FanFiction Ranma 1/2 | Waiting for you di Eugenia | FanFiction Zone

 

  Waiting for you

         

 

  

  

  

  

Waiting for you ●●●●○ (Letta 7322 volte)

di Eugenia 

11 capitoli (conclusa) - 4 commenti - 7 seguaci - Per tutti

    

 

Sezione:

Anime e MangaRanma 1/2

Genere:

Drammatico - Romantico

Annotazioni:

Traduzione

Protagonisti:

Ranma - Akane

Coppie:

Ranma/Akane (Tipo di coppia «Het»)

 

 

              

  


  

 2 - Il veleno 

 


  

Ranma la prese prima che cadesse a terra.



Tutti si riunirono intorno a Ranma, chiedendo cosa era successo. Ranma ignorò le loro voci, alzò Akane nelle sue braccio, cullando dolcemente la sua faccia contro il torace.







"Akane! Svegliati! Per favore, Akane, non morire! " Soun era nel suo solito stato emotivo.







"Papa, starà bene." La voce di Kasumi calmò suo padre. "Akane sta bene. Non ti preoccupare, papà. No, lei non morirà. Smetti di piangere, papà! "







"Porto Akane nella sua stanza", disse Ranma. Senza aspettare una risposta, portò Akane fuori dalla stanza.







Nabiki seguì Ranma su, alla camera da letto di Akane. Lui spinse leggermente la porta con il piede, ed entrò, posando delicatamente Akane sul suo letto.



Entrando dietro di lui, Nabiki accese la luce.



Ranma si sedette sull'orlo del letto di Akane, un'espressione preoccupata nei suoi occhi. Nabiki lo guardò spostare i capelli dagli occhi di Akane, mentre si avvicinava e stava in piedi accanto a lui.







"Starà bene, Ranma" lo rassicurò.







Ranma non rispose, mentre un lamento molle scappò dalle labbra di Akane. "Akane? " bisbigliò leggermente, prendendole la mano.







Gli occhi di Akane si spalancarono, fissando Ranma. Si guardò intorno, comprendendo che era nella sua stanza. "Perché siamo qui? " chiese, tentando di alzarsi.







Ranma l'aiutò a sedersi sul letto. Lei si inclinò contro la testata del letto, sentendosi insolitamente stanca. "Qualcuno può dirmi perché siamo qui? " ripetè, quando nessuno rispose alla sua domanda. "Nabiki? "







Nabiki si strinse nelle spalle. "Sei svenuta."







Akane sobbalzò. "Cosa? Io non svengo mai", urlò indignata.







Ranma stava in piedi, con le braccia intorno al torace. "Bene, apparentemente, lo hai fatto. Desideri dirci quello che è successo? " le disse.







Akane scosse la testa. "Non so. Mi sono sentita confusa, e l’unica cosa che ricordo, è che sono qui sul mio letto."







"Akane! " Soun irruppe nella stanza, seguito da Kasumi. Genma era alcuni passi dietro a loro, si era fermato a prendere dell'acqua calda.







"Stai bene, Akane? " chiese Kasumi.







Akane tentò di chiamare a raccolta un sorriso. "Sto bene, Kasumi, Papà. Non preoccupatevi."







"Non hai ancora cenato", disse Genma appena entrato nella stanza.







"Ha ragione, signor Saotome" rispose Kasumi. "Porterò su la cena di Akane."







"No, Kasumi. Scendo subito."







"No, non lo farai." Ranma la guardò in cagnesco. "Rimarrai qui. Niente discussioni."







Akane lo guardò adirata. "Io mi sento benissimo", insistette.







Nabiki si chiese se Ranma comprendesse quanto sembrava un preoccupato, superprotettivo marito.







"Non è nessun fastidio, Akane" Kasumi la rassicurò. "E’ meglio se stasera resti qui. E vai dal Dott. Tofu domani."







Akane gemette. "Kasumi! Ti ho detto che sto bene. Ho avuto solo un mal di testa, questo è tutto. Non esagerare."







"Tu andrai dal Dott. Tofu. Questo è tutto", scoppiò Ranma.







Akane aggrottò le sopracciglia. "Non essere sciocco, Ranma."







"Dannazione! Vuoi che ci preoccupiamo ancora di più? " gridò di nuovo lui.







Gli occhi di Akane si ammorbidirono. "Ranma", bisbigliò, fissandolo. Ranma distolse lo sguardo goffamente.







Kasumi sorrise, soddisfatta. "Ritornerò con la tua cena, Akane", disse, mentre andava via. "Vieni, papà. Dobbiamo cenare." Spinse dolcemente suo padre fuori dalla stanza.







"Anche noi andiamo in giù a cena, Akane", disse Nabiki, accarezzando la mano di Akane. "Tu siedi qui ed aspetta Kasumi." Lei seguì Soun e Genma fuori dalla porta.







Ranma si sedette sul pavimento accanto al letto di Akane, guardandoli andare via.



La voce di Akane che chiamava il suo nome lo faceva girare verso di lei.







"Sei preoccupato per me? " chiese, mentre i suoi occhi splendevano.







La faccia di Ranma diventò rossa. " Sei svenuta, giusto? E’ stato spaventoso. Abbiamo pensato che ti fossa successo qualche cosa."







Lei scosse la testa. "Sto bene, Ranma. Realmente." fece un piccolo sorriso.



"Ma se per te è importante, vedrò il Dott. Tofu domani mattina." lo guardò aprire la bocca, aspettando che lo negasse.







* Perché dovrei volerti bene, stupido maschiaccio? Io sono sicuro che una ragazza violenta come te può superare qualsiasi cosa. * Le parole scoccarono nella sua testa, e Ranma le respinse con furia. Negare tutto era diventato il suo percorso di fuga per così tanto tempo, vecchie abitudini dure a morire. Alzò lo sgurdo e la fissò negli occhi, lasciando che la sua preoccupazione trapelasse dai suoi occhi grigio-blu. "Mi sentirei meglio se tu lo facessi", disse.







