FanFiction La stirpe delle tenebre | La prima volta di Riccardo | FanFiction Zone

 

  La prima volta

         

 

  

  

  

  

La prima volta   (Letta 870 volte)

di Riccardo 

1 capitolo (conclusa) - 0 commenti - 0 seguaci - Vietata ai minori di 14 anni

    

 

Sezione:

Anime e MangaLa stirpe delle tenebre

Genere:

Drammatico - Horror

Annotazioni:

Nessuna

Protagonisti:

Non indicati

Coppie:

Non indicate

 

 

              

  


  

 Capitolo unico 

Muraki, uno spietato assassino. Ma beandosi della visione di una donna da lui assassinata, i ricordi della sua vita ritornano. Chi è Megumi? E cosa ha significato nella vita del dottore? Personaggi principali e/o coppie: Muraki


  

DISCLAIMER

Kazutaka Muraki e Tsuzuki sono personaggi di Yami No Matsui proprietà di Yoko Matsushita.

Gli altri sono personaggi di mia invenzione.

La ff non è a scopo di lucro ma solo a fini di divertimento personale.

AVVERTENZE

Anche se mi conoscerete forse come autore comico, a volte ho voglia di scrivere ff più drammatiche ad esempio “ L’ultima lotta” su Inuyasha, dopo un anno mi accingo a scriverne un’altra.

Era da tempo che volevo scrivere una ff con Muraki protagonista.

Spero vi piaccia.

Ho scritto scene piuttosto macabre quindi consiglio la lettura ad un pubblico maturo, ovviamente l’autore si dissocia completamente dal pensiero di Muraki.

Inoltre intendo ringraziare Nacochan per l’aiuto che mi ha dato come beta-reader.





Il rosso del sangue aveva allagato la stanza, ancor ora dai monconi della testa decapitata e delle braccia e dalle gambe strappate uscivano gocce di sangue che si spargevano il pavimento.

Lì, il dottor Muraki, guardava il suo capolavoro, soddisfatto, bevendo un bicchiere di whisky, assaporandolo goccia per goccia.

Quel nettare era il giusto premio per la sua opera, aveva aspettato giorni per architettare il piano di una morte splendida nella sua atrocità.

Rammentava gli occhi della sua vittima nel momento in cui gli arti le venivano tolti, era estasiante, a Muraki piaceva che le sue bamboline non avessero in mente alcun altro pensiero che Lui.

Era una forma di potere.

Il massimo potere.

Il potere che gli dava maggiormente piacere.

Le vittime morivano vedendolo, era lui l’ultima cosa che vedevano, l’ultima persona che sentivano, l’ultimo che gli faceva provare delle emozioni.

E morendo in questo modo, esse erano sue, per l’eternità.

Solo in questo modo una donna o un uomo ti apparterrà per sempre.

Per pura curiosità le prese il portafogli.

Soldi.

Soldi macchiati di sangue.

Che comico pensava in fondo spesso i soldi sono macchiati di sangue anche se in maniera non visibile, ma non era questo che gli interessava.

Una foto.

Una foto della ragazza.

Era carina prima della morte.

Molto carina, anche se non aveva raggiunto il grado di perfezione che le aveva concesso di ottenere.

Una perfezione costosa da ottenere, il cui prezzo era la vita stessa.

Ah, ecco, la patente.

Chissà come si chiamava, lesse il suo nome, “ Megumi”

Oh, che coincidenza si chiama come lei, pensò il dottore.

Si sedette.

Ammirò quella patente.

Sì fermo a leggere quel nome, quel nome che gli portava ricordi di anni precedenti, anni lunghi dei millenni, in cui lui era un altro uomo, ancora studente di medicina nella più prestigiosa scuola del paese.

Megumi sussurrò.

L’unica donna che abbia veramente amato, l’unica donna che abbia veramente amato da viva, naturalmente, sono così belle morte, ma lei era diversa…

Ripensando a quel nome, i ricordi del dottore sembravano tornare vivi.

Ed egli visse.

Visse di nuovo quei momenti come se fossero parte della realtà.

Ciò che era reale svaniva sembrando un sogno, mentre egli tornava ad essere Kazutaka Muraki semplice, seppur di successo, studente universitario.

“ Kazu-chan”

Quella voce, così soave da ascoltare, così squillante, se la ricordò ancora.

Rimbombava nelle sue orecchie come se fosse un suono recente.

“Kazu-chan segui oggi le lezioni di anatomia? Ci potremmo andare insieme, non credi?”

“ Mi farebbe molto piacere Megumi” rispose imbarazzato lo studente matricola 0945673333 Kazutaka Muraki.

Come era bello seguire le lezioni con lei!

La sua compagnia gli era più piacevole della sensazione di carne squartata dal bisturi. In quei momenti Muraki non aveva alcun desiderio che stare con lei e la sua volontà di diventare dottore, di salvare delle vite umane non contava più.

Desiderava lei e nient’altro, non gli importava che lei fosse più grande di lui, che fosse spigliata mentre lui era così serio da sembrare di ghiaccio, davanti a lei il suo cuore si scioglieva e in quei momenti si sentiva un uomo.

Un uomo.

Che strano sentirsi uomo.

La conobbe per caso, un giorno all’università, seduti vicini, come a volte il destino impone, in una barbosa lezione di un caldo maggio.

