FanFiction Romantico M/F | Waiting to be Free di ChikaeNini_Chan | FanFiction Zone

 

  Waiting to be Free

         

 

  

  

  

  

Waiting to be Free   (Letta 230 volte)

di ChikaeNini_Chan 

2 capitoli (in corso) - 0 commenti - 0 seguaci - Per tutti

    

 

Sezione:

Storie originaliRomantico M/F

Genere:

Avventura - Romantico

Annotazioni:

Nessuna

Protagonisti:

May - Peter

Coppie:

May/Peter (Tipo di coppia «Het»)

 

 

                

  


  

 Truth 1 

May, una bambina vivace dai capelli ramati e gli occhi sfuggenti, cercherà in tutti i modi di scappare da una famiglia, che trattandola con disprezzo e schiavismo la utilizzerà come inserviente.Riuscirà a scappare?Troverà qualcuno che la possa amare?


  

Londra, 1825.
In un paesino sperduto sulle montagne, orfanotrofio.

-Dove credi di andare ragazzina?!-
Disse Lucy, una donna sulla cinquantina, bassa e cicciottella, che cercava di acchiappare una bambina, che aveva sì e no dieci anni. Quest´ultima correva su e giù per una casa piuttosto maltenuta, non nascondendo un sorrisetto birichino, ogni qualvolta la signora inciampava nel suo vestito grigiastro.

Ad un tratto sul suo viso si formò una faccia stupita, non si era nemmeno accorta che era arrivata in un punto cieco del edificio, e ci andò a sbattere contro.
-Presa!- affermò con un ghigno la donna afferrandola per la maglia rossa.
-Ora andiamo nel suo ufficio.-
All´udire questa frase la piccoletta tremò; di sicuro l´aveva fatta grossa.

***

In una delle stanze della casa.

-May... perché continui a dare fastidio alla governante che si occupa di te e di tutti gli altri bambini dell´orfanotrofio?- le chiese la signorina Aria, una dama modesta, molto pallida per via della malattia che le toglieva vigore un giorno dopo l´altro, seduta su una sedia in legno, che appoggiava i propri gomiti sulla scrivania davanti a lei.

May non rispose, tenne solamente la testa bassa.

-May, da quando ti ho trovato davanti all´uscio della porta dell´orfanotrofio in una cesta, che ti guardavi intorno con gli occhi aperti e curiosi, sapevo che saresti stata una bambina molto vivace e spensierata...- Aria prese un bel respiro scegliendo le parole giuste -Ma tu stai crescendo, e devi capire che tra poco troverai una mamma e un papà che ti adotteranno e...- non riuscì a finire la frase perché la piccola la guardò triste dicendo:
-Io non voglio una mamma e un papà nuovi, tu sei la mia mamma!!
Sei sempre stata con me, mi hai cresciuta come farebbe una madre!-
-May, mi fa molto piacere che tu mi consideri come tua madre, ma devi ricordare che sono anche la madre "temporanea" di tutti gli altri bambini dell´istituto.-
La bambina non disse niente e guardò fuori dalla finestra, dove si intravedeva qualche nuvola nel cielo azzurro.
Ci fu un momento di silenzio, rotto dal bussare sulla porta del piccolo ufficio di madame Aria.
-Avanti.-
-Mi scusi per l´interruzione madame Aria, ma il pranzo è pronto.-
-Oh, grazie tante Michael, tra qualche minuto scendo insieme a May per mangiare ed annunciare delle bellissime notizie.-

***

Alcune ore dopo.

-Vedo che tutti abbiamo finito di mangiare, allora, vi annuncio che... Michael verrà adottato da una famiglia in Francia, e lo verranno a prendere la settimana prossima!-

Ci fu un attimo di silenzio, seguito da urla, applausi e schiamazzi di ogni genere, da parte di tutti i componenti della sala.

Una bambina si intristì al pensiero di dover lasciare per sempre il suo amato fratello maggiore.
-Eddai May! Perché sei così triste?-Alcune voci si propagarono nella sala, ci mancava solo questo, pensò la direttrice.

La bambina non rispondeva, tanto lo sapevano di già.

-Non sei felice che Michael abbia trovato una famiglia che gli voglia bene?- Le domande continuavano a uscire, imperterrite, dalle bocche indiscrete dei suoi amici, che non riuscivano a trattenerle.

"Ma May non era molto legata a Michael?" bisbigliò qualcuno.

*Il dado è tratto, rifletté Michael, doveva risolvere il guaio che stavano facendo i piccoli presenti, ma aveva già escogitato qualcosa in passato, in caso di necessità.

-Oh, è vero! Come farà senza di lui che la tolga dai pasticci?- le risposte non arrivavano da May, che se ne stava in disparte.

