FanFiction Haikyu | Bacio al cloro di Shasti_Kadar | FanFiction Zone

 

  Bacio al cloro

         

 

  

  

  

  

Bacio al cloro   (Letta 580 volte)

di Shasti_Kadar 

1 capitolo (conclusa) - 0 commenti - 0 seguaci - Per tutti

    

 

Sezione:

Anime e MangaHaikyu

Genere:

Non specificato

Annotazioni:

AU

Protagonisti:

Tendo Satori - Semi Eita

Coppie:

Tendo Satori/Semi Eita (Tipo di coppia «Yaoi»)

 

 

              

  


  

 Capitolo unico 

Fare il bagnino per Tendō Satori non è assolutamente piacevole, troppo caldo, troppe urla troppi dementi; poi arriva un nuovo collega e forse quel lavoro potrebbe diventare interessante.


  

Lavorare in piscina non è poi così divertente come molti possono pensare. Fare il bagnino è un po´ una rottura: troppe responsabilità, troppi bambini, troppa gente che ama fare come diavolo gli pare, incivili che sporcano, tipi che vogliono dimostrare di essere fighi ma che annegano appena non toccano più.

Questo era il punto di vista di Tendō Satori, un ragazzo che, appena uscito dal liceo, ebbe la felice idea di prendere il brevetto da bagnino e lavorare in piscina la sua ultima estate di libertà prima degli impegni universitari. Satori aveva bisogno di qualche quattrino per divertirsi o da mettere da parte per l´Università, e l´annuncio dei corsi per il brevetto necessario e il mestiere da bagnino lo allettarono subito.

"Potrebbe essere divertente" aveva pensato: acqua, sole, tuffi, una pacchia! Ma si pentì già a neanche una settimana di lavoro. E non poteva neanche rinunciare, quei soldi gli servivano e doveva comunque aspettare l´arrivo di un nuovo collega per affiancarlo (o sostituirlo se proprio non riusciva).

Furono già due settimane che fischiava contro i bagnanti idioti, bianco a causa dei chili di crema protettiva. Lavoro adattissimo per un tipo dalla pelle chiara che rischia di scottarsi stando all´ombra. 

Nonostante non sopportasse tanto quel lavoro, Tendō continuava a mostrarsi sempre allegro, o almeno ci provava. Tante volte nascondere l´irritazione risultava a lui impossibile, ma il suo carattere di scherno nei confronti di chiunque (persone conosciute e non) emergeva sempre. Tante volte usava le battute per dare qualche sgridata, anche se spesso il suo sarcasmo non veniva capito.

« Che gente idiota. » disse proprio in una di queste occasioni. Tendō sospirò pesantemente, era il suo terzo lunedì di lavoro, ancora solo nell´isolotto circolare in mezzo alla grande piscina. 

L´unica cosa bella era proprio la piscina: situata all’aria aperta, enorme e azzurra, piastrellata intorno con mattoncini color sabbia e crema; arrivava fino ai quattro metri intorno all´isolotto dove erano fissi i bagnini e dove da un certo orario si potevano fare i tuffi; c´era un percorso relax buono per la circolazione sanguigna, una zona per l´idromassaggio, la piscina per ricreare le onde, e due piscine per i piccoli, una esterna dalla principale enorme e una interna, delimitata da un corrimano, ma la cosa più bella era il paesaggio intorno, alte montagne e un lago che si affacciava proprio sotto di loro. Tendō apprezzava quella piscina inaugurata non più di tre anni prima, era un posto rilassante, era solo la gente ad essere il grave problema.

L´isolotto dove Tendō svolgeva il suo lavoro era collegato con il bordo piscina da un grazioso ponticello in legno e da lì il bagnino dai capelli rossi vide il suo capo avvicinarsi con cautela.

« Bene Tendō, finalmente non sarai più solo. Ti presento il tuo nuovo collega, Semi. Lavorerete in coppia per gran parte della giornata, potrete scambiarvi di turno solo negli orari più tranquilli, con meno gente. Buon lavoro. » e dopo tale fredda presentazione, il direttore si congedò.

Il nuovo arrivato fece un sorriso cordiale.

« Sono Semi Eita, piacere di conoscerti. »

« Tendō Satori per servirla. » il ragazzo dai capelli rossi fece un lieve inchino.

« Sarò il tuo senpai da oggi in poi! »

Il nuovo arrivato lo guardò in modo perplesso.

