FanFiction Introspettivo | Il mare di mio nonno di Sanae80 | FanFiction Zone

 

  Il mare di mio nonno

         

 

  

  

  

  

Il mare di mio nonno   (Letta 31 volte)

di Sanae80 

1 capitolo (conclusa) - 0 commenti - 0 seguaci - Per tutti

    

 

Sezione:

Storie originaliIntrospettivo

Genere:

Non specificato

Annotazioni:

Nessuna

Protagonisti:

Non indicati

Coppie:

Non indicate

 

 

                

  


  

 Capitolo unico 

Nonno Giorgio e il suo amore sconfinato per il mare.(Writober 2020 - pumpNIGHT 2020 - #fanwriter2020)


  

                                                        Questa storia partecipa al

                                                     Writober 2020 del sito Fanwrit

                                                       IL MARE DI MIO NONNO        

                                                  pumpNIGHT 2020 Prompt 5 – Mare




  «Sei comodo qui, nonno?»

Sistemo il piccolo sdraio del nonno sulla sabbia e lo aiuto a trovare la posizione giusta, un cuscino dietro la schiena. Poi gli calco un cappello di paglia in testa.

«Sì, grazie Sandra. Ah, questi reumatismi che mi impediscono di muovermi come vorrei… Fosse per me verrei in spiaggia tutti i giorni che Dio mette in terra.»

«Ma non puoi. Il dottore te l’ha detto chiaro che la sabbia ti fa fare troppo sforzo ed è pericolosa per le tue ossa. Ti ha concesso una visita in spiaggia al mese, due al massimo, accompagnato. Ecco perché sono qui con te.»

«Stronzate. I medici e le loro perle di saggezza, coniate apposta per vendere più pillole. Lo sanno tutti che l’aria del mare fa bene ai polmoni e anche all’umore, oltre che all’anima.» sbottò «Troppo sforzo, tze. Dovrebbe scendere più spesso in spiaggia, invece di rimanere chiuso nel suo studio tutto il giorno, in nome del dio denaro.»

Suo nonno Giorgio, che tipo. Un novantenne sprint che non le mandava a dire a nessuno, specie al suo medico di base che – a suo dire – non lo capiva e prescriveva pillole a caso per malanni immaginari e per fare cassa sulla pelle altrui.
Peccato che soffrisse veramente di una seria osteoporosi oltre che di reumatismi, che lui si ostinava a negare.

“È l’età Sandra, cos’altro vuoi che sia. Sono vecchio, ovvio che le ossa scricchiolino ogni tanto.”

Il nonno paterno e il suo amore smisurato per il mare e tutto ciò che comporta. Si era innamorato di lui fin da bambino quando suo padre – il suo bisnonno – lo portava sulla sua barchetta da pescatore al mattino presto. Mestiere che poi lui aveva continuato a fare fino alla pensione e che suo padre aveva rinnegato. Per fortuna ora c’erano i suoi cugini a portare avanti quella tradizione.
Il fatto che il medico avesse imposto a nonno Giorgio, due sole visite in spiaggia al mese, lo mandava in bestia. E così – con la complicità di alcuni amici incoscienti come lui – ogni tanto una visita extra la faceva, salvo poi negare spudoratamente. Peccato solo che la sabbia sotto la suola delle scarpe, parlasse per lui.
E lei, Sandra – single convinta nonostante di anni ne avesse quarantadue, cosa incomprensibile agli occhi di sua madre – che l’aveva preso in casa con sé una volta rimasto vedovo, non se la sentiva di rinfacciargli quelle piccole bugie che le diceva.
I suoi genitori volevano metterlo in un rsa, ma lei si era opposta. Quei posti non gli erano mai piaciuti e poi lo spirito del nonno sarebbe stato soffocato fino a morire, chiuso dentro quella prigione per vecchi.
Nonno Giorgio era ancora autosufficiente, nonostante i dolori fisici e necessitava solo di un po’ di aiuto al mattino e alla sera con il vestiario e l’igiene personale. E lei, che di lavoro era un a.s.a., lo aiutava volentieri, nonostante l’imbarazzo iniziale del nonno i primi tempi.
Si era messa in proprio e lavorava a domicilio prevalentemente il mattino, ore che il nonno passava con gli amici al bar sotto casa – così poi poteva dedicarsi alla casa e a lui. Con tutto quello che quell’uomo aveva fatto per lei, in ultimo aiutandola con l’anticipo servito a comprarsi un bilocale, era il minimo che potesse fare per lui.
Quello che l’aveva convinto ad aiutarla, era che l’appartamento al terzo piano di una palazzina con ascensore e montascale, aveva la vista sul mare e che la sua camera vi era rivolta. All’ora del tramonto il nonno spariva e, se avevi bisogno di lui, sapevi dove trovarlo. Affacciato alla finestra, incantato da quello spettacolo e sordo a tutto il resto o sul piccolo balcone d’estate.

