FanFiction Bey Blade | Lontano dagli occhi di MarySaeba92 | FanFiction Zone

 

  Lontano dagli occhi

         

 

  

  

  

  

Lontano dagli occhi   (Letta 325 volte)

di MarySaeba92 

12 capitoli (conclusa) - 0 commenti - 0 seguaci - Vietata ai minori di 14 anni

    

 

Sezione:

Anime e MangaBey Blade

Genere:

Angst - Commedia - Romantico

Annotazioni:

Traduzione

Protagonisti:

Kai Hiwatari - Takao Kinomiya

Coppie:

Kai Hiwatari/Takao Kinomiya (Tipo di coppia «Yaoi»)

 

 

              

  


  

 Capitolo Dodici 

 


  

Un raduno dei BBA era difficile oramai, dato che i membri avevano tutti preso strade separate, ma quando Rei aveva chiamato ciascuno di loro per invitarli alla prima festa di compleanno di sua figlia, tutti si erano sforzati per partecipare all´occasione. Max era arrivato dall´America per incontrare Takao, Kai, Kyoju, Daichi e Hiromi in Giappone, e insieme erano volati da lì in Cina. Anche se Rin non era abbastanza grande per apprezzare la celebrazione organizzata per lei, era comunque importante per i suoi genitori come lo era per il resto del gruppo affiatato di amici. Con l´eccezione di Max, che aveva fatto visita a Rei alcuni mesi prima, la maggior parte di loro vedeva Rin di persona per la prima volta, e il loro obiettivo principale della giornata era quello di viziarla incredibilmente.
 
“Dopotutto” disse Max, che svolazzava e scattava foto da ogni angolazione, “si festeggia il primo compleanno solo una volta”
 
Rei sorrise con orgoglio, osservando Takao che prendeva in braccio Rin, la quale sembrava particolarmente rapita da lui mentre gli afferrava l’indice e il medio con le manine e gli rivolgeva un sorriso sdentato.
 
“Sta già cominciando a parlare?” chiese Takao incuriosito.
 
“Fa un sacco di strani suoni, ma ancora niente che somigli a vere parole” rispose Mao, con voce un po’ distratta dal momento che era seduta dietro i capelli e gli stava sistemando i capelli in una treccia.
 
“Ha detto qualcosa che somigliava a ‘papà’ la scorsa settimana” disse Rei.
 
“Non essere sciocco” lo contraddisse Mao, “stava ovviamente cercando di dire ‘mamma’. Quella sarà la sua prima parola”
 
“Come puoi esserne così sicura?” ribatté Rei inarcando un sopracciglio.
 
“Perché sono sua madre e la conosco meglio” disse Mao sicura, “e visto che siamo in tema, potresti per favore fare qualcosa riguardo Tao-sensei? Sta cercando di insegnare a Rin come dire cose come ‘mutandine’ e ‘tette’ e mi sto stancando”
 
Rei rise goffamente, poi impallidì sotto lo sguardo di avvertimento di Mao. “Sì, cara. Gli parlerò”
 
Takao ridacchiò ma non disse nulla, Mao avrebbe potuto strattonare ferocemente i suoi capelli se l’avesse fatta arrabbiare. Riportò invece la sua attenzione su Rin, che continuava a fissarlo intensamente.
 
“Almeno riconosce un bel ragazzo quando ne vede uno” scherzò, “guarda, non mi stacca gli occhi di dosso”
 
Rin emise un piccolo vagito e il sorriso di Takao si allargò mentre iniziava a parlarle.
 
“Pensi che sia bellissimo?” chiese, inclinando la testa e fingendo di ascotlare il gorgoglio che lei gli diede in risposta. “Beh, è fantastico, io penso che tu sia carina”
 
Rin ridacchiò e Rei alzò una mano. “Ehi, Takao” disse, divertito, “non pensi che sia un po’ troppo giovane per flirtare?”
 
