FanFiction City Hunter | Soli di fly_87 | FanFiction Zone

 

  Soli

         

 

  

  

  

  

Soli ●●●●● (Letta 11639 volte)

di fly_87 

34 capitoli (conclusa) - 214 commenti - 35 seguaci - Vietata ai minori di 14 anni

    

 

Sezione:

Anime e MangaCity Hunter

Genere:

Avventura - Erotico - Romantico - Umoristico

Annotazioni:

Nessuna

Protagonisti:

Non indicati

Coppie:

Non indicate

 

 

              

  


  

 Arrivati! 

Questa ff non è di mia proprietà, ma è la traduzione dal francese (autorizzata dall'autrice) della fanfiction di Sophie "Seuls?!". L'originale lo potete trovare su HFC. Si tratta della risposta alla sfida lanciata a Sophie da Mélusine. Ryo e Kaori rimango...


  

Silenzio.



Il locale era vuoto. I lenzuoli sui mobili, un po’ grigiastri, erano la prova che quel posto non era abitato da molti anni. Bisogna aggiungere che l’ubicazione della casa era così distante dalla civiltà che pochi visitatori avrebbero avuto l’occasione di passarci vicino.



Silenzio.



A causa dell’assenza di rumore, regnava una calma profonda, una sorta di quiete felice. Il tempo sembrava non avere nessun effetto su questo ambiente. Nessun cambiamento…nessuna evoluzione. Nessun dolore, non più.



Silenzio.



L’eternità poteva trascorrere senza avere alcuna presa su questo luogo. Il mondo esterno poteva esplodere senza però che la tranquillità del posto ne fosse turbata.



Silenzio.



Le stagioni si erano succedute, primavere dopo inverni, nella monotonia beata di una vita senza urti, senza paure, ma anche senza passioni, senza speranze.



Nessuna ragione per voler disturbare questa pace millenaria…



Insomma, proprio nessuna ragione…













“ Non può essere vero, la porta è chiusa…”



Una voce maschile, decisamente irritata, proveniva dall’esterno.



“Che cosa ti aspettavi? Una casa grande e aperta con un cartello luminoso : ENTRATE, NON C’É NESSUNA SERRATURA?”



Una voce femminile, più stanca che innervosita, fece eco alla prima.



“Ma insomma, il proprietario non rischiava niente qui, siamo nel bel mezzo del nulla!”



“Te la prenderai con i proprietari più tardi, fa freddo qui.”



“Ah, vedi che anche tu vuoi entrare?!”



Questo commento era accompagnato da un tono strano di vittoria puerile.



“ È logico che voglio entrare, e poi in ogni modo non abbiamo scelta, no? È una questione di vita o di morte…”



“Bene, vediamo un po’…” – rumore di maniglia, armeggiamento con la serratura – “ questa non è la banca di Tokyo, passami una forcina per capelli.”



“Una forcina per capelli? E dove vuoi che la trovi? Ti rammento che ho i capelli corti…”



“E ciò nonostante ti reputi una donna. Se rimaniamo qui fuori e moriamo, ci tengo a precisare che sarà per colpa tua…”



“Buono a sapersi…Bene, la apri o no questa porta?”



“Senza forcina, come pretendi che ci riesca? Non sono mica un mago…Ah, se solo fossi con una bella ragazza…le proporrei di tornare in macchina e di scaldarci a vicenda tenendoci stretti l’uno contro l’altra, e se il freddo diventasse troppo pungente, le darei una bottarella, o forse due o tre…ma purtroppo, sono qui con te…”



Voce inizialmente eccitata, poi man mano più indispettita.





BONG





“Tieni a bada le tue fantasie, non è il momento…in ogni modo, presto farà troppo freddo perché il riscaldamento della macchina possa ancora funzionare.”



Rumore di uno zaino che viene rovistato.



“Tieni. Con questo ferretto riuscirà a risolvere il problema, Signor Dita di Fata?”



“Sai, è bizzarro che tu mi chiami così, conosco una brunetta al caffè < Chaud devant > e anche lei ha l’abitudine di….”





RE BONG





“Ma la smetti di martellarmi così? Lo choc potrebbe uccidermi e impedirmi di aprire questa dannata porta. Ci vuoi entrare o no, dentro questa casa?”



“Certo che si, ma farei volentieri a meno di conoscere i ricordi nostalgici delle tue conquiste pervertite…”



“Bah…non capirai mai niente dell’amore…”





RE RE BONG





“Ma insomma! Non avevo fatto nessuna allusione sessuale, questa volta…”



“No, ma mi fai passare per una idiota senza alcuna esperienza.”



“Ma no, io…”



“Insomma, vuoi finire di aprire questa porta, si o no? Devo sfondarla io, perché possiamo finalmente entrarci?”



Questa volta, la voce della donna era pericolosamente vicina alla collera.



Trenta secondi dopo, la porta si aprì con un leggero cigolio.



Due figure si stagliarono sull’uscio.



Dietro di loro, prima che richiudano la porta, si può vedere una notte misteriosa, con del vento e della neve che cade.



I due personaggi sono vestiti pesantemente.



Due giacche a vento blu.



Una celeste per la figura più imponente, sicuramente quella di un uomo.



L’altra blu scuro per la figura più slanciata ( o almeno lo si presuppone, perché raramente una giacca a vento snellisce) , a cui appartiene la voce femminile.



Anche per i criteri europei, questi personaggi sono imponenti ed emanano un’aura strana.









I mobili comprendono che la loro calma beata è ormai terminata.



Ma, se dei mobili potessero sorridere, lo farebbero…



Poiché anche se è la fine di una calma eterna…in fondo, c’est la vie .

     


                     





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