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  La bambina imagine

         

 

  

  

  

  

La bambina imagine   (Letta 115 volte)

di AndreaMicky 

1 capitolo (conclusa) - 0 commenti - 0 seguaci - Per tutti

    

 

Sezione:

Comics e CartoonsAltro

Genere:

Comico

Annotazioni:

Nessuna

Protagonisti:

Gwen - Chef e gli altri bambini - Blaineley

Coppie:

Non indicate

 

 

              

  


  

 La bambina immagine 

Sebbene con un po' di ritardo, ecco la mia prima storia sullo spin-off prescolare di A tutto reality.


  

La bambina immagine
by Andrea Micky

I bambini dell’asilo stavano giocando tranquillamente fra di loro, quando Chef uscì dal suo ufficio.
“Bambini, ci sono grosse novità che riguardano il nostro asilo” annunciò il robusto insegnate.
“Verrà trasformato in una scuola ninja?” chiese eccitato Harold.
“Meglio” rispose Chef.
“Verrà utilizzato come base per delle esercitazioni militari?” domandò Izzy.
“No, grazie al cielo” rispose Chef.
“Verrà usato come ambientazione di un reality a cui noi dovremo partecipare?” chiese Leshawna.
“Quasi. Fra qualche giorno, riceveremo la visita di un esaminatore altamente qualificato, che valuterà il nostro asilo e se il suo responso sarà positivo, ci aggiudicheremo una sovvenzione di un milione di dollari” spiegò Chef.
“Ooooh!”esclamarono i bambini, spalancando gli occhi.
“Pensate a quante cose potremmo comprare con quei soldi” disse eccitato Duncan.
“Libri nuovi” suggerì Courtney, immaginando di essere sulla cima di una montagna fatta di libri.
“Merendine gustose” suggerì Owen, immaginando di nuotare nel ripieno di una merendina gigante.
“Giocattoli nuovi” suggerì Beth, immaginando un castello delle bambole grande quanto uno vero.
“Droni militari” suggerì Izzy, immaginando di distruggere l’intera città con un gigantesco drone armato di tutto punto.
“Calma, bambini -li interruppe Chef- Per ottenere il milione di dollari dobbiamo prima stabilire chi sarà il nostro bambino immagine e decorare l’asilo secondo i suoi gusti. E solo se l’esaminatore sarà favorevolmente impressionato dal risultato ottenuto, incasseremo l’assegno”.
“Ma come decideremo chi sarà il bambino immagine dell’asilo?” chiese Courtney.
“L’esaminatore, che in verità é una donna, ci ha inviato un questionario da lei stessa ideato e chi avrà totalizzato il punteggio più alto, ci rappresenterà durante l’ispezione” rispose Chef.
“Non contate su di me” avvertì Gwen, abbassando la saracinesca della sua poltrona ad uovo.
“Tutti devono partecipare obbligatoriamente. Perciò, anche tu risponderai al questionario” obbiettò Chef, sollevando la saracinesca.
“Uffa!” brontolò la piccola gotica.
CONFESSIONALE GWEN: Io odio queste scemenze. Vincono sempre quei bambini che perpetuano lo stereotipo del moccioso adorabile. Bleah!
Così, uno alla volta, tutti i bambini dell’asilo si recarono nell’ufficio di Chef e risposero alle domande che componevano il questionario.

Quello stesso giorno, poco prima dell’orario di chiusura, dopo aver finito di calcolare i singoli punteggi, Chef radunò i suoi alunni e dichiarò “Bambini, secondo i risultati del questionario, il bambino immagine del nostro asilo sarà…Gwen!?”.
“Gwen?” ripeterono stupiti i bambini.
“Io?” domandò sorpresa la diretta interessata.
“Ci deve essere un errore: Gwen non può rappresentarci” obbiettò Leshawna.
“Seppur a malincuore, devo concordare. Lei non é, senza offesa, normale” intervenne Courtney.
“Figurati” rispose Gwen, alzando le spalle.
“Il risultato non mente. Sarà Gwen la nostra bambina immagine” stabilì risoluto Chef.
“Ma lei odia queste cose” ricordò Beth.
“Già. Ma visto che giocheremo secondo le mie regole, credo che stavolta mi divertirò” disse la piccola gotica, sorridendo malignamente.
“Addio al milione di dollari” sospirò rassegnato Duncan.
CONFESSIONALE CHEF: Posso capire la preoccupazione dei bambini, ma sono certo che andrà tutto bene. Insomma, se Gwen ci rappresenta, cosa potrebbe andare storto? (ci pensa e si mette a piangere disperato).