“Hai solo un anno e tuo padre è già terribilmente iperprotettivo” sussurrò Takao a Rin, che rise e mosse i piedi, “sarà un inferno quando inizierai ad attraversare la pubertà”
 
“Le permetterò di uscire” disse amabilmente Rei, “ma solo dopo aver indagato approfonditamente su ogni potenziale fidanzato”
 
“Li sottoporrai ad interrogatorio, intendi” sorrise Mao, togliendosi la fascia dal polso e legando i capelli di Takao prima di reclnarsi per ammirare il risultato finale.
 
“Ecco fatto” aggiunse, dandogli una pacca sulla spalla, “i tuoi capelli stanno diventando piuttosto lunghi. Non vuoi tagliarli?”
 
“Kai l’ha proibito” disse Takao, cercando, senza riuscirci, di nascondere un sorriso, “gli piacciono di più così”
 
L’espressione di Rei si fece maliziosa, ma Kai gli rivolse un’occhiataccia.
 
“Fatti gli affari tuoi” grugnì; Max però, percependo l’opportunità di stuzzicare, vi si avventò.
 
“Sembra che qualcuno abbia un fetish” disse, portando la fotocamera sul viso e scattando una foto di Kai ancora accigliato prima di sfrecciare via.
 
“Comunque” disse Kyoju, “è un bene che siamo riusciti tutti a partecipare alla festa, non credete?”
 
“Il compleanno di Rin-chan è arrivato in un momento abbastanza conveniente” osservò Hiromi, “ci siamo appena diplomati, abbiamo tre mesi a disposizione prima dell’università”
 
“Mi dispiace di non esserci stato” disse Rei tristemente, “volevo, ma-”
 
“Ehi, non preoccuparti” lo interruppe Takao, “sei piuttosto impegnato anche tu. Inoltre abbiamo scattato un sacco di foto per farti vedere il giorno del diploma. Mostragliele, Kyoju”
 
Kyoju frugò nella borsa e tirò fuori le foto, passandole a Rei e accigliandosi.
 
“Dovremmo comprare un album” disse, “per inserire quelle belle. Non sono sicuro di voler conservare le foto scattate da Daichi...”
 
“Stai cercando di dire che sono un pessimo fotografo?” disse Daichi minaccioso.
 
“N-niente affatto!” balbettò Kyoju, indietreggiando, “solo che non è mai una buona idea convincere una persona bassa a scattare foto quando non riesce nemmeno a vedere in mezzo alla folla...”
 
Rei sfogliò ogni fotografia e atterrò su una che sembrò attirare maggiormente il suo interesse.
 
“Vedo che tuo nonno ha tentato di balzare sul palco con la spada” disse Takao. Il sorriso di Takao divenne improvvisamente molto teso.
 
“Sì...”
 
Rei passò alla foto successiva ed emise una specie di sbuffo soffocato, “Vedo anche che è stato portato via dalla sicurezza”
 
“Pensavano che cercasse di attaccare la preside” rispose Takao, con l’aria di voler cancellare definitivamente il ricordo dalla sua mente, “è stato ancora più imbarazzante di Hiromi che singhiozzava durante la canzone della cerimonia”
 
“Ma era davvero commovente!” protestò Hiromi, con le lacrime agli occhi solo alla menzione.
 
“Non c’era niente di speciale!” sostenne Takao, “è solo la classica canzone del diploma!”
 
“Mi ha emozionato un sacco!” disse Hiromi, incrociando le mani sotto il mento e sospirando malinconicamente, “quando penso a come i nostri tre anni di liceo sono passati così...beh, il messaggio è che il tempo è prezioso!”
 
“Sì, sì” disse Takao con una smorfia, “comunque non c’era bisogno di piangere”
 
Hiromi strinse pericolosamente gli occhi, “Se in questo momento non avessi una bambina in braccio, ti colpirei”
 
Rei dissipò la tensione e cercò di far dimenticare a Hiromi i suoi impulsi omicidi dicendo: “Allora, cosa intendete fare dopo il diploma?”
 
