FanFiction Ranma 1/2 | Amore agrodolce di lo_storico | FanFiction Zone

 

  Amore agrodolce

         

 

  

  

  

  

Amore agrodolce   (Letta 503 volte)

di lo_storico 

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Sezione:

Anime e MangaRanma 1/2

Genere:

Avventura - Drammatico - Romantico

Annotazioni:

What If

Protagonisti:

Ranma - Akane - Shinnosuke

Coppie:

Ranma/Akane (Tipo di coppia «Crack Pairing»)

 

 

              

  


  

 Ritorni 

Niente è mai scontato nella vita, neanche l'amore. E dopo che si è capito, è ormai troppo tardi. I ricordi sono dolorosi da affrontare, ma è necessario farlo, se si vuole andare avanti...


  

In una calda e afosa giornata di agosto, un uomo stava
camminando lungo le vie di Nerima, alla periferia di Tokyo; indossava un
completo funzionale ed elegante, composto da pantaloni di cotone bianchi, una
maglietta muscolare nera che metteva in vista gli addominali scolpiti e un
gilet bianco abbinato ai pantaloni. Portava delle comode scarpe da passeggio di
colore marrone, al polso aveva un elegante orologio digitale e sul naso erano
poggiati degli occhiali da sole scuri, abbinati alla barba, rada, ma ben curata, che gli incorniciava il viso e ai suoi capelli: una folta chioma nera che
terminava in una breve coda di cavallo dietro la schiena.



 



Era arrivato con un volo da Hong Kong cinque giorni
prima, e aveva avuto una settimana di permesso dal suo lavoro. Non era certo quello
che si era prefissato, ma era sempre meglio di niente e almeno aveva ancora un
illusorio ancoraggio con ciò che amava fare. Aveva scelto di trascorrere questa
vacanza nel suo Paese natale, dove non tornava da sette mesi: di solito veniva
appena possibile, ogni volta che si presentava una festività o un’urgenza da
parte della madre, ma negli ultimi tempi era stato occupato fino ai capelli con
pratiche e scartoffie burocratiche a non finire. Dopotutto, Hong Kong sarebbe
rimasta sotto sovranità britannica fino al 1997, per poi diventare un’entità
con autonomia limitata nell’ambito della Repubblica Popolare Cinese. Anche se
mancavano ancora tre anni al passaggio di consegne, non era mai troppo tardi
per iniziare il trasferimento a Londra, e la burocrazia gli aveva dato ragione:
fino ad allora era stato costretto a firmare e a compilare le pratiche per il
trasferimento all’estero e per l’ottenimento della cittadinanza britannica,
cosa che lo aveva irritato a non finire. Così, appena ne aveva avuto la
possibilità, era tornato in Giappone, per fissare nella memoria ancora una
volta i luoghi della sua vita passata.



 



Appena sceso dall’aereo, volle andare subito a casa di
sua madre: le mancava terribilmente e, sebbene ci fosse sua sorella con lei,
non voleva che si sentisse così sola per troppo tempo. Le raccontò i suoi
progetti futuri e, sebbene la matriarca avesse mostrato un lieve disappunto per
la sua scelta di non stabilirsi nuovamente a Tokyo, aveva approvato a malincuore
il suo proposito di trasferirsi in Europa. Sperava che, una volta tornato a
casa, si sarebbe accasato con una brava moglie e gli avrebbe dato i nipoti che
tanto agognava. Tuttavia gli aveva risposto che non si sentiva ancora pronto
per queste cose, e voleva godersi ancora un po´ la vita e terminare la sua
formazione, prima di prendersi le eventuali responsabilità di un capofamiglia.
Anche sua sorella lo pregava in tal senso, dicendo che gli mancava
terribilmente; un argomento più solido per convincerlo a restare era stata la
notizia del suo fidanzamento con il ragazzo che si era infatuato di lei tempo
prima, sebbene la madre avesse delle riserve al riguardo, poiché non approvava
alcune scelte di vita del futuro genero. Tuttavia la matriarca aveva dato il
suo assenso, visto che lui rendeva felice sua figlia, e aveva insistito che
anche il figlio restasse per presentarglielo adeguatamente. Alla fine, l’uomo
cedette, dicendo che avrebbe cercato di allungare il suo permesso dal lavoro,
dato che il futuro cognato non poteva vederlo in quei giorni. Quando comunicò
la notizia ad Hong Kong, i suoi superiori furono d’accordo ad accordagli altri
tre giorni di permesso premio, in virtù dell’ottimo lavoro svolto finora.