E venne il giorno della valutazione.
Dopo aver dato un’ultima occhiata all’asilo, che era stato decorato come se fosse Halloween, Chef si mise a scrutare nervosamente la strada, attendendo l’arrivo dell’esaminatrice.
L’attesa non durò a lungo, poiché, pochi minuti dopo, un’automobile di colore blu parcheggiò davanti all’asilo; e dal veicolo scese un’elegante donna bionda con gli occhi azzurri, che si diresse con passo deciso verso Chef.
“Buon giorno. Siete voi il Signor Chef?” domandò la nuova arrivata.
“Sono io” rispose lui, facendo un leggero inchino.
“Io sono l’esaminatrice inviata dal ministero: Professoressa Mildred Blaineley Stacey Andrews O’Halloran, specializzata in psicologia infantile” si presentò la donna.
“Piacere di conoscerla” replicò rispettosamente Chef.
“Sono qui per esaminare il suo asilo. Ma devo aver sbagliato indirizzo, perché qui c’é solo una specie di casa degli orrori” disse Blaineley, indicando l’asilo.
“Ehm, quella “casa degli orrori” sarebbe il mio asilo, decorato secondo la volontà della nostra bambina immagine” spiegò imbarazzato Chef, sudando leggermente.
“Capisco. E la bambina immagine dov’é adesso?” volle sapere l’esaminatrice.
“Qui” rispose Gwen, sbucando fuori all’improvviso, spaventando non poco Blaineley.
“Oh, ma che bella bambina” disse la donna, dopo una prima occhiata.
“Grazie. Questo é un regalo di benvenuto per lei” replicò Gwen, tirando fuori da dietro la schiena la testa di una bambola, con l’occhio destro che penzolava fuori dall’orbita.
CONFESSIONALE GWEN: A dire il vero, ho solo riciclato un vecchio regalo per la festa della mamma, a cui ho apportato una piccola miglioria.
“Molto originale. E quest’occhio sembra vero” si complimentò Blaineley, toccando il globo oculare penzolante.
“Lo é. Me lo ha venduto il macellaio vicino a casa mia” ammise Gwen, sorridendo diabolicamente.
“Yeeech!” urlò disgustata l’esaminatrice, balzando all’indietro.
“Sarà meglio vedere il resto dell’asilo” intervenne Chef.
CONFESSIONALE CHEF: OK! Ammetto che l’inizio non é dei migliori, ma ci rifaremo.
 
Una volta entrata nell’asilo, Blaineley visitò la sala principale, decorata esclusivamente con oggetti a tema horror ed illuminata solamente dalla luce che filtrava attraverso le strisce verticali della tenda tirata.
“Davvero inusuale” sentenziò l’esaminatrice, studiando una decorazione a forma di clown appeso a testa in giù.
“Salve, signora esaminatrice. Saluti i miei amichetti. Ah, ah, ah!” disse il clown, animandosi all’improvviso.
“Carne fresca” dissero alcuni zombi di bassa statura, uscendo dal castello e marciando con sguardo famelico verso la donna.
“Aaaah!” urlò Blaineley, mentre i capelli le si rizzavano sulla testa.
“Lo sapevo che era una pessima idea” disse uno degli zombi, che si rivelò essere Courtney.
“Hey, oggi le cose si fanno a modo mio!” replicò Gwen.
“Ed é con il buio che si fanno le sorprese migliori” aggiunse il clown, che in realtà era Izzy.
“Ah, ma allora questo era il vostro benvenuto per me. Certo che mi avete colto di sorpresa” ammise Blaineley.
“L’idea era questa” disse Gwen, sorridendo orgogliosamente.
CONFESSIONALE COURTNEY: Nutrivo e continuo a nutrire dei serissimi dubbi sulla validità della nomina di Gwen.

Dopo essersi dati una ripulita, i bambini dell’asilo si radunarono intorno all’esaminatrice, mettendosi sull’attenti.
“Come può vedere, i bambini sono disciplinati e tengono i loro cassetti in perfetto ordine” disse Chef.
“E qual é il cassetto della nostra cara bambina immagine?” domandò sorridendo l’esaminatrice.
“Quello” rispose Gwen, indicando un cassetto viola, con disegnato sopra un pipistrello, da cui provenivano degli strani rumori.
Incuriosita, Blaineley aprì il cassetto, venendo aggredita da uno stormo di pipistrelli, un serpente, un’iguana ed uno scorpione femmina con tutta la sua nidiata.
“Aaaah!” urlò l’esaminatrice, mentre gli animali le saltavano addosso.
“No, cattivi. A cuccia” ordinò severamente Gwen agli animali, che se tornarono mestamente nel cassetto.
Senza perdere tempo, i bambini soccorsero l’esaminatrice e la fecero distendere sui tappetini che usavano per i loro pisolini pomeridiani, portando garze ed alcool per medicarla.
“Oooh! Che male. Temo che quegli animali mi abbiano ferito gravemente” si lamentò Blaineley, simulando una situazione d’emergenza che i bambini avrebbero dovuto gestire.
“Sarà meglio amputare le parti infette, allora” ghignò Gwen, brandendo una motosega.
CONFESSIONALE CHEF: Le cose si stavano mettendo male, ma per fortuna, avevamo un asso nella manica.

