FanFiction Evangelion | Progetto A. di popo_fg | FanFiction Zone

 

  Progetto A.

         

 

  

  

  

  

Progetto A. ●●●○ (Letta 874 volte)

di popo_fg 

5 capitoli (in corso) - 3 commenti - 1 seguace - Per tutti

    

 

Sezione:

Anime e MangaEvangelion

Genere:

Romantico - Azione - Drammatico

Annotazioni:

Nessuna

Protagonisti:

Non indicati

Coppie:

Non indicate

 

 

              

  


  

 Capitolo 2 

 


  

Ringrazio Denebola88 per il suo commento,non sai quanto mi siano mancati,e sono contento che ti piaccia lo stile.
Per la cronaca non so ne quando ne se continuero "Una vita normale" perché l'ho incominciata per un motivo ben preciso,ma é successa una cosa e adesso la trovo inadatta per me,mi dispiace per i pochi lettori che continuavano a leggerla.


Capitolo 2

Stava percorrendo il corridoio con la bimba in spalle,che si teneva al suo collo,ormai da dieci minuti.
Avevano avuto la fortuna di non incontrare nessuno lungo la via,ma anche la sfortuna di non trovare l'uscita.
Quel posto sembrava un labirinto,ora poteva capire ciò che aveva provato il Minotauro nella sua prigione.
Intanto era arrivato ad un altro bivio.
-Sinistra-disse la bambina con la testa appoggiata alla schiena del ragazzo.
Decise di seguire la sua indicazione,anche perché fin'ora aveva scelto a caso,quindi la situazione non poteva peggiorare.
Ci furono altre sei diramazioni,con le direzioni decise sempre dalla piccola.
Finalmente Shinji vide il corridoio finire in una sala completamente diversa,probabilmente una specie di hall,poteva essere l'uscita.
Vi entrò senza indugio,ma fu uno sbaglio.
Cinque soldati,vestiti con un uniforme nera e sistemati uno di fianco all'altro,stavano ora puntando dei mitra verso il ragazzo,lui sentiva il sudore colargli dalla fronte.
Dannazione,proprio dietro a quegli energumeni si vedeva una porta a vetri,da dove si scorgevano delle scale che salivano,era l'uscita,erano così vicini alla libertà,dannazione!
Gli uomini fecero un passo in avanti,Shinji uno indietro.
Fecero questo circolo per tre volte,finche il ragazzo non toccò il muro.
I soldati si avvicinarono ancora.
Poteva essere la fine quella?
Shinji ingoiò in po' di saliva.
La tensione stava salendo,finché l'uomo in mezzo non si fermò,abbandonando l'arma,lasciando questa appesa grazie all'apposita tracolla.
I suoi compagni si girarono a guardarlo ed uno gli chiese se stava bene.
Improvvisamente cominciò a tenersi la testa urlando di dolore,finché,dopo qualche secondo,si sentirono degli scroct e tutti i suoi quattro arti si piegarono in modo innaturale.
I quattro rimasti lo videro cadere a terra tacendo.
Si rigirarono verso Shinji,anche se non stavano guardando lui.
Puntarono velocemente,ma,prima di sparare,le dita che impugnavano il mitra si aprirono,anche fin troppo,fino a toccare il dorso delle mani.
Poi,a chi la destra,a chi la sinistra,ciascuno si ritrovò una gamba spezzata nei modi più inverosimili.
Alla fine di tutto erano a terra lamentandosi.
Shinji era ancora lì a guardarli,poi si girò verso le sue spalle,ci ritrovò gli occhi di Aliciel spuntare da queste,che osservavano i corpi dei soldati.
Erano diversi da prima:la colorazione era diventata più scura,quasi a sembrare sangue.
Successivamente questi si chiusero e Shinji sentì il peso morto della bambina,aveva perso i sensi.
Era stata lei?
Possibile che fosse stata lei?
Non era e non c'era tempo per le domande,doveva sfruttare la situazione.
Si caricò meglio la piccola e si avvicinò ai soldati.
-Datemi subito un cellulare!-ordinò il ragazzo.
Ma questi non rispondevano.
-Adesso!-urlò questa volta.
-Tasca destra-arrivò la risposta da uno con un filo di voce.
Allora Shinji gli si affiancò,si accovacciò,infilò una mano nella tasca dei pantaloni indicata e prese sia il telefono che una tessera,caduta a terra quando aveva sfilato la mano.
Dopo si riassettò all'in piedi e si avviò verso la porta,la quale spalancò.
Salì le scale,alla fine si ritrovò davanti ad una porta.
Girò la maniglia,ma non si aprì,probabilmente chiusa da qualche meccanismo.
Però all'altezza della sua testa scorse una fessura per delle tessere.
La guardò poi volse lo sguardo a ciò che aveva in mano.
Allora prese la scheda gentilmente data dal soldato e la fece scorrere nella fessura.
La porta si aprì automaticamente verso l'esterno.