«Sandra, senti questo profumo di salsedine che sale dall’acqua e ti entra dentro? Ecco, questa è la miglior essenza del mondo per me.»

«Non lo sento, ma ti credo.»

«E la sabbia fine che scricchiola sotto le scarpe?»

«È rilassante, lo ammetto. Ma resta comunque un pericolo per te che non hai una presa salda sotto i piedi e potresti cadere come un sacco di patate»

«Oh, insomma, sei una guastafeste oggi. Ascolta, visto che siamo seduti e io da qui non mi muovo di certo, che ne diresti di togliermi le scarpe?»

Lo guardo, dubbiosa, ma i suoi occhi eccitati alla prospettiva del contatto con la sua amata sabbia e il suo sorriso sincero, alla fine mi hanno convinta.

«Guai a te se ti alzi o giuro che il mare te lo guarderai solo da casa d’ora in poi, intesi?» gli dico con sguardo semi serio e lui sbuffa.

Vedere il nonno muovere i piedi, ora liberi, sulla sabbia, immergerli sotto il suo manto e sentirlo ridere come un bimbo, è un balsamo anche per me. Portarlo in spiaggia, è farlo tornare bambino e così decido che un’incursione a settimana, non gli avrebbe poi fatto tutto questo male. In fondo l’avrei portato fino alla fine della passarella, fatto sedere poco distante sullo suo sdraio e lasciato lì a rimirare il suo amico sconfinato.

«Sandra, ricordati sempre queste mie parole: i veri piaceri della vita stanno nelle piccole cose e nei piccoli gesti che donano grandi emozioni.»

«Siamo poetici oggi, nonno?» gli rispondo di rimando, sorridendogli.

«Dico solo la verità e tu non scordartela mai. Ti aiuterà ad andare avanti nella vita senza invidia. Godi di quello che hai, più che puoi e non cercare il superfluo, mai!»

Restammo in spiaggia per tutto il pomeriggio, il sole caldo di fine estate sulla pelle. Presto l’autunno sarebbe arrivato ed era meglio approfittare di quei momenti che si sarebbero sempre più diradati con l’arrivo del brutto tempo.




 

Sono passati sei anni da quel giorno in spiaggia e, fedele alla promessa che mi feci, portai il nonno tutte le settimane davanti al suo amato mare, rendendolo felice.
Nonno Giorgio, lasciò questo mondo una mattina di inizio ottobre. L’ultimo mese l’aveva passato a letto e io, consapevole che da lì non poteva vedere quella linea azzurra tanto amata, lo girai davanti alla porta finestra che privai delle tende. Il suo sorriso mi fece capire che era stata una giusta decisione.

«Vedi, Sandra» mi aveva detto proprio il giorno prima di morire «la vita mi ha dato e tolto tanto, ho sofferto molto nello spirito, ma il mare mi ha sempre aiutato a ritrovare il sorriso e la voglia di andare avanti. Quando sei triste, guardalo e ascolta cosa ha da dirti. Ti aiuterà a superare le difficoltà e a non arrenderti mai. Se mi cercherai, io sarò lì, oltre che nel tuo cuore. Non dimenticarlo mai, mia cara.»

Dal giorno del funerale, ogni volta che sono triste e penso a lui, seguo il suo consiglio e magicamente ritrovo il sorriso.
L’amore che il nonno aveva per il mare, l’ha passato a me. E ora, tutte le settimane in suo ricordo, che faccia bello o cattivo tempo, in qualunque stagione, scendo in spiaggia a guardare il mare.
Quel mare che a lui era legato indissolubilmente, alla fine, aveva catturato anche me.

     


                       





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