. Vedendola arrivare non nota nulla di strano, sembra traquilla. Ma allora?

Rico:" Eccomi, scusa il ritardo"

Jean:" Non fa nulla, tieni e inizia"

Porge a Rico la pistola e le cartucce da inserire, si rimette seduto a bracca conserte aspettando che lei inizia per infilare le cuffie.

Rico inserisce tutte le cartucce e sistema il colpo in canna, Jean si mette le cuffie. Inizia a sparare 3, 4 5 colpi verso la testa della sagoma quando viene interrotta da un addetto del poligono.

Addetto:" Signor Croce, presto la vogliono in ufficio. Pare sia una cosa urgente"

Jean:"Va bene arrivo"
levandosi le cuffie e alzandosi

Jean:"Rico, scarica la pistola e vai in camera portandotela. Io devo andare."

Rico:"Si"
ossevando il fratello andarsene

Rico:"Jean...."
di colpo come se la frase fosse uscita sola

Jean si ferma e si volta levandosi gli occhiali

Rico:" Mi dispiace per oggi, non succederà più"

Jean volta lo sguardo, sembra riflettere alcuni secondi. Poi sospira e guarda lei

Jean:" Se cera un motivo valido allora chiudo un occhio. Ma spero che non accada più"
Rico:"No....non succederà...."

Jean:"Bene, fai quello che ti ho detto e non ti preoccupare Se le cose capitano una volta va bene, ma non sempre..."
voltandosi per guardarla, i suoi occhi si vedono nonostante si sia rimesso gli occhiali e paiono gelidi al solito

Poi se ne va lasciando Rico sola



     


                     





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