“Io voglio diventare infermiera” annunciò Hiromi, “ci vorrà qualche anno prima di essere pienamente qualificata e dovrò trovare un lavoro part-time, ma farò del mio meglio!”
 
“E tu, Kyoju?” chiese Rei.
 
“Non ti ha ancora detto la grande notizia?” chiese Hiromi.
 
“Non è così grande” negò Kyoju, più che imbarazzato. “Mia madre voleva che facessi domanda per un’università straniera, ma preerisco restare a Tokyo per poter stare vicino a tutti”
 
“Allora, qual è la novità?” incalzò Rei con impazienza.
 
“L’ho detto, non è così impressionante” disse Kyoju timidamente, “ma Daitenji-kaicho mi ha chiesto di diventare il suo successore una volta che mi sarò laureato”
 
“Non è impressionante?” fece Max incredulo, “sei il futuro presidente della BBA e dici che non è una grande notizia?”
 
“La definirei un’enorme occasione” disse Rei con un basso fischio, “sono orgoglioso di te, Kyoju”
 
“Siamo tutti orgogliosi di te” disse Hiromi con fermezza, abbracciando Kyoju, che divenne rosso come un pomodoro maturo.
 
“Allora anch’io dovrò fare del mio meglio” balbettò, aggiustando gli occhiali che Hiromi aveva rovesciato presa dall’entusiasmo, “per il futuro del beyblade e per i miei amici, darò il massimo!”
 
“Questo è lo spirito” disse Takao, sorridendo luminoso, “la BBA non potrebbe essere in mani più sicure!”
 
“E tu?” chiese Rei, lanciando un’occhiata interrogativa a Takao, “quali sono i tuoi piani?”
 
“Onestamente non ci ho davvero pensato” ammise Takao, “penso che andrò all’università o erediterò il dojo di famiglia. In ogni caso continuerò a tenere le lezioni di beyblade”
 
“Potresti dedicarti all’insegnamento come professione” suggerì Max, “sei sempre stato bravo con i bambini”
 
“Probabilmente perché lui stesso è un bambinone” scherzò Hiromi.
 
Rei inclinò la testa, curioso. “Avere dei bambini potrebbe fare parte dei tuoi progetti in futuro?”
 
“Sei pazzo?” disse Takao, “non potrei mai avere figli”
 
“In realtà” disse Kyoju, “ho escogitato una semplice equazione scientifica che mi permetterebbe di aggirare le leggi più elementari della natura facendo sì che un maschio possa essere in gravidanza più o meno allo stesso modo di una femmina. Sarei onorato se diventassi il mio primo soggetto per sperimentarlo”
 
Gli occhi di Takao si spalancarono infinitamente, la sua bocca si aprì e si chiuse ripetutamente prima che Kyoju decidesse di essere clemente.
 
“Scherzo, Takao. non stavo dicendo sul serio”
 
Max ridacchiò rumorosamente, schiaffeggiandosi le cosce e quasi piegandosi in due.
 
“Oh, te l’aveva fatta, Takao” ansimò, “avresti dovuto vedere la tua facia!”
 
“Non scherzare su cose del genere” disse Takao, rabbrividendo, “è inquietante, soprattutto quando parli con voce così seria!”
 
“Sei seccato solo perché ci avevi creduto alla grande!” disse Hiromi compiaciuta, ignorando il modo in cui Takao le fece la linguaccia.
 
“Ehi, ehi!” irruppe Daichi, agitando le braccia per attirare l’attenzione, “non dovete parlare sempre di Takao. dovreste parlare di me! Kyoju non è l’unico ad avere grandi novità!”
 
“Ho sentito” disse Rei, “abbiamo un nuovo campione del mondo”
 
“Oh sì” disse Hiromi mite, “me n’ero dimenticata”
 
Invece di infastidirsi e urlare, Daichi incrociò le braccia sul petto e ghignò. “Immagino che sia normale. Dopotutto, sei una donna anziana, non c’è da stupirsi che la tua memoria stia peggiorando”
 
“Piccolo sfigato!” tuonò Hiromi, strappando via la fotocamera di Max e puntandola alla testa di Daichi.
 
