FanFiction Ranma 1/2 | Waiting for you di Eugenia | FanFiction Zone

 

  Waiting for you

         

 

  

  

  

  

Waiting for you ●●●●○ (Letta 7321 volte)

di Eugenia 

11 capitoli (conclusa) - 4 commenti - 7 seguaci - Per tutti

    

 

Sezione:

Anime e MangaRanma 1/2

Genere:

Drammatico - Romantico

Annotazioni:

Traduzione

Protagonisti:

Ranma - Akane

Coppie:

Ranma/Akane (Tipo di coppia «Het»)

 

 

              

  


  

 1 - Un Regalo per Akane 

Traduzione dall'inglese effettuata da Eugenia con il permesso dell'autrice, per il sito FanFiction Zone. Questa ff ha vinto il premio come miglior miniserie del mese (Febbraio 2001) al "Best of Ranma ½ fanfiction Awards".


  

Una storia di mistero, suspense e un po’ di inquietudine... trattando con le sfide che porta la vita, affrontando una perdita... ma soprattutto, è la storia di Ranma ed Akane, e di un amore così durevole, che può superare qualsiasi cosa



Il vero amore non ha un lieto fine, semplicemente non finisce...




Waiting for you



(Aspettando te)







A Ranma ½ Fanfiction by Stiffanie Flores







- stiffanie@mailcity.com



- stiffanie@mail.com







Nota dell’autrice: Ranma ½ e tutti i suoi personaggi appartengono a Rumiko Takahashi. Questo fanfic è scritta con il solo scopo di divertimento e per propria soddisfazione







http://www.angelfire.com/sd/Ranmafanfic/waiting.html







Traduttrice: Eugenia



Tradotta per il sito www.manganet.it







Capitolo 1







Un Regalo per Akane







La luce del sole entrava attraverso la finestra. Alcune pentole erano sui fornelli, e Kasumi stava cantarellando leggermente, mentre tagliava delle verdure. Oggi era un giorno speciale, così aveva preparato una colazione speciale.







Con attenzione, mise ogni piatto su un vassoio, e li portò in sala da pranzo. La tavola era apparecchiata. Aveva sistemato con cura, in tutta la casa, fiori freschi nei vasi. Aveva preparato i piatti favoriti di tutta la famiglia. Tutto era pronto.







Era quasi l’ora di svegliarsi.



Un movimento attirò il suo sguardo, e si girò a vedere Ranma che si stava avvicinando.



Lui le sorrise " Buon giorno " ed si avviò a fare i suoi esercizi mattutini.



Kasumi lo guardò dalla sala da pranzo. I suoi movimenti erano fluidi, i suoi muscoli tesi, mentre faceva i suoi kata. Ma anche da lontano, Kasumi poteva sentire che c'era qualche differenza nell’allenamento di oggi.



La mente di Ranma era distratta mentre faceva meccanicamente gli esercizi.



Ranma si girò e vide lo sguardo di Kasumi fisso su di lui. Sorpresa a spiarlo, lei gli sorrise, e tornò in cucina. Quando fu andata, Ranma si asciugò il sudore dalla fronte, e assunse la posizione del loto, mentre l’erba gli faceva il solletico ai piedi nudi.



Guardò verso il cielo blu, come per chiedere aiuto. Si sgridava per aver aspettato così a lungo. Oggi era il giorno, e non aveva pensato ancora a niente.







"Buon giorno!"







Akane uscì e si avvicinò a lui. Lo stava guardando e sorrideva. "Buon giorno", rispose Ranma.







"Akane, colazione", disse la voce di Kasumi. La più vecchia sorella Tendo si sedette alla tavola mentre Nabiki, Soun, e Genma-panda arrivavano.







Ranma si alzò e seguì Akane. Si sedette accanto a lei, e prese le ciotole di riso che Kasumi gli porgeva. Girandosi verso Akane, gliene diede una.







"Grazie." Akane raccolse i bastoncini, e cominciò a mangiare.







