FanFiction Hana-Kimi | Only you in my dreams di lyChan | FanFiction Zone

 

  Only you in my dreams

         

 

  

  

  

  

Only you in my dreams ●●●●● (Letta 1248 volte)

di lyChan 

3 capitoli (in corso) - 2 commenti - 0 seguaci - Vietata ai minori di 14 anni

    

 

Sezione:

Anime e MangaHana-Kimi

Genere:

Romantico

Annotazioni:

Nessuna

Protagonisti:

Non indicati

Coppie:

Non indicate

 

 

              

  


  

 Capitolo 1 

per quelli che come ma fanno il tifo per Nakao... forse questa volta riuscirà a conquistare Nanba... ovviamente è una yaoi...


  

Capitolo uno

-Incomprensioni-



“Basta!!” la voce squarciò l’aria “lasciami in pace!!!”. Il rumore dello schiaffo risuonò nell’aria mentre la ragazza si allontanava di corsa dal moretto. Lo sguardo di quest’ultimo perso nel vuoto, abbattuto dall’ennesimo rifiuto. Quella ragazza in fondo non aveva niente di speciale, certo, ma era l’ultima di una lunga serie di due di picche. Ultimamente qualunque ragazza lo attraesse, anche poco, lo scaricava senza dargli la minima possibilità, ormai si era rassegnato.

Col morale a terra entrò in un bar e si sedette al bancone, spalle alla porta. Così facendo non vide la figura minuta che entrò subito dopo di lui nel locale mentre si sedeva a un tavolino non molto lontano, tenendolo d’occhio.

-che cosa posso darti ragazzo- chiese il barista

-quello che di più forte hai… devo dimenticare- rispose il ragazzo, con sguardo affranto.

-pene d’amore eh? Non sei un po’ troppo giovane per soffrire così per delle donne?-

-so io se sono troppo giovane- rispose quest’ultimo scocciato mentre il barman si girava borbottando qualcosa a proposito di una gioventù bruciata.

-N… nanba-

Il ragazzo si girò di scatto sentendosi chiamare per nome e rimase esterrefatto vedendo chi l’aveva chiamato

-Nakao? Cosa ci fai tu qui?-

-io… passavo di qui per caso, e.. ti ho visto tutto solo… mi sembravi triste… così…- il suo balbuziare imbarazzato fu interrotto da una mano che gli scompigliava i capelli.

-grazie…- sussurrò, prima di sparire dietro al bicchiere che gli aveva portato il barista.

Dopo un silenzio che parve interminabile, Nakao si avvicinò piano al compagno di scuola, allungandosi verso il suo orecchio.

-mi dispiace tanto Minami…- gli mormorò, tentando invano di nascondere il rossore sul suo viso.

-ahahahahaha, ma non dire sciocchezze!!! Tu non desideri altro, che tutte mi scarichino!!! Credi sul serio che così mi avrai? Sei un illuso!!!- le sprezzanti parole di Nanba colpirono nel segno, mentre un odore di alcool usciva dalla sua bocca. Nakao si voltò di scatto, allontanandosi da lui, tentando invano di trattenere le lacrime che gli scendevano imperterrite sulle guance.

-N-nakao…- il ragazzo non si voltò, umiliato dalle parole appena ricevute –Nakao, scusami… non volevo… io… non penso veramente quello che ho detto… Nakao…-

-NON INVENTARTI SCUSE!!! TU PENSI ESATTAMENTE QUELLO CHE HAI DETTO!!!- gli urlò contro il più piccolo, correndo a perdifiato fuori dal bar, il viso fradicio di lacrime che ormai non tentava neanche più di trattenere che gonfiavano i bellissimi occhi nocciola dell’ex idol della scuola.

Minami gettò una manciata di monete sul bancone e corse dietro al ragazzo, ben sapendo che c’era un unico posto in cui potesse essersi diretto. Ed infatti lo trovò, riverso sul vialetto di entrata ai dormitori dell’Istituto. Accorse subito a vedere cosa si fosse fatto, ma venne respinto da un pugno.

-NON MI TOCCARE, NON MI TOCCARE!!!-

-Nakao… ti prego…-

-NO, stammi lontano…-

Nakao tentò di alzarsi, per poi ripiombare immediatamente a terra, stringendosi dolorante il ginocchio.

-fammi vedere…- mormorò Nanba, scostandogli a forza le mani dalla gamba, esaminando il taglio sanguinante. –non sembra profondo, ma è meglio disinfettarlo, c’è finita sopra un mucchio di terra…- detto questo lo prese in braccio e lo portò all’interno dell’edificio del secondo dormitorio, ignorando le proteste del ragazzo che portava in braccio.

-se non la smetti di agitarti ti farò cadere…-

-lasciami, lasciami, lasciami… mettimi giù!!!! Posso farcela anche da solo… non ho bisogno di te!!!-

Minami aprì una porta e, senza accendere la luce, depose il compagno su quello che sembrava un letto, per poi tornare alla porta e, con le mani finalmente libere, accendere la luce.

-dove siamo?- chiese Nakao, ancora imbronciato.

-nella mia stanza – rispose l’altro, scostandosi i capelli da davanti agli occhi –il mio compagno di camera rimarrà fuori tutta la notte, quindi non preoccuparti. Aspetta qui, vado a prendere disinfettante e bende in infermeria, non provare a scappare- e così dicendo uscì velocemente dalla stanza, lasciando il moretto a guardarsi intorno.