“Ah, non romperla!” gridò Max, “se devi lanciargli qualcosa, scegli un oggetto meno costoso!”
 
Rin si mosse tra le braccia di Takao e si stiracchiò, facendo una faccia disturbata dal trambusto e portando Takao a inviare ai due uno sguardo di avvertimento. “Ssh! Abbassate il tono!”
 
“Scusa” borbottarono Hiromi e Daichi, con aria imbarazzata.
 
“Comunque, è stata una sorpresa sapere che ti sei unito alla Neo Borg” continuò Rei, mantenendo la voce deliberatamente calma per evitare un attacco di pianto da parte di Rin.
 
“Non avevo nessun altro dopo lo scioglimento dei BBA” Daichi scrollò le spalle, “Tu, Takao e Kai vi siete ritirati, e a Kyoju non è mai piaciuto molto gareggiare. Max era l’unico rimasto, ma è tornato dai PPB, quindi Yuri mi ha chiesto se volevo partecipare con la sua squadra”
 
“L’ultima battaglia è stata serrata” osservò Hiromi, “alla fine si è ridotta alla partita finale tra PPB e Neo Borg. Yuri voleva vendicarsi contro Rick per l’ultimo torneo mondiale e Daichi ha quasi perso contro Max”
 
“Perché ha barato” scattò Daichi.
 
“Hai barato?” chiese Rei a Max, curioso, “non è nel tuo stile”
 
“Non era proprio barare” sorrise Max, “Daichi stava cercando di farmi impazzire, quindi mi sono ripreso minacciando di cospargerlo di maionese. Ha quasi vomitato nello stadio”
 
“Ho completamente perso la concentrazione a causa tua!” piangucolò Daichi, “era uno sporco trucco!”
 
“Devi ammettere però che è stato divertente” ridacchiò Hiromi, “c’è stato un enorme primo piano della tua faccia sullo schermo gigante e sembravi appena sceso da un aereo. La tua pelle era così grigia che pensavo stessi iniziando a decomporti”
 
Daichi aprì la bocca, presumibilmente per urlare qualche insulto a Hiromi, ma Takao lo zittì di nuovo quando Rin si mosse irrequieta.
 
“Dato che siamo in argomento” iniziò Max, sporgendosi e solleticando i piedi di Rin, “da grande Rin-chan erediterà Driger o Galux?”
 
Lo sguardo che Rei e Max condivisero fu così intenso che avrebbe potuto far sciogliere la vernice dalle pareti circostanti. A giudicare dall’aura ferocemente competitiva appena sorta, doveva essere un argomento trattato molte altre volte prima.
 
“Mi piacerebbe che avesse Driger” disse Rei, “ma sono sicuro che Mao è incline a non essere d’accordo”
 
“Rin erediterà Galux, ovviamente” disse Mao, sorridendo in modo molto tirato.
 
“Magari Rin-chan potrà decidere da sola quale vuole?” provò Max, ma non fece che alimentare la natura competitiva di Mao.
 
“Tuo zio Max ha ragione, Rin” disse dolcemente, attirando saldamente l’attenzione della bambina, “decidi quale desideri di più!”
 
Rin sbatté le palpebre verso Mao e Rei, ma poi qualcos’altro attirò la sua attenzione. Daichi era seduto accanto a Takao e aveva tirato fuori il suo Gaia Dragon per esaminarlo e, veloe come un lampo, Rin lasciò le dita di Takao per afferrare il bey di Daichi, guidandolo alla bocca e iniziando a rosicchiarlo.
 
“Quello è mio!” gemette Daichi, “restituiscilo!”
 
Ma Rin si limitò a tubare contenta, non disposta a rinunciare al suo nuovo giocattolo.
 
“Bleah, ci sta sbavando sopra! Fatela smettere!” supplicò Daichi.
 
“Sembra che Rin-chan abbia deciso” disse Max ridendo, “è una scelta insolita, ma penso che ne sia soddisfatta”
 
“Impossibile!” disse Daichi, “è il mio bene più prezioso! Mio padre me l’ha dato prima di morire, non posso perderlo!”
 