"Ora rimarrà triste finché non morirà." Esagerò, qualcuno più piccolo che se l´era presa, forse un po´ troppo.

"Pss ora ci darà fastidio, e terrà il muso lungo, uffa!" Sussurrò l´ennesima voce;
che fece allontanare la bimba fuori dalla porta fino al piano di sopra, dove si trovavano le camere da letto, lasciandoli alle proprie chiacchiere.

Aprì la porta della cameretta, che condivideva con altre tre bambine della sua età, e salì la scaletta a pioli per arrivare al suo letto.

Si coricò e guardò i disegni fatti con Michael nel corso di tutti gli anni passati insieme.

Ricordò quando sua mamma le raccontava dei suoi primi giorni in orfanotrofio: da neonata era una mina vagante, urlava, batteva le mani, rideva, ma quando arrivava Michael, che allora  aveva quattro anni, si calmava e lo guardava incantata con i suoi occhioni, ed infine gli sorrideva.
Quando aveva cinque anni incominciò a imparare a scrivere, e voleva che il suo "fratellone" la correggesse.

Sospirò, lo sapeva che non sarebbe stata con lui per sempre, ma non pensava di doverlo abbandonare così presto.
Le scese una lacrima che, con la manica della sua magliettina rossa, asciugò all´instante, era molto raro che piangesse.

Senti la porta aprisi e si girò verso la fonte di rumore: era Michael che la guardava con un sorriso stampato sul volto.
Dietro di loro si sentivano le voci che provenivano dal piano terra, dove si trovava la sala da pranzo.

Michael si avvicinò al letto a castello e guardò in alto, dove si trovava May.
Le sorrise e le chiese il permesso di salire sulla sua fortezza. Dopo un piccolo cenno, scalò il letto e si trovò seduto di fianco alla ragazzina, che intanto si era tirata su.

-May, piccola mia.- l´abbracciò forte -Mi mancherai un sacco... ma questo lo sai, anzi mi manchi già vorrei tanto rimanere...-
-Michael, ti prego fratellone, non lasciarmi, non riesco a immaginare delle giornate senza di te!
-Ma, May! Quando ti sposerai, non penso che tuo marito sia felice di vedermi in giro per la casa!- scherzò lui -Poi, non ti abbandonerò, mai! Verrò a trovarti qualche volta, e ti porterò tantissimi regali! 
-Ma, come farò, senza di te, a sopportare le lamentele dei bambini più piccoli e le punizioni che mi da Lucy, senza motivo?!
-Ahah, ma per questo non ti devi preoccupare, con le tue sole forze ce la farai!- disse con un sorriso.
-M-ma ma...-

Lui la interruppe con un abbraccio, cominciava a cedere, però era un ometto e non voleva mostrare che stava per piangere.

-Sorellina, guardami, io sarò sempre con te, nel tuo cuore. Ora prendi questo, un piccolo regalino da parte mia.- e le diede in mano un pezzo di stoffa piegato. Lei lo guardò confusa, poi Michael lo aprì e dentro c´era una cordicella legata, che teneva un anello d´oro, May la guardò con gli occhi luccicanti, era la prima volta che vedeva un oggetto così prezioso.

Il ragazzo gliela mise al collo, le era un po´ lunga ma non importava, di getto si buttò tra le sue braccia e gli sussurrò un "grazie".
-May, le sorprese non sono finite, vieni giù con me e vedrai.- la prese per mano e la portò al piano di sotto.

Si sentiva la voce di madame Aria che faceva qualche giochetto con i bambini per tenerli occupati e calmi.
Quando aprirono la porta, una mandria di persone si buttarono addosso a loro, facendoli cadere e ridere.

Dopo che si tirarono su e si misero tutti seduti al loro posto, Aria riprese a parlare.
-Bambini miei, le sorprese non sono finite!- Si girò e fece un segno a Lucy, che annui e uscì.

Ritornò, tenendo per mano un ragazzino, con capelli biondi e un sorriso timido sul volto.
-Bene, ragazzi lui è Peter, dategli un caloroso benvenuto e aiutatelo ad ambientarsi bene.

Peter salutò tutti con la mano e un "ciao" detto sotto voce.
Tutti i bambini dell´orfanotrofio lo abbracciarono e gli dissero il proprio nome, il nuovo componente della famiglia rimase un po´ sorpreso, ma sorrise.
Quando fu il turno di May, si guardarono negli occhi per un po´ e dopo aver distolto lo sguardo, arrossirono, si strinsero la mano, in segno di amicizia, senza guardarsi.
Qualcuno ridacchiò, qualcun´altro bisbigliò, ma fecero finta di niente.

Il tempo passò e l´amicizia di Peter e di May divenne più solida, erano divenuti inseparabili.