"Akane, potresti andare a fare la spesa questo pomeriggio? "







Akane accennò col capo a sua sorella. Ingoiò il cibo e chiese, "Certo. Perché, abbiamo già finito gli approvvigionamenti? "







Kasumi pensò per un momento. "Ho solo bisogno di salsa di soia, una chilo di zucchero, una bottiglia di olio per insalata... " si interruppe, sorridendo. "Forse è meglio se faccio una lista."







"Vengo con te, Akane."







Akane, guardava Ranma con occhi sorpresi. "Vieni con me? " chiese. "Davvero? "







Ranma abbassò gli occhi, imbarazzato. "Sì, per forza. Devo comprare alcune cose."







* Si ricorda? * gli occhi di Akane brillarono di felicità.







Lo stava ancora fissando, e Ranma disse goffamente. "Guarda, non sto chiedendoti di uscire o qualsiasi altra cosa, ok? Chi vorrebbe uscire con uno stupido maschiaccio come - oomph! "







Akane gli diede un pugno in faccia. "Stupido", mormorò. * Brava, Akane, *



si sgridò. * Hai di nuovo delle speranze. Come se lui pensasse mai a chiunque altro oltre che a se stesso. *







Ranma si strofinò la guancia mentre si alzava. * Maschiaccio violento. Non so perché tento di essere gentile con lei. *







Ranma tornò verso la sua stanza, ancora adirato. Gridava sempre contro di lui.



Non gli dava mai un'opportunità di finire quello che stava dicendo prima di colpirlo con un martello. Non gli permetteva mai di spiegare ogni qualvolta vedeva Shampoo o Ukyou tra le sue braccia. Tentava sempre di avvelenarlo con la sua cucina - se si può chiamare così. Lo chiamava "pervertito" la maggior parte delle volte che erano insieme.



*Io non sono altro che un cambia-sesso, un libertino pervertito, ai suoi occhi. Quindi perché diavolo me ne preoccupo ancora? *



Ranma spinse la porta della sua stanza, ed si sdraiò sul pavimento, fissando il soffitto. Improvvisamente, immagini di Akane riempirono la sua mente. Lui la vide precipitarsi verso di lui con un bollitore di acqua calda per farlo tornare ragazzo. L'immaginò mentre gli sorrideva, mentre andavano a scuola, in ritardo come al solito. Vide i suoi occhi espressivi pieni di gioia, ogni volta che lui vinceva una battaglia, o addolorati, mentre tentava di confortarlo, ogni volta che aveva perso. Più di qualsiasi cosa altro, ricordava mentre l’abbracciava dopo avere combattuto Saffron a Jyusenkyo, il suo corpo ancora come morto. Un terrore che lui non aveva mai conosciuto aveva riempito il suo cuore, mentre la implorava di ritornare, le lacrime che non poteva più trattenere scesero giù per le sue guance. In quel momento pensava di averla persa per sempre, aveva pensato ad una vita senza di lei, e non poteva immaginare come sarebbe stato senza di lei al suo fianco. Aveva compreso che lei era il motivo per cui viveva, e senza di lei, non poteva immaginare di essere di nuovo felice.



Per un momento raro, mise da parte tutti i suoi inganni e dubbi, e si permise di affrontare la verità. * Perché lei ti piace, stupido. Ed è il modo in cui ti sorride che dà valore a tutto. * Sospirò, sdraiato sul suo futon. Nel profondo, sapeva cosa sentiva per lei. Dopo Jyusenkyo, era la prima volta che ammetteva a se stesso di amarla. Le parole erano esplose dal suo cuore, la diga che aveva costruito per nascondere i suoi sentimenti si era rotta per il dolore di vedere Akane vicino alla morte. Ed anche se lei era stata d'accordo con il matrimonio pianificato dai loro genitori, ancora non era sicuro cosa sentisse per lui.



Quando era adirata con lui, era sicuro che lei l'odiasse. Non aveva bisogno di una ragione, solo per il fatto che era lui. Era così arrabbiato con lei, quando lo biasimava per tutto quello che andava male, anche se non era colpa sua. E lui le rispondeva, dicendole cose che sapeva che la ferivano. Ogni qualvolta lo faceva arrabbiare, dimenticava che doveva essere gentile con lei, come suo fidanzato. Dimenticava tutte quelle volte che era sembrata così felice quando aveva fatto qualche cosa per lei.



