FanFiction Doraemon | Decisione di Monkey_D_Akiko | FanFiction Zone

 

  Decisione

         

 

  

  

  

  

Decisione   (Letta 369 volte)

di Monkey_D_Akiko 

1 capitolo (conclusa) - 0 commenti - 0 seguaci - Per tutti

    

 

Sezione:

Anime e MangaDoraemon

Genere:

Non specificato

Annotazioni:

What If

Protagonisti:

Nobita - Doraemon

Coppie:

Non indicate

 

 

              

  


  

 Decisione 

E se un giorno Nobita, stanco dei continui rimproveri e delle burla, decidesse di diventare un bravo studente? Sarà capace di migliorare con le sue sole forze? E cosa accaddrà al suo amico Doraemon?


  


Nobita dormiva tranquillamente sul banco di scuola quando all’improvviso la voce infuriata del maestro lo svegliò di soprassalto.
“Nobita!!! È mai possibile che tu dorma sempre, razza di pigrone?!”
“Mi scusi signor maestro …” si scusò a capo chino ma servì a poco
“Se tu ti impegnassi nello studio come ti impegni nell’oziare otterresti voti decisamente migliori! Guarda hai preso un altro zero nell’ultimo compito! Sei un ragazzo intelligente vedi di mettere la testa apposto e non sul cuscino!” lo sgridò severamente
In quel momento suonò la campanella e le lezioni finirono. All’uscita Nobita teneva la testa bassa e non proferiva parola, non era la prima volta che sentiva una ramanzina del genere ma si sentiva davvero male.
“Ehi Nobita, sarà stata la milionesima volta che il maestro ti sgrida, sei un povero citrullo ahahah!” lo scherza Suneo
“Ahahah è vero! Neanche con l’aiuto di Doraemon sei cambiato. Rassegnati sei un vero fallito!” lo prese in giro Gian
A quelle parole Nobita si arrabbiò tantissimo, non aveva mai provato un’emozione del genere, voleva solo tappare la bocca a quegli insolenti
“Ah sì? Beh vi sbagliate di grosso e ve lo dimostrerò!” li sfidò sicuro di sé
Gian e Suneo si sbellicarono dalle risate
“Certo certo come no!”
“Tanto domani ti vedremo di nuovo dormire durante le lezioni, ma che dico domani, già questo pomeriggio sarai in giro a bighellonare ahahahh” disse Suneo
“Staremo a vedere! E sapete che vi dico? Non voglio più essere vostro amico, sono stanco delle vostre prepotenze, addio!” detto questo Nobita scappò a casa.

