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  Contrabbando al porto

         

 

  

  

  

  

Contrabbando al porto   (Letta 125 volte)

di AndreaMicky 

1 capitolo (conclusa) - 0 commenti - 0 seguaci - Per tutti

    

 

Sezione:

Fumetti e CartoniAltro

Genere:

Comico

Annotazioni:

Nessuna

Protagonisti:

Geppo - Salvatore

Coppie:

Non indicate

 

 

              

  


  

 Contrabbando al porto  

Ecco una nuova storia con protagonista il celebre diavolo, che divide la scena con uno dei suoi comprimari più famosi.


  

Contrabbando al porto 
by Andrea Micky

Mentre gironzolava per l’inferno senza una meta precisa, il serpente Salvatore s’imbatté in Geppo, che pareva piuttosto abbacchiato.  
“Sono al verde, ma non oso chiedere lo stipendio a Satana” sospirò il diavolo buono, pensando a voce alta. 
“Potresti commettere qualche cattiva azione, in modo da procurarti i soldi per conto tuo” gli suggerì il serpente tentatore. 
“Cosa vuoi dire?” domandò perplesso Geppo. 
“Voglio dire che potresti rubare i soldi che ti servono a qualcuno di facoltoso” spiegò Salvatore. 
“Ma io non posso derubare la gente onesta, per quanto ricca sia” obbiettò il diavolo buono. 
“Allora, potresti derubare dei ladri già responsabili di furto ai danni di qualcun altro” gli suggerì il serpente tentatore. 
“Sarebbe un’idea. Ma dove trovo dei criminali da derubare?” domandò Geppo. 
“Di questo non devi preoccuparti, perché conosco il posto giusto” rispose Salvatore. 
Pur memore delle infelici esperienze passate, Geppo accettò i consigli del rettile infernale e si recò sulla Terra insieme a lui per metterli in pratica.

Poco dopo, Geppo e Salvatore si aggiravano nella zona più malfamata del porto. 
Indicando un bar lì vicino, il serpente disse “Proviamo a vedere se in quel locale c’é qualche buona occasione da sfruttare”. 
“Proviamo” concordò il diavolo buono. 
Sbirciando dalla finestra, i 2 esseri infernali videro che il bar era stipato di brutti ceffi, fra cui c’era un marinaio, che si stava dirigendo verso il bancone con fare sospetto. 
“Quel tipo deve aver in mente qualcosa. Ma da qui, non possiamo sapere di cosa si tratta” disse Geppo. 
“Lascia fare a me” replicò Salvatore, strisciando dentro il locale attraverso una finestra rotta. 

Grazie alla sua longilinea silhouette e ai suoi movimenti silenziosi, Salvatore si avvicinò senza problemi al bancone del bar, dove udì un interessante discorso. 
“Allora, cosa volevi dirmi?” domandò il marinaio al barista. 
“Stasera c’é uno scarico di merce non proprio regolare al solito posto” rispose quest’ultimo. 
“Ho capito” rispose il marinaio, dirigendosi in tutta fretta verso la porta. 
Soddisfatto dell’informazione acquisita, Salvatore tornò da Geppo, per metterlo al corrente di ciò che aveva appena saputo. 

Così, stando ben attenti a non farsi scoprire, i 2 esseri infernali pedinarono il marinaio fino ad una banchina isolata, dove una nave stava attraccando. 
“Ho perso di vista il nostro uomo” si lamentò Geppo.
“Lascialo perdere. A bordo di quella nave deve esserci qualcosa di prezioso, su cui possiamo mettere le mani” rifletté Salvatore. 
“Ma ci saranno anche degli scaricatori. E io come faccio a mischiarmi fra di loro?” chiese il diavolo buono. 
Salvatore tentò di suggerire qualcosa, ma venne subito zittito dal rumore di un’arma da fuoco appena caricata.

“Mani in alto e voltati lentamente” intimò il marinaio pedinato, sbucando alle spalle di Geppo con una pistola in mano. 
Ubbidendo, il diavolo buono si girò con studiata lentezza, in quanto aveva notato che, proprio sopra la testa del marinaio, c’era un davanzale abbellito da un grosso vaso di fiori. 
Muovendo impercettibilmente le dita delle mani, Geppo fece ricorso ai suoi poteri infernali, grazie a cui fece cadere il vaso sulla testa dell’uomo armato, tramortendolo. 
“Presto! Indossa i suoi abiti” incitò Salvatore. 
Geppo non se lo fece ripetere e dopo aver nascosto il marinaio dietro una pila di casse, il diavolo buono indossò i suoi abiti, lasciando l’umano svenuto in boxer e canottiera. 

Quando si avvicinò all’entrata del deposito, Geppo vide che c’era un uomo di corporatura robusta a fare la guardia. 
“Tu chi sei? Dov’é Marco?” chiese il guardiano con fare minaccioso. 
“Marco si è sentito male e ha mandato me al suo posto” rispose Geppo, cercando di essere più convincente che poteva. 
“Va bene” replicò il guardiano, facendogli cenno di entrare.

Una volta dentro, Geppo vide una mezza dozzina di uomini intenti a scaricare delle casse, con su scritto “noci di cocco”. 
Ma dalle casse non venivano estratti i frutti promessi, bensì dei contenitori rettangolari pieni d’acqua, dentro a cui nuotavano dei pesci tropicali, che venivano velocemente caricati a bordo di un furgone grigio. 
“Che fortuna! Sua maestà colleziona pesci tropicali. Perciò, se gli porto questi, sarà contento di me” pensò Geppo, prendendo parte alle operazioni di stoccaggio. 

