FanFiction Slam Dunk | Ferite aperte di MarySaeba92 | FanFiction Zone

 

  Ferite aperte

         

 

  

  

  

  

Ferite aperte   (Letta 64 volte)

di MarySaeba92 

6 capitoli (in corso) - 0 commenti - 0 seguaci - Vietata ai minori di 16 anni

    

 

Sezione:

Anime e MangaSlam Dunk

Genere:

Angst - Romantico

Annotazioni:

Traduzione

Protagonisti:

Hanamichi Sakuragi - Kaede Rukawa - Altri

Coppie:

Non indicate

 

 

              

  


  

 6. Donne 

 


  

“Signor Miyagi! Se non è interessato alla mia lezione, può uscire dall’aula!”
 
Ryota sobbalzò al suono della voce del professore inaspettatamente vicino, e si udirono delle risatine. Si era addormentato.
 
“Io...mi dispiace, professore...non succederà più...” si scusò nel modo più educato possibile.
 
“Sarà meglio” minacciò l’insegnante prima di voltarsi e tornare alla sua cattedra.
 
-Stupido vecchio burbero-
 
Trascorse il resto della mattinata cercando di evitare che le sue palpebre si abbassassero troppo. Non capiva perché fosse così assonnato, anche se sabato era uscito con Hanamichi e Yohei, aveva passato tutta la domenica a dormire.
 
Quando finalmente giunse l’ora di pranzo, si diresse come ogni giorno alla mensa dove avrebbe incontrato prima Ayako e poi Hanamichi e Nobunaga, che giungevano da un altro edificio. Si sedette a un tavolo vuoto e li aspettò.
 
Stava reprimendo uno sbadiglio quando apparvero accanto a lui i suoi amici.
 
“Ciao Ryota!” lo salutò Hanamichi. Nobunaga gli rivolse un cenno.
 
“Ciao ragazzi”
 
“E Ayako?”
 
“Bella domanda”
 
Ryota guardò l’orologio e notò che Ayako ormai avrebbe dovuto essere arrivata. Dove era finita? Quelli erano i momenti in cui più provava rabbia per il fatto di dover ripetere il terzo anno invece di andare a lezione con la sua amata.
 
“Forse si è stancata di pranzare con noi” scherzò Nobunaga.
 
“Ma che dici, scimmia selvaggia, come ci si può stancare di pranzare con il genio Sakuragi e i suoi discepoli?” chiese Hanamichi divertito.
 
“Sei tu la scimmia, rosso! E come sarebbe, i tuoi discepoli?!”
 
“Zitto e impara dal genio!”
 
“Quale genio? Vedo solo un cretino!”
 
“A chi hai dato del cretino, scimmia?”
 
Mentre le due scimmie discutevano, Ryota era sempre più nervoso. Ayako non usciva con loro da settimane e in generale la vedevano sempre meno fuori dall’università. Ora nemmeno pranzava più con loro?
Non voleva immaginare perché, perché ogni volta che lo faceva il suo petto gli doleva così tanto che pensava di morire.
Ma ogni volta la soluzione al piccolo mistero della ragazza diventava evidente.
 
Ayako aveva un ragazzo.
 
Hanamichi e Nobunaga smisero immediatamente di litigare quando si resero conto che il ragazzo era sul punto di piangere.
 
“Ryota...che ti succede?” chiese Hanamichi preoccupato.
 
“Niente”
 
“Come niente, ma se...”
 
“Ho detto niente, lasciami in pace!”
 
Ryota si alzò e si allontanò. Hanamichi impiegò qualche secondo per reagire, ma quando lo fece, gli corse dietro. Gli afferrò un braccio e lo costrinse a fermarsi.
 
“Ehi, Ryota...”
 
“Mi dispiace, Hanamichi...ma non sono dell’umore giusto, ok? E non ho voglia di parlare adesso...forse dopo...”
 
“Ok, ok. Se vuoi puoi venire a casa mia più tardi dopo l’allenamento e mi racconti con calma”
 
“Non lo so...”
 
“Dai, ci sarà sicuramente qualcuno che riuscirà ad animarti”
 
“Sì...” Ryota sorrise e alzò un sopracciglio capendo a chi si riferiva, “vuoi qualcuno che ti aiuti di nuovo a fare da babysitter...”
 
^ ^ ^ ^
 
“Bene, noi andiamo. La riprendiamo alle 11, d’accordo?”
 
“Sì, mamma...me l’hai già detto...”
 
“Comportatevi bene! Ciao!”
 
“Ciao mamma...ciao Toru”
 
“Ciao Hanamichi, Miyagi...ciao Chiharu!”
 
Hanamichi sollevò la mano della bambina che teneva tra le braccia, facendole imitare il gesto del saluto. Chiharu era la sua sorellina, più esattamente la sua sorellastra, una piccola adorabile di sette mesi che amava follemente.
 
Sua madre e Toru finalmente chiusero la porta di casa e lasciarono Hanamichi e Ryota da soli con la bambina.
 
“Sembra che tra te e il tuo patrigno vada meglio” commentò Ryota mentre tornavano in salotto.
 
“Sì...è una brava persona...” riconobbe Hanamichi.
 
“E ti paga anche l’appartamento” rise il ragazzo.
 
“Ehi, questo non c’entra niente!”
 
Hanamichi si sedette sul divano con sua sorella sulle ginocchia mentre Ryota accendeva la tv.
 
“C’è qualcosa di bello in tv oggi?” chiese Hanamichi quando Ryota gli si sedette accanto.
 
“Non credo...”
 
“Bene, allora dimmi cos’avevi stamattina”
 
“Stupido...non preferisci guardare la tv?”
 
“No e lo sai, scemo. Dai, spara”
 
“...”
 
