FanFiction Full Moon Wo Sagashite | A Woman's Shoes di Mame | FanFiction Zone

 

  A Woman's Shoes

         

 

  

  

  

  

A Woman's Shoes ●●●●● (Letta 692 volte)

di Mame 

1 capitolo (conclusa) - 1 commento - 0 seguaci - Per tutti

    

 

Sezione:

Anime e MangaFull Moon Wo Sagashite

Genere:

Romantico

Annotazioni:

Nessuna

Protagonisti:

Non indicati

Coppie:

Non indicate

 

 

              

  


  

 Capitolo unico 

Tutti sanno che, per assomigliare di più alla mamma, spesso una bambina piccola è portata a mettere le sue scarpe, o una collana, magari anche un vestito in cui inciamperà di sicuro..


  

A woman's shoes






La fragile superficie cristallina, inondata dai gentili raggi solari del pomeriggio, rimandava la sua immagine, perfettamente identica all'originale.
Certo, però, con quella mise ridicola era difficile pensare ad una sua clone senza provare un minimo di terrore, misto ad una risatina isterica.
E dire che si trattava del frutto di due ore intere di studio approfondito intervallato da un leggero sorseggiare di un bicchiere di latte al cioccolato, giusto per far passare il tempo.

Era ovvio che quella maglietta di un improbabile verde mela con tanto di merletto candido ai bordi fosse decisamente.. troppo. Troppo verde, troppo merlettata, e evidentemente troppo lunga per il suo corpicino di esile costituzione - per quanto elegante fosse.
Senza contare poi la gonnella di un vistosissimo arancio, decorata con pieghe e e balze e spumeggianti disegnini dalla forma irriconoscibile, cuciti a mano da un qualche sarto matto, oltre che cieco.

Mitsuki rise di quel riflesso teneramente impacciato, che le rimandò il medesimo suono argentino: era veramente ridicola, e l'avrebbe ripetuto all'infinito, a costo di risultare monotona persino a se stessa. E, per fortuna, nel suo elenco mentale non aveva ancora enumerato le calze.
Sì, calze. Un paio di collant velati di un tenue verde prato, che facevano pendant con la maglia.
Calze che aveva messo proprio per avere l'opportunità di scoppiare in una risata da pazzoide alla ricerca dell'inesistente.

Ah, ma il pezzo forte erano le scarpe. Due décolleté dalla punta stondata, tinte a vernice di una irresistibile - oh, sì, davvero irresistibile - quanto indefinita sfumatura sita fra il color pesca e il rosa shocking - che certamente avrebbe scioccato qualcuno- arricchite da un fermaglio a forma di cuoricino rosso sul lato. E rigorosamente munite di un vertiginoso tacco a spillo.
Ma quelle le aveva messe per un motivo ben preciso, si ricordò.
Le scarpe con un tacco alto, non più rasoterra o dotate di un lieve rialzo dal terreno, segnavano una sorta di passaggio tra l'età infantile e quella adulta. E tutti sanno che, per assomigliare di più alla mamma, spesso una bambina piccola è portata a mettere le sue scarpe, o una collana, magari anche un vestito in cui inciamperà di sicuro.
Ma quelle scarpe anonime non erano di sua madre, si disse con tristezza. Al contrario, le aveva trovate per caso in un vecchio armadio, sepolte sotto una montagna di abiti terribilmente simili a quelli che aveva indosso. Quel che era peggio, però, era che le stavano un po' larghe.

Così, tanto per rendersi ancora più ridicola - ed ecco che tornava a ripetersi - aveva deciso di infilare i suoi piedini in un paio di mirabili calzini azzurri, con stampata su la faccina sorridente di un orsacchiotto.

Mitsuki uscì dalla stanza, sperando di non essere vista in quella che voleva essere la sua personale sfilata nel corridoio.

Era chiaro che quei calzini, ultimo di tanti particolari, le avrebbero fatto venire gli incubi per una settimana circa. Ma, se non altro, ora le scarpe le stavano a pennello.

"Mitsuki! Sei.. sei tu o una versione impazzita di te stessa?" Ed eccola lì, l'ultima voce che avrebbe voluto udire in quel momento, forse davvero gli unici occhi che non avrebbe mai voluto su di sé in quel preciso istante.
"Cosa ci fai in giro.. così?" Per quanto si sforzasse, nelle sue iridi scherzose c'era una chiara nota divertita. E come biasimarlo?..
"Mi esercito a diventare una donna!" Rispose lei, con un largo sorriso, nascondendo il suo proverbiale imbarazzo - nel ritrovarsi a meno di due metri da lui - e la vergogna piombatale sulla testa all'improvviso.
"E le donne sono tutte così.. strane?" Takuto trattenne una fragorosa risata, limitandosi a far sfociare l'incommensurabile ilarità, scatenata dalla vista di Mitsuki conciata a quel modo, in un risolino soffocato e stridulo. E lei, un po' offesa e un po' divertita dal ricordo del suo riflesso nello specchio, gli si avvicinò con andatura traballante.
"Sai, forse sarebbe meglio se tu restassi bambina." Propose il ragazzo, ammiccando in sua direzione.
"Ma io non sono più una bambina!" Protestò lei per contro, cercando di innalzare la propria statura, evidentemente con scarsi risultati.
"Oh, già, dimenticavo." La prese in giro lui. "La mia bimba è in fase pre-adolescenziale, giusto?"
Mitsuki sbuffò, ma non poté impedirsi di notare quel mia, messo lì come per caso, con tutta la naturalezza di questo mondo. E, ovviamente, le sue guance si tinsero di un rosa appena più accennato.
"Beh, sì. Sempre meglio che bambina.." Borbottò, fissandosi la punta rotondeggiante delle scarpette. Takuto le si fece più vicino, scostandole i capelli ricaduti sul viso.
"Puoi accontentarti del termine ragazza?" Il broncio di lei non resistette a lungo, e ben presto si addolcì.
"S-sì, v-va b-benissimo, grazie." Ma la sua voce così vicina le provocò un caldo brivido lungo la schiena.
"D'accordo, allora. Ti chiamerò così. A patto che tu ti ritrasformi nella versione normale di Mitsuki, e faccia magicamente sparire questo.. questo travestimento." Lei non se lo fece ripetere due volte.
Si mise sulle punte, raggiungendo con facilità il suo volto, e gli schioccò un piccolo e rapido bacio.
Poi fuggì come un razzo nella sua stanza, disseminando il veloce e sconnesso ticchettio delle scarpe sul pavimento lucido del corridoio, bagnato dalla luce del sole dorato.

Takuto sfiorò il proprio viso con un sorriso istupidito, in un misto di meraviglia, gioia e incredulità.

In realtà, quelle assurde décolleté erano servite a qualcosa..






***






Salve! ^^ Ed eccomi qui con una nuova fanfiction (capitolo unico, ovviamente!) su Full Moon, scritta appena un quarto d'ora fa!
Credo che l'ambientazione di questa sorta di "episodio" possa dirsi "post-manga", nel senso che va situata in seguito al termine di quest'ultimo.
Vi chiedo perdono per questa nuova sciocchezza, ma siccome sono pazza -e credo che ormai l'abbiate capito un po' tutti- mi riesce difficile resistere alla tentazione di scrivere una storia dopo l'altra! ^^ Perdono, perdono, perdono! E mi raccomando: ditemi qualsiasi cosa, anche solo che sono matta!


     


                     





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