Ora poteva sentire dell'aria fresca sfiorargli la faccia,era sera,e la Luna a tre quarti solcava i cieli.
Dietro di lui la porta si chiuse.
Shinji si guardò intorno:era sbucato da una facciata di un edificio apparentemente dal colore chiaro,dintorno non c'era anima viva e non riconosceva la zona.
Di fronte a lui c'era una strada,la seguì con lo sguardo e vide più in là un cartello stradale,così lo raggiunse.
C'era scritto dov'era,allora pensò che era il momento di telefonare all'unica persona che in quel momento lo poteva aiutare.
Prese il cellulare,compose il numero e se lo portò all'orecchio.
Dopo tre squilli rispose una donna con voce fredda e malinconica.
-Qui Kasturagi-.
-Sono io signorina Misato-.
Da quanto tempo non sentiva la voce di quel ragazzo?
Era più di un mese.
Si lasciò cadere il telefono dalle mani.
Shinji sentì un tonfo,poi dei movimenti.
-Shinji!-udì l'urlo della donna-Dove sei?!Come stai?!-.
-Non è il momento delle chiacchiere,le spiegherò tutto dopo-disse il ragazzo,anche se in quel momento non sapeva come spiegare tutto quello che aveva visto,quindi le dette la sua ubicazione.
La donna gli disse che sarebbe arrivata subito,allora si chiuse la conversazione.
Nell'attesa non potevano rimanere così allo scoperto,dovevano nascondersi.
Dall'altra parte della strada vide una serie di vasi in fila contenenti delle piante.
Anche se poco si dovevano pur nascondere,così attraversò,si nascose dietro questi inginocchiandosi,appoggiò delicatamente la schiena di Aliciel ad un vaso e fece questo anche a se stesso di fianco a lei,continuando a fare attenzione alla strada,sia per l'eventualità che qualcuno li scoprisse,sia per vedere se Misato arrivasse.
Non si fece attendere tanto,meno di dieci minuti dopo sentì l'ineguagliabile rombo della Renault.
Si alzò con cautela e vide i fari dell'auto,ora stava sventolando le mani per farsi vedere,poi prese la bambina in braccio.
La macchina si fermò proprio davanti a lui,aprì la porta dei passeggieri posteriori ed entrò velocemente.
L'auto accelerò lasciando le impronte dei pneumatici sull'asfalto.
Erano in salvo,finalmente.
Shinji,tenendo ancora sulle ginocchia la biondina addormentata,si rilassò completamente allo schienale,chiudendo gli occhi e sospirando.
Intanto lei stava sistemando lo specchietto retrovisore per poter guardare Shinji e la sua nuova amichetta.
Erano entrambi vestiti con dei camici da ospedale.
Quindi Shinji non era scappato,come tutti credevano.
Allora cosa gli era successo e chi era la bambina?
Gli voleva fare queste domande,ma preferì rimandarle a quando sarebbero stati a casa,visto che sembrava che il ragazzo si stesse riprendendo,qualsiasi cosa gli fosse capitata.
Arrivati al condominio,Shinji rifiutò l'aiuto del maggiore di portare la bimba,dicendo che ce la faceva da solo.
Quando Misato aprì la porta dell'appartamento e dopo esservi entrata,anche il ragazzo lo fece,andando però subito nella sua camera,facendo sdraiare sul letto Aliciel.
Poi ne uscì in silenzio,chiudendo la porta in altrettanto modo.
Vide la donna davanti al frigo aperto,per prendersi una birra,chiedendo se anche lui la voleva.
Quella proposta gliela aveva fatta molte volte in passato,ma lui non aveva mai accettato.
Però quella volta la prese molto volentieri.
Aveva molto caos in mente e molti pensieri,forse un po' di alcol gli avrebbe schiarito le idee.
Infine erano tutti e due l'uno di fronte all'altra,seduti al tavolo,lui con lo sguardo fisso sulla lattina ormai vuota e lei in attesa di qualche chiarimento,che però non arrivava.
Erano in un punto di stallo,che venne rotto in quel momento dal maggiore che si alzò all'in piedi di scatto.
-E' tardi,quindi se non mi vuoi dire niente,andrei al letto e do' lo stesso consiglio a te,a quanto pare è stata una giornata pesante-.
Ma quando aveva già spalancato la porta scorrevole della sua stanza,Misato venne fermata dalla voce del ragazzo.
-Signorina Misato,le racconterò tutto domani,ora devo ordinare le idee-.
-Capisco,allora buonanotte Shinji-.
-Sì,buonanotte signorina Misato-.
Così la donna lasciò il ragazzo ai suoi pensieri.
Dopo un paio di secondi,Shinji puntò i gomiti sul tavolo e nascose con le mani il volto.
Forse non doveva chiedere aiuto a lei.
Dannazione,come poteva dirglielo?Come poteva dirglielo!?