« Sì, in un certo senso... »

« Allora ragazzo, non so cosa ti abbiano detto, da buon senpai dovrei incoraggiarti in teoria, ma io preferisco mostrarti come sono davvero le cose: qua sono tutti idioti. »

Semi si guardò intorno, scrutando i vari bagnanti intorno a loro.

« Perché? Non mi sembrano male. »

« Sei appena arrivato, aspetta due ore e capirai! »

Girando per tutto l´isolotto e con fare teatrale, Tendō spiegò i tipi di persone e pericoli in cui si sarebbe imbattuto e come funzionava il lavoro. Semi ascoltava interessato e divertito dal modo in cui il suo nuovo collega gli stava raccontando quelle cose, estremamente esagerate. In cuor suo sperava che la situazione non fosse così drammatica come descritta dal ragazzo.

A fine giornata Semi Eita si rese conto che il suo collega era un tipo strano, ma non aveva assolutamente esagerato a parlare. Davvero certa gente era esasperante.

Tendō notò l´espressione esausta sul viso del ragazzo.

« Ed è solo lunedì, i primi due giorni della settimana sono i più tranquilli, poi è un crescendo di gente fino al picco del weekend. »

Satori non sapeva davvero come incoraggiare le persone, fu il pensiero di Semi, ma questo non lo avrebbe spaventato. Aveva bisogno di lavorare, aveva dei problemi familiari non indifferenti in quel periodo e non si sentiva di gravare troppo sulle spalle dei suoi genitori. Quello fu l´unico lavoro di cui Semi sembrava soddisfare i requisiti. In realtà già l´anno prima aveva preso il brevetto insieme a un suo amico, tanto per gioco, così quell´annuncio era caduto a fagiolo. Quando più piccolo vedeva i bagnini li trovava così fighi, non capiva quante rogne erano costretti a sopportare. Il neo-bagnino se ne tornò a casa deluso.

Il giorno dopo i due colleghi si rincontrarono all´orario di apertura.

« Non sei fuggito allora. » commentò Tendō, con un sorriso inquietante.

« Neanche tu lo hai fatto, nonostante ti lamenti tanto di questo lavoro. »

Il sorriso di Satori mutò prima in un´espressione di sorpresa, poi in un sorriso compiaciuto.

« Ho validi motivi per restare. »

« Lo stesso vale per me. »

Semi si allontanò per cambiarsi, mentre Tendō andò a sciogliere il cordone che chiudeva il passaggio del ponticello per l´isolotto di nuovo col sorriso sulle labbra, quel tipo sembrava interessante per il più veterano.

La giornata era caldissima e c´era molta gente già dal primo mattino, era una visione raccapricciante per Tendō. Lui e Semi facevano il giro dell´isolotto, uno opposto all´altro per sorvegliare meglio la zona e di tanto in tanto si scambiavano qualche parola, Satori si divertiva a commentare i costumi ed Eita gli dava spago molto spesso. Tendō inizialmente aveva pensato che il suo collega fosse un tipo serio, ma più passavano le ore insieme e più si rendeva conto che era piacevole parlare con lui.

Ora di pranzo, un momento di relativa pace in acqua e i due ragazzi si erano dati il cambio per spizzicare qualcosa. 

Satori fu il primo a mangiare e dopo neanche un quarto d´ora anche Eita tornò all´isolotto. Ancora non c´era molta gente e i due bagnini poterono permettersi di sedersi e rilassarsi un po´. Tendō si riempì nuovamente di crema solare, mentre Semi guardava con aria pensierosa alcuni bambini che giocavano. Il giorno prima Satori era stato troppo preso nel mostrare al suo neo-collega come lavorare e non si era soffermato molto su di lui, così approfittò di quel momento di pausa per osservarlo: anche la pelle di Eita era chiara, non quanto la sua, e Satori si chiese perché in tutte le piscine i bagnini erano abbronzati e dove lavorava lui capitavano tutti pallidi, non che la cosa gli dispiacesse, i tipi troppo abbronzati non gli erano mai piaciuti, anzi, la pelle di Eita gli dava un tocco di eleganza che non stonava affatto con la dolcezza dei tratti del suo viso, inoltre aveva gli occhi taglienti e castani, un corpo asciutto ma non troppo e infine la lunga osservazione di Satori si perse nei capelli del collega, spettinati e chiari, sicuramente tinti visto che le punte delle ciocche che gli contornavano il viso erano scure, anche quello rendeva particolare ed attraente quel ragazzo. Sì, Satori trovava attraente il suo nuovo collega, era proprio il tipo di ragazzo di cui si invaghiva facilmente; ma ovviamente la cosa doveva restare segreta, si conoscevano appena ed erano lì per lavorare. Il tuffo a bomba fuori orario di un adolescente pieno di sé gli fece capire che doveva restare con i piedi per terra e pensare solo a quel dannato lavoro.

