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  L’osteria del Gambero Rosso

         

 

  

  

  

  

L’osteria del Gambero Rosso   (Letta 55 volte)

di AndreaMicky 

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Sezione:

LibriClassici Vari - AA.VV.

Genere:

Fantasy

Annotazioni:

Nessuna

Protagonisti:

Il Gatto e la Volpe - Terry Alba e Bip - Oste del Gambero Rosso

Coppie:

Non indicate

 

 

              

  


  

 L’osteria del Gambero Rosso 

In questa storia, i due celebri imbroglioni creati da Collodi devono vedersela con i protagonisti del film in CGI intitolato è ARRIVATO IL BRONCIO


  

L’osteria del Gambero Rosso
by Andrea Micky

Era davvero un gran brutto periodo per il Gatto e la Volpe.
Difatti, per molto tempo, i due compari non avevano trovato nessuno da raggirare e tale circostanza li aveva costretti ad un lungo vagabondaggio, che però non aveva prodotto alcun risultato.
Un pomeriggio, dopo aver inutilmente passato la giornata ad elemosinare, i due malandrini si erano seduti sul ciglio della strada, con l’intenzione di riposarsi un po’.
“Eh, caro Gatto. Se continua così, non dureremo ancora per molto” sospirò tristemente la Volpe.
“Ancora per molto” ripeté mestamente il Gatto.

Ma proprio in quel momento, sulla strada si sollevò un gran polverone, che si rivelò essere causato da uno strano veicolo, simile ad una carrozza, che però si muoveva da solo.
E quando il veicolo fu abbastanza vicino ai due furfanti, si fermò proprio davanti a loro, così che la Volpe poté vedere da vicino i suoi passeggeri.
La prima era una ragazza con gli occhi azzurri e i capelli  biondi, legati in una lunga coda di cavallo.
Il secondo era un ragazzo con la faccia lentigginosa e i capelli castano-rossicci.
Infine, il terzo era uno strano animale rosa, simile ad un cane senza pelo, con un grosso naso violaceo dalla forma rotondeggiante.
Ma ciò che attrasse maggiormente l’attenzione della Volpe fu la coroncina dorata incastonata di diamanti sulla testa della ragazza.
“Orpola! Qui ci scappa un bell’affare” pensò la mariuola.

“Buongiorno, signori. Possiamo chiedervi un’informazione?” domandò gentilmente la ragazza.
“Ma certamente” rispose la Volpe, continuando a fissare di sottecchi la coroncina dorata.
“Stiamo cercando un burattino di nome Pinocchio. Voi lo conoscete?” domandò il ragazzo.
“Certo. Ma voi, perché lo cercate?” volle sapere la volpe, fingendosi diffidente.
“Il mio amico Terry gestisce un parco dei divertimenti e per celebrare degnamente una certa occasione, voleva ingaggiarlo per uno spettacolo” spiegò la ragazza.
“Si da il caso che noi conosciamo bene Pinocchio e se volete, possiamo condurvi da lui” si offrì la Volpe, che stava già formulando uno dei suoi disonesti raggiri.
“Da lui” ripeté il gatto, sorridendo affabilmente.

Incerti sul da farsi, i due ragazzi si misero a riflettere sulla proposta ricevuta, ma l’animale rosa decise prima di loro ed espresse la sua opinione ringhiando minacciosamente.
“Sta’ buono, Bip” gli disse la ragazza, accarezzandolo dolcemente.
“Sarà meglio che andiate da soli. Comunque, se seguite questa strada, raggiungerete la casa di Pinocchio domani pomeriggio” li informò la Volpe, che in realtà stava mentendo come sempre.
“La strada da percorrere é lunga e fra poco sarà buio. Quindi, per adesso, sarà meglio trovare un posto dove accamparci” rifletté il ragazzo.
“Qui vicino c’é l’osteria del Gambero Rosso. Per stanotte, potreste pernottare lì” suggerì la Volpe, indicando con la zampa la direzione da prendere.
“Grazie. E accettate questo per la vostra cortesia” disse la ragazza, porgendo una pietra preziosa alla Volpe.
“Oh, grazie -disse la Volpe, dopo aver preso la gemma- Grazie di tutto cuore, cara…cara…”.
“Alba. Regina Alba di Groovingham” si presentò la ragazza, mentre il veicolo ripartiva.

“Regina” ripeté il Gatto, quando il veicolo fu abbastanza lontano.
“Già. E se lo é per davvero, quella ragazza deve possedere un gran bel tesoro” rifletté la Volpe, esaminando la gemma ricevuta.
E dopo aver appurato che la pietra preziosa era autentica, i due malandrini presero una scorciatoia, che li avrebbe fatti arrivare all’osteria prima dei due ragazzi.

