FanFiction The avengers | Frozen Hearts di Selene6 | FanFiction Zone

 

  Frozen Hearts

         

 

  

  

  

  

Frozen Hearts   (Letta 223 volte)

di Selene6 

1 capitolo (in corso) - 0 commenti - 0 seguaci - Vietata ai minori di 16 anni

    

 

Sezione:

FilmThe avengers

Genere:

Avventura - Fantasy - Introspettivo - Romantico

Annotazioni:

What If

Protagonisti:

Loki - Nuovo personaggio - Tony Stark - Iron Man

Coppie:

Loki/Nuovo personaggio (Tipo di coppia «Het»)

 

 

              

  


  

 Not one of us 

 


  

Born in grief, Raised in hate
Helpless to defy his fate
Let him run, Let him live
But do not forget what we cannot forgive
[Not one of us]


Precipitare nell'immensità dell'Universo non era la conclusione che sperava per quella storia. Eppure come sempre i suoi piani, anche se pensati, organizzati e calcolati scrupolosamente, erano falliti per colpa di quello sciocco biondino che si ostinava a chiamarlo “fratello” anche quando era più che evidente la loro non parentela.

Come poteva considerarsi il fratello di qualcuno quando l'unica cosa che era in grado di fare in sua presenza era vantarsi della sua forza e della sua bravura con quello stupido martello tra le mani? Si fingeva tanto forte e umile, ma in realtà era solo arrogante ed egoista: le sue parole erano vuote e l'aveva dimostrato molte volte ignorandolo completamente ed evitando ogni vero confronto con la realtà. Non ammetteva di essere sempre stato il figlio prediletto, il più amato anche se il meno scaltro e decisamente il meno degno del ruolo di Re.

Eppure Thor ora era Re di Asgard mentre Loki si ritrovava ai confini dell'Universo, in una cella come un comune prigioniero. Il tutto perchè aveva cercato di rivendicare quello che era suo di diritto! Aveva il sangue di un Re nelle vene anche se non era quello di Asgard, ma di un luogo ben più freddo; era figlio di un Re ed era stato cresciuto da un altro Re eppure sembrava che per il mondo valesse meno di un comune criminale ed era stato cacciato da quella che credeva la sua terra finendo nelle mani di qualcuno molto più simile al Padre degli dei di quanto chiunque volesse ammettere.

Era stato intercettato da una nave che sembrava quasi averlo atteso in uscita dal Bifrost e dopo qualche ora si era ritrovato su un pianeta sconosciuto in un immenso edificio che pareva una versione cupa e scura del castello di Asgard. Avrebbe potuto usare i suoi poteri per liberarsi, ma non pensava fosse necessario, dopotutto non aveva idea di cosa gli riservava il futuro e non aveva armi o alleati per potersi vendicare di coloro che l'avevano tradito quindi perchè non conoscere qualcuno che a quanto pareva lo stava cercando? Se poi si fosse rivelata una perdita di tempo o un errore avrebbe utilizzato il seiðr per andarsene e a quel punto avrebbe trovato un modo differente per raggiungere la sua vendetta.

Il primo incontro con Thanos era stato rapido, ma anche interessante: lui era potente. Molto più forte di quello che sembrava e sicuramente più potente di Odino; aveva poteri enormi e sembrava possedere un esercito cospicuo. Come tutti gli esseri di quella grandezza non si era neanche degnato di alzarsi dal suo trono quando Loki era giunto al suo cospetto ed anzi, a malapena l'aveva guardato: "Loki, Dio degli Inganni, vuoi il potere? Vuoi la vendetta?"
Certo che li voleva, la vendetta era l'unica cosa che veramente contava per lui in quel momento e per ottenerla gli serviva il potere che quell'essere pareva offrirgli proprio in quel momento. Qual era però il prezzo che avrebbe dovuto pagare? Nessuno, soprattutto un Titano come Thanos, avrebbe fatto qualcosa senza ricevere una ricompensa o un vantaggio in cambio. Le parole di Loki erano come sempre studiate, non era uno sciocco ed anche se la sua situazione non era delle migliori non si sarebbe fatto ingannare facilmente: "Cosa vuoi in cambio?"
Non aveva accettato nulla, ma era evidente dal suo sguardo carico di rabbia e di odio che desiderava con tutto sé stesso ottenere un potere abbastanza grande per i suoi piani di conquista, ma doveva prima capire quale sarebbe stato lo scotto da pagare.