"Vieni con me? " chiese lei esitante, tenendo il lo sguardo fisso su di lui.







Ranma fece una pausa, solamente per un secondo, prima di accennare col capo.







Vide un piccolo sorriso apparire sulle labbra di Akane. " Grazie, Ranma" disse lei leggermente.







Erano seduti così, guardando l'uno all'altra senza dire una parola, quando Kasumi entrò con il vassoio del cibo.







Kasumi sorrise alla coppia, mentre posava il vassoio sulla scrivania di Akane.







"Ho portato anche la tua cena, Ranma-kun", disse, voltandosi verso Ranma. Si asciugò le mani al grembiule guardando verso Ranma, che era seduto sul pavimento. "Va bene? Potresti tenere compagnia ad Akane."







Ranma accennò col capo, alzandosi. Camminò verso la scrivania di Akane, prendendo la pila di libri che c’era sopra e mettendoli da un lato, sul pavimento, dove non davano fastidio. Mettendo le mani ai due lati della scrivania, la alzò con disinvoltura, attento a non fare traballare le ciotole di cibo. Mise giù la scrivania, di fronte ad Akane, che era seduta a gambe incrociate sul letto. Spingendo la sedia con il piede, si sedette davanti a lei, dando la prima ciotola di riso ad Akane. Raccogliendo i suoi bastoncini, guardò in su e sorrise a Kasumi.







"Noi staremo bene, Kasumi", le disse. "Porterò i piatti di sotto appena abbiamo finito."







Kasumi accennò col capo, andando verso la porta. "Va bene, Ranma", disse. "Buon appetito, Akane."







La porta si chiuse leggermente dietro a Kasumi, mentre Akane prese un pezzo di carne di maiale coi suoi bastoncini. Mangiarono in silenzio, Akane guardava Ranma con l’angolo dell’occhio. "Ranma? "







Lui alzò lo sguardo, con i bastoncini in bocca.







Lei arrossì leggermente. "Vorrei chiederti una cosa", disse. "Prometti che mi dirai la verità? "







"Cosa è? "







Prese un alito profondo. "Bene, noi siamo stati fidanzati per più di un anno". cominciò timidamente "Ed io sono stata appena - io voglio dire, io – come ti senti a proposito del nostro fidanzamento? " disse tutto d’un fiato.







Ranma ingoiò. "Huh? "







Lei guardò da un’altra parte. "Io voglio sapere come ti senti su noi."







"Cosa intendi? "







"Non essere evasivo, Ranma", incalzò. "So che tu sai quello che voglio dire."







I suoi occhi ammorbidirono. "Sei felice di essere fidanzato con me? "







Ranma sbuffò. "Come se avessi una scelta."



Alzò rapidamente le mani come Akane raccolse un libro e cominciò a gettarglielo. "Okay! Okay! Mi dispiace."







"Ranma... " fu sorpreso dal tono implorante nella sua voce. "Dimmi la verità. Per favore."



Lei piegò la testa di lato. "Non pensi che il nostro fidanzamento sia troppo oltre? " chiese. "Io voglio dire, se tu vuoi, noi potremmo- "







"Potremmo fare cosa? " chiese Ranma, lottando per sembrare disinteressato. Lei alzò i gli occhi verso quelli di lui. "Noi potremmo romperlo", disse



leggermente. "Se tu non vuoi più essere fidanzato con me, voglio dire."







Ranma sentì come se i muri della stanza di Akane stessero chiudendosi su di lui. Le sue dita si contorsero nervosamente dove afferravano l'orlo della scrivania.







"Tu - tu vuoi romperlo? " chiese tentando di bloccare il rumore di un martello orribile nella sua testa, che comprese era il suono del suo battito cardiaco accelerato.







Lei lo fissò un tempo lungo prima di rispondere. "Non lo so", bisbigliò, avvolgendo le braccio su se stessa. "Qualche volta, quando litighiamo, quando mi insulti, sì, io penso che vorrei. Ma altre volte... " I suoi occhi brillarono vulnerabili, mentre continuò, "Altre volte, quando siamo soli tu ed io, quando stiamo andando d'accordo, io sento... " si interruppe, sorridendo leggermente. "Io non so cosa sento. Ma so che non l'ho mai sentito prima per nessun altro"Si morse il labbro nervosamente. "Tu mi proteggi sempre. Da quando ti ho conosciuto, non ho mai avuto paura che mi succedesse qualcosa, perché so che tu sei qui per me, sempre. Ecco quello che so." Guardò verso di lui. "Cosa su di te? " chiese. "Lo vuoi - lo vuoi rompere? "







"Akane... " la fissò, emozioni che turbinavano in lui.



Chiuse gli occhi per un istante, ricordi passati inondarono la sua mente. Akane, che si getta nella bocca dell'Orochi per salvarlo. Akane, che gli dà un piccolo cuore di cioccolato per San Valentino...



Akane che l'aiuta, che gli sorride, che gli prende la mano...



Non se n'era reso conto, ma in qualche modo, lei era diventata più di una semplice amica, o la sua fidanzata. Lei era una parte di _lui_. Lei rappresentava tutto il buono che lui aveva nella sua vita nei due anni passati - le risate, la gioia... e l’amore. Lei era stata una parte della sua vita, sin dal primo giorno in cui era arrivato al Tendo dojo. Anche la più semplice cosa, come correre a scuola ogni mattina, sembrava incompleta e senza vita, se Akane non correva vicino a lui... Scosse la testa, un piccolo sorriso apparve sulle sue labbra. "No", bisbigliò. "IO - IO... "







Comprendendo che aveva parlato ad alta voce, la guardò di nuovo negli occhi, il suo cuore che batteva nel torace. La guardò, vedendo la speranza, l’occhiata implorante nei suoi occhi, che Akane stessa probabilmente non sapeva di avere.



Proprio come l'episodio con Nabiki.