Ricordò il regalo che Nodoka gli aveva chiesto di dare ad Akane. Lui pensava che fosse un anello. Diamine, tutti avevano pensato che fosse un anello di fidanzamento. Era terrorizzato al pensiero della sua reazione. Aveva pensato al modo di darglielo senza darle l'impressione che stesse facendole una proposta di matrimonio. Quando finalmente aveva aperto il cofanetto dell’anello, e lui aveva visto il suo sguardo mentre guardava al semplice nastro d’oro, aveva pensato che non le era mai sembrata più bella. Sembrava così felice, almeno finché non avevano capito che dopo tutto non era un anello.



Molte volte aveva visto come sembrava felice quando faceva qualche cosa per lei. Si sentiva bruciare ogni qualvolta lei gli sorrideva. Il suo sorriso gli faceva dimenticare il fatto che pensava che lei fosse uno stupido, violento, brutto maschiaccio.



Il suo sorriso rompeva tutte le sue difese e lo riempiva di una felicità che non aveva mai conosciuto.



Voleva fare qualche cosa per lei. Non aveva molti soldi, né aveva molto tempo. Ma voleva farla felice, farla sorridere.



Anche solo per oggi.



Era il suo compleanno, dopo tutto.







* * * *







* Stupido Ranma. *







Akane camminò lungo il corridoio fino alla stanza di Ranma. * Perché non può mai essere gentile con me? Lo giuro, se mi insulta ancora una volta, realmente se l’è cercata. *







Spinse la porta aprendola con un fruscio forte. Ranma era seduto sul pavimento e contava i soldi nel suo portafoglio. Alzò lo sguardo come lei entrò.



Sorrise. Akane riusciva a dimenticare lo "s....o" che era, ogni qualvolta che le sorrideva.







"Vieni o no? " gli chiese, appoggiandosi contro la porta dietro a lei. "Sei pronto, io sto uscendo."







Ranma si alzò in piedi. "Sicuro. Sono pronto ".







Akane si girò per andarsene, quando la voce di Ranma la fermò. "Akane."







Lo guardò, sorpresa. Lui sorrise di nuovo. "Buon Compleanno, Akane", le disse.







Era come i primi raggi di luce del sole che scoppiano attraverso l'oscurità.



I resti della sua rabbia si affievolirono. " Grazie, Ranma."







Lui si grattò la testa, timidamente. "Spiacente non ho niente per te. Sono momentaneamente a corto di soldi. "







Lei scosse la testa. "Non ci sono problemi, Ranma. Sono contenta che te lo sei ricordato."



Allegramente, andarono ai grandi magazzini.







* * * *







"Ranma, guardiamo un po’ in giro, va bene? "







Lui nascose un sorriso. Aveva contato su questo. "Sicuro, Akane. Qualunque cosa tu



vuoi."







Se Akane diffidasse del fatto che lui fosse così gentile, non disse niente. Insieme, andarono a zonzo attraverso boutique e negozi di regali, non con l’intenzione di comprare qualche cosa veramente, solo per il semplice divertimento di guadare le vetrine.



Almeno per Akane. I pensieri di Ranma erano una questione diversa. Sperava di trovare un'idea per farle il regalo, mentre guardava i negozi con lei.



Akane non pensava che Ranma le avrebbe comprato un regalo.



Aveva accettato quello che le aveva detto sul fatto che fosse senza soldi come verità. Ranma era sempre vittima delle frodi di Nabiki, così Akane sapeva che la maggior parte dei suoi soldi andavano a Nabiki, in un modo o nell'altro.







Akane si fermò di fronte al suo negozio di vestiti favorito. "Entriamo", disse, e senza aspettare una sua replica, entrò.







Ranma non ci aveva pensato, essendo un ragazzo, si sentì a disagio in una boutique per donne. Anche se ci pensava, decise di far tacere tutte le sue proteste.



Ranma stava in piedi vicino alla porta, mentre Akane si aggirava tra gli scaffali.