“Lasciala stare” lo rimproverò gentilmente Hiromi, “non ha ancora i denti, non può danneggiarlo”
 
Daichi incrociò le braccia sul petto e tirò su col naso, risentito, mentre Rin si teneva stretto il beyblade. Max scattò una foto della sua faccia imbronciata e Daichi lo spinse via irritato. Rei osservò la scena divertito, poi strabuzzò gli occhi sorpreso quando notò che erano a corto di un membro.
 
“Non ditemi che Kai è scomparso per complottare o rimuginare da qualche parte” disse, con aria leggermente delusa, “non è ancora riuscito a prendere in braccio Rin”
 
“Immagino che non possa evitarlo” ragionò Takao, restituendo cautamente Rin a Mao, “vado a cercarlo”
 
“Riportalo qui prima del taglio della torta!” lo esortò Max, “non ce ne rimarrà se arrivate in ritardo!”
 
Takao fece un cenno prima di sgattaiolare, stiracchiandosi senza fretta mentre usciva e posando le mani sui fianchi mentre si chiedeva dove fosse meglio iniziare a cercare. Fortunatamente, il villaggio di Rei era piccolo, quindi i nascondigli di Kai erano piuttosto limitati. Takao lo trovò senza troppi sforzi, ma invece di avvicinarsi a lui, rimase indietro per un momento, osservando lo spettacolo davanti ai suoi occhi.
 
Kai era sdraiato supino con le braccia incrociate sotto la testa, gli occhi chiusi e un´espressione serena sul viso. Il sole stava appena iniziando a tramontare, proiettando una luce sbiadita e un’ombra screziata sulla pelle di Kai, trasformando il suo solito pallore in un bel bagliore dorato, e quando Kai aprì lentamente gli occhi e inclinò la testa nella sua direzione, Takao sentì che si stava nuovamente innamorando. Sorridendo affettuosamente, si avvicinò al punto in cui Kai giaceva, sedendosi a gambe incrociate dietro di lui e facendo cenno a Kai di avvicinarsi in modo da poter appoggiare la testa in grembo a Takao. Una delle braccia di Takao passò sul suo petto immediatamente una volta che Kai si fu sistemato e spostò l´altra più in alto in modo da poter giocare con la sua frangia, arrotolando i capelli intorno alle dita prima di scostarglieli dal viso.
 
“Ti stai perdendo la festa” lo rimproverò, accarezzandogli la fronte con il pollice, “il frastuono iniziava già a infastidirti?”
 
“Avevo solo voglia di stare un po’ fuori” rispose Kai, chiudendo gli occhi e inclinandosi al tocco di Takao.
 
Takao rimase in silenzio per alcuni minuti, fissando il tramonto in lontananza. Sapeva che, anche se a volte Kai gli faceva sapere cosa aveva in mente senza alcuna insistenza da parte di Takao, purché lui fosse abbastanza paziente, sapeva anche che occasionalmente aveva bisogno di una piccola spinta nella giusta direzione. In quel momento sembrava che fosse proprio così e, dopo pochi altri secondi passati a far scivolare le dita tra i capelli di Kai, Takao allontanò la mano e la lasciò ancora sulla sua spalla.
 
“Allora, cos’hai in mente?” gli domandò, “Rei pensava che fossi uscito a rimuginare, e sono abbastanza sicuro che avesse ragione. C’è qualcosa che non va?”
 
“Avevo bisogno di riflettere” iniziò Kai, parlando lentamente e grato che Takao non gli mettesse fretta, “su quello che Rei ha menzionato prima. Sul futuro”
 
Takao permise a Kai di soffermarsi in un altro breve silenzio. Non ne avevano mai discusso prima, ed era interessato a sapere cosa Kai avesse da dire. Quindi gli diede un’altra spintarella, stringendogli la spalla: “Ti va di coinvolgermi nella tua riflessione?”
 