La partenza di Michael mise tristezza nel cuore di May, che fu consolata dal nuovo compagno di giochi.

I due si divertivano un sacco, anche se all´inizio il ragazzino fece fatica ad ambientarsi, essendo piuttosto timoroso nelle persone che non conosceva, ma piano piano si aprì anche con gli altri.

I mesi volarono e arrivò l´inverno, freddo, che portò tanta gioia quanto dolore.

Era il 19 dicembre, Madame Aria, era solita portare aiuto alle persone povere, che avevano bisogno di accudire i bambini e procurarsi cibo.
Una sera la signorina rientrò all´orfanotrofio, molto infreddolita e con qualche linea di febbre.
Tutti si preoccuparono, e provarono ad aiutarla in qualche modo.
Ma soltanto Aria capì cosa le stesse succedendo, ormai la sua fine era vicina.
Era stesa nel suo letto tra le coperte, circondata da cuscini.
Sospirò. 
Lo sapeva, e per questo, aveva deciso di utilizzare il tempo che le restava, per aiutare gli orfani perché, purtroppo non poté avere figli, a causa della sua malattia.

Sentì dei passettini veloci che si avvicinavano al suo letto, girò la testa verso destra e vide il visino di May che la guardava preoccupata.

Rise, era un po´ di tempo che non si vedevano: le avevano vietato di entrare nella sua stanza perché era molto debole, e non volevano farla preoccupare per i suoi scherzi. Ma questa volta la bambina, era molto calma, e la cosa la meravigliò.

Le rivolse il miglior sorriso che riusciva fare e, con fatica, si mise seduta, come poteva.
La bambina chiese sottovoce, come se stesse dicendo qualcosa di sbagliato, se si sentisse meglio.

La dama, per non farla intristire, le rispose con una delle più brutte bugie che potesse dire.
-Sto molto meglio May, tra poco potrò ritornare ad accudirvi, e non vi lascerò più, lo prometto!

***

Arrivò l´anno nuovo, con deliziose notizie: alcuni bambini dell´orfanotrofio avevano deciso di fare un coro, per allietare le giornate fredde dei bambini poveri e farli divertire.
Mentre la cuoca e Lucy, insieme a chi non si era unito al coro, sfornarono diverse torte, da dare in beneficenza alle famiglie che a malapena si potevano permettere un tetto.

Purtroppo non tutto finì bene, la signorina Aria li lasciò per sempre, non potendo mantenere la promessa fatta a una di loro.

Durante il funerale May contenne le lacrime, che lasciò andare insieme a Peter quando furono ritornati a casa, mentre Lucy cercava di consolare i più piccoli, riuniti nella sala da pranzo per fare i giochi che si svolgevano dopo mangiato, di solito insieme alla signorina Aria.

La fanciulla di sentiva vuota dentro, ormai le persone a lei care le si erano allontanate, e le toccava rimanere sola.

Peter non poteva capire quello che provava May, ma si sentiva molto triste e dopo il suo pianto liberatorio, provò a tirarle su il morale, con varie marachelle.

***

Nella camera delle bambine

-Peter, come facciamo, ho paura di chi possa essere la prossima mamma, perché penso già di sapere chi sostituirà Aria.- il bambino la guardò con faccia interrogativa - Forza dimmi chi potrebbe essere- la incoraggiò lui, May prese un respiro, lo guardò negli occhi e pronunciò un nome che lo fece schiattare dal ridere, lui sapeva che era impossibile, la nuova madre dell´istituto non avrebbe mai potuto essere lei, pensò.
Purtroppo May era serissima.
-Se Lucy la diventerà, sarà veramente un problema, anche perché con lei non vado per niente d´accordo, e poi secondo me nasconde qualcosa!- Peter la guardò perplesso -Credi veramente che nasconda qualcosa?! Dobbiamo scoprirlo!- i due si batterono il cinque e cominciarono ad escogitare un piano.


















 

*il dado è tratto (Alea iacta est): 49 a.C. Cesare, per un atto di forza, passò il Rubicone, un fiume che divideva il confine settentrionale tra la Gallia Cisalpina e il territorio di Roma e che dunque, secondo le norme stabilite da Silla, non poteva essere oltrepassato dai generali romani senza prima sciogliere il proprio esercito.
Michael, con questa frase vuole dire che non si può ritornare indietro, il danno è stato fatto.
 

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Angolo autrice 
Grazie per aver essere arrivati a fine capitolo, più avanti usciranno i prossimi capitoli.

Domande: Chi è veramente Lucy? Le ipotesi di May sono giuste?
Le risposte al prossimo capitolo!

Baci!<3

ChikaeNini_Chan


PS: questa storia è presente anche sul sito EFP e su WATTPAD.

     


                       





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