Nabiki ancora una volta aveva tentato di adescare Ranma in una delle sue frodi, questa volta chiedendolo come suo fidanzato. Ricordò il suo piano per punire Nabiki, imbrogliarla dicendo che l’amava. L'aveva afferrata da dietro, e aveva gridato, "Io ti amo! ", la sua mente che pensava allegramente all'espressione scioccata sulla faccia di Nabiki. Oh, sarebbe stato senza prezzo...



Ma lui aveva afferrato Akane per sbaglio. E l’espressione nei suoi occhi, che lo supplicavano silenziosamente, "lo pensi davvero, Ranma? " aveva fatto battere dolorosamente il suo cuore nel torace e gli aveva bloccato il fiato in gola. E il modo in cui lei gli aveva sorriso dopo, quando aveva accettato il mazzolino di fiori, aveva riempito il suo cuore di una felicità che non aveva mai provato prima. La sua voce che sussurrava leggermente il suo nome lo fece tornare di nuovo alla realtà. La guardò, lacerato tra dirgli la verità o negare tutto come aveva sempre fatto.



Uno sguardo a lei gli fece prendere la decisione.







Lui sorrise di nuovo, per riassicurarla. "Io sono molto felice, Akane."







I suoi occhi brillarono di incertezza. "Realmente? "







Ranma accennò col capo. "Io sono felice di essere qui."







Lui la guardò girare i suoi pollici. "Beh, qualche volta non sembra così", lei mormorò.







"Cosa? "







Ranma la stava fissando a bocca aperta. Akane lo guardò male. "Chiudi la bocca, stupido. Prima che tu dica qualche stupidaggine di nuovo."







Obbedientemente, Ranma chiuse la bocca. Akane strofinò le mani lungo le sue braccia nude mentre parlava. "E’ freddo? " chiese.







Ranma alzò le spalle. "Si sta bene. Hai freddo? " le chiese.







Lei rabbrividì leggermente. "Non tanto."







Ranma la guardò preoccupato. Stava prendendo respiri poco profondi, ed il suo colore sembrava pallido. "Stai bene, Akane? "







"Sto bene, Ranma."







"Questo è quello che hai disse prima di svenire, stupida." Lui si alzò e spinse da parte la scrivania, con le gambe del tavolo che raschiavano contro il pavimento. Akane si mise entrambe le mani sugli orecchi per non sentire il rumore stridente.







"Non fare tanto rumore, dannazione", disse, tremando. "Mi fa male la testa."







I suoi denti battevano. Akane si avvolse entrambe le braccia intorno a se stessa, mentre rabbrividiva, il suo corpo tremava tutto.







Ranma si sedette accanto a lei e mise una mano sopra le sue. La sua pelle bruciava come fosse il fuoco. "Akane? "







Aghi di dolore la attraversavano. I suoi occhi erano semichiusi, mentre si inclinava contro il muro, dimenticando pressoché tutto, tranne il freddo.



Fiocamente sentì la voce di Ranma che chiamava il suo nome, ma sembrava così lontano.



La sua voce echeggiò ripetutamente nella sua testa, e lei tentò di rispondergli, ma nessun suono uscì.



Attraverso i sensi annebbiati, si sentì sollevare dal letto.



Attraverso la foschia del dolore, poteva sentire il calore che emanava dal suo corpo, e stette accoccolato contro di lui, pigiando la faccia contro il suo torace, amando il tatto della sua camicia di seta che strofina contro la sua guancia.



L'ultima cosa che ricordava era che stava ascoltando il martellio del suo cuore contro il torace, e sussurrò il suo nome un'ultima volta, prima che il mondo intorno a lei si affievolisse nel nulla.







* * * *







Il Dott. Tofu era pronto per andare a letto, quando un rumore che colpiva contro la sua porta anteriore aveva echeggiato in tutta la clinica. Confuso, rapidamente scese di sotto per dare un'occhiata.



Aveva aperto la porta e aveva trovato Ranma che portava un' Akane svenuta nelle sue braccio, tentando di prendere fiato dopo avere corso dalla casa dei Tendo alla clinica.







Il Dott. Tofu guardò Akane, con gli occhi larghi. "Cosa è successo? "



Rapidamente, riguadagnando la calma, si spostò da parte per far entrare Ranma.







"Portala nella stanza, Ranma." Lui camminò alcuni passi avanti, mostrando la strada.







Ranma appoggiò dolcemente Akane sul letto, e il Dott. Tofu mise una mano sulla sua fronte, e fece un rapido esame. Ranma stette in piedi accanto al letto, guardando ansiosamente.







Il dottore guardò Ranma, confuso. "Cosa è successo, Ranma? "







Il ragazzo alzò le spalle. "Non lo so. E' svenuta. Non è mai svenuta prima." La sua voce era piena di incertezza.







"Calmati, Ranma", disse il dottore. "Non posso maneggiare due pazienti allo stesso tempo." gettò di nuovo uno sguardo ad Akane. "Non si è mai ripresa da quando è svenuta? "







"Oh, no. Si è ripresa pochi minuti più tardi, e abbiamo cenato. Ha detto che si sentiva bene. E poi ha cominciato a lamentarsi che sentiva freddo. Quando ho toccato la sua pelle, era così calda. La cosa che ho saputo dopo, è che lei era di nuovo inconscia. " gettò uno sguardo al Dott. Tofu. "Mi dispiace infastidirla così tardi, ma eravamo preoccupati."







Il Dott. Tofu scosse la testa. "Non è niente, Ranma." Aggrottò le sopracciglia mentre guardava in giù verso Akane.







Ranma osservò la reazione eloquente. "Cosa c’è che non va, dottore? "







"Non sono ancora sicuro", disse leggermente, per lo più a se stesso. "La sua temperatura è anormalmente alta, e le pulsazioni sono... "







Il dottore si girò improvvisamente e lasciò la stanza. Ranma poteva sentirlo frugare nei cassetti nella stanza adiacente. Ritornò con una siringa ed un paio di fiale. Riempì rapidamente la siringa coi contenuti dalla prima fiala.







