FanFiction My hero academia | The Cruel Game di Yuichan | FanFiction Zone

 

  The Cruel Game

         

 

  

  

  

  

The Cruel Game   (Letta 212 volte)

di Yuichan 

8 capitoli (in corso) - 0 commenti - 0 seguaci - Vietata ai minori di 14 anni

    

 

Sezione:

Anime e MangaMy hero academia

Genere:

Azione - Mistero - Drammatico - Introspettivo

Annotazioni:

Nessuna

Protagonisti:

Midoriya Izkuku - Bakugou Katsuki - Un po' tutti

Coppie:

Non indicate

 

 

              

  


  

 1. Un Gioco Innocente 

"Non mi guardate!""Non ci faremo da parte, non ci tireremo indietro.Questa è una promessa." Non c'è pace per chi non è in grado di capire i propri errori.Tu eri li,sorridevi,ma non mi hai vista e questo dolore ora saranno i tuoi cari a provarlo.


  

1. Un gioco innocente

- Non mi guardate!-

Lo gridò così forte che gli fece male la gola, non poteva più controllarlo. Ormai ogni parte del suo corpo era costretta a sottostare a quel comando, qualunque esso fosse doveva obbedire e ora, il solo pensiero di dover usare il suo dono, quello stesso miracolo che quella persona gli aveva donato, per fare del male, lo stava distruggendo.

Era scappato, se ne era andato lontano perché ormai aveva capito che quel corpo non era più il suo. Aveva fatto delle cose orribili, cose per cui non poteva chiedere perdono. Non poteva fare più nulla.

- Non ci faremo da parte, non ci tireremo indietro. Questa è una promessa.-

Fu difficile ascoltare quelle parole, non sembrava neanche che fosse lui a dirle, proprio lui che era sempre freddo, cinico e feroce, ora era calmo e tranquillo, come se fosse sicuro che ogni cosa sarebbe tornata alla normalità. Voleva credergli, voleva con tutto il cuore, ma era troppo doloroso, era troppo persino per uno come lui.

Una lacrima gli solcò il viso, l’occhio destro divenne caldo e umido e lasciò scappare forse l’ultimo segno della sua umanità.

Poi si voltò di scatto e facendo ricorso a tutta la sua forza, anche a costo di rompersi tutte le ossa, sparì nella notte.


- Buongiorno a tutti.-

La classe era rumorosa come sempre e di questo ne era contento. Ci era voluto un po´, ma alla fine tutto era tornato alla normalità.

All Might si era ritirato e questo aveva messo in allarme non solo la scuola, ma tutto il mondo. Il simbolo della pace non poteva più proteggere nessuno e quello stesso istituto, il cui scopo era creare tali simboli, non si era rivelata all´altezza del compito.

Almeno questo era quello che molte persone pensavano, ma la UA si sarebbe fatta valere e loro, che erano le piccole uova in grado di racchiudere le future aspettative, avrebbero dato il massimo in ogni circostanza.

Ora che i ragazzi si erano trasferiti nei dormitori e avevano conquistato l´agognato patentino da eroi, speravano di godersi un po´ di divertimento e spensieratezza, ma gli stage erano vicini e loro dovevano lavorare.

- Finalmente è sabato ragazzi, che ne dite se domani organizziamo qualcosa al dormitorio?- Era tutta la settimana che Kirishima ripeteva quella frase. Ora che si erano stabiliti nei dormitori della UA non potevano di certo andarsene in giro liberi per la città, anche perché ogni volta che lo avevano fatto era sempre successo qualcosa. La scuola aveva stabilito delle regole, vivere li era un lusso, viste le loro sistemazioni, ma non erano proprio liberi.

- Avevi in mente qualcosa?- Mina esordì contenta e frizzate, movimentare un po´ le giornate con qualcosa che non fosse un combattimento, era per loro di vitale importanza.

