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  Una struttura “accogliente”

         

 

  

  

  

  

Una struttura “accogliente”   (Letta 243 volte)

di AndreaMicky 

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Sezione:

Fumetti e CartoniAltro

Genere:

Satirico

Annotazioni:

Nessuna

Protagonisti:

Trinchetto - Hal - Braccio di Ferro e Olivia

Coppie:

Non indicate

 

 

              

  


  

 Una struttura “accogliente” 

Il padre del celebre marinaio mangia spinaci é protagonista di questa storia, che affronta il tema degli ospizi lager. Piccola curiosità: il villain di questa storia è prelevato dal film UN TIPO ORIGINALE del 1996.


  

Una struttura “accogliente”
by Andrea Micky


Dopo aver rimesso a posto il libro che aveva appena finito di leggere, Olivia posò lo sguardo sull’orologio, per sapere quando Braccio di Ferro sarebbe arrivato.
“Braccio di Ferro dovrebbe essere qui a momenti” pensò la ragazza, felice di rivedere il suo amato dopo una lunga assenza.
E infatti, pochi minuti dopo, il marinaio entrò in casa, annunciando “Ciao Olivia. Ci sono grosse novità”.
“Che novità?” volle sapere lei.
Sorridendole, Braccio di Ferro raccontò “Durante la mia battuta di pesca in alto mare ho evitato che lo yatch di Charles De’ Ricchis venisse abbordato da una banda di furfanti”.
“Charles De’ Ricchis? Intendi il famoso magnate plurimiliardario?” domandò incredula Olivia.
“Proprio lui. E per ringraziarmi, mi ha offerto una crociera di due settimane come ospite d’onore sul suo nuovo transatlantico, che salperà fra pochi giorni” raccontò il marinaio.
“Evviva! Preparo subito i bagagli” disse eccitata Olivia.

“E la violetta che va… Hic! Hic!” cantò una voce impastata,  proveniente dall’esterno.
Sorpresi, Olivia e Braccio di Ferro guardarono fuori dalla finestra, vedendo così Trinchetto, ubriaco come sempre, ciondolare sgraziatamente in strada.
“Temo che dovremo rinunciare alla crociera. Non posso lasciare papà Trinchetto da solo, o chissà in quali guai si ficcherà” sospirò Braccio di Ferro.
“Non necessariamente. Tempo fa, la mia amica Gisella ha avuto lo stesso problema con una sua zia e per non lasciarla da sola, l’ha fatta soggiornare in una struttura per anziani da poco inaugurata. E la zia si é trovata così bene che ha voluto trasferirvisi permanentemente. Magari, durante la nostra crociera, potremmo sistemare tuo padre lì” suggerì Olivia.
“Mi sembra una buona idea” concordò il marinaio, mentre andava a recuperare l’anziano genitore ubriaco.

Così, un paio di giorni dopo, Olivia e Braccio di Ferro condussero Trinchetto alla famosa struttura per anziani, che si rivelò essere molto frequentata.
“Eccoci arrivati, papà. Non ti sembra un bel posto?” domandò Braccio di Ferro.
“Puah! Con tutti queste vecchie mummie in giro, mi sembra di essere finito nell’ala egiziana di un museo” brontolò irritato Trinchetto.
“Sono sicura che ti ambienterai in fretta e ti farai molti amici” lo incoraggiò Olivia.
In quel momento un uomo con un grosso paio di baffi andò loro incontro.
“Salve. Io mi chiamo Hal e sono il gestore di questo posto” si presentò il nuovo venuto.
“Piacere. Questo é mio padre Trinchetto, che vi affido per le prossime due settimane” disse gentilmente Braccio di Ferro, indicando il genitore.
“Per la cronaca, il sottoscritto avrebbe preferito passare il suddetto tempo facendo baldoria con gli amici dell’osteria, anziché annoiandosi in questo mortorio” brontolò il vecchio marinaio.
Sorridendo affabilmente, Hal rispose “In questa struttura abbiamo tutto quello che occorre per divertire i nostri ospiti, che sono  attentamente seguiti da personale qualificato”.
“Oh sì: qui stiamo benissimo” dissero in coro tutti gli anziani presenti, sorridendo allegramente.
“Allora, ti saluto papà. Ci vediamo fra un paio di settimane” disse Braccio di Ferro, mentre lui e Olivia se ne andavano.
“Si, se un attacco di noia non mi spedisce all’altro mondo prima” replicò stizzito Trinchetto.
“Ah, ah! Non ascoltatelo. Si troverà talmente bene qui, che non vorrà più andarsene” assicurò Hal, dando una sonora pacca sulla spalla del suo nuovo ospite.
Trinchetto non replicò al gesto e si limitò a fissare il figlio, che se ne andava insieme alla fidanzata.