"Posso darle qualche cosa per stabilizzare le sue condizioni", disse a Ranma. "A parte questo, non so ancora cosa c’è di sbagliato. Devo fare alcuni test."







Ranma guardò come il dottore pigiava attentamente la siringa, fremendo mentre l'ago entrava nella pelle di Akane. Il Dott. Tofu notò la sua reazione e sorrise. "Hai paura degli aghi, Ranma? "







Lui scosse assente la testa. "No" Si sedette accanto al letto.







Guardandolo Tofu, sorrise debolmente.







"Ho subito di peggio."







"Ho sentito." Tofu mise la siringa in giù sul carrello accanto a lui e guardò Ranma. "Dovrai lasciare Akane qui stasera", disse.







"Le farò dei test, e da domani dovremmo essere capaci di sapere quello che non va in lei."







Sorrise gentilmente al ragazzo. "Adesso puoi andare a casa e puoi tornare domani mattina." sollevò le sopracciglia. "O preferiresti stare qui stasera, a controllarla? "







Ranma gettò uno sguardo alla figura addormentata di Akane, i suoi occhi si agitarono, ricordando la loro conversazione nella sua stanza. Guardò di nuovo verso il dottore che stava aspettando la sua risposta.







"Io - uh", balbettò, grattandosi la testa. "Gradirei restare, se non è un problema."







Il Dott. Tofu accennò col capo. "Certo che non è un problema, Ranma. Per prima cosa portiamola nella sua stanza, poi ti troverò una branda o qualche cosa."







Ranma prese Akane nelle sue braccio, la bocca aperta per protestare. Il Dott. Tofu lo fece tacere con un'occhiata. "Non è un fastidio, Ranma".



"Realmente. Inoltre", aggiunse con un ghigno, "tu sei uno dei miei migliori pazienti. Gli affari sono migliorati da quando sei arrivato in città."







Ranma fece un piccolo sorriso seguendo l’uomo più grande sulle scale. Il Dott. Tofu si fermò fuori dalla seconda stanza sulla sinistra, e aprì la porta, facendo segno a Ranma di entrare. Ranma posò dolcemente Akane sul letto, mentre la luce si accese sopra di loro, innondando la stanza in un caldo bagliore.







"Chiamerò la famiglia di Akane per informarli, Ranma" disse il Dott. Tofu dalla porta. "Chiedo loro di portare qualche cosa di cui hai bisogno per la notte? "







Ranma si sedette sulla sedia accanto al letto. "No grazie, doc", rispose. "Starò bene".







"Buona notte."







La porta si chiuse quietamente, lasciando Ranma nella stanza solo con la sua fidanzata. Si sporse per prendere la sua mano, avvicinando la sedia.



Inclinò la testa sul letto accanto al suo braccio, chiudendo gli occhi. * Per favore stai bene, * bisbigliò leggermente. * Per favore, per favore, stai bene. *







* * * *







La porta si aprì con uno scoppio, sbattendo contro il muro, svegliando Ranma. Alzò lo sguardo, i suoi occhi sonnolenti misero a fuoco Soun Tendo.



Il padre di Akane stava in piedi nella via d'accesso, fissando la sua più giovane figlia, mentre i suoi occhi cominciarono a riempirsi di lacrime. "Akane! " gemette.







Kasumi l'accarezzò dolcemente sulla schiena. "Akane starà bene, papà", disse con dolcezza. "Il Dott. Tofu si prenderà cura di tutto."







Nabiki gettò uno sguardo ad Akane, e fu riassicurata nel vedere che dormiva pacatamente. "Quindi", parlò lentamente, il suo sguardo fisso sul ragazzo disorientato che sedeva accanto al letto, sorridendo mentre guardava i suoi occhi assonnati. "Sei stato qui tutta la notte? "







Ranma accennò col capo, troppo stanco per rispondere. Era stato la maggior parte della notte ad osservare Akane, nella speranza che si svegliasse e facesse sparire la sua preoccupazione. Sfortunatamente Akane non si era mai mossa nel sonno.







"Questo è buono, ragazzo", disse Genma, dando una botta sulla spalla a suo figlio. "Questa è la preoccupazione che dovresti mostrare per la tua fidanzata. Tua madre sarebbe orgogliosa! "







"Stai zitto, papà", borbottò, abbassando gli occhi.







"Buon giorno a tutti" disse il Dott. Tofu, entrando nella stanza.







Fortunatamente non vide Kasumi che stava in piedi dietro a Soun e Nabiki. Gettò uno sguardo a Ranma, sorridendo. "Ti ho portato un futon la notte scorsa, Ranma", disse. "Ma tu stavi sonnecchiato e non volevo svegliarti."







Ranma guardò il pavimento e vide il sottile futon che giaceva accanto ai suoi piedi. Non l'aveva visto quando si era svegliato dal suo pisolino.







"Perché non la porti di sotto, Ranma? " suggerì il Dott. Tofu. "Mi piacerebbe cominciare con le prove, così che possiamo scoprire quello che non va entro mezzogiorno."







Ranma accennò col capo, soffocando uno sbadiglio mentre si alzava. Prendendo Akane nelle sue braccio, seguì il dottore fuori dalla stanza, in giù per le scale e nella la stanza delle visite.







La posò sul letto e il Dott. Tofu disse, "Ok, Ranma. Vai fuori ed aspetta con la famiglia di Akane. Meglio ancora, perché non fai un pisolino? Quando ti sveglierai avrò i risultati pronti."







"Va bene, doc" rispose. "Mi siederò fuori."







Trovò Nabiki seduta sul divano nella sala d’attesa che sfogliava una rivista. Lei lo guardò mentre entrava. Mettendo la rivista da parte, gli sorrise ed accarezzò il posto accanto a lei. "Vieni siediti accanto a me, Ranma. Puoi farmi compagnia."







Non volendo discutere, si fece cadere con un tonfo accanto a lei, agganciando le mani dietro la testa. Chiuse gli occhi per un momento, per riposare.