“Hey, quella ci serve per la recita” obbiettò Izzy.
“Quale recita?” domandò interessata Blaineley.
“La recita che i bambini hanno preparato seguendo le direttive di Gwen” rispose Chef.
“Sì. Personalmente, ho sempre trovato la favole piuttosto deludenti. Così, ho deciso di inventarmene una io, in cui correggo quelli che ritengo essere gli aspetti carenti della narrazione tipica di quel genere letterario” spiegò la piccola gotica.
“Davvero interessante. E come s’intitola la tua storia?” volle sapere Blainley.
“Il coniglietto Tam Tam e la carestia d’inverno” rispose Gwen, facendo uno dei suoi soliti sorrisi sinistri.
“Su, allora. Vediamo quest’opera” incitò l’esaminatrice.
Immediatamente, Izzy, Duncan, Owen e Leshawna andarono ad indossare dei costumi da coniglietti, mentre Courtney e gli altri bambini allestivano una rudimentale scenografia, intanto che Blaineley si accomodava sopra la poltrona a forma di rana.
“Dato che la storia di Gwen é piuttosto…forte, sarebbe opportuno bere questa durante lo spettacolo” suggerì Chef, porgendo una tazza di camomilla alla sua ospite.
“Oh, suvvia. Quanto potrà essere terribile la storia di una bambina di quattro anni?” domandò divertita Blaineley.

Pochi minuti dopo, Blainley giaceva rannicchiata per terra, in posizione fetale, con un tic nervoso che affliggeva il suo occhio destro, mentre i bambini in costume, tutti sporchi di sangue ed interiora finte, la osservavano perplessi.
“Credo che non le siamo piaciuti” disse Owen.
“E dire che mi stavo divertendo tantissimo” brontolò Izzy, brandendo la motosega di Gwen.
“Gwen, dovevi proprio scrivere una storia su dei conigli che si cannibalizzano fra di loro?” domandò infuriata Courtney.
“Non é colpa mia se la gente non apprezza il mio modo di raccontare” replicò la piccola gotica, incrociando le braccia.
“Comunque, queste interiora sembrano vere” si complimentò Owen, mangiando un pezzo di fegato appiccicato al suo costume.
“Già. Sembrano” ghignò Gwen, enfatizzando l’ultima parola.
Capendo l’antifona, Blaineley corse nauseata in bagno, da cui giunsero gli inconfondibili versi tipici dei conati di vomito.
CONFESSIONALE GWEN: Che c’é? Il macellaio aveva un sacco di frattaglie avanzate e sarebbe stato un peccato buttarle.
CONFESSIONALE COURTNEY: Se perderemo il milione di dollari, so già di chi sarà la colpa.

Quando Blainley uscì dal bagno, aveva un’aria stravolta.
“Che ne dice di mangiare qualcosa alla mensa del nostro asilo? Tutta roba genuina cucinata da me” assicurò Chef, sorridendo nervosamente.
“Grazie, ma credo di aver visto abbastanza” rispose Blaineley, riprendendo colore sul viso.
“Oh, addio milione di dollari” sospirò Duncan.
“Ed anche a tutte le cose che avremmo potuto comprarci” aggiunse Owen, mentre lui e gli altri abbassavano mestamente la testa.
Osservando le facce tristi dei suoi compagni (ma sopratutto di Chef), Gwen sentì il dovere di fare qualcosa per ribaltare la situazione…indipendentemente da quanto avrebbe dovuto umiliarsi.
CONFESSIONALE GWEN: Chef e gli altri mi dovranno un grosso favore per questo.
 
“Oooh, Chef!” chiamo con voce dolce Gwen.
Sorpresi, Chef e Blaineley si voltarono verso la bambina, vedendola così infilata all’interno di un secchio, con un’espressione da cucciolo sul viso.
“Oh, Gwen. Ti sei nuovamente incastrata nel secchio” disse Chef.
“Sì. Può aiutarmi ad uscire, per favore?” domandò la piccola gotica, spalancando più che poteva i suoi occhioni.
“Lo faccio subito” rispose Chef.
“Aspetti un momento -disse Blaineley, mentre scattava una foto a Gwen col suo cellulare- Questa diventerà il mio nuovo screensaver, che condividerò con tutti i miei amici on-line”.
CONFESSIONALE GWEN: Un grosso favore.
 