L’infaticabile studente alle prime arme fu affascinato dalla vivacità di quella ragazza, che chissà come, aveva posato gli occhi su di lui e gli aveva concesso un sorriso.

Di lì seguirono anni piacevoli.

Un giorno fecero l’amore.

Ella gli mostrò come è sublime, provocare il piacere altrui.

Che sensazione si provava a vedere le reazioni dell’altro ai tocchi che gli si concedeva, quando sembrava che l’apice fosse già raggiunto, c’era sempre qualcosa di nuovo, qualcosa di più forte da scoprire.

Muraki si dimostrò allievo capace e superò la maestra, mostrandole quanto aveva appreso.

Egli riuscì a capire come è facile scardinare i segreti degli altri, intuendo ciò che loro volevano.

E i mesi passavano….

Il piacere perdurava e diventava sempre maggiore.

Ma il piacere è di breve durata.

Il destino così generoso a volte, inesorabilmente si rivela crudele, togliendo immediatamente tutto ciò che ti aveva concesso.

Un occasione gli si presentò...

Lo faceva per lei, superato il periodo l'avrebbe sposata.

Finalmente sarebbe stato come desiderava.

Era un sacrificio.

Un sacrificio da affrontare per il loro piacere.

Finito l’anno di studi in un ospedale lontano da Tokyo, era finalmente tornato.

Da quanto tempo non la vedeva.

Si erano sentiti è vero, ma non era la stessa cosa.

Quanto le mancava il suo sorriso.

Il suo volto dal vivo era più bello che in fotografia.

Egli però, vide Megumi, accompagnata da un suo senpai, già laureato da tempo.

Andò per salutarla.

Ma si fermò subito.

Essi sembravano amici.

Scherzava ed emetteva quel suo sorriso squillante che egli adorava tanto.

Non potevano che essere tali, come poteva andare con altri, dopo quello che gli aveva concesso?

Ma fu un attimo…

L’illusione di tutti quei mesi svanì in un istante.

Egli non poteva credere ai suoi occhi, un bacio, un bacio appassionato, un bacio come quelli che aveva concesso a lui.

Impazzì dalla gelosia.

Sì sentì una nullità.

Ma non poteva crederci, era solo un incubo.

Ma…

…il giorno dopo ebbe l’amara certezza.

Venne invitato a casa di Megumi.

Certamente l’aveva visto, certamente voleva scusarsi, non sapeva se l’avrebbe perdonata, ma sì, l’avrebbe fatto, non poteva fare a meno di lei.

Ma, una volta giunto, seppe ciò che sentiva, scoprì che gli incubi a volte si realizzano in modo più crudele di come si poteva immaginare.

“ Kazu-chan non posso nascondertelo ormai”

“ Lo so”

“ Lo sai?” singhiozzò tra le lacrime che copiose scendevano sulle sue guance ” Mi dispiace, non avertelo detto prima, caro Kazu, ma non ce la facevo a confidarmi per telefono”

Silenzio, un silenzio terribile rombò nella stanza

“ Io lo amo, e ci sposeremo presto”

Muraki fu sconvolto, egli agì senza pensarci, prese le mani e gliele strinse al collo, i suoi occhi imploravano pietà

“ Kazu-chan” disse

Ma egli sembrava gelido, con uno sguardo di ghiaccio continuava imperterrito

“ Kazu-chan” sussurrò implorando.

Ed ella morì emettendo il suo nome.

“ Non ti lascerò mai mia cara Megumi, sarai mia, per l’eternità”

Strappò il cuore dal suo petto e se lo mangiò crudo.

Strappò le labbra che aveva assaggiato tante volte.

Strappò le parti del corpo che aveva accarezzato con più trasporto.

Strappò e se le divorò come se non avesse mangiato da anni.

Finché di lei non lasciò altro che le ossa.

“ Sei finalmente diventata mia moglie, amore, ti curerò sempre, sei diventata parte di me, come ho sempre bramato”

Lasciò in casa gli indizi della presenza dell’altro uomo.ma non della sua.

“ Mi è stato comodo ucciderlo ieri notte” disse e in quel momento il suo occhio destro brillò.

Ed allontanandosi signorilmente sparì da quella casa.

Nessuno seppe mai la verità. Per i giornali e per la polizia fu colpa dell’uomo che Megumi doveva sposare.

Quell’uomo non venne mai preso.

Ovvio era morto e irriconoscibile, pensò sogghignando.

Così il caso fu archiviato.

“ Eh sì” disse “ E’ bello perdersi nei ricordi ma ora è tempo di andare, Tsuzuki mi aspetta.”

“ Tsuzuki-kun lei sarà mio come la mia Megumi”

E con queste parole si congedò.

FINE

Che ve ne pare?

Ogni volta che faccio una fanfiction drammatica mi sembra davvero strano.

Io che sono abituato a farvi divertire con ff comiche, utilizzare ritmi e stili completamente diversi mi sembra fuori del mondo.

Per questo mi piacerebbe sapere cosa ne pensiate, critiche, apprezzamenti, tutto ciò che volete.

Volevo però ancora dire che benché io odi Muraki per il male che fa alle persone disinteressandosi completamente dei loro sentimenti, non posso non ammettere che la Matsushita abbia creato uno dei personaggi più interessanti della storia del fumetto.

Bè, che altro dire? Spero che questa storia vi abbia toccato in qualche modo, e a presto, magari con qualche ff comica.

Ciao!

     


                     





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