FanFiction Ranma 1/2 | Hair di Tiger_eyes | FanFiction Zone

 

  Hair

         

 

  

  

  

  

Hair   (Letta 42 volte)

di Tiger_eyes 

1 capitolo (conclusa) - 0 commenti - 0 seguaci - Per tutti

    

 

Sezione:

Anime e MangaRanma 1/2

Genere:

Introspettivo

Annotazioni:

Missing Moment

Protagonisti:

Akane - Ranma - Kasumi

Coppie:

Akane/Ranma (Tipo di coppia «Het»)

 

 

              

  


  

 Hair 

Sei sicura che il giudizio di Ranma non ti abbia in qualche modo influenzato?


  

“Sei sicura di volerli pareggiare di nuovo?”.
Akane sollevò lo sguardo sulla sorella, che nella specchiera teneva le forbici in mano e la osservava in attesa di una conferma di cui non pensava ci fosse bisogno.
“Sì, certo, perché me lo chiedi?”.
Kasumi lasciò andare un sospiro, le fece abbassare il capo e tutta concentrata iniziò ad accorciarle le ciocche dietro il collo.
“Eri così orgogliosa della chioma che avevi fatto crescere sin da bambina e hai sofferto così tanto quando Ryoga te l’ha involontariamente recisa, che pensavo avresti lasciato ricrescere i capelli. Invece da quando te li ho aggiustati la prima volta, hai sempre voluto mantenere il caschetto, come mai?”.
Akane si guardò le mani in grembo, riflettendo sul fatto che avrebbe dovuto limare le unghie: stavano diventando troppo lunghe.
“Mah, così, preferisco tenerli corti”.
Sentì Kasumi sorridere alle sue spalle, mentre frammenti di capelli cadevano sull’asciugamano avvolto attorno al busto.
“Il tuo tono indifferente non m’inganna, sorellina. Ricordo bene come da piccola soffrivi perché con questo taglio ti scambiavano tutti per un maschietto. Ma è stato quando ti hanno fatto interpretare Romeo a ogni recita scolastica che l’hai odiato veramente. E dire che quando la mamma è morta volevi mantenerlo a ogni costo perché tutti dicevamo che eri tale e quale a lei”.
“Sì, lo ricordo bene: dapprima l’ho amato e poi odiato”.
Perché papà piangeva ogni volta che mi vedeva, avrebbe voluto confessarle, non solo perché da bambina quasi nessuno riusciva a capire che fossi una femmina. Quello è venuto dopo, quando ho iniziato a frequentare le elementari. E sì, mi ha fatto male, ma mai quanto le lacrime versate da papà ogni volta che posava gli occhi su di me.
“E ora lo ami di nuovo?”.
Akane alzò lo sguardo sulla sorella, non sapendo bene cosa rispondere.

(Ah, dimenticavo… stai bene… coi capelli così...)

“Io… lo trovo comodo”.

(Hai la febbre? Lascia stare, non ho bisogno di essere consolata)

“Tutto qui? Mi sembra un po’ poco, sicura che poi non te ne penti? Stavi davvero bene con i capelli lunghi, adesso staresti un incanto. E nessuno ti scambierebbe più per la mamma, tutt’al più per me!”, scherzò Kasumi ritoccandole la frangetta. Akane sorrise di rimando con poca convinzione.
Ma io non voglio somigliare a te, oneechan. Non più.

