FanFiction Haikyu | Frammenti di Neko_Hana | FanFiction Zone

 

  Frammenti

         

 

  

  

  

  

Frammenti   (Letta 479 volte)

di Neko_Hana 

2 capitoli (in corso) - 0 commenti - 0 seguaci - Vietata ai minori di 16 anni

    

 

Sezione:

Anime e MangaHaikyu

Genere:

Fluff - Romantico

Annotazioni:

Nessuna

Protagonisti:

Kageyama Tobio - Hinata Shouyou

Coppie:

Kageyama Tobio/Hinata Shouyou (Tipo di coppia «Yaoi»)

 

 

              

  


  

 Confessione 

Raccolta di oneshot collegate tra loro. Principalmente KageHina.***“Ti odio!” uscì dalle labbra dell’alzatore. “Tu mi hai rovinato la vita,” continuò con la voce che tremava. Non trattenne le lacrime, che scorrendo sul viso diedero un’immagine di sé che g...


  

“Hinata-kun non dovresti farlo,” lo ammonì Sugawara per l’ennesima volta, quando lo vide portarsi nuovamente un dito alle labbra per mordicchiarne l’unghia.
Hinata sollevò la testa, guardando il ragazzo più grande con aria interrogativa.
“Dovresti tenere maggiormente alle tue mani,” riprese Sugawara, afferrandogli il polso e constatando il pessimo stato in cui versavano le sue unghie. “Per un giocatore sono molto importanti e…” fermò sul nascere il rimprovero, notando l’imbarazzo che gli tingeva il viso. Sorrise intenerito, prendendogli la mano. “Vieni con me.”
Lanciò una veloce occhiata verso Sawamura, intento a rimproverare Tanaka, sorridendogli prima di trascinare Hinata con sé, ignaro di due profondi occhi blu che puntavano proprio dritti sulla sua schiena.



***



Kageyama, per l’ennesima volta, lanciò un’occhiata alla porta di legno scuro che portava agli spogliatoi. La speranza che si spalancasse rimase vana perché, come le volte precedenti, non avvenne proprio nulla.
Imprecò di frustrazione.
Il rimprovero dell’allenatore, per la sua mancata concentrazione, lo riportò al presente, giusto il tempo di effettuare alcune alzate per i compagni di squadra. La sua attenzione ritornò poi prepotentemente alla porta o meglio a quello che si trovava all’interno della stanza.
Non era stupido e non gli era sfuggito lo sguardo che Sugawara aveva rivolto ad Hinata, così come non gli era sfuggito l’imbarazzo che aveva imporporato le guance del ragazzo più piccolo. Si decise ad ignorare quella situazione, dedicandosi al servizio. Ma la palla, schiacciata con estrema violenza, finì contro la rete.
Imprecò mentalmente, seguendo il percorso della palla che rotolò sino ai piedi del coach Ukai, all’estremità del campo da gioco. Questi si chinò a raccoglierla, rivolgendogli uno sguardo di rimprovero.
Kageyama si allontanò, avvicinandosi alla cesta dei palloni, afferrandone uno e maledicendo Hinata per aver catalizzato tutti i suoi pensieri. Si avvicinò alla sua metà campo con il capo chino, i nervi tesi e pronto ad incenerire chiunque si fosse messo sulla sua strada.
“Kageyama,” sopraggiunse la voce alterata del coach, costringendolo a voltarsi. “Vieni qui. Avvicinati,” continuò con tono duro, osservando il viso rabbuiato della matricola. “Vai a darti una rinfrescata e vedi di tornare solo quando sarai in grado di concentrarti sulla palla,” concluse, dandogli le spalle e avvicinandosi a Sawamura.
Entrambi puntarono gli occhi su di lui.
Kageyama si sentì umiliato da tutta quella situazione. Represse la voglia di urlare, mordendosi il labbro inferiore sino a farlo sanguinare.
Rimase fermo in quella posizione, stringendo con talmente tanta forza la palla da farsi male ai polpastrelli.
Yamaguchi si avvicinò, l’espressione preoccupata. “Tutto bene?”
L’alzatore non rispose, allontanandosi. Ignorando il commento acido di Tsukishima, si apprestò a lanciare la palla nella cesta prima di mettere piede negli spogliatoi e chiudersi la porta alle spalle. Vi si appoggiò contro sospirando, quando avvertì una voce a lui ben conosciuta: “Mi piace… Cosa devo fare?”
“Hinata…” non seppe dire se lo avesse solamente pensato o fosse realmente sfuggito dalla sua bocca. L’unica cosa certa era che le sue parole avevano aperto una voragine sotto i suoi piedi.

