FanFiction Naruto | Carry on, Shinichi di MissMeiko | FanFiction Zone

 

  Carry on, Shinichi

         

 

  

  

  

  

Carry on, Shinichi   (Letta 461 volte)

di MissMeiko 

2 capitoli (in corso) - 0 commenti - 0 seguaci - Per tutti

    

 

Sezione:

Anime e MangaNaruto

Genere:

Avventura - Mistero

Annotazioni:

Nessuna

Protagonisti:

Un po' tutti

Coppie:

Non indicate

 

 

              

  


  

 Shinichi Kasuge 

Shinichi Kasuge sta per affrontare l'esame di selezione dei Chunin. In squadra con lui ci sono Madoka Kurosawa e Yasu Moori. Il suo modello di shinobi è Sasuke Uchiha ma, essendo di umili origini, dovrà lavorare molto per ripercorrere le sue orme.


  

1.

Shinichi Kasuge



I personaggi non originali di questa storia non mi appartengono. I relativi diritti sono di proprietà di Masashi Kishimoto.


Sasuke Uchiha stava insegnando a Boruto Uzumaki a usare gli shuriken. Il ragazzino non era certo un campione nel padroneggiarli e questo potevi capirlo dalla posizione sgraziata degli arti e dal numero di volte in cui il colpo mancava il segno. Che poi Boruto avesse delle potenzialità, be’, era da dimostrare.

Shinichi Kasuge non poteva fare a meno di pensarlo mentre, nascosto dietro il cespuglio più folto, osservava la scena con una punta d’invidia. Troppo facile per quel Boruto farsi bello davanti alle telecamere e vantarsi di avere preso parte alla battaglia contro Momoshiki e Kinshiki Otsutsuk. A difenderlo c’era stato suo padre Naruto, insieme al grande Sasuke e agli altri quattro kage. Chiunque ne sarebbe uscito indenne al suo posto.

Se anche lui fosse stato figlio di un uomo importante, non necessariamente al pari dell’hokage, ma comunque una persona influente all’interno del villaggio, si sarebbe potuto permettere di avvicinarsi all’Uchiha. Invece portava un nome anonimo che non aveva mai significato nulla nella storia della Foglia.

Mai nessun Kasuge figurava come shinobi, politico o artista. I Kasuge, da quanto poteva risultare, non avevano mai contato niente al Villaggio della Foglia. Si erano sempre guadagnati da vivere lavorando la terra degli altri, ma nessuno spiccava per doti combattive o capacità intellettive.

Adesso però aveva l’occasione per riscattarsi. Gli esami di selezione dei Chunin erano stati ripristinati in seguito all’attacco di Momoshiki e Kinshiki e questo per Shinichi significava una seconda chance. Avrebbe dimostrato a tutti che anche lui, pur senza un padre famoso e pur non appartenendo a un clan facoltoso, valeva qualcosa.

«Proprio che dobbiamo cercarti in capo alle Cinque Terre, Shin?».

E ti pareva che quella curiosona di Madoka Kurosawa non sarebbe arrivata fin lì a rompergli le uova nel paniere! Con quell’aria sempre saccente poi, come se dovesse spiegarti il mondo.

«Si può sapere cos…».

«Sssst!» gli fece quello, mettendola a tacere con una mano sulla bocca appena la ragazza gli fu vicino. «Sta’ un po’ zitta e guarda» le sussurrò a fior di labbra, invitandola a osservare la scena oltre il cespuglio di fronte a loro. “Magari impari qualcosa anche tu” avrebbe voluto aggiungere.

Boruto boccheggiava per lo sforzo, non sarebbe riuscito nemmeno a sollevarlo un altro shuriken. Sasuke si sistemò il bavero del mantello e, senza guardare il ragazzo ormai sfinito ai suoi piedi, si voltò per allontanarsi in direzione del villaggio. Giunto a due passi dal cespuglio dove si trovavano Shinichi e Madoka, si fermò. I due sussultarono. «Sarò qui domani alla stessa ora» disse rivolto a Boruto, senza voltarsi. Poi ripartì. «E voi due, non avete niente di meglio da fare che spiare gli allenamenti altrui?» concluse superando il cespuglio.

«Sei impazzito, Shin?» strillò Madoka mettendosi entrambe le mani al petto, appena Sasuke sparì. «Lo sai chi è quello, vero?».

«È il motivo per cui sono qui, sapientona. Se non posso essere suo allievo, niente mi impedisce di apprendere la teoria direttamente da lui».

«Si è rifiutato di farti da maestro?».

