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  Mobile Suit Gundam: rotta verso Side 7

         

 

  

  

  

  

Mobile Suit Gundam: rotta verso Side 7   (Letta 501 volte)

di White_Gundam 

3 capitoli (in corso) - 0 commenti - 0 seguaci - Per tutti

    

 

Sezione:

Anime e MangaGundam

Genere:

Non specificato

Annotazioni:

Nessuna

Protagonisti:

Non indicati

Coppie:

Non indicate

 

 

              

  


  

 1) La Base Bianca 

Il prequel di Gundam, narra il viaggio della White Base sino a Side 7 (dove comincia la serie) Questa è la mia prima fanfic, leggete e commentate, viprego!


  

Mobile Suit Gundam: Rotta verso Side 7

Premessa: ciao a tutti, sono White Gundam, ho 15 anni, e sono una stramegafan dei vecchi robottoni, trai quali ho un vero e proprio amore per Gundam… I personaggi (purtroppo) nn mi appartengono, ma sono di proprietà dei loro creatori. Il personaggio di Akira non esiste, l’ho inventato io. Buona lettura e, per favore, commentate (e siate clementi è la mia prima ficcy).

Il sole dipingeva di rosso le nuvole terrestri,e anche il mare, arrossato dal tramonto, aveva quel colore che ricordava tanto il sangue dei caduti di guerra.
Seduto sulla spiaggia c’era un giovanotto dai lunghi capelli neri, leggermente mossi e grandi occhi castano scuro.
Il ragazzo raccolse un pugno di sabbia restando poi a guardare i granelli scivolargli lentamente dalle mani per ricadere poi, dolcemente, sulla spiaggia, chiuse gli occhi ascoltando lo scroscio delle onde.
“Akiraaaaa!”.
Al grido del suo nome il ragazzino si riscosse, posò la mano a terra per alzarsi più facilmente.
“Arrivo!” rispose.
Infilò le mani in tasca e si diresse lentamente verso il Medea venuto a prenderlo.
“Si può sapere cosa ti è saltato in mente?!” lo apostrofò il nonno, un uomo sulla settantina dai folti capelli grigi con grossi baffi di egual colore e la divisa federale sulla quale spiccava il grado di Generale.
Akira fissò lo sguardo a terra, mortificato.
“Scusami nonno…” mormorò.
“Scusami un corno!” sbraitò il Generale “Pensi che il capo dell’ esercito della Federazione Terrestre abbia il tempo di stare dietro alle cavolate che fa suo nipote?!”.
“No, nonno…” mormorò il ragazzo così piano che le parole arrivarono solo al diretto interessato.
“Bene!” grugnì il Generale della Federazione, poi, imperioso si rivolse alla pilota dell’ aereo da rifornimento terrestre, che era una donna sulla trentina dai corti capelli rosso fiamma: “Tenente Matilda Ajan, faccia rotta verso Jaburo!”.
La pilota, senza neanche voltarsi rispose meccanicamente “Sì signore, Generale Revil.”.
Revil e Akira si sedettero silenziosamente nei due posti accanto al Tenente Matilda, il primo a sguardo fiero e imperioso, il secondo con gli occhi puntati sui suoi piedi e le guance rigate da un paio di lacrime che, invano, cercava di nascondere.
Non passò più di un quarto d’ora quando, dal finestrino del Medea, cominciò a vedersi la foresta amazzonica. Lentamente,un’ enorme quantità d’ alberi, pari a riempire due campi da calcio, cominciò a spostarsi lasciando intravedere un’ immensa base militare meccanizzata, all’ interno,
c’ era un frenetico andirivieni, i soldati erano impegnati a riparare navi e Mobile Suit (enormi robot da combattimento utilizzati per la “Guerra di un anno”, conflitto che imperversava tra la Federazione Terrestre e la colonia Side 3 rinominatasi Principato di Zeon che voleva l’indipendenza).
Matilda effettuò una violenta sferzata e portò il Medea dentro la base sotterranea di Jaburo, e, lentamente come si era aperto il portello si richiuse, lasciando l’ apparenza di una tranquilla foresta.
Il Generale Woody, tecnico di Jaburo, corse incontro all’ aereo appena atterrato, il Tenente Matilda gli buttò le braccia al collo ed egli restituì l’ abbraccio.
Il Generale Revil scese impettito dal Medea, con dietro Akira che continuava a guardarsi i piedi senza sapere che fare, il quale, poco dopo, svoltò per il corridoio che portava alla sua camera, non fece in tempo a sentire il rumore di passi in corsa, che qualcuno lo aveva già investito, i due caddero a Terra, chi l’ aveva investito era un giovane ufficiale, il più brillante tra gli allievi del Capitano Paolo, il Sottotenente Bright Noah, un giovane di 19 anni che sognava di poter salire su di un’ astronave da guerra.
“Scusa” bofonchiò l’ ufficiale “è che sono in ritardo, ciao!”.
Detto ciò si rialzò e riprese a correre.
Anche Akira si rialzò, leggermente frastornato, e decise di andare a vedere come procedeva la costruzione della prima astronave di classe Pegasus, la Base Bianca.

     


                     





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