"Non ti preoccupare, Ranma", disse Nabiki. "Starà bene."







"Sì", rispose lui, senza girarsi a guardarla.







Lei fece una pausa. "Cosa pensi che le sia successo? " Questa domanda la stava infastidendo da tutta la sera, sin da quando Ranma era sceso portando Akane nelle sue braccia, ed un senso di paura stava crescendo lentamente in lei.







"Vorrei saperlo", mormorò assente Ranma . "Così non sarei così - " strascinò via, sparando uno sguardo a Nabiki per vedere se avesse afferrato il suo scivolone verbale.







Che, chiaramente lei afferrò. Nabiki sorrise. "Preoccupato? "







Lui guardò da un'altra parte, ma non prima che Nabiki notasse le sue guance arrossarsi. "Certo che no."







Lei accarezzò il suo ginocchio. "Apprezzo la tua preoccupazione per la mia piccola sorella. So che anche Akane lo sarà quando si sveglia."







Ranma sbuffò. "Sì, se non è troppo occupata a schiacciarmi al pavimento."







Nabiki sospirò. "Devi solo imparare a non provocarla, Ranma. Tu sai che lei perde troppo facilmente la calma."







Lei gli gettò uno sguardo. "Ed il modo in cui le parli non aiuto molto, lo sai."







"Sì, è colpa mia ", disse lui amaramente. "È sempre colpa mia, non è così, Nabiki? "







Nabiki aprì la bocca per rispondere, ma Ranma si spostò in avanti, ignorandola.







"È colpa mia se ho Shampoo ed Ukyou che mi vengono dietro. È colpa mia se cambio in una ragazza. Questo è il fatto, è colpa mia se sono stato fidanzato a lei. È colpa mia se non voglio mangiare le cose che cucina. Cosa altro, Nabiki? Sono sicuro tu potresti pensare a qualche cosa."







Lei scelse attentamente le sue parole. " Io non ho mai detto questo, Ranma. Anche Akane ha le sue colpe. Lei salta troppo rapidamente a conclusioni senza pensarci." si strinse nelle spalle. "Nessuno è perfetto."



"Lasciami dire una cosa", cominciò.







Ranma rise brevemente. "No grazie. Non ho molti soldi con me adesso."







Lo guardò adirata. "Non avevo tentato di addebitarti niente", replicò.







"Oh sì? " disse lui di nuovo. "Bene, se c'è una cosa che ho imparato vivendo con te, è che nulla è gratis, Nabiki."







L'aria era piena di tensione mentre i loro occhi sparavano pugnali l’uno all’altra. Alla fine, Nabiki sospirò. "Penso di essermelo meritato", disse leggermente.







Ranma scosse la testa. "No, mi dispiace. Non lo avrei dovuto dire."







Lei sorrise. "Ma lo pensi."







"Sono solo stanco, ok? " disse stancamente. "Non mi sento in vena di discutere oggi, Nabiki."







"Capisco", disse leggermente. "Lei è mia sorella. Anche io le voglio bene, lo sai."







Sedettero in silenzio per alcuni minuti finché Nabiki parlò di nuovo. "Akane ha bisogno di una lezione o due in pazienza, e così te, Ranma." gettò uno sguardo verso di lui. "Questo era quello che stavo per dirti." Sorrise. "Voi siete solo troppo simili, Ranma. Entrambi troppo caparbi per



cedere." Gli accarezzò la spalla mentre si alzava. "Tutto andrà bene, non ti preoccupare", ripeté, prima di camminare fuori della stanza.







Ranma inclinò di nuovo la testa, chiudendo gli occhi. * Lo spero, * pensò. * Spero davvero che sia così. *







* * * *







Erano riuniti nella sala d’attesa del Dott. Tofu; Ranma, Nabiki, Genma e Soun. La famiglia si era preoccupata che la più vecchia figlia di Tendo non partecipasse a questa riunione. Kasumi era stata mandata casa a preparare il pranzo.



Ranma sedeva su una sedia da solo, mentre la famiglia di Akane e suo padre avevano preso tutto lo spazio sul divano lungo, che era appoggiato contro il muro. A lui non importava, mentre stava seduto, con lo sguardo rivolto al niente , tentando di ignorare la paura che si faceva strada nel suo cuore. Qualche cosa non andava, lo sentiva nel suo intimo. C’era qualche cosa di molto, molto sbagliato. Genma e Soun stavano ricordando il passato, ancora un'altra avventura sui loro viaggi di addestramento, e la loro forte risata riempì l'aria. Accanto a loro, Nabiki appariva assorbita nella sua rivista d’affari. Non si rendevano conto della gravità della situazione?



Il Dott. Tofu entrò nella stanza, interrompendo Genma nel mezzo della sua storia. Tutti guardarono all'espressione arcigna del dottore, e tutto il buon umore fuggì dalle loro facce. Aspettarono apprensivamente che cominciasse.



Ranma, dopo aver guardato il dottore, dalle rughe sulla sua fronte ed la smorfia sulla sua bocca, aveva abbandonato tutte le speranze che non ci fosse niente di sbagliato con Akane. Stava sperando che Tofu avrebbe detto loro che erano solo i nervi o qualche cosa del genere che aveva provocato lo svenimento di Akane.



Ranma sapeva che doveva essere molto, molto peggio dei nervi.







"Ho delle buone notizie", cominciò il Dott. Tofu. "Akane è sveglia. Si è svegliata alcuni minuti fa, e le ho detto di riposarsi. Sta aspettando disopra. La potete vedere dopo che vi ho dato i risultati del mio esame."







Ranma resistette alla spinta di lanciarsi fuori della stanza per controllare Akane.



Poteva aspettare qualche secondo in più. Il Dott. Tofu non aveva detto niente sulle sue condizione, e Ranma aveva inteso che questo voleva dire che Akane stava bene- per ora.







"Per semplificare le cose", continuò "sembra che Akane sia stata avvelenata."