“È per Ayako, vero?”
 
“Sì...”
 
“È successo qualcosa?”
 
“...”
 
“Ryota...”
 
“Penso che stia frequendando qualcuno...”
 
“Eh?” Hanamichi si sorprese, “perché dici così?”
 
“Dovresti averlo capito...quasi non esce più con noi...”
 
“Vero, ma non per forza deve avere un ragazzo...forse ha fatto nuove amicizie...”
 
“Può essere...ma preferisco abituarmi all’idea...che Ayako non mi ricambierà mai...”
 
Hanamichi non sapeva bene come confortarlo. Ryota era innamorato da sei anni di Ayako e lei lo aveva sempre rifiutato da quel punto di vista. Non osava dargli false speranze.
 
Mentre pensava a cosa dire all’amico, Chiharu si alzò in ginocchia, appoggiando le manine sulle sue braccia, e cercò di tirargli i capelli.
 
“Ehi, no!” esclamò Hanamichi, allontanandosi un po’, “tira i capelli di Ryota se vuoi, li ha più lunghi!”
 
“Ehi, non darle idee!”
 
“Dai, prendila per un po’, lo so che muori dalla voglia...”
 
“Va bene, ma non deve tirarmi i capelli...”
 
Chiharu non si lamentò di aver cambiato braccia, anzi, colse l’occasione per tendere una mano verso il piccolo oggetto che brillava all’orecchio del ragazzo.
 
“Ahia! L’orecchino! Lascia l’orecchino!”
 
Hanamichi iniziò a ridere di gusto mentre osservava il povero Ryota che cercava di convincere Chiharu a lasciare il suo piccolo gioiello. Suonò il campanello e si alzò per andare ad aprire, ancora ridendo. Rientrò nella stanza insieme al suo migliore amico.
 
“Ma è qui la bambina più bella del mondo!” esclamò, “vieni dallo zio Yohei?”
 
La risposta della bambina fu chiara: lasciò finalmente Ryota e tese le braccia per farsi prendere da Yohei.
 
“Ah, finalmente...” mormorò Ryota accarezzandosi l’orecchio, “come va, Yohei?”
 
“Un po’ stanco dal lavoro, ma bene” rispose, “e tu?”
 
“Si va avanti...”
 
“Siediti Yohei, ti porto da bere” disse Hanamichi prima di scomparire in cucina.
 
“Hanamichi mi ha parlato della festa e del ‘regalo’ che avete inviato a Rukawa” commentò Yohei mentre faceva le smorfie a Chiharu, che rideva allegra.
 
“La volpe è stata una sua idea...se Rukawa lo ha ricevuto, speriamo che non la prenda male”
 
“Credete che verrà?”
 
“Non ne ho idea”
 
“Ehi Yohei!” gridò Hanamichi tornando con tre bibite, che distribuì, “ti ha chiamato Arimi?”
 
“Eh...sì...” improvvisamente il viso di Yohei acquisì una sfumatura rosa, “come fai a saperlo?”
 
“Cosa da genio...allora?”
 
“Beh...abbiamo deciso di andare a bere qualcosa venerdì”
 
“Fantastico, vero? Arimi sembra molto simpatica”
 
“Sì. Beh, non so...preferisco non farmi illusioni...le donne sono molto strane...”
 
Hanamichi notò con preoccupazione che il suo amico non sembrava molto entusiasta di uscire con un’altra ragazza, e immaginò il motivo. La sua ex, con la quale era stato per più di un anno, lo aveva lasciato il Natale scorso per stare con il suo capo. Era stata una rottura molto dolorosa.
 
“Dai, Yohei, non tutte le ragazze sono come Natsumi”
 
“Vuoi dire che non tutte preferiscono quelli con più soldi?” rimbeccò sarcastico.
 
“Ma...”
 
“E di sicuro preferiscono quelli più alti...” intervenne Ryota.
 
“E più belli”
 
“E più muscolosi”
 
“E più...”
 
“Volete smetterla?” li interruppe Hanamichi, “smettetela di generalizzare così! Non tutte le donne sono superficiali e materialiste! Passami Chiharu, devo farla cenare”
 
Di solito non appena qualcuno faceva il gesto di prenderla, Chiharu allungava le braccia verso la persona, con particolare affetto se si trattava di suo fratello; ma ora l’attenzione della bambina era totalmente concentrata sulla tv, e cominciò a tendersi verso di essa.
 
Sullo schermo c’era Kamui Gackt, un attore giapponese bello e famoso.
 
I tre amici si guardarono per un momento, poi Yohei e Ryota scoppiarono a ridere.
 
“Donne...”
 
^ ^ ^ ^
 
Era già abbastanza tardi, ma faceva ancora caldo. La finestra della stanza era aperta e di tanto in tanto sgusciava dentro qualche folata d’aria fresca di cui il corpo accaldato della ragazza sdraiata sul letto era grata. Abbozzò un sorriso, senza aprire gli occhi, sentendo due braccia forti che la circondavano.
 
“Pensavo ti fossi addormentato...”
 
“Impossibile con te al tuo fianco...preferisco rimanere sveglio e guardarti...soprattutto se sei nuda...”
 
“Scemo...”
 
Il ragazzo corse con una mano lungo la schiena della ragazza in una carezza morbida e tenera. Poi la strinse e inalò il profumo dei suoi capelli ricci.
 
“Ayako...”
 
“Dimmi...”
 
“Ti amo”
 
Ayako spalancò gli occhi, un po’ sorpresa della dichiarazione. Inizialmente non seppe cosa dire, ma lo sguardo profondo del ragazzo la incoraggiò.
 
“Anche io...ti amo...Akira”.

     


                     





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