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  Lo sbafatore supersonico

         

 

  

  

  

  

Lo sbafatore supersonico   (Letta 137 volte)

di AndreaMicky 

1 capitolo (conclusa) - 0 commenti - 0 seguaci - Per tutti

    

 

Sezione:

Fumetti e CartoniAltro

Genere:

Comico

Annotazioni:

Nessuna

Protagonisti:

Poldo Sbaffini

Coppie:

Non indicate

 

 

              

  


  

 Lo sbafatore supersonico 

Il celebre sbafatore nato dalla fantasia di E. C. Segar é protagonista di una mia nuova storia, che si rifà ai canoni delle gloriose Edizioni Bianconi.


  

Lo sbafatore supersonico
by Andrea Micky

NDA: Il Barbaspina che compare in questa fanfiction non é l’acerrimo nemico di Poldo, bensì il Professor Wotasnozzle, personaggio tratto dalla serie umoristica Sappo, sempre opera di E. C. Segar, che gli autori italiani hanno “trapiantato” nelle storie nostrane di Popeye/Braccio di Ferro.

In cerca di un nuovo modo per saziare la sua fame perenne, Poldo aveva visitato ogni esercizio commerciale di Spinacia legato alla vendita di cibo, senza però mai formulare la richiesta di un pasto a credito, in quanto le truci occhiatacce scoccategli dai gestori delle suddette attività erano state piuttosto eloquenti.
“Ormai, tutti in città conoscono i miei trucchi. Perciò, devo inventarmi qualcosa di nuovo, se voglio mangiare ancora” pensò lo Sbaffini, mentre si spremeva le meningi alla ricerca di un’idea.

Perso nei suoi pensieri, Poldo non si accorse di essere finito nei pressi della casa del Professor Barbaspina, da cui provenne un grido eccitato.
“Evviva! Ci sono riuscito!” esultò il professore.
“A fare cosa?” volle sapere lo Sbaffini, avvicinandosi all’abitazione. 
“Ho realizzato una tuta speciale, che permette a chi la indossa di muoversi a velocità supersonica” spiegò Barbaspina. 
Vedendo una possibile soluzione ai suoi problemi, Poldo disse “Se ti va, posso aiutarti a testarla”.
“Molto volentieri” acconsentì il professore, ignaro delle vere motivazioni dietro quell’offerta. 

Dopo aver indossato la tuta speciale, identica ad una muta nera da sub con dei fili elettrici di colore verde intrecciati sul dietro, Poldo si posizionò nel giardino di Barbaspina, per testare le capacità della nuova invenzione. 
“Pronto? 3…2…1…VIA!” disse il professore, facendo cenno di partire.
Scattando come un maratoneta, Poldo si mise a correre, generando un violento spostamento d’aria, che fece volare via il cappello di Barbaspina...che lo Sbaffini prese al volo, visto che, proprio in quel momento, si trovava dietro di lui.
“Incredibile. Ho fatto il giro del tuo giardino in un secondo” realizzò sorpreso Poldo. 
“Questo perché la mia tuta ti ha permesso di correre a velocità supersonica” gli ricordò il professore. 
“E con questa tuta si possono anche trasportare oggetti?” volle sapere lo Sbaffini. 
“Non lo so ancora. In compenso, posso dirti che, indossandola, potrai svolgere in pochi secondi qualsiasi attività. Anche quelle che, normalmente, richiederebbero delle ore” rispose Barbaspina.
“Buono a sapersi” pensò soddisfatto Poldo.
“Adesso però, riportiamo la tuta in laboratorio, in modo che io possa verificare se il collaudo appena eseguito ha rivelato qualche imperfezione da correggere” disse il professore. 
Ma quelle parole rimasero inascoltate, in quanto un nuovo spostamento d’aria fece capire a Barbaspina che Poldo se l’era svignata, con la tuta speciale ancora addosso.

Il gestore di una bancarella specializzata in salumi aveva appena finito di sistemare la merce da vendere, quando una forte raffica di vento fece sparire nel nulla ogni singola cibaria, sparpagliando dappertutto i contenitori vuoti.
Sulle prime, il gestore della bancarella rimase pietrificato dallo stupore, ma una volta ripresosi, l’uomo si mise a balbettare sconvolto, mentre saltellava freneticamente per placare la sua rabbia.
 
“Forza, gente. Fatevi sotto” incitò Casagrossa, appoggiando un enorme vassoio carico di panini sul bancone del suo bar. 
Ma prima che i clienti potessero servirsi, la porta del locale si spalancò e subito dopo, una violenta raffica di vento mise sottosopra ogni cosa, mentre tutti i panini sul vassoio svanirono nel nulla.
“Ehp! Cos’é successo?” domandò sorpreso Casagrossa.

In un ristorante lì vicino, si ripeté la stessa scena: la porta del locale si spalancò a causa di una raffica di vento, che fece svanire nel nulla tutte le cibarie, lasciandosi dietro un gran disordine. 
E il responsabile dello strano fenomeno era ovviamente Poldo, che aveva divorato tutto a velocità supersonica, grazie alla tuta speciale di Barbaspina, per poi svignarsela subito dopo. 
“Adesso sarà meglio restituire la tuta” pensò ormai sazio lo Sbaffini, dirigendosi verso la casa del professore. 
Se non che, in quel preciso momento, a causa del peso acculato da Poldo con la sua scorpacciata, il tessuto della tuta si lacerò proprio in corrispondenza della pancia. 
E dato che quel danno ridusse notevolmente la velocità dello Sbaffini, la sua sagoma divenne ben presto visibile agli occhi della gente.

Barbaspina stava ancora pensando ad un modo per recuperare la sua invenzione, quando vide Poldo arrivare di corsa, con la tuta speciale lacerata sul ventre.
“Poldo! Ma che cos’hai combinato?” domandò infuriato il professore.
“Ehm, ho svolto alcuni test personali” si giustificò lo Sbaffini.
Barbaspina stava per mettersi ad urlare dalla rabbia, ma si ammutolì, vedendo sopraggiungere una folla  anche più infuriata di lui, composta da Casagrossa, il gestore della bancarella e il personale del ristorante saccheggiato.
“Ecco Poldo. Lo sapevo che c’era lui dietro a questa storia” disse Casagrossa.
“Ehp! Che sta succedendo?” domandò il professore.
“Poldo si é mangiato tutto il cibo che dovevamo vendere grazie ad una delle tue diavolerie” gli rispose il gestore della bancarella.
“Ed ha anche messo sottosopra i nostri locali. Perciò, adesso, voi 2 dovete risarcirci il cibo sbafato e i danni subiti” aggiunse il direttore del ristorante.
“Ehm, io al momento sarei al verde” disse imbarazzato Poldo.
“E io ho speso tutto quello che avevo per realizzare la mia tuta speciale” aggiunse Barbaspina.
“Quand’è così...addosso” incitò Casagrossa, mentre lui e gli altri si avventavano sullo Sbaffini e sul professore.
“Ahi! Ohi!” si lamentarono i 2 sventurati, mentre venivano riempiti di botte.

Poco dopo, Poldo e Barbaspina erano intenti a pulire il bar di Casagrossa.
“Visto che non avete i soldi per risarcirci, lavorerete per ognuno di noi fino a debito estinto” stabilì severamente quest’ultimo.
“Sob! Come dici tu” sospirò Poldo, spazzando il pavimento.
“Grunt! Ancora una volta, il mio genio non é stato apprezzato” brontolò Barbaspina, raccogliendo i piatti da lavare.

FINE

     


                     





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