(Non sei per niente carina! Volevo farti un complimento, tu invece…
Lo so che non sono carina)


“Vedi, il fatto è che li ho lasciati crescere per il motivo sbagliato”.
Kasumi passò a pareggiare le ciocche dietro le orecchie.
“Che intendi? Non volevi forse che la gente smettesse di scambiarti per un maschio?”.
“All’inizio sì, però poi… poi mi sono invaghita di un ragazzo e volevo che mi notasse”, ammise mordendosi il labbro.
Kasumi tornò eretta, scrutandola sorpresa attraverso lo specchio.
“Non ce l’avevi mai detto!”.
Akane rilasciò un lungo sospiro.
“Perché non è andata come speravo…”.
“Davvero credevi che questo ragazzo ti avrebbe notata solo perché portavi i capelli lunghi?”, le chiese tornando a sforbiciare.
“All’epoca sì, ero molto ingenua. Pensavo… se le somigliassi anche solo un po’, se avessi un briciolo del suo fascino, forse allora mi guarderebbe come guarda lei, forse gli brillerebbero persino gli occhi…”, rispose assorta.
“A chi ti riferisci?”.
“Eh? Oh, a una mia compagna di scuola, aveva… ha dei capelli meravigliosi e lui la guardava… la guarda ogni volta estasiato, come se al mondo esistesse solo lei, così io credevo che… lo so, è una sciocchezza”.
“Beh, sì, non si è mai sentito che un ragazzo si innamori di una ragazza solo per i suoi capelli”.
“Già, è proprio un’assurdità…”, disse con una risatina amara ripensando a quanto era stata sciocca.
“Quindi è questo il vero motivo per cui non vuoi farli più crescere? Perché il ragazzo su cui volevi far colpo non ti ha mai notata?”, le chiese poggiando le forbici sul ripiano del lavandino e sciogliendo il nodo dell’asciugamano dietro la propria schiena.
“No, oneechan, li preferisco davvero così e non solo perché sono più pratici”, ribatté osservando il suo riflesso. “È che… ho capito che questo è il taglio che più mi si addice. Dopotutto, sono o no un maschiaccio?”, rise sistemandosi le ciocche dietro le orecchie.
E poi, da quando ho perso la chioma per colpa di Ryoga, è come se mi fossi liberata di un peso...
“Quando ti guardi allo specchio devi vedere te stessa, non un’altra persona e nemmeno ciò che gli altri si aspettano da te. Questa è l’unica cosa che conta”, affermò Kasumi posandole la mani sulle spalle. Akane ne afferrò una e la strinse.
“Allora, oneechan, è la vera Akane quella che vedi nello specchio”, dichiarò per poi alzarsi in piedi.
“Mi fa davvero piacere”, sorrise Kasumi abbracciandola. “Ora corri o farai tardi a scuola”.
“Volo! Ah, comunque oggi torniamo per pranzo”, la avvisò mentre usciva dal bagno.
“Akane?”.
“Sì?”, disse voltandosi sulla porta.
“Un’ultima cosa. Sei sicura che il giudizio di Ranma non ti abbia in qualche modo influenzato?”.

(Comunque coi capelli corti a me piac… No, come non detto)

“Ma che vuoi che m’importi di ciò che pensa quello stupido? Ci vediamo a pranzo!”, rispose uscendo dall’antibagno e incamminandosi a passo svelto verso l’ingresso, mentre tormentava una ciocca fra le dita e un sorriso si faceva strada sul viso.

(Tanto delle mie preferenze non ti importa niente…)

“Ce l’hai fatta, finalmente!”, sbuffò Ranma alzandosi da terra per mettersi le scarpe. “Stavo per andare a scuola senza di…”.
Rimase a fissarla a bocca aperta, imbambolato come poche volte gli era capitato di vederlo.
“Ti piacciono? Ho intenzione di lasciarli sempre così”, gli sorrise continuando ad avvolgere una ciocca attorno a un dito.
Ranma aprì la bocca, la richiuse e deglutì.
“Io… ehm… ssssì, stai davvero… b-b-ben… andiamo o faremo tardi!”, sbottò il fidanzato scostando le ante della porta di casa, rosso in viso quasi quanto la sua casacca.

(Sei sicura che il giudizio di Ranma non ti abbia in qualche modo influenzato?)

Ma figuriamoci.

     


                     





E' possibile inserire un nuovo commento solo dopo aver effettuato il Login al sito.