Terry e Alba raggiunsero l’osteria del Gambero Rosso poco dopo il tramonto.
Mentre i due ragazzi parcheggiavano il loro veicolo, l’oste uscì dall’edifico e andò loro incontro.
“Buona sera, ragazzi. Posso fare qualcosa per voi?” domandò l’uomo, squadrando con diffidenza i nuovi arrivati.
“Sì, grazie. Vorremo prenotare un camera per stanotte e se fosse possibile, anche cenare” rispose Alba.
“Tutto é possibile nella mia osteria, a patto però che si abbiano i quattrini per pagare” precisò l’oste, agitando un dito.
“Nessun problema” disse Alba, porgendo all’uomo una grossa gemma rossa, tirata fuori da un sacchetto di stoffa.
Con un movimento lesto, l’oste prese la gemma, la esaminò, se la mise in tasca e disse “Prego, accomodatevi”.

Poco dopo, Terry e Alba erano seduti a tavola, intenti a mangiare dei deliziosi rigatoni alla napoletana, mentre Bip rosicchiava i resti di un pollastro ben arrostito.
“La cena é stata di vostro gradimento?” chiese l’oste.
“Sì, tutto era buonissimo” rispose Alba, mentre si puliva la bocca con un tovagliolo.
“Ora, vorremo andare a riposarci in camera nostra” disse Terry, sbadigliando rumorosamente.
“Ma certo. Faccio strada” disse l’oste, dirigendosi verso una rampa di scale, che conduceva al piano superiore dell’edificio.
Così, Terry, Alba e Bip vennero condotti in una camera con due letti, su cui i ragazzi si sdraiarono, addormentandosi quasi subito, mentre il loro animale si accucciava in mezzo alla stanza, raggiungendoli nel mondo dei sogni.
E l’oste, una volta accertatosi che i suoi giovani ospiti dormissero, si affacciò ad una finestra nel corridoio e fece degli strani segnali con una candela accesa poco prima.

Terry e Alba si erano addormentati da poco, quando qualcuno bussò violentemente alla porta della loro camera.
“Chi é?” domandò Terry, stropicciandosi gli occhi.
“Sono l’oste e devo parlarvi di una questione urgente” rispose una voce maschile dall’altra parte della porta.
Sorpreso, Terry andò ad aprire e subito dopo, una figura vestita di nero da capo a piedi gli saltò addosso, buttandolo a terra, per poi mettergli un coltellaccio davanti alla faccia.
“Oh, cielo” gemette Alba.
In quel momento, sulla soglia della porta comparve l’oste, dietro a cui c’era un secondo figuro vestito di nero, che teneva uno schioppo puntato contro la schiena dell’uomo.
“Grrr!” ringhio Bip, mostrando i denti.
“Tieni buona quella bestiaccia o sforacchio per bene questo tipo” intimò il secondo figuro vestito di nero, premendo il suo fucile sulla schiena dell’oste.
“Fate come dice, per carità” supplicò quest’ultimo, trattenendo a stento un risolino compiaciuto.

“Che cosa volete da noi?” domandò Alba.
“Vogliamo tutti i vostri averi. E subito” rispose il brigante con lo schioppo.
“Subito” ripeté l’altro brigante.
“Fai come dicono, Alba. Dai, dai” incitò Terry, muovendo in modo strano le dita.
“Va bene” disse Alba, facendo cenno di non intervenire a Bip.
Ubbidendo all’ordine impartito, l’animale si accucciò, ma quando la sua padrona si diresse verso il brigante col fucile, per consegnargli il sacchetto con le gemme, Bip fece rotolare il suo naso davanti a lei, che lo calciò come se fosse un pallone, colpendo così il brigante in piena faccia, facendogli un gran male.
Sorpreso, il secondo brigante distolse lo sguardo da Terry, che ripeté le parole “Dai, dai”.
Subito dopo, il coltello del brigante s’ingigantì, sbilanciandolo e permettendo così al ragazzo di sgusciare via, mentre Bip si avventava sul furfante, ingaggiando con lui una zuffa furibonda.
Per non destare sospetti con un comportamento sbagliato, l’oste corse via, mentre il brigante col fucile puntò la sua arma verso i ragazzi, intimando loro “Fermi dove siete, o vi sparo”.
“Fai pure” replicò Alba, con tono di sfida. 
Senza la minima esitazione, il brigante premette il grilletto, ma dalla canna del fucile, anziché il proiettile, uscirono delle innocue bolle di sapone.
“Eh? Ma cosa…?” domandò attonito il brigante.
“Mio nonno é un mago e mi ha insegnato qualche trucco” gli spiegò Terry, mentre Alba s’impadroniva del coltello gigante.
In quello stesso momento, Bip morse il fondo schiena dell’altro brigante, il quale, in preda al dolore, corse fuori dalla stanza, andando però a sbattere contro il suo complice.
E come se ciò non bastasse, a causa del violento impatto, i due briganti caddero oltre la ringhiera, precipitando al piano di sotto.
Capendo che la battaglia era persa, ai due furfanti non restò altro da fare che abbandonare di corsa l’osteria, per poi dileguarsi nella notte.
“Maledizione! Sembrava un colpo sicuro” pensò l’oste, rifugiatosi in una delle tante camere libere, da dove aveva seguito tutta la scena.