Con i giorni Semi imparò i ritmi di quel nuovo lavoro, osservava spesso Tendō e ammirava il fatto che ormai capiva in anticipo quando qualcuno aveva intenzioni sbagliate e riusciva a fermarlo senza risultare pesante. Semi invece non riusciva ad essere così leggero, se ne rese conto soprattutto nel suo primo weekend, infatti gli capitò spesso che qualcuno lo mandasse a quel paese per averli ripresi, la gente era davvero troppo presuntuosa! Ogni volta Tendō gli dava una lieve pacca sulla schiena e lo rassicurava che andava tutto bene, purtroppo era una cosa normale quella ed era successo tante volte anche a lui. All´improvviso Tendō cercava di rassicurarlo? Era un po´ strano per Eita visto il primo giorno, ma non poteva negare di non esserne felice almeno un po’. Era un tipo strano quel suo collega dai capelli rossi, che sembrava un pupazzo di neve ogni volta che si spalmava la sua crema solare ad altissima protezione, ma era simpatico; a volte lo faceva spazientire con qualche battuta idiota o qualche cantilena, ma non si trovava affatto male, anzi era quasi una piacevole distrazione.

Il primo weekend della coppia fu estenuante, sia il sabato che la domenica avevano fatto il pieno e la piscina aveva più persone che acqua. Era difficile controllarli tutti e alle persone piaceva così tanto disobbedire: tuffi fuori orario e in posti non adatti, pallonate forti, schizzi: il caos.

«Odio il weekend. » brontolò Tendō dopo che Semi aveva usato l’ennesima volta il fischietto per fermare la gente che scavalcava il corrimano invece di fare il giro per uscire. Il fischietto di Eita lo stava lentamente mandando al manicomio ma non poteva chiedergli di non usarlo, visto che la gente era troppa e le loro voci a malapena sovrastavano quelle degli altri. Ma non era soltanto il fischietto o la gente maleducata o troppo stupida a infastidirlo. Da quando aveva iniziato a lavorare aveva fatto conoscenza con qualche bagnante abituale, tutti ragazzi con cui scambiava una battuta ogni tanto, ma nulla di più. Eita invece sembrava attrarre molto le ragazze, abituali e non, e la cosa, nonostante fosse normale, gli dava molto fastidio. Semi non sembrava dar loro molta corda, sorrideva con gentilezza, ringraziava per i complimenti ma rifiutava ogni offerta di caffè o ogni invito ad uscire con la scusa del lavoro o di faccende da fare a fine turno. Nessuna ragazza aveva avuto ancora l’onore di ricevere le attenzioni del bel bagnino Semi e la cosa insospettiva Tendō. Molte bellissime ragazze gli parlavano e lo invitavano fuori, beccandosi le peggio occhiate dei ragazzi che assistevano alle scene, perché allora Eita non accettava? Era fidanzato? Voleva tenere il lavoro separato dalla vita privata? Era scemo? Era interessato a qualcun’altro? Era gay? L’ultima opzione era quella in cui Satori sperava segretamente, ma il comportamento di Semi non lo tradiva e quindi capirci qualcosa era impossibile. 

Comunque vedere tutte quelle ochette che provavano a mettersi in mostra davanti al suo collega gli dava molto fastidio e non riusciva a non guardarle male ogni volta che si avvicinavano all’isolotto, risultando agli occhi dei bagnanti ancor più inquietante. Quei pochi amici che si era fatto in piscina avevano notato tali sguardi e lo prendevano in giro, dicendo che era geloso che Semi avesse tutte quelle attenzioni femminili e non lui, Satori rispondeva a tono, scherzando con loro e facendogliela bere, ovviamente nessuno di loro sapeva nulla della sua attrazione per Eita, ancor meno del suo orientamento sessuale; non avrebbe mai confessato qualcosa del genere a dei tipi conosciuti in piscina, a malapena era riuscito a dirlo al suo migliore amico. Invece Semi non aveva notato nessuno dei suddetti sguardi, troppo preso a rispondere alle corteggiatrici o a controllare la situazione in acqua. 