Non appena i due visitatori se ne furono andati, Hal sostituì la sua espressione affabile con una severa.
“OK! Tornate tutti dentro e rimettetevi al lavoro” ordinò imperiosamente l’uomo.
In preda ad un improvviso quanto ingiustificato panico, i vecchietti eseguirono immediatamente l’ordine ricevuto, accalcandosi come un branco di forsennati.
“Ehp! Che premura” pensò Trinchetto, osservando la scena.
“E tu non vai?” gli domandò Hal.
“Io faccio quello che mi pare, visto quello che mio figlio e la sua fidanzata hanno pagato” replicò infastidito il vecchio marinaio, senza spostarsi dal punto in cui si trovava.
Con tono minaccioso, Hal disse “Qui sono io che comando, perché questa è la MIA struttura per anziani. E se non fai quello che ti dico, te la vedrai con me. O peggio ancora, con Bulldozer”.
“E chi sarebbe costui?” domandò per nulla impressionato Trinchetto.
“Bulldozer sono io!” rispose minacciosamente un muscoloso omaccio, la cui altezza sfiorava i tre metri, mentre sbucava da dietro un albero.
Capendo l’antifona, Trinchetto entrò di corsa nella struttura per anziani.

Una volta dentro l’edificio, Trinchetto si recò nella sala comune, dove tutti gli altri anziani si erano seduti a dei lunghi tavoli, lasciando libera una grande poltrona in pelle, posizionata davanti ad un costoso televisore ultimo modello.
“Beh, forse la mia permanenza qui non sarà così male” pensò il vecchio marinaio, accomodandosi sulla poltrona.
“Ooooh!” esclamarono gli anziani, sorpresi da quel gesto.
“Hey, che stai facendo?” domandò sorpreso Hal, sopraggiunto proprio in quel momento.
“Mi guardo un po’ di televisione su questa comoda poltrona” rispose con noncuranza Trinchetto, mentre si guardava intorno, in cerca del telecomando.
“Niente affatto: tu adesso ti metti a lavorare come gli altri” obbiettò Hal.
“Scusa, ma i lavoretti manuali non m’interessano. Se proprio devo cercarmi un hobby, dopo farò una partitina a carte con qualcuno di questi dilettanti” disse Trinchetto, stiracchiandosi pigramente.
“Questo non ha ancora capito come funzionano le cose qui” intuì Bulldozer, sopraggiungendo con le braccia cariche di scatole, che poggiò a terra.
Subito dopo, alcuni degli anziani si alzarono per prendere le scatole, il cui contenuto, che consisteva in dei piccoli oggetti da assemblare, venne rovesciato sui tavoli.
“Quei cosi sembrano le sorprese nelle uova di cioccolato Winder” notò Trinchetto.
“Lo sono. Recentemente, la Winder ha cominciato a distribuire le sorprese delle sue uova al cioccolato già assemblate, ma questa decisione ha fatto aumentare i suoi costi. Ma io, agendo come appaltatore, ho promesso all’azienda di ridurre le spese di assemblaggio, grazie ad una manodopera a basso costo” spiegò orgogliosamente Hal.
“E quella manodopera siete voi vecchi, che lavorerete gratis” spiegò Bulldozer, sollevando di peso Trinchetto.
“Ehp! Ma questo é lavoro nero” disse il vecchio marinaio.
“Esatto. E adesso, mettiti al lavoro” ordinò Hal.
A quel punto, Trinchetto venne fatto sedere accanto ad un’anziana dall’aspetto sciupato, mentre Hal si accomodava sulla poltrona, lasciando a Bulldozer il compito di sorvegliare i vecchietti.