L´espressione precedentemente pacifica di Kai divenne introspettiva quando sul suo volto apparve un cipiglio, facendo capire a Takao, senza parole, che qualunque cosa avesse pensato non era del tutto positiva. Takao avrebbe potuto sentirsi nervoso se ormai non avesse avuto tanta familiarità con Kai, e sapeva che era meglio non saltare alle conclusioni, preferendo invece lasciare che Kai esprimesse la propria opinione prima di aggiungre qualcosa o sfidarla con la propria. Da quando entrambi avevano deciso di essere più onesti l´uno con l´altro, la loro relazione era migliorata. A volte Takao si ritrovava ad apprezzare Kai che diceva quello che sentiva veramente, ma in altre occasioni la sua franchezza poteva avere un effetto completamente diverso.
 
Quando Takao aveva preparato la sua prima torta in assoluto per festeggiare il ventesimo compleanno di Kai, questi si era affrettato a dirgli che faceva schifo. Takao non aveva mai preso molto bene le critiche e, ferito e offeso, si era chiuso in bagno per curare il suo orgoglio sbeccato per un´ora. Si era scusato per aver reagito in modo esagerato in seguito, e aveva anche visto il lato divertente della situazione quando si era reso conto di essersi dimenticato di aggiungere lo zucchero alla miscela. Kai non aveva riso né l’aveva preso in giro. Aveva solo detto, nel suo solito modo schietto, che Takao aveva imparato dall´esperienza, capendo di non fare lo stesso errore una seconda volta e, insieme, avevano realizzato ciò che a Takao da solo non era riuscito. Inoltre, compleanni e anniversari non erano le uniche occasioni che avevano festeggiato insieme negli ultimi due anni.
 
Sebbene Kai avesse cercato di far passare in sordina via la sua prima promozione al lavoro come non significasse niente, Takao non era stato disposto a fargliela ignorare. Aveva prenotato per due in un ristorante elegante e poi aveva riportato Kai a casa per un´esperienza del tutto più intima. Poi c´era stato il diploma di Takao. Kai non aveva detto niente con tante parole, ma quando Takao aveva guardato tra la folla mentre saliva sul palco per ritirare il diploma, il calore e l´orgoglio negli occhi di Kai erano stati chiari come il giorno. Le cose belle e quelle meno belle....alla fine erano un tutt’uno.
 
Quello che avevano non era perfetto, affatto, ma nonostante le discussioni e le incomprensioni occasionali, Takao non avrebbe voluto che fosse diversamente. Lui e Kai si completavano a vicenda nei punti di forza, proprio come si compensavano a vicenda per le reciproche debolezze. Erano cresciuti insieme e avevano imparato insieme, ma, cosa più importante, avevano creato ricordi insieme, ricordi a cui potevano guardare e da custodire.
 
“Rei aveva ragione, sai” disse infine Kai.
 
“Riguardo a cosa?” fece Takao, muovendo la mano e appoggiandola leggermente su quella di Kai, comunicandogli in silenzio che avrebbe aspettato il tempo necessario affinché lui si confidasse.
 
“Sul fatto che sei bravo con i bambini”
 
Takao sorrise ironicamente. “Per quanto detesti essere d’accordo con Hiromi, anche lei aveva ragione. vado d’accordo con i bambini perché è più facile che dover comportarmi come un ragazzo della mia età”
 
“Non intendevo questo” dichiarò Kai, “credo che mi abbia colpito quando ti ho visto prendere la figlia di Rei. Hai scelto di stare con me anche se ci sono cose che non potrei mai darti”
 
“Ho tutto ciò che mi serve proprio qui” gli ricordò Takao, unendo le dita a quelle di Kai, “non ha senso chiedere di più”
 
“Ma tu meriti di più” disse Kai, con un cenno di esigenza nella voce calma, “Rei ha un matrimonio e una famiglia. Anche tu dovresti avere queste cose, ma non le avrai mai, non con me”
 