"Cosa?! " strillò metà della stanza. Ranma fissava il Dott. Tofu, con la bocca aperta.







Gli occhi di Soun cominciarono a riempirsi di lacrime, mentre Genma gli accarezzava la schiena. "Ascolta quello che il dottore deve dire prima di perdere il controllo", gli suggerì.







Il Dott. Tofu accennò col capo. "E' molto debole, ed io ho ripristinato i suoi segni vitali. Dovrebbe stare bene in pochi giorni."







"Pochi giorni? " gli fece eco Nabiki .







"Lasciatemi finire. Sfortunatamente, non sono stato capace di identificare il veleno. Dovrei trovarne un po’, o sapere che genere di veleno era, per essere capace di prescrivere una cura. Come ho detto, Akane dovrebbe stare bene in alcuni giorni. C'è una cosa di cui sono sicuro. Il



veleno sta agendo velocemente. Morirà in meno di una settimana se noi non siamo capaci di trovare un antidoto."







Tutti ora erano silenziosi, aspettando che l’ascia precipitasse. Anche Soun Tendo aveva smesso di piangere e fissava il dottore con gli occhi larghi. Ranma stava trovando più duro e più faticoso respirare. Il suo torace era stretto dolorosamente, provò a prendere respiri più profondi. Akane



stava morendo. Lei stava morendo...



.



"Ho una domanda da farvi", il Dott. Tofu continuò. "Sapete come si è avvelenata? Come gli è stato somministrato? "







Tutti negarono di saperlo. Il Dott. Tofu si rivolse a Ranma che non aveva mosso un muscolo fin dal suo annuncio. "Ranma? Hai un indizio? "







Lui scosse la testa. "Io non so", rispose impietrito.







"Vi ho detto che il veleno sta agendo velocemente. Sono abbastanza sicuro che è meno di un giorno che è stata avvelenata. Quello dovrebbe essere un indizio. Questo vuole dire che è stata avvelenata forse ieri pomeriggio, o la notte scorsa. Qualche idea? "







"Akane è andata ai grandi magazzini con Ranma ieri", Nabiki rispose. "Abbiamo cenato a casa. Era il suo compleanno."







"Ah, sì. Mi ricordo." si rivolse di nuovo a Ranma. "Non è successo nulla di avventuroso mentre stavate facendo compere? "







"No", rispose lui automaticamente. "Sono stato con lei tutto il tempo. Non è successo nulla. Forse è successo la notte scorsa".







"Ma lei è svenuta prima di cena, ricordi? "Genma ricordò loro.







"Come _può_ essere stata avvelenata, Dottore? " chiese Nabiki.







Lui aggrottò le sopracciglia. "Oh, come al solito, immagino. O lo ha ingerito, messo nel cibo, o è entrato direttamente nella circolazione sanguigna, come un morso di un serpente. Potremmo tentare di cercare ferite di foratura, penso... "







Ferite di foratura, pensò Ranma. Era stato con Akane tutto il pomeriggio, ed era sicuro che l’avrebbe vista se si fosse fatta male o qualsiasi cosa. E cosa avrebbe potuto provocare ferite di foratura? Era estremamente improbabile che qualcuno le avesse iniettato il veleno con una siringa.



Avrebbe notato se si fosse tagliata o se fosse stata usata una lama.



Erano tornati subito a casa dai grandi magazzini, ricordò. Akane era andata a prendere uno spuntino da Kasumi, mentre Ranma era uscito a cercarle un regalo. Quando era tornato, lei era nella sua stanza, indossando il vestito blu.



L' aveva aiutata a mettersi la collana, ed aveva fatto commenti su come fosse simile alla spilla sul vestito...







Ranma sollevò la testa. "La spilla! "







Tutti si girarono a guardarlo.







Il suo battito cardiaco tuonò nei suoi orecchi come si alzò. "Deve essere stata la spilla", disse. " Non può essere stato nient’altro! "







"Di cosa stai parlando, Ranma? "







"Lei stava indossando una spilla blu", spiegò agitato. "Mi disse che aveva trovato il vestito sulla sua scrivania, e aveva pensato che fosse da parte mia. La spilla era con il vestito. Deve essere stata quella spilla! "







Nabiki raccolse una borsa accanto ai suoi piedi, ed estrasse un vestito di seta blu. "Noi le abbiamo messo il pigiama prima che il Dott. Tofu cominciasse i suoi esami."



Con delicatezza prese la spilla, stando attenta a non pungersi.



Dandola al dottore, gli disse, "Stia attento, Dott. Tofu."







Il dottore accennò col capo, prese la spilla e la guardò da vicino.



"Sì, questo potrebbe essere il mezzo usato", rifletté. "Lo sapremo con sicurezza dopo che l’avrò esaminata." Alzò lo sguardo. "Questo potrebbe prendere del tempo. Perché non andate a vedere Akane? "







Non avendo bisogno di un secondo invito, Ranma lasciò rapidamente la stanza. Genma fece un piccolo sorriso nonostante le notizie che avevano ricevuto. "Almeno sta mostrando preoccupazione per la sua fidanzata", disse a Soun.







Ranma fece due scalini alla volta, senza fiato, fece una pausa fuori dalla porta di Akane. Colpendo le nocche sulla porta di legno, esitò solo per un secondo prima di aprirla, la preoccupazione per lei aveva la priorità su qualsiasi altra emozione.



Akane alzò lo sguardo quando lui entrò. Ranma lentamente si avvicinò a lei, i suoi occhi notarono rapidamente la pallidezza della sua carnagione.







Si era fermato vicino al suo letto, in piedi. "Ciao", borbottò.







Lei stava stropicciando le lenzuola con le dita. "Ranma", bisbigliò, chiudendo gli occhi. Lui fremette all'espressione vinta sulla sua faccia - così diversa dalla forte ragazza, dallo spirito libero che lui conosceva.







Avvicinò una sedia e sedette accanto al suo letto. "Tutto andrà bene, Akane", la rassicurò. "Non ti preoccupare."