***

“Ed ecco cos’è successo” Nobita raccontò tutto al suo amico Doraemon
“Mmh questa volta hanno davvero esagerato. Cosa vuoi fare adesso?” Doraemon era un po’ sorpreso dal comportamento di Nobita, non aveva piagnucolato come al solito, sembrava deciso
“Ho preso la mia decisione: diventerò un bravo studente! Cambierò le mie brutte abitudini, sono stanco delle persone che mi deridono e mi credono una delusione; farò vedere a tutti di che pasta sono fatto!” esclamò stringendo un pugno
“Forza Nobita, sono con te!” lo incitò Doraemon indossando una fascia in fronte e sventolando ventagli bianchi
“Per prima cosa andrò a parlare con la mamma e le dirò del brutto voto, poi inizierò a fare i compiti e a studiare!” detto questo scese in salotto con la verifica in mano
“Mamma devo parlarti di una cosa importante”
“Lo sai che sono impegnata perciò sbrigati” disse la madre
“Ho preso un altro zero nell’ultimo compito e oggi il maestro mi ha rimproverato perché dormivo durante la lezione” confessò con sguardo sicuro
“COSA HAI FATTO?!” gridò furiosa la donna
“Lo so hai tutte le ragioni per essere arrabbiata ma ti prometto che non capiterà mai più! Voglio mettermi d’impegno e riscattarmi. Vedrai ti renderò fiera di me!” le promise
“Nobita ormai ti sento ripetere queste parole da anni – fece una pausa sedendosi su un cuscino incitando il figlio a seguirla – Sono felice che tu adesso sia deciso ma le parole non valgono come i fatti. Devi dimostrare tanta buona volontà per avere dei risultati, se ti impegnerai a fondo e continuamente ce la farai. Ora forza vai a studiare!”
“Signorsì!”
Le parole della madre gli avevano infuso nuova grinta, ora era pronto ad affrontare i compiti. Seduto alla scrivania aveva iniziato a fare gli esercizi di matematica per il giorno dopo, ma erano veramente complicati.
“Oh no Doraemon, non ci capisco niente! E adesso che faccio?” chiese sconsolato
“Su Nobita, hai detto che ce l’avresti messa tutta!”
“Lo so ma se non riesco a capire niente è impossibile … Non hai qualche consiglio da darmi? Però non vorrei i tuoi ciuschi, voglio farcela senza”
“È lodevole da parte tua, fammi pensare … Ho trovato! Potresti chiedere a qualcuno di spiegarti gli esercizi!” propose il gatto spaziale
“È un’ottima idea Doraemon! E so anche da chi potrei andare ahahah” esclamò felice.
Scese le scale di corsa con la cartella sulle spalle, mise le scarpe e corse in strada. Lungo il suo percorso però trovò i suoi ex amici
“Ehi Gian guarda, alla fine avevamo ragione, è fuori a giocare!” disse Suneo allargando le braccia e scuotendo la testa
“Cosa potevamo aspettarci da uno come lui, ehi Nobita visto che ci sei vieni al campo, potresti fare il raccattapalle”
“Non ci penso nemmeno, non sono più vostro amico, e per la cronaca sto andando a studiare!” con queste parole li superò e continuò il suo tragitto.
Si fermò davanti alla casa del maestro e suonò il campanello sperando nel suo aiuto.
“Sì chi è? Oh Nobita cosa ci fai qui?” chiese il maestro sorpreso
“Salve signor maestro, scusi se la disturbo ma avrei bisogno del suo aiuto”
“Del mio aiuto? Cosa è successo?”
“Vede stavo facendo i compiti che ci ha dato di matematica ma non riesco a capire gli esercizi, me li potrebbe rispiegare per favore?”
Il maestro non credeva alle sue orecchie, iniziò a piangere commosso e fece accomodare Nobita in casa.
“Oh quanto sono felice! Finalmente vedo che ti impegni, su avanti vieni ti aiuterò più che volentieri!” e così iniziarono a fare i compiti.
Anche se con alcune difficoltà Nobita iniziava a capire grazie alla pazienza del suo maestro. Finito il lavoro tornò a casa soddisfatto.
“Sono tornato!”
“Dove sei stato?! Non volevi impegnarti e studiare?”
“Infatti è quello che ho fatto, guarda ho finito matematica! Sono andato a chiedere al maestro se poteva aiutarmi visto che da solo non ci riuscivo – mostrò alla madre il quaderno con i compiti svolti – ora vado di sopra a studiare, chiamami quando è pronta la cena!” il ragazzo era molto felice, si sentiva fiero di se stesso.
Il giorno dopo Nobita arrivò puntuale a scuola, seguì con attenzione tutte le lezioni e se non capiva qualcosa alzava subito la mano per chiedere spiegazioni. Per una settimana continuò così e i risultati si fecero presto vedere: nell’ultima verifica prese 70.
I suoi genitori e Doraemon erano orgogliosi di lui e festeggiarono con una bella cenetta.
Nobita continuò a migliorare diventando uno dei più bravi della classe. Ora studiava spesso con Shizuka e Dekisugi e la ragazza lo ammirava sempre di più; intanto Suneo e Gian erano diventati gelosi di lui e sentivano anche la sua mancanza.
Nobita era diventato proprio un bravo bambino e aveva deciso che da grande avrebbe fatto il maestro per aiutare tanti bambini in difficoltà come lo era stato lui.
Niente sembrava andare storto ora.
Un giorno appena tornato a casa salì in camera per raccontare all’amico Doraemon la sua giornata ma non lo trovò così chiese alla madre ma anche lei non sapeva niente. Preoccupato lo cercò ovunque in città senza sosta ma Doraemon sembrava sparito nel nulla.
Rientrò in camera quando ormai era già buio e lì lo trovò. Doraemon stava entrando nel cassetto della scrivania.
“Doraemon! Ma dove eri finito? Ti ho cercato ovunque, ero preoccupatissimo!”
“Oh Nobita …” il gatto sembrava triste
“Cosa c’è, qualcosa non va?” chiese preoccupato
“Vedi Nobita, me ne sto andando” ammise
“COOOSA?!”
“Tu non hai più bisogno di me, hai raggiunto il tuo obbiettivo e sei felice. La mia missione è finita quindi posso tornare nel XXII secolo”
“NO NON PUOI ANDARTENE! – Nobita era disperato e iniziò a piangere – Io ho ancora bisogno di te! Sei il mio migliore amico, un fratello, senza di te come farò ad andare avanti? È grazie al tuo sostegno e al tuo aiuto che sono diventato ciò che sono adesso. Come farò se non posso vederti quando mi sveglio, quando torno a casa e tu mi chiedi felice come è andata la giornata, quando mi dai consigli per come conquistare Shizuka, insomma mi spieghi come potrei fare?! Non capisci che senza di te sono perso? Non andartene ti prego!” Nobita strinse forte l’amico
“Nobita io vorrei restare ma quelle poche volte che ti ho prestato i miei ciuschi da quando sei cambiato abbiamo creato solo problemi e sei stato sempre tu a risolverli con le tue sole forze. Io sono diventato inutile, anzi un peso per te e non voglio perché tu devi riuscire a realizzare tutti i tuoi sogni! Non sono sicuro che restare con te sarebbe la decisione giusta” anche Doraemon piangeva
“Allora decido io e decido che resti! – esclamò Nobita – Ti sbagli per me non sei affatto un peso! Quando ero un lazzarone imbranato e ti mettevo nei guai tu non mi hai mai abbandonato perché siamo amici, ora di certo non sarò io ad abbandonarti perché credi a delle sciocchezze! Doraemon rispondi: io sono tuo amico?”
A quelle parole Doraemon pianse più forte
“No Nobita, tu sei il mio migliore amico!”
“Allora resta, gli amici non si lasciano mai!”
“Grazie Nobita! Ti voglio bene e non ti lascerò!” pianse di gioia, finalmente aveva rinunciato ad andarsene, aveva capito che era una stupidaggine
“Anche io Doraemon!” Nobita era al settimo cielo per non aver perso il suo migliore amico.
Quella notte dormirono l’uno affianco all’altro perché gli amici non si separano mai.

     


                     





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