“Quindi si tratta di questo” disse Takao, alzando gli occhi al cielo, “Kai, ti picchierei se non ti amassi così tanto. Pensavo di essere riuscito a farti capire che non riuscirai ad allontanarmi”
 
“Lo so, ma-”
 
“Allora smettila di buttarti sempre giù. Non andrò da nessuna parte, è una promessa. Beh, fra un po’ potrei aver bisogno del bagno, ma non conta” Takao sospirò all’espressione frustrata di Kai e gli strinse le dita, “so quanto odi sentirti dire che non puoi fare qualcosa, ma è così. Siamo entrambi uomini, quindi non possiamo sposarci e non possiamo riprodurci. È ingiusto non poter condividere le stesse cose degli altri, ma non possiamo farci niente”
 
“Non è del tutto vero” disse Kai, “ci sono altri modi, come l’adozione o le madri surrogate”
 
Ci volle quasi un minuto intero prima che Takao assorbisse quanto aveva sentito, ma volle comunque assicurarsi di non aver frainteso.
 
“Stai dicendo che vuoi dei bambini?”
 
“Te li meriti” rispose Kai, “dovresti avere il diritto di averne”
 
Takao sorrise e ripeté la domanda. “Kai, ti sto chiedendo se tu vuoi dei bambini. Devi rispondere solo sì o no”
 
“Forse” disse Kai, vago, “non subito, ma un giorno forse. Ho letto che ci sono leggi che consentono alle coppie gay di adottare ore, quindi c’è ancora quell’opzione aperta se mai la considerassimo” si voltò sulla difensiva quando sentì Takao ridacchiare piano, e il suo cipiglio si intensificò, “Cosa c’è di divertente?”
 
“Niente” lo rassicurò Takao, “non è la situazione che trovo divertente, solo che sembra che tu ti impegni sempre a fare i compiti”
 
“Certo” disse Kai, offeso, “non mi precipito mai in una situazione senza riflettere. È più una tua prerogativa”
 
“Così mi ferisci” dichiarò Takao, fingendo di sembrare mortalmente offeso, “comunque forse hai ragione. Magari non rifletto sempre come si deve, ma va bene così, ci sei tu a guardarmi le spalle e a essere cauto per me. Ci bilanciamo. Questo è un bene”
 
“Se lo dici tu” mormorò Kai, ma a Takao non sfuggì il suo sorriso. Il sole era ormai completamente tramontato e la luna si era levata per prendere il suo posto. L´aria intorno a loro stava diventando più fredda e Takao poteva vedere la pelle d´oca che pungeva le braccia nude di Kai. Districando le dita da quelle di Kai, si spostò leggermente in modo da poter strofinare entrambe le mani sugli avambracci di Kai, cercando di inviare calore sulla sua pelle raffreddata.
 
“Probabilmente gli altri si staranno chiedendo dove siamo” disse Takao piano, “ti va di rientrare?”
 
Kai scosse il capo. “Non ancora”
 
Takao continuò a strofinare le braccia di Kai, sollevando leggermente il mento in modo da osservare il mare di stelle argentate che punteggiavano l’oscurità violacea sopra di loro. Provò perfino a contarne qualcuna, ma si arrese presto quando Kai fermò i suoi movimenti.
 
“Ehi” disse di colpo, “che tipo di genitori pensi che saremmo?”
 
“Non avremmo questa conversazione se lo sapessimo” disse Kai, mostrando come sempre praticità.
 
“Prova a indovinare” lo incoraggiò Takao.
 
“Bene” sospirò Kai, “penso che saresti più paziente di me”
 
“Veramente?” fece Takao, sorpreso, “come mai?”
 
“Sei riuscito a sopportarmi per più di cinque anni ormai” rispose Kai, “prendersi cura di un bambino sarebbe facile in confronto”
 
Takao ci rifletté, poi ridacchiò scherzosamente. “Sai cosa penso? Penso che saresti un papà che lascia che i figli facciano quello che vogliono purché non sia pericoloso. Ti comporti da duro all’esterno, ma sotto sotto sei un tenerone”
 
“Dillo ancora e ti ammazzo” lo minacciò Kai, ma Takao stava già ridendo.
 