«Figurati se mi avvicino! Sai bene chi sono».

«Per me esageri con questa storia della condizione sociale, te lo ripete spesso anche Yasu. Chiediglielo e vedi cosa ti risponde».

«Ehi, tu, cos’è che gli stai mettendo in testa?» domandò Boruto che, fino a quel momento, li aveva sentiti da poco lontano. «Guarda che non è mica semplice essere preso da lui».

«Come fai a dirlo, visto che a te non tocca fare sforzi per ottenere ciò che vuoi?» non esitò a provocarlo Shinichi.

Boruto intuì dove il ragazzo voleva andare a parare. Arricciò il naso mentre gli occhi gli divennero due fessure. «Cosa ne sai tu di quello che è facile per me? Tu non sei me».

«E nemmeno mi andrebbe di esserlo, se ci tieni a saperlo» gli fece eco l’altro con una smorfia di disgusto.

«Dai, Shin, non essere sciocco. È pur sempre il figlio dell’hokage e comunque non lo conosci davvero per giudicarlo. Il sole sta tramontando e dovremmo tornarcene al villaggio, sia Yasu che Seiji sensei ti staranno ancora cercando».

Shinichi sospirò. «Ascoltami bene, Boruto Uzumaki», disse rivolgendosi al ragazzo con occhi fiammeggianti «spero di affrontarti in duello durante gli esami di selezione dei Chunin. Ti batterò e sarà il mio modo di dimostrare a tutti che anche un Kasuge può essere qualcuno».

L’altro sostenne il suo sguardo. Non era il tipo da rifiutare una sfida.


***


«Sono tornato!» urlò Shinichi appena fu sulla soglia di casa.

«Si può sapere dove sei stato?» gli chiese sua madre Kyoko in tono di rimprovero. «Circa un’ora fa è passato di qui un certo Seiji a cercarti. A occhio mi sembrava un ninja. Si può sapere cosa stai combinando, Shinichi? Non ti sarai messo a frequentare ancora i ninja del villaggio, spero!».

Quel Seiji sensei aveva rischiato di mandare a monte il suo piano, accidenti a lui! Come gli era saltato in mente di andarlo a cercare fin dentro casa sua? Ci aveva messo tanto impegno in tutti quegli anni per nascondere ai suoi che frequentava l’Accademia ninja.

Cosa c’era poi da essere contrari, Shinichi non era mai riuscito a capirlo. Ogni volta che aveva tentato di strappar loro una spiegazione, ecco che sul momento diventavano due belve inferocite. Ed erano capacissimi di stabilire uno sciopero del silenzio per giorni interi.

Certo, i suoi genitori avevano superato la mezza età, ma questo non giustificava il loro atteggiamento. Shinichi conosceva anziani molto meno refrattari verso i ninja. Anzi alcuni, se ancora avessero potuto, si sarebbero allenati in Accademia insieme a lui e ai suoi compagni.

Di sicuro c’era sotto una motivazione molto forte, non era un fattore mentale. Lui però non poteva rischiare di invecchiare senza lottare per realizzarsi e, visto che i suoi non erano stati capaci di dargli una spiegazione logica, aveva il diritto di sentirsi libero di frequentare l’Accademia. Anche senza il loro permesso.

Ricordava sempre con orgoglio il giorno in cui si era offerto volontario per consegnare la documentazione necessaria. «Oggi papà è al lavoro dagli Hyuga e tu hai tante di quelle faccende da sbrigare! Passo io a scuola per consegnare i moduli, mamma, non ti preoccupare» aveva detto, deciso. Solo che lui era andato a iscriversi all’Accademia ninja.

«Certo che no, mamma, come ti salta in mente!» le rispose, fingendosi offeso. «Quel Seiji lo conosco perché una volta mi aveva aiutato a sbrigare delle commissioni al mercato e, dato che non riesco più a trovare il mio portafogli, forse era passato di qui per restituirmelo. L’avrò perso lì e lui si sarà ricordato che è il mio».

«E perché non lo ha consegnato a me?».

«Ma lo sai come sono questi ninja, no? Hanno le loro filosofie, i loro princìpi, di sicuro c’è una qualche arcana motivazione per cui sono tenuti a restituire le cose direttamente nelle mani del proprietario».

«Tu sai troppe cose su questi ninja, Shinichi».

«Macché! Adesso scappo in camera, ho dei compiti arretrati da finire».

Ed era vero. Aveva una lunga lista di mosse di difesa da memorizzare per la verifica del giorno dopo.

     


                     





E' possibile inserire un nuovo commento solo dopo aver effettuato il Login al sito.