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  La guerra degli uomini-sandwich

         

 

  

  

  

  

La guerra degli uomini-sandwich   (Letta 30 volte)

di AndreaMicky 

1 capitolo (conclusa) - 0 commenti - 0 seguaci - Per tutti

    

 

Sezione:

Fumetti e CartoniAltro

Genere:

Comico

Annotazioni:

Nessuna

Protagonisti:

Poldo Sbaffini

Coppie:

Non indicate

 

 

              

  


  

 La guerra degli uomini-sandwich  

Sempre dai fumetti delle Edizioni Bianconi, ecco una storia in cui il celebre sbafatore ottiene un lavoro adatto a lui.


  

La guerra degli uomini-sandwich 
by Andrea Micky

Tormentato dalla sua consueta fame cronica, Poldo stava gironzolando per le vie di Spinacia, imbattendosi così in alcuni uomini-sandwich.
“Loro sono fortunati, perché possono mangiare gratis nei ristoranti che pubblicizzano” sospirò tristemente lo Sbaffini, immaginandosi le pietanze servite nei suddetti locali. 

Per scacciare quei tristi pensieri, Poldo cambiò strada, capitando così in un quartiere dove un nuovo ristorante chiamato “Il Sorriso Verde” era appena stato aperto. 
“Visto che qui non mi conoscono, magari riuscirò a sbafare qualcosa” pensò speranzoso lo Sbaffini, avvicinandosi con circospezione al locale. 
Ma ogni precauzione venne subito abbandonata, quando Poldo notò un cartello con su scritto “Cercasi uomo-sandwich per pubblicizzare il ristorante”. 
“Pistaaa! Non posso perdere quest’occasione” disse lo Sbaffini, mentre si fiondava nel locale. 

All’interno del ristorante, il direttore stava dando le ultime istruzioni ai suoi dipendenti. 
“Cominciate a preparare i pasti prima di mezzogiorno, così i nostri clienti non dovranno aspettare” disse il direttore. 
“Ma le spese sostenute per l’apertura ci hanno permesso di fare solo una piccola campagna pubblicitaria” notò uno dei camerieri. 
“Di conseguenza, i clienti non saranno molti, a meno che non troviamo un modo per attirarli in massa” aggiunse uno dei cuochi.
“A quello penserò io, se mi assumerete come uomo-sandwich” assicurò Poldo, irrompendo nella sala. 
“Quanta fretta, giovanotto. Prima devo accertarmi che voi siate una persona affidabile” disse il direttore. 
“Lo sono. E se potrò mangiare gratuitamente, lo sarò ancora di più” assicurò lo Sbaffini, fremendo dall’impazienza. 
“E va bene: ti assumo. E visto che ci pubblicizzerai, hai il diritto di mangiare qui gratis” disse il direttore, capendo con chi aveva a che fare.
Così, pochi minuti dopo, Poldo uscì dal ristorante, con indosso il tipico cartello pubblicitario degli uomini-sandwich.

Poldo svolse meticolosamente il suo nuovo lavoro, fino a quando un certo pensiero si fece strada nella sua testa. 
“Questo lavoro non é faticoso, ma ci deve essere un modo per svolgerlo più velocemente” pensò lo Sbaffini. 
In quel momento, Poldo notò casualmente un negozio di biciclette poco distante, da cui lo Sbaffini uscì pochi minuti dopo, a bordo di una bicicletta presa a noleggio, sul cui portapacchi era stato fissato il cartello pubblicitario del ristorante. 
“Eh, eh! Così farò più in fretta” penso soddisfatto Poldo, che non si accorse di essere seguito da 3 uomini-sandwich a bordo di altrettante biciclette. 

Improvvisamente, la bici di Poldo sobbalzò in seguito ad un colpo sferrato da dietro. 
Sorpreso, la Sbaffini si voltò, vedendo così 3 biciclette alla cui guida c’erano 3 uomini-sandwich dallo sguardo minaccioso. 
“Ehp! Che state facendo?” domandò Poldo. 
“Stronchiamo la concorrenza sul nascere” rispose il primo degli inseguitori, che era un omaccio al servizio del ristorante italiano “Mamma Napoli”. 
“In questa città ci sono già troppi ristoranti che si contendono la clientela” spiegò il secondo inseguitore, che rappresentava il ristorante di mare “Il Pescione Rosso”.
“Perciò, di comune accordo, abbiamo stabilito un limite di 3 uomini-sandwich per quartiere” aggiunse il terzo inseguitore, che rappresentava il ristorante cinese “Il Dragone Rampante”. 
Capendo l’antifona, Poldo si mise a pedalare più forte che poteva, distanziando i suoi inseguitori, che però non mollarono la presa. 
“Devo liberarmi di loro, o non avrò il mio pranzo gratis” disse lo Sbaffini, determinato a vendere cara la pelle. 