Come poteva dirle che probabilmente era diventato un uccisore di suo padre?Come poteva dirle che era diventato un angelo?!Come!?
Come poteva dirle che aveva portato un angelo a casa?
Forse li avrebbe sbattuti fuori,oppure rinchiusi in qualche cella alla base,o anche uccisi con le proprie mani,o semplicemente odiati di nascosto.
Dannazione,dannazione,come poteva dirglielo?!
Ma questi dilemmi vennero spazzati via da dei leggeri passi,che provenivano da sinistra.
Liberò il viso dalla prigione che si era costruito.
Vide Aliciel con lo sguardo verso il basso,triste.
-Cosa c'è Aliciel?-le domando Shinji.
-Ho sognato le persone di oggi-rispose con voce fiocca.
-Un brutto sogno?-.
Lei confermò con la testa.
Quella scena gli ricordò quando da bambino faceva gli incubi. Non aveva nessuno da cui andare,non aveva avuto ne una mamma,ne un papà che lo prendessero in braccio per dirgli che non era reale o che se il mostro fosse ritornato l'avrebbero scacciato via.
Aveva passato intere notti insonni per questo.
Quindi con un gesto fece avvicinare la bimba a se,poi le mise una mano dietro la schiena e una sotto le gambe e la sollevò,prendendola così in braccio,avvicinando il viso al suo.
-Non era realtà,quella,comunque se dovessero ritornare per farti del male io li scaccerei,quindi non preoccuparti-le disse con voce dolce.
-Ma non erano loro a farmi male,ero io a fare del male a loro,ma io... ma io...-i suoi occhi diventarono lucidi e grosse calde lacrime ne uscirono-... io non volevo,io non voglio fare del male a nessuno,io...-infine nascose la testa nel petto di Shinji e cominciò a singhiozzare.
Shinji lascio lentamente la presa alle gambe e cominciò ad accarezzarle la testolina.
-Calmati adesso,anch'io ho dovuto far male a delle persone,anche se non volevo,ed erano persone a me care,quindi ti capisco...-Aliciel alzò gli occhi fino a guardare quelli di Shinji-... ma ti faccio una promessa non dovrai più fare del male a nessuno,hai la mia parola,poi le lacrime non stanno bene su quel visino...-prese un tovagliolo che era sulla tavola e pulì la faccia della bimba dai residui delle lacrime-... ora va meglio?...-Aliciel fece un piccolo ma bel sorriso come conferma-... bene. Allora prima ci facciamo un bel latte caldo,poi in bagno,ci cambiamo questi orridi vestiti e dopo a nanna-.
Quando ebbero finito le prime due cose,Shinji diede da mettersi alla piccola una sua vecchia maglietta,che le andava da camicia da notte.
Erano nello stesso letto,la bambina dalla parte del muro,il ragazzo in quella più esterna.
Improvvisamente una vocina si levò.
-Shinji,vuoi essere il mio papà?-.
Il ragazzo rimase spiazzato da questa richiesta,si girò verso di lei e quindi le chiese il motivo.
-Perché io non ce l'ho e non ho nemmeno la mamma. Allora?Lo vuoi?-chiese infine con più euforia.
Essere un papà,voleva che lui diventasse il suo papà.
Proprio lui che odiava il suo.
Che risposta bisogna dare ad una simile domanda?
Se diceva di no,l'avrebbe ferita,avrebbe ferito i suoi sentimenti e lui sapeva fin troppo bene cosa significava,ma se diceva di sì e poi si tirasse indietro lei avrebbe sofferto maggiormente,forse era meglio rifiutare da subito.
La guardò negli suoi occhi,erano in attesa per una risposta.
Stava per rispondere quando gli apparve la faccia spaventata che aveva nella sala operatoria e il pianto per quegli uomini a cui aveva fatto del male,quegli stessi che però stavano per farlo a loro.
No,non era giusto per lei essere rifiutata,non lo meritava,voleva soltanto qualcuno che le volesse bene,la stessa cosa che anche lui cercava.
Le labbra del ragazzo si distesero.
-Sì-rispose infine.
Anche se era buio si poteva benissimo vedere l'enorme sorriso che lei aveva fatto.
-Allora buona notte,papà-.
Quell'ultima parola gli fece venire un piacevole brivido lungo la schiena.
-Buona notte,Ali-.
Tutti e due chiusero gli occhi,ma dopo qualche minuto Shinji li riaprì.
C'era qualcosa di strano.
Un attimo,come faceva a sapere il suo nome?
Già quand'erano in quel posto,l'aveva chiamato per nome.
Eppure lui era sicuro di non averglielo detto.
Però adesso non poteva domandarglielo,perché ormai la piccola stava dormendo.
Beh,gliel'avrebbe chiesto il giorno dopo.

     


                     





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