Casualmente, sbirciò verso la vetrina di un negozio. Un lampo attraversò i sui occhi, vide un paio di cigni di cristallo, i loro colli aggraziati si congiungevano a formare un cuore delicato. Anche da lontano poteva vedere il magnifico lavoro manuale. Poteva anche intuire che costavano molto.







"Ranma! " Akane andò verso di lui dal fondo della stanza, tenendo un vestito di seta blu.







Ranma camminò verso di lei, mentre teneva il vestito appoggiato addosso, sorridendo.







"Cosa ne pensi? " gli chiese. Il vestito le arrivava appena sopra le ginocchia. Era senza maniche, e fiori gialli e blu decoravano la leggera stoffa blu.







Non si intendeva di abbigliamento femminile, ma poteva dire che le sarebbe stato bene. "Ti sta bene", disse semplicemente.







"Realmente? " Akane tenne il vestito sul braccio, guardando il cartellino del prezzo.







"Perché non se lo prova, signorina? " La commessa accanto ad Akane le indicò i camerini di prova.







Akane sorrise, scuotendo la testa. "No grazie", rispose, restituendo di nuovo la gruccia con il vestito alla donna.







"Tornate di nuovo", disse loro la commessa mentre lasciavano il negozio.







"Perché non hai provato quel vestito, Akane? " chiese Ranma. "Mi sembrava che ti piacesse."







Lei si strinse nelle spalle. "È molto bello, ma è un poco fuori dal mio budget." continuò.







"C'è una svendita la settimana prossima. Forse posso ottenere un sconto."







Ranma accennò col capo, sembrando confuso. Akane lo spinse leggermente per avere la suo attenzione. "O forse tu puoi regalarmelo per il mio compleanno", suggerì, ghignando diabolicamente.







Ranma impallidì. "Guarda, Akane, Lei sai che sono senza soldi. Non c'è nessun modo che io mi possa permettere un vestito come quello. IO - "







Akane rise, dandogli un pugno leggero sul braccio. "Stavo solo scherzando, Ranma."







Lo prese a braccetto, conducendolo al supermercato.







"In ogni modo faremmo meglio a comprare i generi alimentari per Kasumi e tornare a casa, prima che veda qualsiasi altra cosa che mi piace."







Ranma le permise di condurlo, la sua mente già immaginava il leggero, fluente vestito su Akane.







* * * *







Akane chiuse la porta del bagno dietro di lei, mentre ancora si asciugava i capelli.



Annusò l'aria, sorridendo, mentre pensava alle cose meravigliose che Kasumi stava preparando per cena. Probabilmente avrebbe avuto una torta, come l'anno scorso.



Andò nella sua stanza, sospirando. Se solamente avesse potuto cucinare bene come Kasumi. Avrebbe potuto preparare la propria cena di compleanno. Avrebbe potuto sorprendere Ranma con una torta casalinga ed i suoi piatti favoriti per il suo compleanno. Avrebbe potuto - la prima cosa che Akane notò era il pacco sopra la sua scrivania. Era avvolto in una brillante carta gialla, ed allacciato con un nastro rosso scuro. Curiosa, si avvicinò per prenderlo. Sul biglietto c’era scritto solo "Akane", senza indicazione da parte di chi era.







* Chi potrebbe essere? * pensò. Aveva già ricevuto i regali dalla sua famiglia.



Kasumi le aveva lavorato a maglia un maglione nuovo. Nabiki le aveva regalato una sciarpa.



Ed il grande orsacchiotto di pezza bianco sul suo letto era da parte di suo padre e Genma. E Ranma aveva detto che era - Ranma!



Certo era da parte di Ranma, lacerò impazientemente la confezione, e aprì la scatola. Emise un piccolo grido di gioia come dolcemente ne estrasse un vestito blu. Un dolce sorriso apparve sulle sue labbra. Era lo stesso vestito che aveva visto nella boutique. Una piccola spilla d’argento con



una pietra di acquamarina era unita al vestito.