Thanos parve sorridere anche se era difficile capirlo data la sua inclinazione, sembrava apprezzare il comportamento di Loki, oppure... Il Dio degli Inganni provò ad usare il suo seiðr, ma senza successo, il potere di quell'essere era al di sopra del suo e l'aveva in qualche modo bloccato. Era stato ingannato, aveva chiuso la sua via d'uscita ed ora era in trappola.

"Come hai potuto notare non hai alcuna scelta. O ti inginocchi davanti al tuo signore oppure ti distruggerà in modi che non puoi neanche lontamente immaginare. E ringrazie gli dei di avere una qualche utilità altrimenti saresti già stato schiacciato come un moscerino." Non era stato Thanos a parlare, ma il suo servitore con una voce tanto acuta quanto fastidiosa. Chi si credeva di essere quel Titano per trattarlo in quel modo? Lui era era il legittimo Re di Asgard ed anche quello di Jǫtunheimr, molti più regni di quelli che poteva vantare l'essere davanti a lui; non era uno sprovveduto né un insetto: "Io sono un Dio, non mi inginocchierò mai davanti a nessuno!"

Dolore.

Iniziò a sentire un profondo dolore nella mente che si spostò alle ossa di tutto il corpo e lo costrinse a crollare in ginocchio tenendosi la testa; era come se milioni di spine gli fossero state conficcate nel cervello e da lì avessero percorso tutti i nervi del suo organismo. Riuscì a non urlare dal dolore solo facendo uso di tutta la sua forza di volontà e unicamente perchè in poco tempo era tutto finito.

-Sarai anche un Dio, ma io sono un Titano, per me non sei altro che un insetto.- La voce di quell'essere era nella sua mente: come poteva essere così potente? Non era uno sciocco ragazzino senza alcuna capacità, fino a quel momento la sua mente era stata un luogo inaccessibile a chiunque: nemici, genitori o altri sciocchi che si definivano fratelli. Lui non era leggibile, non era semplice da comprendere, tutt'altro e sicuramente nessuno riusciva ad eludere le sue difese mentali in quel modo eppure il Titano c'era riuscito senza alcuna fatica. Quanto poteva essere potente?

Una gigantesca mano viola si mosse mandando un segnale al servitore di Thanos che si rivolse alle guardie: "Portatelo nelle segrete. Se non è disposto ora ad inginocchiarsi di sua volontà lo farà ben presto quando la sua volontà sarà piegata."

Lui non si sarebbe mai piegato. Cercò nuovamente di usare i suoi poteri, ma sembrava del tutto bloccato ed uno dei servitori di Thanos si avvicinò per cercare di prenderlo. Non sarebbe stato così facile: Loki si scostò e con un calcio ben assestato neutralizzò il servitore mandandolo contro una roccia; il secondo fu meno sprovveduto, ma si ritrovò in un istante a terra. Era più forte di quegli stolti, non si sarebbe lasciato intrappolare così facilmente.

Con la cosa dell'occhio vide un lampo viola e poi si ritrovò nuovamente in ginocchio, agonizzante e questa volta il suo dolore non cessò così rapidamente. Era come se lo stessero ripetutamente pugnalando nello stomaco, iniziò persino a sputare sangue; poi, quando ormai era allo stremo delle forze, il dolore cessò e lui non potè in alcun modo sottrarsi ai servitori che lo trascinarono per un lungo percorso fino ad una cella buia e gelida. Non che lui soffrisse il freddo, ma il dolore era ancora troppo vivido per potersi riprendere in poco tempo ed anzi, l'ultima cosa che vide fu un bagliore azzurro e poi il buio.