"Non mentirmi, Ranma" rispose, guardando da un’altra parte.



Le prese la mano delicatamente. Akane girò la testa per guardarlo.







"Tutto andrà bene", ripeté. "Noi troveremo la cura. Abbi fiducia in me."







Lei accennò col capo debolmente, mentre le lacrime scivolavano in giù sulle sue guance. "Io ho fiducia in te."







"Bene", bisbigliò, alzando una mano per asciugarle le lacrime. "Il Dott.Tofu identificherà presto il veleno. Poi noi troveremo l’antidoto. Come ti senti? "







"Stanca", rispose. "E ho freddo."







Lui si alzò, avvolgendo le coperte intorno a lei. "Vuoi che chieda a Kasumi di portarti dei vestiti più caldi? " suggerì.







"Chiederò a Kasumi di portarti dei maglioni, Akane", era la voce di Nabiki.



Ranma si girò, vedendola sulla via d’accesso.







"Avrai bisogno di qualcos’altro? " le chiese.







Akane scosse la sua testa. "No grazie, sorellina."







"Akane! " Soun si precipitò vicino alla sua figlia più giovane, prendendole la mano. "La mia povera bambina! " urlò.







"Io sto bene, Papà", disse. "Non ti preoccupare."







"Bene, sei ottimista", disse Nabiki. Fece un breve sorriso a sua sorella. "Solo stai qui e riposati, e noi ci prenderemo cura di tutto."







"È quasi l’ora di pranzo", Genma ricordò loro. "Perché non torniamo tutti dopo pranzo? "







"Sarebbe bene", disse il Dott. Tofu, entrando. Sorrise ad Akane. "Avrò i risultati del test poco dopo pranzo. E non preoccupatevi di Akane. Le farò compagnia io."







"Andiamo allora", disse allegramente Genma. "Ho fame."







"Io resto."







Tutti si girarono verso Ranma che non si era mosso dal suo posto accanto ad Akane. "Io resto qui", ripeté.







Tofu sorrise. "Dopo porterò del cibo per voi due, Ranma."







Lui sorrise grato. "Grazie."







"Sono orgoglioso di te, figlio! " Disse Genma. "Anche tua madre lo sarà, quando lo saprà. IO - "







"Oh, mia figlia è così fortunata ad avere un fidanzato così premuroso", singhiozzò Soun.







Genma spinse leggermente Soun fuori la porta. "Andiamo a pranzo, Tendo" suggerì impaziente.







"Non preoccuparti di nulla, Akane" disse Nabiki. Alzando la mano in un piccolo cenno, chiuse la porta dietro di se. "Ritorneremo dopo pranzo."







Il Dott. Tofu sorrise come la porta si chiuse. "Sei fortunata ad avere una famiglia così premurosa, Akane."







Lei gli restituì il sorriso, ma non giunse completamente ai suoi occhi. "Lo so."







"Devo farti una domanda, Akane" disse il Dott. Tofu. Aveva in mano una spilla blu.



"Riconosci questa? "







Gli occhi di Akane si stavano chiudendo, e lei batté le palpebre molte volte. "Mi dispiace, non ho sentito."







Il Dott. Tufo ripeté la domanda, avvicinandosi a lei per permetterle di guardare più da vicino la spilla.







"Non è la mia spilla blu? " chiese.







"Dove hai trovato la spilla, Akane? " chiese Ranma.







Lei soffocò uno sbadiglio. "Te l’ho detto, Ranma. L’ho trovata sul vestito."







"Era insieme al vestito? "







"Sì. Perché? " Lei guardò Ranma, poi il Dott. Tofu. "Cosa c’è che non va? "







"Dicci cosa è successo da quando hai trovato la spilla, Akane", le disse il Dott. Tofu.







"Ma io non capisco - "







"Fai solo quello che dice il dottore, Akane" replicò Ranma.







Lei sospirò. "Noi avevamo visto il vestito ai grandi magazzini, ed io avevo detto quanto mi era piaciuto. Quando sono entrata nella mia stanza dopo aver fatto il bagno, ho visto una scatola incartata. Naturalmente, pensavo che fosse da parte di Ranma."







"Ho dimenticato di chiederti perché hai pensato così? " chiese Ranma.







Lei lo guardò. "Beh, tu eri l’unico che ancora non mi aveva dato un regalo, e specialmente dopo che ho aperto la scatola e ho visto il vestito, ero così sicura che fosse da parte tua."







"Non c'era un biglietto sul pacco? "







Akane aggrottò le sopracciglia. "Oh, sì. Ma c’era scritto solo il mio nome sul biglietto."







Sollevò le sopracciglia. "Forse doveva essere una sorpresa? " suppose.







"Lo è stato sicuramente", mormorò Ranma.







"Cosa hai detto? "







"Continua con la tua storia, Akane" chiese il Dott. Tofu. "Poi cosa è successo? "







"Mi sono provata il vestito", rispose. "Solo dopo che lo avevo indossato, Ranma è entrato, e mi ha dato il suo regalo. Io avevo pensato veramente che il vestito fosse da parte sua. Credo che avrei dovuto pensare - "







"Quando hai indossato la spilla, Akane? " Il Dott. Tofu interruppe.







Lei batté le palpebre. "La spilla? Era inserita a sinistra, e quando ho indossato il vesta, io - "







"Ti sei punta "? " Ranma gridò, saltando dalla sedia.







Lei lo guardò male. "Non gridare". Disse.







Ranma la guardò arrabbiato. "Come puoi essere così stupida? " le chiese.







"Cosa hai detto? " Akane tentò di sedersi sul letto, facendosi forza sui pugni. Il movimento improvviso, però, le fece martellare la testa, e lei gridò di dolore.







Ranma era accanto a lei in un istante, sedendo sull'orlo del letto.



Le sue dita spazzolarono via il sudore dalla sua fronte, ed le due lacrime che uscivano dall'angolo dei suoi occhi chiusi. "Ora guarda cosa ti sei fatta", disse quietamente.