Attraversando la stanza per chiudere la porta a chiave, si tolse i vestiti, e provò l’abito. Era occupata a lottare contro la chiusura lampo, quando fece un salto, perchè la spilla la punse. Nella fretta non aveva notato che il fermaglio era aperto. Attentamente, chiuse il fermaglio, e si guardò da vicino la pelle. Fortunatamente la ferita non perdeva sangue.



Accarezzado il vestito con le mani, si meravigliò al tatto della stoffa soffice sulla pelle. Stava per avvicinarsi allo specchio quando qualcuno bussò alla sua porta.







"Posso entrare? " era la voce di Ranma.







Si affrettò ad aprire la porta per fare entrare Ranma. Lui avanzò nella sua camera e i suoi occhi si fermarono su di lei. Un piccolo sorriso apparve sulle sue labbra.







"Ehi, è bello", le disse.







"Grazie per il vestito." gli sorrise. "Pensavo che tu fossi senza soldi. Come te lo sei potuto permettere? "







Ranma la guardò, confuso. "Ma io non ti ho comprato nessun vestito", disse.







Akane si meravigliò. "Ma - " lasciò perdere quando lui le mise un pacco di fronte. "Ho qualche cosa per te." Ranma la guardò mentre lo fissava.







"Aspetta un attimo, questo vestito... " Akane si sedette sul suo letto, ancora confusa.







"Da chi potrebbe essere? " lo guardò, poi si rivolse sospettosamente al pacco che stava tenendo. "È sicuro che non è da parte tua? "







Ranma rise. "Stai scherzando, Akane? Io non potevo permettermi due regali per te, no? " lasciò cadere la piccola scatola sul suo grembo e si sedette sul pavimento di fronte a lei.







"Su, aprilo", la esortò, mentre continuava a fissarlo. "Scopriremo da parte di chi è più tardi, Akane."







"Va bene." Akane aprì con delicatezza il pacco per rivelare una scatola da gioielli. Gettò un'occhiata sorpresa a Ranma mentre apriva il coperchio.







Sopra il raso bianco c’era una collana di oro sottile con orecchini intonati. Sei piccole margheritine erano collegate insieme dalla catena d’oro.



I petali erano formati da piccole pietre blu, come i fiori delicati degli orecchini.







Akane toccò la collana mentre Ranma diceva. "Ho pensato che sarebbero stati bene con il vestito che stai portando. Non che potessi sapere che lo avresti avuto così presto. Avevo sperato che l’avresti comprato alla svendita della settimana prossima che avevi menzionato."







Dopo che erano tornati a casa, ed Akane era salita nella sua stanza, Ranma aveva fatto una corsa verso i grandi magazzini. Si sentiva senza speranza, ed stava pensando di andare in un negozio di giocattoli per comprarle un peluche, quando era passato davanti ad una boutique per signore.



Le belle pietre blu avevano attratto il suo occhio. Un’immagine di Akane con indosso il vestito blu era balenata nella sua mente, ed era entrato nel negozio per un'occhiata più da vicino. Da vicino, le pietre erano anche più belle, e anche se non erano vere, non sembravano false.



La seconda cosa buona era che se le poteva permettere. Il commesso aveva fatto l'occhiolino a Ranma mentre tirava i soldi fuori del portafoglio.







"Per la sua ragazza? " gli aveva chiesto l'uomo.







"No, la mia fidanzata", aveva risposto Ranma, arrossendo.







Ranma ora stava guardando Akane, aspettando la sua reazione.







Quando Akane alzò lo sguardo guardandolo diritto negli occhi, lui armeggiò con le parole. "So che ti ho detto che ero senza soldi questa mattina, ma ancora non avevo pensato a cosa regalarti, e ti volevo sorprendere."







Akane aprì la bocca per parlare, ma Ranma la fermò affrettandosi a chiarire.



"Le pietre non sono vere, sai. E la collana e gli orecchini sono solo placcati d’oro. Non è precisamente un regalo costoso. Sai che non potrei permettermi mai nulla come quello. Quando li ho visti, ho pensato che sarebbero stati bene col vestito, così io - "







Smise di parlare come lei mise un dito di fronte ai suoi occhi. Akane scosse la testa.