- Non so se può interessarvi, ma cercavo su internet qualcosa da fare al chiuso visto che non possiamo uscire e ho trovato alcuni giochi di ruolo che potremo fare. Ci sono delle avventure on-line già scritte, che ne dite se proviamo?-

- Sembra una cosa da nerd.- Katsuki non interveniva mai in quei discorsi, dopo essere stato rapito e aver miseramente fallito la prima prova per ottenere la licenza, si era isolato più del solito e Kirishima, più di tutti, avevano cercato di farlo sentire a proprio agio, ma Bakugou era un tipo difficile, lo era sempre stato e ora l’impresa si era rivelata molto più ostica.

- Se non partecipiamo tutti non ha senso. Se non vi va, troviamo altro.-

Lo vide solo sbuffare e alzare gli occhi al cielo, il rosso lo prese come un si, sapeva di non poter pretendere oltre. Lanciò uno sguardo a tutti i suoi compagni e lesse in loro un assenso. Forse era stata un’idea stupida, ma avevano bisogno tutti di stare un po´ insieme, di ricostruire un rapporto come compagni di classe e amici.

Aizawa ascoltò la proposta del gioco a fine lezione da Iida. Lo avevano mandato in prima linea sapendo che si sarebbe concentrato sul fatto che non sarebbe stata una cosa pericolosa, che avrebbero rispettato le regole e fu così prolisso che Aizawa diede il consenso per sfinimento.

- Dovrò supervisionare la serata, ne siete consapevoli?- Dissero di si all’unisono, avrebbero accettato qualsiasi condizioni pur di svagarsi un po´.

 

La domenica si rivelò, per alcuni di loro, una giornata intensa e forse la sera arrivò in fretta. Erano le sei del pomeriggio, quando le due classi eroi si riunirono nell´ingresso del dormitorio della 1°A. Kirishima era riuscito ad attirare l´attenzione della B in qualche modo, ne aveva parlato all´inizio con le ragazze e loro avevano accettato di unirsi al gioco. Aizawa stesso aveva convenuto che rafforzare i legami tra le due classi non potesse che essere una buona e utile idea.

I dormitori delle due classi erano enormi e offrivano davvero molto spazio. Non si sarebbero mai aspettati di poter avere una propria stanza privata e invece la UA li aveva stupiti con un lusso che probabilmente solo Yaoyorozu conosceva.

Per tutto il giorno Kirishima, Tetsutestu e Kaminari avevano tenuto tutti i loro compagni fuori dall’edificio, pianificando la serata ed ora erano elettrizzati.

I ragazzi si ritrovano nell’atrio, le luci erano stranamente spente e da una finestra filtrava solo quella rossastra del sole al tramonto.

Era suggestiva, ma anche un po´ inquietante.

Aizawa sedeva mezzo addormentato in un angolo buio della sala, ma riusciva ad osservare tutti i ragazzi tranne i tre responsabili della serata.

All’improvviso si accese una singola luce e uno dei ragazzi mancanti si fece illuminare in modo spettrale. Indossava un ridicolo mantello rosso e una maschera bizzarra gli copriva il viso, aveva la forma di un uccello dal lungo e sottile becco.

- Vi do il benvenuto nel mio hotel. Ad ognuno di voi, il caso assegnerà una stanza. La cena sarà servita tra circa un’ora. Vi aspetto, spero ci siate tutti.- alcune risatine iniziarono a riempire il silenzio che il ragazzo aveva creato con la sua apparizione.

Le ragazze, che si erano raccolte tutte in un punto, si guardavano ilari cercando di capire cosa sarebbe successo. Non avevano accolto tutte di buon occhio la storia del gioco, convinte che fosse davvero una sciocchezza, ma stavano ricredendosi, infondo i ragazzi ci stavano mettendo tutto loro stessi.

Una musica spettrale iniziò a farsi sentire all’improvviso. In realtà la luce del cellulare che il giovane mascherato nascondeva nel mantello, era ben visibile a tutti, ma fecero finta di niente.

- Avvicinatevi e pescate dal sacco la chiave della vostra camera, sarà il destino a scegliere la vostra meta.-

Pian piano tutti presero una chiave. Nel pomeriggio Kaminari aveva chiesto ad ognuno dei suoi compagni di classe di dargli le chiavi delle proprie stanze, dicendo che era fondamentale per il gioco e che non avrebbero toccato nulla. La storia delle chiavi non era piaciuta a tutti, alcuni ragazzi avevano fatto resistenza conoscendo lo stato pietoso in cui versava la stanza, mentre qualche ragazza non si fidava pensando che volessero solo sbirciare nelle loro cose. Eppure alla fine i tre erano riusciti a spuntarla, persino Bakugou, che non aveva mostrato la sua stanza a nessuno, aveva acconsentito.