Ad Hinata piaceva qualcuno?

E questo non poteva certo essere il senpai, ma neppure lui visto che ultimamente non si degnava neanche di guardarlo.
Scosse il capo con forza a questo pensiero. Non avrebbe nemmeno dovuto sfiorargli la mente, eppure in quel momento non riusciva a pensare ad altro. Involontariamente associò Hinata ad ogni membro della squadra, ma questo non fece altro che fargli provare una strana sensazione. Un dolore mai provato prima che s’insinuò sotto pelle, serpeggiando sino al petto a stritolargli il cuore in una morsa, che lo fece battere talmente furiosamente che gli mancò il respiro.
Si allontanò dalla porta, avanzando a fatica e avvicinandosi agli armadietti, poggiando una mano su uno di questi.
Abbassò il capo, cercando di regolarizzare la respirazione, togliendo la mano e appoggiandovisi con la schiena. Ma nel fare questo urtò uno sportello aperto, facendolo sbattere contro la struttura in metallo e attirando l’attenzione degli altri due giocatori presenti nella stanza, che accorsero immediatamente.
Trovarono Kageyama seduto a terra, le ginocchia contro il petto e la testa tra queste.
Sugawara gli si inginocchiò davanti. “Kageyama.”
L’alzatore del primo anno non rispose.
“Kageyama-kun…” provò ancora, osando scuoterlo leggermente, ma anche questa volta non ottenne nessuna reazione. Sollevò quindi la testa. “Hinata-kun occupati di lui, io torno subito.”
Hinata annuì, seguendo l’uscita frettolosa del ragazzo più grande, prima di riportare l’attenzione sull’alzatore.
“Kageyama…” provò, prendendo il posto di Sugawara. Gli poggiò una mano sulla spalla, ma questa venne malamente allontanata.
Kageyama sollevò la testa, rivolgendogli uno sguardo furente velato di lacrime.
Hinata ne rimase sconvolto. Cadde sul pavimento e strisciando all’indietro, finì contro un cestino di plastica, rovesciandone il contenuto.
“Ti odio!” uscì dalle labbra dell’alzatore. “Tu mi hai rovinato la vita,” continuò con la voce che tremava. Non trattenne le lacrime, che scorrendo sul viso diedero un’immagine di sé che gelò il sangue nelle vene del ragazzo dai capelli arancioni. “Ti odio. Ti odio.”
Hinata aprì la bocca, senza che nulla ne uscì. Sgranò gli occhi, portandosi una mano sul viso, quando avvertì qualcosa inumidirgli la pelle. Si osservò poi i polpastrelli stranito.
Un singhiozzo lo scosse. “Perché?” riuscì a dire prima che i seguenti glielo impedirono.
“Perché mi piaci!” lo urlò.
Il ragazzo dai capelli arancioni sgranò gli occhi all’inverosimile, cercando i suoi. Avvertì quelle parole sulle labbra e prima che riuscisse a impedirlo queste avevano già sussurrato: “Anche tu mi piaci…”
Nessuno dei due avrebbe saputo dire chi si mosse per primo, semplicemente si trovarono a metà strada alla ricerca del calore dell’altro.



***



“Ti dico che…” mormorò Sugawara, aprendo la porta degli spogliatoi. Il resto della frase rimase lì, sospesa sulle labbra. Impiegò alcuni secondi per rendersi conto di quello che aveva davanti, ma si riprese giusto in tempo per richiudere la porta ed impedire all’altro giocatore di vedere cosa stesse accadendo.
“Che ti prende?” chiese Sawamura, guardandolo perplesso.
Sugawara sorrise. “Niente,” rispose, afferrandolo per un braccio e provando a trascinarlo via, ma il capitano oppose resistenza.
“Kageyama. Dobbiamo accertarci che stia bene,” mormorò, voltando il capo verso la porta. La preoccupazione ben evidente sul suo viso.
“Non mi preoccuperei per lui,” iniziò l’alzatore. “Direi che non potrebbe stare meglio,” concluse, tirandosi dietro un alquanto confuso Sawamura.

     


                     





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