FanFiction Slam Dunk | Ferite aperte di MarySaeba92 | FanFiction Zone

 

  Ferite aperte

         

 

  

  

  

  

Ferite aperte   (Letta 62 volte)

di MarySaeba92 

6 capitoli (in corso) - 0 commenti - 0 seguaci - Vietata ai minori di 16 anni

    

 

Sezione:

Anime e MangaSlam Dunk

Genere:

Angst - Romantico

Annotazioni:

Traduzione

Protagonisti:

Hanamichi Sakuragi - Kaede Rukawa - Altri

Coppie:

Non indicate

 

 

              

  


  

 Capitolo 1 

Sono passati 5 anni da quando lo Shohoku ha partecipato per la prima volta alle nazionali e Kaede Rukawa è ora negli USA per realizzare il suo sogno, ma non è tutto oro quel che luccica e i suoi ex compagni di squadra lo scopriranno inaspettatamente.


  

Fanfiction tradotta dallo spagnolo, potete trovare i dettagli dell’originale qui sotto.
 
Titolo originale: Heridas abiertas
Link storia originale: 
https://www.amor-yaoi.com/fanfic/viewstory.php?sid=9491&warning=5
Link autore: https://www.amor-yaoi.com/fanfic/viewuser.php?uid=862
 
 
Un’altra storia in cui Kaede soffre fin troppo? Ebbene sì, povero piccolo XD ma qualcuno si occuperà di consolarlo a modo ^__^ buona lettura.
 
 

 
Si svegliò a metà mattinata, avvertendo le vertigini, cosa che cominciava a diventare abituale. Si sollevò e osservò la figura femminile che giaceva ancora addormentata accanto a lui. Non ricordava il suo nome, ma non gli importava minimamente. Come avrebbe detto il suo amico Joe, era solo un’altra della lunga lista di conquiste di Kaede Rukawa. Anche se in realtà doveva fare poco per sedurle, perché erano le donne a corrergli incontro come mosche al miele. L’unica differenza tra le donne americane che frequentava e le ragazze che si struggevano per lui al liceo, era che le prime erano molto più sfacciate.
 
Il liceo...sembrava passata un’eternità da quando era finito, in realtà solo un paio d’anni prima. Da quando un talent scout dell’NBA lo aveva ingaggiato per giocare in una squadra americana non era tornato in Giappone, nemmeno per fare visita ai suoi genitori, che sarebbero stati sicuramente felici di averlo perso di vista. Forse se ne sarebbero pentiti, perché il nuovo contratto che aveva appena firmato con i Knicks lo rendeva uno dei giocatori più pagati del campionato.
 
Sospirò stancamente e si alzò dal letto, dirigendosi verso il bagno. Aveva bisogno di una doccia calda. Dieci minuti dopo tornò in camera, già vestito. La ragazza che aveva passato la notte con lui era ancora nel mondo dei sogni, da cui Kaede la strappò bruscamente, togliendole il lenzuolo di dosso.
 
“Che ore sono?” chiese lei alzandosi, assonnata, strofinandosi gli occhi con una mano.
 
“È ora che te ne vada” rispose seccamente Kaede.
 
La ragazza finalmente aprì gli occhi, sorpresa di sentire quella risposta. Si mise a sedere e osservò confusa Kaede che raccolse i suoi vestiti dal pavimento e li lasciava sul letto.
 
“Ma...”
 
“E sbrigati”
 
Lei stava per ribattere, ma si rese conto che era nuda, quindi scelse di vestirsi mentre Kaede faceva colazione in cucina. Dover indossare di domenica mattina gli stessi vestiti che aveva alla festa la sera prima era piuttosto imbarazzante, ma non aveva altre opzioni.
 
“Kaede...” mormorò entrando in cucina.
 
“Mh?” Kaede alzò lo sguardo dal suo bicchiere di latte.
 
“Io...” le parole le morirono in gola quando vide il suo sguardo freddo.
 
“Vuoi che ti chiami un taxi?”
 
“Ehi, che cavolo pensi di fare?!” esplose la ragazza, “non hai il diritto di trattarmi come una puttana!”
 
Kaede la guardò di nuovo, dall’alto al basso.
 
“Allora non vestirti come tale...”
 
“Cosa?!” esclamò stupita.
 
“Sei sorda o che?” fece il ragazzo, alzandosi per mettere il bicchiere nel lavandino.
 
“VAFFANCULO!”
 
La ragazza si voltò e tornò in camera per recuperare la sua borsa. Cinque secondi dopo, uscì sbattendo tremendamente la porta.
 
Kaede tornò a sedersi e incrociò le braccia sopra il tavolo per poggiarvi sopra il capo, cercando di non pensare, senza successo. Ogni settimana era la stessa cosa, cambiava solo la ragazza. Al mattino non ricordava mai cos’aveva visto la sera prima per finire a letto con loro.
 
Si chiedeva anche cosa vedessero loro in lui...a parte un famoso giocatore dell’NBA, ovviamente. Ma nonostante ciò era sempre lo stesso ragazzo arrogante, presuntuoso e asociale di sempre, e quel suo modo di essere gli stava dando abbastanza problemi con i compagni, con l’allenatore e con la stampa americana. La stampa giapponese invece lo adorava. Nel suo paese era considerato poco meno di un eroe. Sicuramente chi lo conosceva era felice per lui o invidioso, pensando che avesse realizzato il suo sogno.
 
Tutti ignoravano che la sua vita in America era diventata un vero inferno.

     


                     





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