Battendo sul fondo del secchio, Chef riuscì liberare Gwen, che lo abbracciò affettuosamente.
“Grazie, Chef. Sei il miglior maestro d’asilo del mondo” disse la piccola gotica, parlando con voce smielata.
“Una scena veramente toccante, che però non influirà sulla mia decisione finale” disse severamente Blaineley.
“Va bene” risposero tristemente gli altri bambini, sospirando rassegnati.
“Perché siete così tristi? La mia valutazione sul vostro asilo é positiva” annunciò Blaineley.
“Cooosa?” domandarono increduli Chef e i bambini.
“Chiunque, per fare bella figura, avrebbe proposto il tipico ragazzino perfetto. Ma voi no. Voi avete proposto qualcosa fuori dagli schemi, per non dire anticonformistico, che mi ha favorevolmente impressionato” spiegò l’esaminatrice.
CONFESSIONALE Gwen: Mi piace come ragiona questa tipa. (accigliandosi) Anche se queste cose avrebbe potuto dirle prima.
“Perciò, é con grande piacere che vi consegno quest’assegno da un milione di dollari” disse Blaineley, porgendo a Chef il sospirato assegno.
“Grazie, Miss O’Halloran” disse Chef.
“Evviva!” esultarono i bambini.

Ma proprio in quel momento, nell’asilo entrò MacArthur (vestita da infermiera), in compagnia di altri due uomini vestiti di bianco.
“Professoressa Blaineley, eccoci qua” annunciò lei.
“Oh, i miei fedeli assistenti. Fate, fate pure” disse l’esaminatrice, mentre i due uomini le facevano indossare quella che si rivelò essere una camicia di forza.
“Ma che sta succedendo?” domandò sorpreso Chef.
“Riportiamo la cara Blaineley dove deve stare” rispose con naturalezza MacArthur.
“Ma lei é un’esperta di psicologia infantile, venuta qui per valutare il nostro asilo” obbiettò Chef.
“No: Blaineley é un’ospite di lunga data del manicomio qui vicino, da cui puntualmente evade per combinare qualche disastro” spiegò MacArthur.
“Come ad esempio il mese scorso, quando si era spacciata per il nuovo commissario di polizia e aveva fatto irruzione con metà degli agenti in un ristorante, mettendo tutto sottosopra, per recuperare un carico di sostanze illegali, che in realtà erano le spezie usate dai cuochi” spiegò uno dei due infermieri.
“Cioé…noi abbiamo partecipato ad un’iniziativa organizzata da una matta?” domandò incredula Courtney.
“Esatto” confermò MacArthur.
“E il questionario per decidere il bambino immagine?” domandò Leshawna.
“Una baggianata grande come una casa” rispose MacArthur.
“E l’assegno da un milione di dollari che ci ha dato?” domandò con voce strozzata Chef.
“Lo usi pure per fare un bell’aeroplanino di carta”  suggerì MacArthur, mentre lei e i colleghi conducevano la loro paziente verso l’uscita.
“Comunque, i bambini sono tutti promossi seduta stante all’università. E visto che sono intelligenti, avranno una borsa di studio ciascuno” disse Blaineley, ridendo come una folle.
A quel punto, infermieri e paziente salirono a bordo di furgoncino parcheggiato fuori dall’asilo, che partì sgommando.
CONFESSIONALE IZZY: Uao! Quella tipa ci ha fregati tutti. É proprio forte. E magari, da grande, dividerò una cella imbottita con lei.
CONFESSIONALE COURTNEY. (danzando) Lo sapevo! Lo sapevo! Lo Sapevo!.
 
Sorpresi dall’accaduto, i bambini si scambiarono delle occhiate perplesse fra di loro.
“Era tutto troppo bello per essere vero” brontolò Duncan. 
“Se non altro, abbiamo fatto un bel restyling all’asilo” ghignò Gwen.
Chef, invece, rimase impietrito per alcuni secondi, prima che il suo volto cominciasse a diventare rosso come il fuoco.
“Chef, va tutto bene?” chiese premurosamente Owen.
“Via tutti!” incitò allarmato Duncan.
E senza perdere tempo, i bambini corsero fuori dall’asilo, che crollò pochi secondi dopo, a causa dell’urlo rabbioso emesso da Chef.
CONFESSIONALE DUNCAN: (seduto fra le macerie) Beh, una cosa buona oggi é successa.
CONFESSIONALE GWEN: (seduta fra le macerie) Indipendentemente da come sono andate le cose, mi sono divertita. Ma non parliamo mai più di quella “cosa del secchio”.

FINE

     


                     





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