"Grazie, Ranma. È bello." alzò dolcemente la collana fuori della scatola.







"Mi aiuti a metterla? " chiese.



Ranma l'aiutò a mettere la collana intorno al collo. Lei si mise gli orecchini, e passò le dita attraverso i capelli corti. " Cosa ne



pensi? " chiese.







"Stanno bene con la spilla che stai portando", commentò Ranma, osservando la spilla blu per la prima volta.







"Questo? " Akane toccò la pietra sulla spilla. "Era insieme al vestito. Mi chiedo chi l’ha lasciato sulla mia scrivania? "







Ranma alzò i sopraccigli. "L’hai trovato sulla scrivania? "







"Sì, nel momento in cui sono entrata nella stanza, dopo il bagno. Credevo fosse da parte tua, specialmente dopo che ho visto il vestito. Voglio dire, chi altro lo poteva sapere? "







Lui alzò le spalle. "Lo scoprirai più tardi, non ti preoccupare. Il vestito è probabilmente solo una coincidenza."







"Ranma, Akane, la cena! " La voce di Kasumi chiamò giù dalle scale.







Akane sorrise a Ranma mentre camminavano fuori dalla stanza. "Il tuo momento preferito della giornata."







"La cucina di Kasumi rende difficile non considerarlo tale."







* Sì, * Akane pensò malinconicamente, ricordando i suoi pensieri di poco prima. * Se solamente tu fossi così entusiasta della _mia_ cucina. *







Erano arrivati ai gradini quando Akane si sentì mancare.



Afferrò la balaustra per sostenersi.



La stanza diventò scura, e lei chiuse gli occhi, cercando di schiarirsi la mente.







Ranma le afferrò il braccio, ed Akane si scosse, mentre i suoi occhi cercano di focalizzare di nuovo. * Cosa è successo? * pensò.







"Stai bene, Akane? "







Akane accennò col capo alla voce di Ranma. "Sicuro."







Ranma lasciò il suo braccio, e scesero giù dalle scale insieme.







Nabiki elevò il suo sopracciglio mentre la coppia apparve alla tavola. "Nuovo vestito, Akane? "







"Ti piace, oneechan? " chiese Akane.







"Se dico di sì, posso prenderlo in prestito? "







Akane rise, scuotendo la testa.







"Non finché l'ho portato per un po’ di tempo." folgorò sua sorella.







"Non ti far venire in mente delle idee." Si mise la mano alla gola, dove c'era la collana.







"Ti piace la mia nuova collana, Nabiki? "







Nabiki fece segno ad Akane di avvicinarsi, e sbirciò le piccole pietre. "Non sono vere", commentò. "Ma è abbastanza bella."







Akane sorrise. "Me l’ha regalata Ranma."







Sentito questo, Soun lanciò fuori un gemito.







"Hai sentito, Saotome? I nostri bambini stanno andando d'accordo! Le nostre famiglie ancora possono essere unite. Wah! "







Genma-panda alzò un cartello. "Bravo, ragazzo! "







Nabiki, Akane, e Ranma alzarono gli occhi al cielo, mentre Soun urlava come un bambino. L'arrivo di Kasumi pose fine alla situazione.







"Papà, avevi promesso che non avresti esagerato", la sua dolce voce lo sgridò.







Kasumi uscì della cucina portando una grande torta fatta in casa. "Felice compleanno, Akane."







Akane sorrise alla sorella più grande e le si avvicinò per aiutarla a mettere la torta sulla tavola. Un capogiro la colpì, e si fermò, mettendosi una mano alla fronte.







Già seduto alla tavola, Ranma fece per alzarsi. "Akane? "







Akane lo fece sedere di nuovo al suo posto. "Io sto bene, Ranma. Non c’è bisogno che ti alzi."Sorrise in maniera rassicurante alla sua famiglia, anche se la testa le continuava a martellare.







La stanza roteò intorno a lei, mentre la testa le faceva male. Vagamente, sentì delle voci che chiamano il suo nome, poi l'oscurità la ingoiò.









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Futon = letto giapponese (materassso messo direttamente sul pavimento coperto dal tatami)

     


                     





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