*****



Quando si riprese la prima cosa che vide fu il buio. I suoi occhi erano abituati all'oscurità, ma quella intorno a lui era qualcosa di peggio, l'assenza totale di una qualsiasi luce. Cercò di mettersi seduto, ma una strana forza lo bloccava al terreno e dopo il suo movimento la forza sembrò risvegliarsi e premere verso il terreno con maggiore energia facendolo quasi soffocare.
-Non puoi opporti a me Dio.- L'ultima parola era stata pronunciata come uno scherno, quasi come se l'essere un Dio fosse l'equivalente di essere un bambino alle prime armi. Loki ringhiò cercando di sollevarsi da terra senza riuscirci: era troppo potente e lui troppo debole in quel momento. Dopo qualche tentativo l'assenza di aria si fece sentire e Loki si ritrovò a doversi concentrare solo per rimanere cosciente: -Ricorda: tu sei solo un insetto.- L'arroganza di quel Titano gli ricordava terribilmente Odino, ma non aveva tempo né modo di pensarci visto che la sua riserva di ossigeno di stava inesorabilmente esaurendo.

Ad un certo punto, quando ormai era vicino a perdere i sensi, la forza scomparve e Loki si ritrovò nuovamente nella cella illuminata da una flebile luce, ma pur sempre visibile. Inspirò con forza cercando l'aria che fino a poco prima gli era state negata portandosi una mano al petto e poi si spostò verso la parete di roccia appoggiandovisi per riprendersi dall'esperienza appena vissuta.

"La prossima volta sarà molto peggio di così."
Una voce femminile lo fece voltare a sinistra e nuovamente vide dell'azzurro spuntare dal nero: erano gli occhi color zaffiro della ragazza seduta vicino al muro della cella vicina.

Era talmente preso dall'esperienza appena vissuta da non rendersi conto della presenza di quella ragazza. C'era anche da dire che la giovane era totalmente vestita di nero ed i suoi corti capelli d'ebano non la aiutavano a distinguersi dalla cella. Loki si tirò a sedere spostando la mano dal petto e fingendosi senza alcun dolore: non si sarebbe mai mostrato debole davanti a nessuno benchè meno una sconosciuta che probabilmente era solo una spia del nemico.

"E tu che ne sai ragazzina?" La voce era sprezzante, dura, fredda, tutto fuorchè gentile. Dopotutto perchè avrebbe dovuto essere gentile, non la conosceva, non gli interessava ulla di lei e avrebbe preferito mille volte il silenzio; per lo meno sarebbe riuscito a trovare una via per andarsene da quel luogo.

"Ci sono passata."
La giovane si era a malapena voltata verso di lui per un istante per poi tornare a guardare il soffitto senza quasi vederlo veramente. Sciocca bambina, credeva veramente di fargli paura in quel modo? Come se una minaccia del genere potesse in qualche modo scalfirlo.

"Sono più resistente di quello che sembra."
Non aveva particolarmente voglia di parlare, ma detestava non avere l'ultima parola in una discussione. La ragazza sembrò per un solo istante sogghignare e poi si voltò verso di lui puntando i suoi grandi occhi azzurri in quelli verdi del Dio; il suo sguardo era serio e non lasciava trasparire alcuna emozione così come la sua voce quando disse: "Puoi essere resistente quanto vuoi, ma tutti prima o poi si spezzano. Il mio consiglio è quello di piegarti prima se vuoi mantenere il senno."
Quegli occhi erano terribilmente penetranti, ma Loki non era uno sciocco, non si sarebbe lasciato soggiogare da nessuno benchè meno da un Titano pazzo o da una ragazzina al suo servizio: "Non ho chiesto alcun consiglio ed io non mi piegherò mai di fronte a nessuno quindi puoi anche piantarla con questa recita!"
La giovane non mosse un muscolo e semplicemente si riposizionò contro la parete senza degnare il Dio di uno sguardo. Loki si spostò dalla sua posizione e sbattè con la schiena contro la roccia più che altro per sfogare la sua frustrazione per quella faccenda: come poteva il grande figlio di Odino, il Dio degli Inganni, ritrovarsi rinchiuso in una cella da qualche parte nell'Universo? Scosse il capo irritato ed iniziò a riflettere su quello che avrebbe dovuto fare quando sentì un sussurro dalla cella affianco: "Sciocco."
Non era neanche certo di aver percepito bene quindi scosse la testa e lasciò perdere. Ben presto se ne sarebbe andato da quel luogo e avrebbe avuto la sua vendetta!

     


                     





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