« Come ti sei trovato in questa prima settimana? » Era domenica sera e i due bagnini stavano ripulendo l’acqua dalle varie foglie cadute prima di andare via e Tendō interrogò Semi sulla sua prima settimana di lavoro.

« È stata più dura di quanto immaginassi, lo ammetto. Ma non così terribile come me l’hai descritta lunedì. »

Tendō alzò un sopracciglio e fece un ghigno, tolse le foglie dal suo retino, per poi usarlo per schizzare il suo collega.

« Ma se eri esasperato il più delle volte! »

Semi imprecò a quel gesto, si passò una mano tra i capelli appena bagnati da Tendō e sui vestiti, poi lanciò un’occhiataccia al collega, avvicinandoglisi.

« Ehi, non ti sarai mica arrabbiato! » Tendō fece qualche passo indietro vedendo Eita farsi sempre più vicino, ma quest’ultimo fu più rapido, lo affiancò, lo prese per le spalle e lo spinse in acqua. Quando Satori riemerse dall’acqua, notò il ghigno soddisfatto di Semi per la sua vendetta. Si trattenne dal mordersi un labbro, era maledettamente sexy in quel momento, poteva benissimo capire perché tutte quelle ragazze si accalcavano sotto l’isolotto per ammirarlo meglio.

« Così non vale! » si lagnò Tendō, nuotando verso il bordo.

« Potevo farmi male. » aggiunse, posando le braccia fuori dalla vasca, vicino a Eita.

« Figurati se tu ti fa… » ma Semi non fece in tempo a finire la frase, Satori era rapidamente saltato sul mattonato, lo aveva afferrato e spinto in acqua insieme a lui.

« Ma allora sei stronzo! »

Satori scoppiò a ridere.

« Non era una vendetta corretta la tua. » disse, continuando a ridere, Satori osservò il collega, aveva un’espressione imbronciata e le ciocche che solitamente erano ritte ai lati della testa, erano attaccate alle sue guance, gocciolanti. Era adorabile quella visione per il povero Tendō, ma non ebbe il tempo di osservarlo ulteriormente, che Semi cercò di spingerlo sotto l’acqua. Continuarono a scherzare in tal modo finché non arrivò il guardiano della piscina che gli urlò di smettere di fare i bambini, di finire i loro lavoro e andarsene. I due bagnini si ripresero dalle loro risate e prima di muoversi per uscire, Tendō istintivamente parlò.

« Ti va di prenderci qualcosa da bere insieme? » solo dopo Satori si rese conto di cosa avesse chiesto, di quante volte aveva sentito quella frase dalla bocca delle ragazze e della stessa identica risposta che dava Semi a ognuna di loro.

Eita spalancò appena la bocca per l’invito, ci pensò un attimo, poi sorrise.

« Va bene, cambiamoci e andiamo! »

Tendō restò sorpreso, non solo Semi aveva accettato l’invito, ma il sorriso che gli aveva concesso era diverso da quello che mostrava alle ragazze, era più caldo e sincero. Eita uscì per primo, mentre Satori era ancora immobile a chiedersi il perché di quel sì, forse perché ormai Eita lo considerava un buon collega, forse un amico addirittura, e poi e dove erano spariti gli impegni che aveva nominato quello stesso pomeriggio con una o più ragazze?

« Ti muovi o vuoi entrare in simbiosi col cloro? » la voce di Eita interruppe il flusso di pensieri di Satori, che uscì dalla piscina.

Dopo essersi cambiati, i due ragazzi andarono in un bar vicino alla piscina per un aperitivo. Chiacchierarono di un po’ di tutto, dei loro studi precedenti e di quelli futuri, dei motivi per cui avevano scelto quel lavoro, dei loro hobby e Tendō riuscì a scoprire che Semi era single, ma niente più sulla sua vita sentimentale. 

« Ho notato che fai spesso colpo sulle ragazze, perché non esci con qualcuna di loro, mi sembrano molto ben disposte nei tuoi confronti. » doveva indagare Satori e quell’uscita forse era la sua unica occasione. Aveva cercato di nascondere sia nella voce, che nell’espressione ogni nota di irritazione all’idea di lui con qualche prosperosa e sexy ragazza. Semi sospirò.