Con una sterzata improvvisa, Poldo s’infilò in un cantiere edile, sempre seguito dal rappresentante del “Mamma Napoli”. 
“Non credere di sfuggirmi” disse l’omaccio, estraendo un piccolo revolver da una tasca dei pantaloni. 
“Ehp! Qui si esagera” obbiettò lo Sbaffini, mentre il suo inseguitore sparava alcuni colpi. 
Cercando qualcosa con cui potersi difendere, Poldo ridusse leggermente la velocità quando passò accanto ad un sacco aperto, in cui lo Sbaffini infilò la mano, estraendo così una manciata di sabbia, che tirò negli occhi del suo inseguitore. 
Colto di sorpresa, quest’ultimo sbandò e finì in una gettata di calcestruzzo appena fatta. 
“Grrr! Ti prenderò, maledetto” giurò l’omaccio, mentre si rialzava. 
Ma proprio in quel momento, il calcestruzzo si solidificò, bloccando l’inseguitore sul posto. 
“Fuori uno” pensò Poldo, dirigendosi verso l’uscita del cantiere.

Una volta fuori dal cantiere, la bici di Poldo venne affiancata da quelle degli altri 2 inseguitori, che cercarono più volte di buttare il loro rivale fuori strada con ripetute spallate. 
“Non ci sfuggirai” disse il rappresentante del “Pescione Rosso”, mentre sferrava un violento calcio alla ruota anteriore della bici nemica.
Sperando in un nuovo colpo di fortuna, Poldo costeggiò una fila di macchine parcheggiate e calcolando bene i tempi, aumentò la sua andatura proprio quando lo sportello di una vettura appena superata si aprì. 
Preso dalla foga, il secondo inseguitore non ebbe la prontezza di riflessi necessaria per fermarsi e sbatté contro lo sportello aperto, finendo KO. 
“Fuori due” esultò lo Sbaffini, inerpicandosi su una strada in salita. 

“Non credere di sbarazzarti anche di me” disse il rappresentante del “Dragone Rampante”, avvolgendo una fascia da combattimento intorno alla testa. 
Sbuffando come un mantice, Poldo raggiunse la cima della salita, per poi lanciarsi a tutta velocità giù dalla discesa. 
Ma notando che davanti a lui c’era una strada piuttosto trafficata, lo Sbaffini strinse con forza i freni, senza però riuscire a ridurre la velocità del suo velocipede. 
“Oh-oh! I freni devono essersi rotti a causa del calcio di poco fa” realizzò Poldo, prima d’immettersi nella circolazione automobilistica. 

Emettendo un verso di terrore, Poldo si mise a fare lo slalom fra le macchine in transito, evitando più volte uno scontro frontale.  
Ad un certo punto, lo Sbaffini vide un varco libero fra le vetture e vi s’infilò dentro, dirigendosi così verso il porto. 
Ma anche il terzo inseguitore non fu da meno e sfoggiando una notevole abilità nella guida, schivò facilmente tutte le macchine e rimase alle calcagna di Poldo per tutto il tragitto. 

Nel tentativo di seminare l’ultimo inseguitore, Poldo svoltò diverse volte fra le vie del porto, fino a ritrovarsi sopra una banchina in cui era in corso un’operazione di scarico. 
Resosi conto che il continuo procedere in quella direzione gli sarebbe costato un tuffo in mare, lo Sbaffini cercò di fermarsi poggiando un piede a terra, ma il pavimento della banchina era bagnato e Poldo scivolò a terra, andando a sbattere contro la gru usata per lo scarico. 
L’impatto fu tale che il manovratore azionò inavvertitamente i comandi sbagliati, col risultato che il braccio della gru, che stava sollevando una rete piena di pesci, compì una rotazione di 360 gradi, colpendo così il terzo inseguitore, che venne scagliato in acqua, a parecchi metri dalla costa.
“Tutto bene?” domandò il manovratore, affacciandosi fuori dalla cabina di pilotaggio.
“Sì, ma credevo più facile il lavoro dell’uomo-sandwich” rispose Poldo, ancora steso a terra.

Stremato dalla terribile esperienza lavorativa, Poldo restituì la bicicletta noleggiata e tornò al ristorante, dove trovò una gran folla che si accalcava per entrare.
“Bentornato, Poldo. Il tuo spettacolo su ruote ha attirato qui tutta questa gente -spiegò il direttore, mentre accoglieva i potenziali clienti- Perciò, come ricompensa dell’ottimo lavoro svolto, ti verrà servita una maxi porzione della nostra specialità”.
“Urrah!” esultò Poldo, immaginandosi mentre divorava una bistecca formato gigante.

Ansioso di rimpinzarsi, Poldo fu fatto accomodare ad un tavolo in bella vista, dove un cameriere gli servì un enorme piatto d’insalata mista. 
“Ehp! E questo cosa sarebbe?” domandò sorpreso lo Sbaffini.
“La specialità della casa” gli rispose orgogliosamente il cameriere.
“La specialità della casa sarebbe un’insalata?” domandò confuso Poldo.
“Certamente. E non potrebbe essere altrimenti, visto che il nostro é un ristorante vegetariano” spiegò il cameriere.
“Oh no! Ho pubblicizzato il ristorante sbagliato” si lamentò Poldo, svenendo per la sorpresa. 
“Poveretto. La fatica di oggi deve essere stata troppa per lui” pensarono i clienti intenti a pranzare.

FINE

     


                     





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