In realtà non c´erano abbastanza chiavi per tutti i presenti. Avendo unito le classi e tolto loro tre, avevano bel 37 persone da smistare in venti stanze quindi per tutto il pomeriggio avevano ricreato copie delle chiavi e scritto sopra il numero della stanza associata. Il loro scopo era fare in modo che capitassero almeno due persone in una stanza, quindi avevano eliminato una camera e lasciato al caso il poverino che si sarebbe ritrovato da solo.

Dopo aver pescato iniziarono ad avviarsi verso la loro destinazione. Uraraka si avvicinò a Midoriya sorridendo.

- Che stanza hai pescato Deku-kun?-

- Credo che sia la chiavi della stanza di Ashido. Tu invece?-

- La mia!- risero insieme, Uraraka era sempre stata gentile e carina, si trovava bene con lei.

- Ti trovi bene nel dormitorio?-

- Si, non sono abituata a tanto spazio e a tante comodità, ma sono contenta di poter vivere con voi.-

Midoriya si fermò quasi subito davanti alla stanza a lui assegnata, salutò con un gesto gentile Uraraka e seguì per qualche secondo gli altri compagni fermi come lui davanti alle porte chiuse.

Mischiare le chiavi aveva creato una situazione molto particolare, c’erano molti studenti del corso B fermi davanti alle stanze imbarazzati o curiosi e a parte Uraraka, con cui era salito, Bakugou fermo davanti alla porta di Shouji, non c´era nessun altro della sua classe, ma le coppie si erano già formate.

Lui invece era solo. Aspettò qualche minuto, seguì i compagni entrare nelle camere, ma per la sua stanza non c’era nessuno.

Sospirò rassegnato, era già successo che si ritrovasse isolato, anche quando fecero le coppie per la prova di coraggio al campo. In quell’occasione non aveva trovato un compagno, ma che succedesse due volte era assurdo.

- Che sfortuna.- Sospirò ed entrò. La stanza era decisamente troppo rosa e morbida per i suoi gusti, ma Ashido è una ragazza e come lui era appassionato, anzi ossessionato, da All Might era normale per lei avere un altro tipo di passione.

A lui personalmente non era dispiaciuto iniziare a vivere in un dormitorio, si era trovato sempre male a scuola per via del fatto che non avesse sviluppato alcun potere, ma alla U.A. si trovava bene, andava d’accordo con tutti e quell’espediente poteva essere una buona esperienza.

Guardò l’orologio, doveva aspettare ancora almeno 45 minuti prima di poter scendere per la cena e si chiese cosa avessero messo in atto i compagni per quella serata. Gli avevano detto di non accendere la luce, non ci provò neanche, non aveva paura del buio, anche se sarebbe stato meglio condividere quel momento con qualcuno piuttosto che solo.

Passarono altri dieci minuti, si affacciò alla finestra sbirciando fuori, finché non sentì bussare.

Non rispose subito, non sapeva se fosse parte della serata o meno, ma ebbe i brividi. Bussarono di nuovo e provò ad avvicinarsi.

Timidamente e con la voce tremante provò a chiedere qualcosa, ma si rese conto di avere un po´ paura e inoltre aveva iniziato a fare freddo.

- Chi è?-

Non rispose nessuno, ma bussarono di nuovo.

- Chi c’è fuori? Kirishima-kun?-

Ancora nessuna risposta. Si diede dello stupido, si stava facendo suggestionare solo perché era solo e non aveva senso avere paura del buio. Sul suo stesso piano c’erano tutti i suoi compagni, non poteva succedere niente di strano. Così all’ennesimo rumore si decise e aprì la porta.

- Insomma chi…- le parole gli morirono in gola, spalancò gli occhi e ciò che tutti i ragazzi sul quel piano sentirono, fu un grido disperato di terrore puro.

     


                     





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