FanFiction Call Me Emperor | Luna di Neve di meg9 | FanFiction Zone

 

  Luna di Neve

         

 

  

  

  

  

Luna di Neve   (Letta 19 volte)

di meg9 

1 capitolo (conclusa) - 0 commenti - 0 seguaci - Per tutti

    

 

Sezione:

Giochi e VideogamesCall Me Emperor

Genere:

Introspettivo - Fluff

Annotazioni:

Generic

Protagonisti:

Imperatrice - Principe Ereditario

Coppie:

Non indicate

 

 

              

  


  

 Luna di Neve 

Chissà se ci saranno altre fiction dedicate a questo gioco di ruolo online? Una delle lamentele più frequenti da parte dei giocatori è che non si può nominare una figlia femmina erede al trono, sebbene tu possa scegliere il sesso del tuo personaggio...


  

Luna di Neve


“Madre…”

il principe Alone Lunare entrò negli appartamenti privati dell’Imperatrice. La donna alzò la testa dalla pergamena di versi che stava leggendo. Malgrado gli anni, il suo volto appariva ancora acuto e giovane, sebbene non fosse mai stata una bellezza nel vero senso del termine. Ma non è la bellezza ciò che più serve a un monarca.

“Figlio mio, è sconveniente che tu sia qui a quest’ora di notte”, disse. “Tuo padre verrà a farmi visita più tardi”.

“È stato lui a mandarmi”, disse il giovane. Sembrava nervoso. “Dice che spera di non farvi adirare con questo piccolo inganno. Madre, speravo di potervi parlare riguardo una cosa che mi preoccupa, in privato”.

L’Imperatrice sospirò e fece cenno al principe di sedersi. “È impossibile per me adirarmi con tuo padre, o con te”, disse, versando con le sue mani due tazze di tè profumato. “Cosa ti ruba il sonno, fanciullo mio?”

Il principe prese la sua tazza ringraziando con un cenno del capo e se la portò alle labbra, ma senza bere. “Madre, presto raggiungerò la maggiore età-”

“E io ti nominerò mio successore”, terminò l’Imperatrice. “Sì. Molto tempo fa promisi a tuo padre che, come mio Primo Consorte, sarebbe stato anche il padre del futuro imperatore. Non ho mai amato nessun altro quanto lui. Grazie alla magia imperiale godiamo di lunga vita e il mio grembo ha generato molti eredi, ma nessuno dei tuoi fratelli e sorelle maggiori possedeva le capacità necessarie. Tu sei il primo che abbia ritenuto degno. Temi forse di non poter essere un ministro adeguato per me? Pregustavo già di poterti presentare all’Accademia Imperiale”.

“Non è questo, madre. Mi avete fatto impartire un’eccellente istruzione sia nelle arti della guerra che in quelle di pace. E desidero essere utile al nostro popolo”.

“Allora vorresti sposarti, come tutti gli altri miei figli? Temo che, secondo la tradizione, il principe ereditario non possa sposarsi prima di salire al trono, sebbene-”

“No, madre. Non desidero sposare nessuno in particolare al momento”. Il principe guardò in tralice la sua genitrice. “Credo, tuttavia, che voi sappiate cosa mi rende infelice”.

“Oh. Quello”.

“Proprio così”. Il principe si tolse il cappello cerimoniale e lunghi capelli neri ricaddero sulle sue spalle. La principessa Luna di Neve sospirò forte. “Perché devo fingermi uomo fin da quando sono nata?”

L’Imperatrice guardò sua figlia con occhi comprensivi. “Ah. Questa, temo, è la ragione per cui l’erede imperiale non può sposarsi. Prima dell’incoronazione, non si saprà mai per certo se è maschio o femmina”.

“Ma perché dobbiamo seguire questa vecchia tradizione? Non è giusto”.

“No, non lo è”. L’Imperatrice annuì. “Ma ci vuole tempo -molto, molto tempo- perché i vecchi delle antiche nazioni cambino le loro idee ed abitudini, anche quando queste non riflettono più il corso del mondo esterno. Gli antichi testi dicono che le donne non sono adatte a governare o a guidare eserciti-”

“Madre, voi avete delle donne come ministri e generali nel vostro governo, e ormai nessuno lo trova più strano! E voi stessa siete stata nominata successore imperiale da vostro nonno-”

La principessa s’interruppe, vedendo il dolore negli occhi della madre. “Sì, bambina mia. E cosa credi che abbia dovuto sopportare, prima della mia incoronazione? So come ti senti, perché anch’io mi sono trovata nei tuoi panni”.

Sollevò la mano ad accarezzare la guancia della fanciulla. “Ecco perché, fin dal mio primo giorno di regno, ho lottato per cambiare quella stupida legge. Ma non ci sono ancora riuscita. Credo che non ci vorrà ancora molto, però. Per questo ho scelto te come mio successore, e non un maschio. Insieme, con te come mio ministro, forse potremo affrettare quel giorno. Ma dovrai studiare ed impegnarti tre volte più di tutti gli altri-”

“Non ho paura di lavorare duramente”. La principessa sospirò di nuovo. “Ma, madre, quando verrà quel giorno?”

“Non lo so, piccola”. L’Imperatrice abbracciò la figlia, accarezzandole dolcemente i capelli, ed entrambe alzarono gli occhi verso la luna piena. “Ma spero che sarà presto. Molto, molto presto”.



















     


                     





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