“Ma tu guarda in che guaio mi sono cacciato” brontolò sottovoce Trinchetto, mettendosi al lavoro.
“Ti ci abituerai presto” assicurò la sua compagna di sventura.
“Ehp! Ma voi siete la zia di Gisella” esclamò il vecchio marinaio, riconoscendo l’anziana.
“Sì, sono proprio io” confermò lei.
“Io sono qui per causa vostra. Come avete potuto suggerire questo postaccio agli amici di vostra nipote?” volle sapere il vecchio marinaio.
“Hal ha minacciato di farmi del male se non lo avessi fatto. E ha usato lo stesso metodo per farmi venire a vivere qui e prendersi tutti i miei risparmi” spiegò tristemente l’anziana.
“Meno chiacchiere e più lavoro” intimò Bulldozer.
“Sopratutto perché c’é una scadenza da rispettare” aggiunse Hal.
“Brutti farabutti. Avrete presto la lezione che meritate” pensò Trinchetto, mentre cominciava ad elaborare un piano di fuga.

Trinchetto e gli altri lavorarono ininterrottamente fino alle otto di sera, quando venne servita loro la cena, costituita da minestrone rancido, carne in scatola e prugne secche, da consumare usando delle stoviglie sporche dai pasti precedenti.
Trinchetto era disgustato da quel trattamento e lo divenne ancora di più quando vide uno scarafaggio nuotare nella sua minestra.
“Yeech! Che schifo. C’é uno scarafaggio nel mio minestrone” esclamò il vecchio marinaio, balzando sulla sedia.
“Zitto e mangia” gli intimò Hal.
“E ringrazia che ce n’é solo uno” aggiunse sottovoce un vecchietto, seduto accanto a lui.
Indignato da quella situazione, Trinchetto decise di reagire e stando ben attento a non farsi scoprire, nascose un coltello nella tasca dei pantaloni.

Circa mezz’ora dopo, quando tutti ebbero finito di mangiare, gli anziani si ritirarono nelle loro camere, le cui porte vennero chiuse a chiave da Hal, che faceva sempre un giro di controllo.
Il suddetto giro si svolse senza intoppi, fino a quando l’uomo passò davanti alla camera assegnata a Trinchetto, che era vuota.
Sorpreso, Hal entrò nella camera per controllare meglio, ma quando si avvicinò al letto, da uno squarcio nel materasso, aperto con il coltello trafugato durante la cena, sbucò fuori Trinchetto, che tramortì l’uomo con un violento colpo alla testa, sferrato con un pesante soprammobile, recuperato nel corridoio.
Dopo di che, veloce come un fulmine, il vecchio marinaio corse verso l’uscita.
“A quest’ora Braccio di Ferro dovrebbe essere da Olivia, a completare i preparativi per la crociera. Ma se mi sbrigo, potrei incontrarlo mentre torna a casa” pensò Trinchetto, durante la fuga. 

Bulldozer stava ispezionando il giardino della struttura per anziani, quando vide Trinchetto aprire il cancello d’ingresso.
“Fermo dove sei” intimò minacciosamente l’omaccio.
Ma ben lungi dall’ubbidire, il vecchio marinaio scappò via a tutta velocità.
“Fermalo. Se quel tipo vuota il sacco, finiremo nei guai” disse Hal, affacciandosi ad una finestra.
“Lo so benissimo” replicò Bulldozer, lanciandosi all’inseguimento.
E ricordando gli indirizzi letti sul modulo di accettazione, l’omaccio calcolò mentalmente l’itinerario da seguire per riacciuffare il fuggitivo.

La ricerca di Bulldozer fu di breve durata, in quanto l’omaccio trovò Trinchetto svenuto davanti alla casa del figlio.
“Deve essersi sentito male prima d’incontrare il figlio” ipotizzò Bulldozer, caricandosi il fuggitivo in spalla.
Ma mentre l’omaccio si allontanava, da una finestra della casa fece capolino un secondo Trinchetto, che osservò compiaciuto la scena.
“Ih, ih! Quei manigoldi non immaginano che bella sorpresa li aspetta” pensò il vecchio marinaio.