Nel frattempo, a causa di una fredda brezza marina, il marinaio tramortito da Geppo si risvegliò.
Mentre si rialzava in piedi, l’uomo disse “Il tipo che mi ha tramortito vorrà sicuramente impadronirsi della merce contrabbandata. Devo avvertire subito gli altri, anche se questo significa anticipare i tempi dell’operazione”. 

“Tutto caricato” annunciò uno dei contrabbandieri, chiudendo gli sportelli posteriori del furgone. 
“Se permettete, vorrei effettuare io le consegne” disse Geppo. 
“Abbiamo già deciso chi se ne occuperà” gli rispose il capobanda. 
Geppo non obbiettò, ma facendo ricorso ai suoi poteri infernali, il diavolo buono ipnotizzò l’intera banda, facendo addormentare tutti i suoi componenti. 

Dalla posizione che si era scelto, Salvatore teneva costantemente d’occhio il deposito dei contrabbandieri, in attesa di ulteriori sviluppi. 
E non appena vide i portoni dell’edificio aprirsi, il serpente si avvicinò, imbattendosi in Geppo, alla guida di un furgone. 
“Presumo che sia andato tutto bene” disse Salvatore. 
“Presumi bene” confermò Geppo, accostando per far salire a bordo il suo compagno strisciante. 
Con eccezionale rapidità, Salvatore s’infilò dentro il veicolo, che si diresse verso l’inferno con il suo prezioso carico. 

“Fermi tutti!” intimò una risoluta voce maschile. 
Sorpreso, Geppo frenò bruscamente, mentre davanti a lui sbucava un’intera squadra di poliziotti...al cui comando c’era il marinaio pedinato poco prima, anch’egli in divisa. 
“Ehp! Quel tipo era un agente di polizia sotto copertura” realizzò Geppo. 
“Dai gas e filiamocela” incitò Salvatore. 
Senza farselo ripetere, Geppo premette l’acceleratore e si lanciò a tutta velocità contro gli agenti. 
All’ultimo secondo però, per non investire i poliziotti, Geppo sterzò abilmente e il furgone proseguì la sua corsa verso l’inferno.
Ma uno degli agenti sparò alle gomme del veicolo, facendolo non solo sbandare, ma anche schiantare contro un muro. 

Sebbene tramortiti dalla tremenda botta, Geppo e Salvatore ebbero la lucidità necessaria per darsi alla fuga. 
Perciò, usciti di corsa dal furgone, il diavolo buono si buttò in acqua, mentre il serpente tentatore s’infilò in uno scolo fognario. 
Fortunatamente per loro, anziché inseguirli, i poliziotti ritennero più opportuno fare irruzione nel deposito, dove trovarono abbastanza prove per arrestare i contrabbandieri.

Quella sera, Geppo e Salvatore si rincontrarono mentre rientravano all’inferno, portando addosso i segni della loro disavventura. 
“Sei una frana come ladro” brontolò il serpente tentatore, emanando un fetore insopportabile. 
“Non che il tuo piano fosse poi così geniale” ribatté il diavolo buono, bagnato fradicio.

I 2 litiganti vennero interrotti da un minaccioso ringhio, che echeggiò per tutte le gallerie infernali. 
“Quella sembrava la voce di Satana” disse Salvatore. 
“Lo era. Ed é meglio stare lontani dal nostro re, perché é infuriato” li avvertì un diavolo di passaggio. 
“Che gli é successo?” volle sapere Geppo. 
“Per arricchire il suo acquario, Satana aveva pagato dei contrabbandieri affinché gli procurassero alcuni esemplari protetti. Ma quei citrulli si sono fatti beccare dalla polizia poche ore fa” spiegò il diavolo di passaggio, mentre si allontanava.
“Gulp!” esclamarono Geppo e Salvatore, scambiandosi un’occhiata nervosa.

Nella sua grotta, Satana stava seguendo il telegiornale, per saperne di più sull’arresto dei suoi “fornitori”. 
“Oltre a dover rinunciare a quei pesci rari, ho perso pure l’anticipo che avevo dovuto pagare” brontolò il re dell’inferno. 
In quel momento, lo speaker annunciò “C’é un’ultima ora: pare che l’azione contro la banda di contrabbandieri sia stata anticipata a causa dell’intervento di un individuo, che ha cercato di fuggire con gli animali che i criminali intendevano vendere. L’uomo non é ancora stato identificato, sebbene una videocamera lo abbia filmato durante la sua azione criminosa”. 
Subito dopo, alle spalle dello speaker, comparve un fotogramma di Geppo e Salvatore alla guida del furgone dei contrabbandieri. 
Riconoscendo i suoi 2 sottoposti, Satana emise un assordante urlo di rabbia, che fece tremare l’intero inferno. 
“Gepooo! Salvatoreee! Venite qui subitooo!” urlò il monarca infuriato, con gli occhi iniettati di sangue. 
Ma i diretti interessati, prevedendo quella spiacevole convocazione, se l’erano già data a gambe. 

Poco dopo, dall’aeroporto cittadino, decollò un aereo diretto in Antartide, il cui equipaggio era ignaro dei 2 clandestini nascosti nella stiva. 
“L’Antartide non é il posto più adatto ad un diavolo” notò Geppo, rannicchiato in mezzo a delle attrezzature da campo. 
“Però é il posto più adatto per sfuggire alle ire di Satana” replicò Salvatore, acciambellato al suo fianco.

FINE

     


                     





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