Lei aprì gli occhi, trovandosi a fissare nello sguardo fisso e penetrante di Ranma. "Non capisco", bisbigliò lei .







"Questo chiarisce le cose", osservò il Dott. Tofu. Vedendo il cipiglio confuso di Akane, ripeté il suo chiarimento. "Scopriremo abbastanza presto se era la spilla che conteneva realmente il veleno. Abbiamo bisogno dei test per confermare, ma sono sicuro che è la spilla."







Lui le sorrise rassicurante. "Riposati un po’ e non preoccuparti di niente. Ritornerò più tardi col tuo pranzo."







"Non ho fame", disse leggermente Akane.







"Che tu voglia o no, mangerai qualcosa", le disse Ranma.







"Io starò qui e mi assicurerò che tu lo faccia."







Il Dott. Tofu sorrise. "Fallo, Ranma." Girandosi, camminò verso la porta. "Ora vi lascerò soli".







Ranma si sedette di nuovo sulla sedia, guardando Akane. Aveva chiuso gli occhi e sospirò pesantemente. Passarono alcuni minuti di silenzio totale, e Ranma pensò che si fosse addormentata.







Stava diventando assonnato, la stanchezza lo stava sommergendo.



Inclinò di nuovo la testa, con l’intenzione di fare un piccolo pisolino.



Nel momento in cui si stava per addormentare, sentì un singhiozzo molle, accompagnato da un fruscio di lenzuola come Akane si rigirò nel letto. Aprì un occhio per guardarla.



Gli dava le spalle, il suo corpo arricciato, ermeticamente avvolto nel lenzuolo.



Per un momento Ranma pensò che fosse ancora addormentata, finché osservò lo scuotimento leggero delle sue spalle. Un singhiozzo molle riempì l'aria, e lui si irrigidì.



* Oh, dio, * pensò. * Sta... piangendo? *







Camminando all'altro lato del letto, si acquattò in giù per guardare da vicino la sua faccia. Le sue guance erano bagnate di lacrime che uscivano dai suoi occhi, chiusi ermeticamente. Le sue labbra tremavano, e il suo corpo intero si scuoteva mentre tentava di trattenere i singhiozzi.







Lei sentì le sue dita sulla faccia, il suo tocco leggero come una piuma.



Le sue mani asciugarono via l'umidità dalle guance mentre la sua voce la



calmò come una brezza fresca. "Um... Akane? " disse.







Lei aprì gli occhi, e lo trovò a fissarla, i suoi vivi occhi blu, pieni di preoccupazione. "Uh... stai bene? " chiese lui stupidamente.







"Sono spaventata, Ranma", bisbigliò.







Lui fremette. "Mh, maledizione, Akane. Non ti accadrà nulla. Noi troveremo la tua cura, e tutto ritornerà normale. Non preoccuparti."







"Mi fa male la testa ", disse, le lacrime uscivano dai suoi occhi. "Mi sento così debole."







Ranma sentì il torace stringersi dal dolore alle sue parole. Lui * odiava * vederla soffrire... ma in qualche modo, l'espressione vinta nei suoi occhi lo faceva sentire anche più male.







"Non abbandonare ancora, Akane", le disse, prendendo la sua mano. "Io non lo faccio. Per favore, non abbandonare".







Lei si morse il labbro, distogliendo lo sguardo. Intrepido, Ranma proseguì.



"Ricordi quello di cui abbiamo parlato la notte scorsa? "







Akane lo guardò di nuovo, confusa. "Cosa? "







"Quando ti ho chiesto se volessi rompere il nostro fidanzamento, tu mi hai detto, che sai che io sarei stato qui per te sempre, che ti avrei protetto sempre." Le sorrise. "Te lo ricordi, Akane? "







Lei accennò col capo debolmente. "Lo ricordo."







"Bene, io ora sono qui, Akane." Prese con forza la sua mano. "E voglio essere qui sempre. Non lascerò che ti accada nulla."







"Ranma... " Le sue dita si chiusero sulla sua mano, lei alzò gli occhi brillanti di lacrime. Deglutì. "Grazie."







"Niente più lacrime, Akane" le disse. "Riposati. Ti sveglierò quando ritornano". Lasciò la sua mano, per afferrare una sedia e sedersi. Ma si stupì quando le sue dita gli strinsero la mano.







"Non andartene", bisbigliò, afferrandogli la mano. "Ho paura."







"Non sto andando via", la rassicurò. "Resterò qui."







"Grazie." Respirando con facilità per la prima volta in tutto il giorno, chiuse gli occhi e sospirò leggermente.







Ranma la guardò ansiosamente, facendo un sospiro di sollievo quando il suo torace comincio a muoversi con un ritmo leggero, mentre si addormentava.



* Era così difficile, * si chiese, * farle sapere cosa sento realmente? *



Non era affatto duro. Era quasi dolorosamente facile, abbassare le difese e farle sapere per una volta la verità sui suoi sentimenti per lei. La profonda felicità nei suoi occhi, sebbene rannuvolati dal dolore, fece sentire la sua decisione ancora più giusta.



Ma abbassare la guardia lo fece sentire vulnerabile, come se fosse andato fuori agli elementi aspri della natura, senza vestirsi o proteggersi.



Aveva vissuto così a lungo custodendo i suoi sentimenti ermeticamente. Nessuno poteva toccarlo, e poi, nessuno poteva fargli del male. Ma poi, non aveva mai avuto qualcuno come Akane, che poteva far volare di felicità il suo spirito, col suo sorriso. Nessuno poteva scatenare dei sentimenti così forti in lui come Akane. Prima di Akane, non aveva mai avuto una spinta così forte per nessuno, stare accanto a lei, e renderla felice per il resto della sua vita.







* Io l’amo, * pensò, guardando dolcemente Akane. * E farò questo per lei. Provare l’amore, e se lei me lo lascia fare, forse un giorno o l'altro sarò felice. *



     


                     





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