“Posso già immaginarlo” disse allegramente, chiudendo gli occhi come per evocare una visione mentale, “tu che spingi un passeggino nel parco. La tua immagine da cazzuto sarebbe rovinata per sempre”
 
“Non mi è mai importato di quello che la gente pensa di me prima e non intendo iniziare a farlo ora” sbuffò Kai, “farò quello che cavolo voglio”
 
“Questo è il mio Kai” disse Takao orgoglioso, “su una cosa hai ragione. Non c’è fretta di mettere su famiglia. Potremmo prima fare qualcos’altro, magari esercitarci con un animale domestico. Ti sono sempre piaciuti i gatti, vero? Possiamo comprarne uno se vuoi”
 
“Preferirei prenderne uno da un rifugio” disse Kai, “ci sono molti animali abbandonati che hanno bisogno di una casa”
 
“Sei davvero tenero” scherzò Takao, “probabilmente stai ancora dando da mangiare a tutti i randagi del vicinato alle mie spalle”
 
“Solo uno” lo corresse Kai, “una gatta che ho trovato un paio d’anni fa durante la faccenda della BEGA.
Mi sono preso cura di lei per tutto questo tempo, ma principalmente per senso di colpa. L’ho quasi uccisa con il mio beyblade mentre cercavo di dominare il nuovo metal system” spiegò, cogliendo l’espressione perplessa di Takao.
 
“Una gatta ti ha aiutato con l’allenamento?” Takao ghignò.
 
“In realtà è stato l’allenatore degli F-Sangre” disse Kai, “era solo un idiota, ma almeno i suoi consigli mi hanno permesso di sconfiggere Brooklyn e capire cos’era più importante per me”
 
“Scommetto che non ti sei nemmeno degnato di mostrargli alcuna gratitudine” indovinò correttamente Takao.
 
“No, mi sono girato e me ne sono andato”
 
“Promemoria per te” dise Takao, “ricordati di inviare a Romero un costoso regalo di ringraziamento”
 
Kai non sembrò entusiasta dell’idea, a giudicare dal suono derisorio che emise, ma lasciò che Takao lo tirasse in piedi poco dopo, togliendo le leggere macchie d’erba dai pantaloni. Takao fece scivolare le braccia intorno alla vita di Kai, il quale fece un passo avanti, avvicinandoli ulteriormente. Lentamente, con cautela, si chinò e appoggiò la fronte su quella di Takao, e rimasero così per un po’, gli occhi chiusi e il respiro perfettamente in sincronia. Poi Kai indietreggiò, alzando le mani sul viso di Takao, incorniciandolo come se non avesse mai avuto niente di più prezioso in vita sua.
 
“Dicevo davvero prima” disse Takao a bassa voce, “non mi serve nient’altro che questo”
 
C´era ancora di più che Kai gli avrebbe concesso volentieri, se avesse potuto fornirlo, e anche se non era così, nulla al mondo lo avrebbe fermato o si sarebbe messo sulla sua strada, non per Takao, Takao che si sarebbe accontentato di semplice affetto e compagnia. Kai non voleva permettergli di accontentarsi del minimo, però. Voleva che Takao avesse tutto, anche se ciò significava fare un sacrificio. Anche Kai era stato serio. C´era ancora molto di più che Takao si meritava, e a prescindere da quanti ostacoli avrebbero incontrato, Kai era determinato a trovare un modo per superarli, perché per Takao Kai avrebbe fatto qualsiasi cosa in suo potere. Takao lo sapeva, lo capiva, e provava lo stesso, e niente poteva essere più forte di ciò che condividevano.
 
“Dovremmo andare” disse finalmente Kai.
 
“Sì” concordò Takao.
 
Si alzò in punta di piedi prima che potessero separarsi del tutto, inclinando il viso e incontrando Kai a metà strada, le ombre della notte danzavano intorno a loro mentre i sorrisi si avvicinavano e si baciavano.

     


                     





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