Una volta fuori dall’osteria, i due briganti corsero verso il bosco, ma quando passarono accanto al veicolo di Terry e Alba, entrambi notarono un grosso smeraldo a forma di uovo, con intorno un anello dorato, che giaceva sul sedile anteriore del mezzo.
E con la stessa risolutezza mostrata all’interno dell’osteria, il brigante che aveva impugnato il fucile s’impadronì del gioiello e si dileguò nella boscaglia, insieme al suo compagno.

Nel frattempo, accertatosi della fuga dei suoi complici, l’oste andò a scusarsi (per finta, ovviamente) con i suoi due clienti.
“Mi dispiace per quello che é accaduto stasera” si scusò l’uomo, il cui solo dispiacere era quello di aver intascato una sola gemma.
“Non fa nulla. Questo genere di cose può succedere ovunque” lo confortò Alba, cercando di essere gentile, sebbene qualcosa in lei le ispirasse diffidenza verso l’uomo.
In quella, uno sciame di lucciole si appostò davanti alla finestra della camera dei ragazzi ed una di loro chiese “Siete voi che cercate Pinocchio il burattino?”.
“Sì, siamo noi” rispose Terry.
“La buona fata che lo accudisce ci ha incaricato di accompagnarvi da lui -spiegò la lucciola- E se siete d’accordo, vi condurremo subito a casa sua”.
“Per noi va benissimo” accettò il ragazzo, dopo aver scambiato un’occhiata d’intesa con la sua compagna.

Così, dopo aver convertito il loro veicolo in un dirigibile, i due ragazzi solcavano il cielo notturno, mentre seguivano lo sciame di lucciole.
“Hey Terry, non c’è più l’antifurto che ci ha dato tuo nonno” notò Alba.
“Non preoccuparti. Presto tornerà da solo” la rassicurò Terry.

Una volta giunti nel folto del bosco, i due briganti si liberarono dei loro travestimenti, rivelando di essere in realtà il Gatto e la Volpe.
“Anche se le cose non sono andate come avevamo previsto, questo é stato uno dei nostri colpi migliori” disse la Volpe, rigirando la gemma verde fra le zampe.
“Colpi migliori” ripeté il Gatto.
“Oh, guarda. Sull’anello dorato ci sono incise delle parole: Dragus usus comus antifurtus” disse la Volpe, leggendo le parole di cui si era accorta.
Subito dopo, la gemma verde si aprì a metà e ne uscì una nuvola di fumo dello stesso colore, che nel giro di pochi secondi diventò un grosso drago.
Quest’ultimo, capendo di avere a che fare con due malandrini, spalancò le fauci, da cui scaturì una gran fiammata, che investì il Gatto e la Volpe, bruciandoli da capo a piedi.
E visto che sul loro pelo erano rimaste diverse fiammelle accese, i due compari corsero verso fiume, con l’intento di tuffarcisi dentro.
E in qualità di autore é doveroso informare voi lettori che il Gatto e la Volpe riuscirono a raggiungere il fiume, ma il loro tuffo non fu molto piacevole, in quanto, a causa del basso livello dell’acqua, i due malandrini diedero una bella zuccata contro il fondale.

Una volta sistemati i due furfanti, il drago volò in cielo e grazie al suo fiuto, si ricongiunse presto a Terry e Alba, che riuscirono ad ingaggiare Pinocchio per un’esibizione una tantum nel parco dei divertimenti del ragazzo, che poté così festeggiare degnamente la Giornata Mondiale della Favola.
Ma durante il viaggio necessario al ricongiungimento, al drago venne da starnutire e quando lo fece, dalle sue fauci scaturì un getto di fiamme, che incendiò un’osteria sopra cui l’animale stava volando, riducendola ad un cumulo di macerie fumanti.
Inutile dire che l’osteria in questione era quella del Gambero Rosso, il cui proprietario non poté ricostruire, in quanto venne internato all’ospedale dei pazzi, per aver detto che la sua osteria era stata distrutta da un drago.
E la gemma preziosa con cui Terry e Alba lo avevano pagato, da lui prudentemente nascosta in un posto segreto, rimase dov’era, a pigliar polvere per molti anni, senza dare giovamento a nessuno.

***

Zuppi, col pelo bruciacchiato ed un bel bernoccolo sulla testa, il Gatto e la Volpe riemersero faticosamente dalle acque del fiume, per poi accasciarsi stremati sulla riva.
“Questa é stata proprio una nottataccia da dimenticare -sospirò affranta la Volpe- Ma almeno, abbiamo ancora le gemma che Alba ci ha dato”
“La gemma che Alba ci ha dato” ripeté sollevato il Gatto.
Ma subito dopo aver pronunciato quelle parole, alla Volpe quasi venne un colpo, perché la mariuola si era accorta di aver perso la gemma durante il tuffo in acqua.
Così, ai due malandrini non restò altro da fare che rituffarsi nel fiume, per tentare il recupero della pietra preziosa, che la corrente aveva già trasportato in una località molto lontana, dove la gemma venne trovata da un onesto contadino, che la usò per provvedere decorosamente al mantenimento della sua famiglia.
Così é premiato chi lavora onestamente e punito chi cerca di arricchirsi a danno del suo prossimo.

FINE

     


                     





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