 



Quindi, dopo aver comunicato la notizia alla madre e
alla sorella, estatiche per l’allungamento del suo soggiorno, l’uomo cercò di
ammazzare il tempo come poteva: si era fatto un rigido cronoprogramma
precedentemente, ma ora il tempo di permesso in più scombinava i suoi piani.
Era quasi ora di pranzo, quindi pensò di andare in un ristorante, non troppo
costoso, per mangiare un boccone, sebbene la cucina di sua madre e di sua
sorella fosse la migliore che avesse mai provato. A volte, tuttavia, si voleva
concedere i piccoli lussi che prima non aveva avuto. Individuò un ristorante
che faceva cucina occidentale e decise di provarlo. In fondo, anche ad Hong
Kong aveva mangiato cibo occidentale, e non gli era dispiaciuto, quindi perché
non ripetere l’esperienza? Era quasi giunto a destinazione, quando inavvertitamente,
un idrante scoppiò, forse per la troppa pressione, schizzando dappertutto
l’area circostante. L’uomo fu investito in pieno dal getto d’acqua, e sentì
l’immediato cambiamento di genere che questo comportava: i suoi capelli
divennero rossi, la sua altezza si ridusse di qualche centimetro, il suo petto
si gonfiò con due seni prosperi e generosi, mentre la sua barba e la sua virilità
scomparvero. “Dannazione!”, imprecò sottovoce, “Non ci voleva adesso! Per
fortuna l’orologio è resistente all’acqua…”. Mentre controllava il suo
dispositivo al polso e cominciava a strizzarsi l’acqua dal vestito e dai
capelli, udì una voce che non sentiva da tempo e che portò a galla molti
ricordi: “Ranma!? Sei davvero tu?”.



 



Il soggetto in questione alzò lentamente la testa per
vedere la fonte della voce, e ciò che vide lo scioccò: era una bellissima donna
dai capelli corvini con riflessi bluastri e dagli occhi marroni profondi. Indossava
un lungo abito giallo a motivi floreali blu, senza maniche e con una grossa
cintura di colore rosa. L’abito era anche molto largo e capì subito il motivo:
la donna aveva una pancia prominente che indicava in maniera inequivocabile che
era incinta. Ranma riconobbe subito chi era, anche dopo cinque lunghi anni di
separazione: Akane Tendo, la sua ex-fidanzata. Era chiaramente cresciuta e
maturata dall’ultima volta che l’aveva vista: oltre alla pancia enorme, i suoi
capelli erano leggermente cresciuti fino alle spalle e aveva un volto più
definito e spigoloso, che non mostrava più i segni dell’adolescenza, ma
evidenziava il suo passaggio all’età adulta.



 



Riprendendosi quasi subito dal suo stupore, la donna
da capelli rossi esclamò: “Salve Akane. È passato molto tempo dall’ultima
volta. Come vanno le cose?”. La sua voce grondava sicurezza, ma dentro di sé
aveva quasi paura di scoprire la verità e si maledisse per essere tornato in
questo luogo, sapendo benissimo che avrebbe potuto re-incontrarla. Invece di
rispondere, Akane si avvicinò rapidamente e lo abbracciò, per quanto le sue
condizioni glielo permettessero. Un mare di emozioni lo investirono con quel
gesto: dapprima scioccato, Ranma posò leggermente le braccia sulla sua schiena,
beandosi del conforto e del calore dell’abbraccio. Un breve lampo di invidia
gli attraversò la mente, dicendogli che questa donna sarebbe potuta essere sua
e con lei avrebbe potuto creare la propria famiglia, ma lo scacciò con forza:
lui aveva avuto la sua occasione. Ora era troppo tardi. Akane lo lasciò andare
dopo qualche secondo, dandogli una buona occhiata dopo cinque lunghi anni.
Anche nella sua forma maledetta, Ranma era cresciuto e maturato, aveva
rafforzato la sua personalità, come si poteva vedere dall’abbigliamento che
indossava, e aveva trovato il suo posto nel mondo. Gli rispose felicemente:
“Sto bene, grazie. Non ti vedo da un’eternità, quanto tempo fa è stato? Posso
solo immaginare le cose che hai visto e che hai fatto. Che ne dici di sederci e
parlarne?”. Ranma cominciava a sentirsi a disagio. Una parte di lui voleva
accogliere immediatamente la sua proposta, mentre l’altra gli urlava di
allontanarsi il più possibile da lei e di non tornare mai più, perché
altrimenti le avrebbe causato guai in famiglia. Decise alla fine di dare
ascolto a quest’ultima: “Uhm, mi piacerebbe molto Akane. Tuttavia”, disse
nervosamente, guardando di sfuggita l’orologio, “temo di avere un impegno
piuttosto urgente, quindi dovrei andare via velocemente. Spero di vederti
presto, comunque. Ciao ciao!”. Concluse il discorso piuttosto frettolosamente e
si stava già girando per andarsene, quando una mano, delicata ma ferma, gli
afferrò il polso. Stupito, l’uomo attualmente donna si voltò per vedere
l’ex-fidanzata che gli teneva la mano e gli sorrideva dolcemente, con uno di
quegli sguardi che lo avevano sempre affascinato. Akane parlò con tranquillità:
“Sei sempre stato un pessimo bugiardo, Ranma! Cosa c’è di male nel sederci e
chiacchierare? Ti prego, fallo per me, ci terrei tanto…”. Finì con un sussurro
speranzoso che fece crollare le ultime barriere di Ranma, il quale annuì
distrattamente con la testa. Felice della sua decisione, la donna incinta
trascinò la donna dai capelli rossi nel ristorante che era stato precedentemente
la meta originaria di quest’ultima, per iniziare a raccontarsi cinque anni di
vite vissute separatamente.



 



 



 

     


                     





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