« Ho altri tipi di pensieri al momento. »

Aveva cercato di eludere la domanda, ma Satori non voleva arrendersi così.

« Che tipo? »

Eita girò lo sguardo, notevolmente in imbarazzo.

« Preferirei non parlarne ora, per favore. »

Satori sbuffò appena, doveva rimandare la sua indagine, non voleva forzarlo troppo.

Nuova settimana, nuove ore di lavoro. Solitamente Satori detestava alzarsi la mattina, vestirsi e affrontare una nuova banda di scalmanati in costume da bagno, eppure in quei giorni non era più così dispiaciuto. Era sempre faticoso e mentalmente stancante, ma la presenza del suo collega rendeva tutto un po’ più dolce. Non che Semi fosse un tipo dolce, mostrava gentilezza spesso, ma non era un cucciolo tenero o cose simili, soprattutto quelle occasioni che era di buon umore e rispondeva a tono alle provocazioni di Tendō, o nei giorni in cui era nervoso e diventava incredibilmente acido. In ogni occasione, in ogni modalità, Tendō restava sempre più affascinato da quel ragazzo, così diverso da lui per tanti aspetti ma con cui si incastrava alla perfezione. Semi lo calmava nei momenti di eccessiva esuberanza, smorzava la sua irritazione contro coloro che proprio non volevano saperne di rispettare le regole (e Satori faceva lo stesso con Eita), accettava i suoi scherzi. E poi quando si tuffava per rinfrescarsi era meraviglioso, il modo in cui si passava la mano tra i capelli per spostare le ciocche bagnate dal viso, la pelle bagnata ormai abituata ai raggi del sole… In quei momenti proprio non riusciva a non fissarlo con la bocca aperta, per questo motivo lui si tuffava subito dopo che Eita risaliva il ponticello, perché aveva davvero bisogno dell’acqua fredda della vasca per riprendersi. La presenza di un collega gli permetteva anche questo, quando era solo non aveva tempo per tuffarsi, doveva controllare i bambini e gli idioti, invece fu proprio Semi a proporgli un tuffo il secondo giorno di lavoro per rinfrescarsi dopo l’ennesimo lamento sul caldo di Tendō. Aveva più libertà, più compagnia, più distrazione ma molti più pensieri.

Il weekend tornò come un pugno nello stomaco di Tendō, anche durante la settimana c’erano state ragazze pronte a saltare addosso a Semi, ma la settimana era principalmente frequentata da ragazzini e genitori con figli, il sabato e la domenica i ragazzi, e soprattutto le ragazze, della stessa età dei due bagnini erano più numerosi, di conseguenza le più sfacciate si sfogavano in quei giorni. 

Il sabato pomeriggio capitò addirittura che un tipo, geloso delle attenzioni che il bagnino riceveva, volesse attaccar briga con Semi. Quest’ultimo rimase spiazzato dal comportamento del ragazzo e non sembrò riuscire a reagire, fortunatamente Tendō fu tempestivo, umiliando sottilmente il tipo, facendogli capire che non era colpa del collega se era un tipo triste e solo costretto a passare il suo tempo libero davanti a qualche porno. Alla risposta di Tendō il tizio prima ringhiò, poi se ne andò con la coda tra le gambe. I due non ebbero tempo di scambiarsi una parola che sentirono le urla di un bambino che non riusciva a tornare nell’acqua bassa, rischiando di affogare.

« Vado io. » sospirò Satori, tuffandosi tempestivamente in acqua. I due non ebbero modo di parlare dell´accaduto per tutto il resto del turno.

Tornò la tranquillità in piscina solo quando tutti furono fuori e lo stabilimento chiuse. I due bagnini avevano finito di sistemare tutto e Semi si era già vestito per andarsene. Tendō raggiunse lo spogliatoio poco prima che il collega lasciasse la stanza e Semi lo chiamò appena lo vide.

« Volevo ringraziarti per oggi, mi si è annebbiato il cervello e non sapevo come rispondere a quel tipo. »

« Tranquillo, era solo un povero frustato che doveva sfogare la propria idiozia solitaria su qualcuno. »

« Sì, ma tu sei stato pronto. Grazie. »

« Dovrai abituarti a situazioni simili. Ogni giorno qualcuno dal bordo piscina ti guarda male. »

« Perché? Ok, forse risulto un po’ antipatico quando riprendo qualcuno che si tuffa, ma è per il loro bene. »

« Non è assolutamente questo il motivo. »

Semi guardò confuso il collega. Satori fece un sospiro.