“ma che cavolo mi è preso” pensava intanto il ragazzo più grande, camminando in fretta verso l’infermera “portarlo nella mia stanza? Quel bicchiere mi deve aver dato alla testa. Ma… l’ho trattato veramente male, e in fondo… quando non vaneggia… è davvero carino… EH?!? Co-cosa stavo pensando?!?... no… non posso aver pensato che… Nakao… è… carino… no, impossibile, impossibile… a me piacciono le ragazze, le RAGAZZE!!!!”

Nel frattempo i pensieri dell’altro ragazzo non erano meno turbolenti…

“perché fa così?? Mi ha detto di odiarmi, e ora mi porta nella sua stanza… oddio, non sarà mica questo il suo letto?!? Il letto di Nanbaaa… no,no… dovrei essere arrabbiato.. ma.. è stato così gentile, sembrava veramente pentito… e poi, aveva bevuto, magari… no no no no!!! Non devo scusarlo!!! Si è comportato male…” il ritorno di Minami interruppe i suoi pensieri ma solo la vista di quell’espressione gentile sul suo viso gli fece perdere un battito.

-ok, medichiamo quel ginocchio, attento, brucia…-



Finita la medicazione, Nakao andò a rinfrescarsi e a togliersi di dosso la terra, mentre Nanba preparava i letti. Era troppo tardi, infatti, per riportare Nakao dall’altra parte dell’edificio e lì c’era un letto libero “e poi non sopporto di vederlo andare via arrabbiato com’è…”. Minami inorridì al pensiero e tento di scacciare quella strana sensazione che si era sentito addosso preparando il letto.

Nel frattempo Nakao aveva finito con il bagno e zoppicava fino alla porta, ma, quasi arrivato a destinazione, scivolò sul pavimento bagnato, cadendo addosso alla porta che si aprì di scatto facendolo volare tra le braccia di Nanba.

Nel volo l'asciugamano che aveva messo in vita per uscire dal bagno si slegò, lasciandolo nudo in mezzo alla stanza, tra le braccia dell'uomo che venerava.

Dal canto suo Nanba rimase pietrificato, le braccia a sostenere il compagno di scuola, senza riuscire a reagire in alcun modo, i muscoli bloccati dalla sorpresa. Il suo corpo non stava reagendo come avrebbe dovuto.

Immediatamente Nakao si chinò a recuperare l'asciugamano da terra, mentre Minami riprendeva lentamente il controllo.

-i-io... vado a farmi una doccia...- balbettò, fiondandosi in bagno, tentando di farsi vedere il meno possibile dal più piccolo.

" ma cosa mi succede??? pe-perchè il mio corpo reagisce così??!? lui... è un MASCHIO!!! e a me piacciono le ragazze.. non capisco...."

Intanto l'acqua scorreva fredda sul corpo candido, mentre la mente vagava tra le mille domande che la affollavano (caste e non...).

"ho deciso!!! dovrò andare a parlare con mio zio..." pensò mentre chiudeva l'acqua e usciva dalla doccia "anche se l'idea non mi attira più di tanto..."

Uscito dal bagno, già vestito, trovò un Nakao in lacrime acciambellato sotto le coperte del suo letto, che, non appena sentì lo scatto della serratura aprirsi, tentò senza successo di soffocare i singhiozzi affondando il volto nelle coperte candide e ormai fradice.

Nanba non resistette al desiderio di consolarlo, gli sembrava troppo innocente e sensibile, fragile come un fiore di cristallo.

-cosa c'è?- chiese con dolcezza sedendosi sul bordo del letto. Non ricevendo risposta rigirò il batuffolo di lenzuola che conteneva Nakao per vederne il volto, ma ciò che vide lo lasciò di sasso.

Gli occhi nocciola, rossi dal pianto, gli sfuggivano, tentando di nascondere lo sconforto, il senso di colpa che sapeva vi avrebbe trovato.

-Nakao... guardami...-

-n...no- fu la risposta, mentre tentava in tutti i modi di incrociare quello sguardo sfuggente. Improvvisamente era stato assalito dalla irrefrenabile voglia di cancellare la tristezza da quel volto delicato, di baciare le palpebre che si chiudevano su quegli occhi meravigliosi, di leccare via le lacrime dalle guance arrosate... completamente assuefatto a quei pensieri, senza pensarci su troppo, afferrò tra le dita il mento di Nakao, riuscendo finalmente a incrociare il suo sguardo. D’un tratto sentì un'irresistibile voglia di sentire il sapore salato di quelle lacrime, di quella pelle, di quelle labbra rosse e gonfie. Senza neppure tentare di resistere ai suoi impulsi, unì le loro labbra in un bacio dolce e casto, accarezzando con un pollice la mandibola delicata che teneva tra le dita.

Improvvisamente la consapevolezza di ciò che stava facendo gli piombò addosso, facendolo tornare coi piedi per terra. Si staccò immediatmente dalle labbra del compagno, uno sguardo terrorizzato negli occhi.

-s...scusa...- mormorò prima di spegnere la luce e infilarsi sotto le coperte.



-Fine capitolo uno-

 

     


                     





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