FanFiction Romantico M/F | Tutto al contrario di unika | FanFiction Zone

 

  Tutto al contrario

         

 

  

  

  

  

Tutto al contrario   (Letta 1191 volte)

di unika 

24 capitoli (in corso) - 0 commenti - 0 seguaci - Vietata ai minori di 16 anni

    

 

Sezione:

Storie originaliRomantico M/F

Genere:

Romantico - Drammatico

Annotazioni:

Nessuna

Protagonisti:

Alexia Grace

Coppie:

Non indicate

 

 

                

  


  

 Capitolo 3 

La realtà era che non sapevo chi fosse, tutta colpa mia che avevo fatto sesso a quella festa con uno che non conoscevo neanche, di lui ricordo solo che aveva una garza sulla clavicola destra.Proprio come Kendall in quel periodo...


  

Capitolo 3

Quando sono andata dalla mia ginecologa ha confermato che ero incinta e mi ha anche detto che ero già al secondo mese quasi terzo.
Beh... ora sono effettivamente al terzo mese dato che sono già tre settimane che mi sono trasferita da Kendall. Quando gli ho detto che me ne sarei andata presto, tempo di racimolare i soldi necessari per un appartamento aveva rifiutato categoricamente dicendo che non potevo assolutamente e che avevo bisogno di qualcuno che si prendesse cura di me in questi mesi.
Queen non appena glie lo dissi mi abbracciò forte e si propose subito di passarmi i compiti dato che avevo deciso di finire l'anno scolastico a casa tramite computer.
L'argomento padre del bambino era un Tabù assoluto.
La realtà era che non sapevo chi fosse, tutta colpa mia che avevo fatto sesso a quella festa con uno che non conoscevo neanche, di lui ricordo solo che aveva una garza sulla clavicola destra.
Proprio come Kendall in quel periodo...
-oh no!- esclamai sgranando gli occhi terrorizzata.
-tutto bene Alexia?- chiese Kendall facendo capolino dalla cucina verso la sala dove mi trovavo io.
Annuii energicamente con un sorriso tirato e mi alzai dal divano fiondandomi nella camera degli ospiti che era diventata mia.
-ho dimenticato di chiamare Queen per... i compiti di fisica!-

---

-di cosa mi dovevi parlare Alexia- mi chiese Queen porgendomi una tazza di te deteinato.
-credo di sapere chi sia il padre- mormorai con la tazza vicino alle labbra.
Queen per poco non si strozzò col suo te nel sentire le mie parole sorpresa.
-davvero?-
Annuii mestamente e iniziai a giocare con il cucchiaino nervosamente, nonostante lo zucchero non ci fosse più nel fondo della tazza.
-beh, chi è?- mi incitò con un sorriso incoraggiante poco prima di bere un altro sorso di tè.
-credo sia successo a quella festa a cui eravamo andate un po' di tempo fa e... credo sia di Kendall- dissi tutto d'un fiato.
Queen sputò il tè che aveva in bocca bagnando la rivista che aveva poggiato sul tavolo.
-il nostro Kendall?- chiese con la voce strozzata.
-quanti ne conosci?-
Si passò una mano sugli occhi e si appoggiò al tavolo.
-glie lo devi dire-
-ma che scherzi! Non posso- mi sentii subito colpevole.
-è il padre, già ti sta aiutando che non sa chi è il padre di quella creatura se lo sapesse ti starebbe vicino anche dopo che è nato-
-no, lui quest'anno è all'ultimo anno delle superiori, il prossimo anno deve andare nell'università che tanto ama così che il suo sogno di fotografo si concretizzi- spiegai subito sapendo che però lei non era affatto convinta.
-glie lo dirò... quando sarà il momento giusto- la rassicurai.
-...non posso costringerti a fare qualcosa che tu non ti senta, ma quella creatura- e mi indicò la pancia -un padre ce l'ha ed è giusto che ci viva insieme e venga amato da entrambi i genitori-
-ho detto che glie lo dirò... poi-
Trattenni un connato di vomito coprendomi la bocca con la mano e mi affrettai a correre in bagno.
Vomitai ripetutamente e quando finalmente stetti meglio mi appoggiai con la schiena contro il muro.
Queen mi portò un asciugamano e mi mise una mano su una spalla si sedette vicino a me rimanendo in silenzio.
-che razza di te era quello?- mormorai con la voce un po' rauca.
-il te di sempre, io l'ho sempre bevuto deteinato e non è la prima volta che lo bevi, perciò non incolparlo- si difese con un sorriso.
-ok, ma non sono io che non lo apprezzo è il bambino- sorrisi.
-che madre degenerata che sei, non è ancora nata quella povera creatura che già lo accusi di qualcosa-
Scossi il capo e mi misi una mano sulla pancia che iniziava a farsi notare.
-non è colpa sua, lui è solo il frutto di una notte di passione fra due persone un po' brille... non potrò mai incolparlo di esserci, siamo stati io e Kendall a sbagliare- mormorai con un peso sul cuore.
-e non sarebbe meglio se il padre lo sapesse?- riprovò Queen .
Scossi il capo e mi alzai in piedi chinandomi sul lavandino per togliermi quel gustaccio dalla bocca.
-io sognavo di essere una modella e non ho potuto continuare perché inconsapevole di essere incinta iniziavo già a mangiare a più non posso, Kendall ha il sogno di diventare fotografo professionista, se scoprisse che il bambino è suo... dovrebbe iniziare a giostrarsi tra il bambino, gli studi e magari anche un lavoro-
Restammo a guardare per un po' la televisione e a parlare del più e del meno.
Quando però arrivò la madre di Queen a casa dal lavoro capii essere veramente tardi. Controllai l'ora sul telefono e mi sorpresi nel apprendere che fossero le 19:45.
Il tempo era passato così in fretta che nessuna delle due se ne era accorta.
Indossando la giacca e recuperando la borsa mi affrettai ad uscire subito dopo ovviamente aver salutato la mia amica e sua madre.
Tempo di uscire dal palazzo che il mio telefono iniziò a squillare, iniziai a trafficare dentro la mia borsa e finalmente lo trovai. Era Kendall.
-ma dove sei? Sono quasi le 20:00 e non sei ancora tornata- chiese preoccupato non appena accettai la chiamata.
-sono appena uscita dal palazzo di Queen scusa, arrivo subito- gli risposi sentendomi in colpa per il non averlo avvertito; anche se io per prima non mi ero accorta dell'ora.
Incastrai il telefono fra la spalla e l'orecchio per aprire la macchina e salirci.
-hai già cenato?- mi chiese più calmo.
-no, tu?- domandai a mia volta.
-neanche, preparo qualcosa di veloce così quando arrivi è già pronta e mangiamo subito-
-ok, grazie. A dopo-
-a dopo-
Appoggiai il telefono sul sedile del passeggero e abbandonai la testa contro il poggia testa. Un casino dopo l'altro mi stavano seguendo.
Prima rimango incinta e ora mi rendo conto che il padre del mio bambino mi sta ospitando a casa sua.
Feci un respiro profondo, legai la cintura e partii.
-dai piccolo che andiamo a mangiare-

     


                       





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