« Hai tutte le ragazze ai tuoi piedi qui, non puoi non essertene accorto. Di conseguenza molta gente ti invidia. »

« Ah, quello… » come la sera al bar, lo sguardo di Eita vagò altrove, sembrava che quell’argomento lo rendesse imbarazzato o nervoso. 

« Già quello. » il tono della voce di Satori si era inasprito, possibile che non se ne fosse accorto? Perché reagiva così quando ne parlavano? Semi sembrò accorgersi del cambio di tono del ragazzo.

« Dà fastidio anche a te? » gli occhi di Eita tornarono su quelli di Satori, incatenandoli.

« N-no, io… » lo sguardo di Eita era strano, non sapeva come descriverlo, ma aveva reso all’improvviso Satori insicuro come mai era stato. Questa volta fu Semi a sospirare.

« A me non interessa ciò che pensano quei cretini là fuori, e neanche quanto siano attratte da me tutte quelle ragazze. »

« Hai già qualcuno che ti interessa? » la domanda uscì spontanea dalle labbra di Tendō, senza controllo.

« Forse. »

« Che razza di risposta è forse? » Satori cercò di riprendere un po’ di razionalità dopo quella sua domanda fin troppo istintiva e solo in quel momento riuscì a staccare gli occhi da quelli incantevoli di Semi, notando come il viso del collega fosse rosso e non per via di qualche scottatura solare.

« Non lo so. So che c’è una persona con cui sto bene, anche se alle volte mi fa innervosire, o non la capisco… però ci sto bene e vorrei frequentarla anche fuori dal lavoro. »

« E questa persona lo sa? » Tendō cercò di non mostrare espressioni, cosa difficile per lui, ma era turbato già dal “forse” di Eita. Quest’ultimo alzò un sopracciglio, poi passo una mano sulla fronte, massaggiandola.

« Devo essere più diretto forse, ma non ci sono abituato. »

Satori piegò la testa di lato, confuso da quella frase apparentemente scollegata dal contesto, eppure lui spesso aveva questo tipo di uscite disconnesse.

« Satori, a me interessa solo quello che pensi tu. Sei tu il “pensiero che ho nella testa” »

Ci volle un po’ per elaborare le nuove informazioni e il riferimento alla discussione della settimana prima, soprattutto perché Eita continuò a parlare.

« Lo so che è strano, che ci conosciamo da poco, però questo tuo atteggiamento particolare mi attrae e…» Semi non ebbe il tempo di completare la spiegazione che Tendō si lanciò addosso a lui per abbracciarlo, sconvolgendo il povero Eita. Non riuscì a rispondergli a voce, non esistevano parole per esprimere come si sentiva in quel momento, così Satori optò per posare le sue labbra su quelle di Eita in un bacio al sapore di cloro. Sentirono il guardiano dire loro di sbrigarsi, così Tendō si cambiò rapidamente e i due uscirono dallo stabilimento.

« Volevi sapere cosa penso io? Bhè, io avrei affogato ogni ragazza che si avvicinava facendoti gli occhi dolci. »

Semi guardò il compagno, poi scoppiò a ridere.

« Non ti conveniva, avrei dovuto salvarle.»

Satori assottigliò lo sguardo, con fare pensoso.

« Ottima osservazione. »

Nei giorni successivi, Semi riuscì più facilmente a rifiutare le avance delle ragazze e tante volte fu lo stesso Tendō a scacciare le corteggiatrici.

« Mollate la presa, il ragazzo ha già la sua dama. » diceva loro Satori. Eita scoppiava a ridere ogni volta per l´ultima parola.

« Oh sì, una dama aggraziatissima. » scherzava Eita, sussurrandolo al compagno. Allora Satori faceva un inchino da damigella.

« Assolutamente. » rispondeva con voce eccessivamente addolcita.

Il rapporto tra i due bagnini si strinse sempre più con il passare dei caldi giorni e proseguì anche nelle stagioni più fredde, superando la paura di sparire una volta chiusa la piscina.

Ogni sera che passavano insieme, ogni bacio che si scambiavano e tutte le volte che facevano l´amore Tendō ringraziava di aver scelto quel dannato lavoro da bagnino che gli aveva dato una ricompensa superiore a tutti gli sforzi impiegati quell´estate.


     


                     





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