Quando “Trinchetto” riaprì gli occhi, si ritrovò in una stanza della struttura per anziani, faccia a faccia con Hal.
“Lo avevo capito subito che eri un piantagrane, brutto vecchiaccio” disse l’uomo, mentre indossava un tirapugni.
“Eh? Cosa stai dicendo?” domandò il marinaio, fingendo di non capire.
“Ma adesso, ti farò passare la voglia di scappare. E se mi darai ancora problemi, finirai molto peggio” aggiunse Hal, con tono minaccioso.
E a quel punto, Hal colpì in piena faccia il marinaio, che barcollò leggermente, mentre la barba gli si staccava dal mento.
“Hey, ma tu non sei il vecchio che é fuggito” realizzò Hal.
“No, sono suo figlio. Sfortunatamente per te, mio padre é riuscito a raccontarmi tutto e mi sono sostituito a lui per verificare la veridicità della sua storia” disse minacciosamente Braccio di Ferro, mentre rimuoveva gli ultimi residui di barba finta.
E pronunciate quelle parole, il marinaio estrasse dalla giaccia l’immancabile scatola di spinaci, che strizzò vigorosamente, facendo finire tutto il suo contenuto nella propria bocca.
 
Ben consapevole della fama di picchiatore del marinaio, Hal tentò di fuggire, ma Braccio di Ferro glielo impedì, tagliandogli la strada con un balzo.
“Vediamo come te la cavi contro qualcuno che può difendersi” disse il marinaio, facendo scrocchiare le nocche.
“Bulldozer, aiuto!” gridò Hal.
“Arrivo, capo” rispose l’omaccio, sfondando la parete della stanza, seppellendo così Braccio di Ferro sotto un cumulo di calcinacci.
“Non é stato così difficile fermare quel tipo” disse Hal.
Ma proprio in quel momento, Braccio di Ferro saltò fuori dal cumulo di detriti, per poi fare cenno a Bulldozer di attaccarlo.
“Fammi vedere che sai fare, novellino” disse con tono di sfida il marinaio.
“Molto volentieri” replicò l’omaccio.
E mettendoci tutta la sua forza, Bulldozer rifilò una serie di pugni a Braccio di Ferro, che però incassò i colpi senza fare una piega.

Alcuni minuti dopo, Bulldozer crollò a terra, stremato dalla fatica.
“Pant, pant!” ansimò rumorosamente l’omaccio.
“Yawn! Che esperienza noiosa. Ti faccio vedere io come si fa” disse Braccio di Ferro.
E dopo aver fatto ruotare il braccio destro a velocità supersonica, il marinaio sferrò un violento pugno al suo avversario, riducendolo ad un’altezza di pochi centimetri.
“No, no, aiuto!” squittì Bulldozer, fuggendo via di corsa.
“E adesso, pensiamo al capoccia” disse Braccio di Ferro, guardando minacciosamente Hal.
Quest’ultimo ebbe appena il tempo di deglutire, prima che uno dei formidabili pugni del marinaio lo facesse volare fuori dalla finestra, scagliandolo a parecchi chilometri di distanza.

Il commissario stava uscendo dalla centrale di polizia, quando un oggetto scagliato a forte velocità si schiantò contro il muro dell’edificio.
Sorpreso, l’ufficiale si avvicinò per vedere meglio, realizzando così che l’oggetto era in realtà un uomo con dei folti baffi.
“Questa ha tutta l’aria di essere una consegna speciale da parte di Braccio di Ferro” disse il commissario.
“Esattamente” confermò Hal, ancora stordito dall’impatto.

Qualche giorno dopo, Braccio di Ferro e Olivia si stavano godendo la crociera sulla nuova nave del facoltoso De’ Ricchis.
“É stato ben gentile Mister De’ Ricchis ad aprire una nuova struttura per anziani, in cui sistemare gli involontari ospiti di Hal” disse il marinaio.
“Ma lo é stato ancora di più a permetterci di portare tutti loro in vacanza con noi” aggiunse Olivia.
Infatti, sul ponte della nave, c’erano Trinchetto e tutti gli altri anziani della struttura, intenti a godersi la ritrovata serenità.
“Alla nostra” disse la zia di Gisella, sollevando un calice di champagne, per fare un brindisi con Trinchetto.
“Alla nostra” ripeté il vecchio marinaio, mentre brindava con un’intera bottiglia di barbera.

FINE

     


                     





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