FanFiction Jonne Aaron | Il Destino a Volte di VioEnkeli | FanFiction Zone

 

  Il Destino a Volte

         

 

  

  

  

  

Il Destino a Volte ●●●●● (Letta 255 volte)

di VioEnkeli 

6 capitoli (in corso) - 1 commento - 1 seguace - Vietata ai minori di 16 anni

    

 

Sezione:

Artisti musicaliJonne Aaron

Genere:

Romantico - Commedia

Annotazioni:

Lime

Protagonisti:

Jonne Aaron - Phoebe nuovo personaggio - Sir Christus

Coppie:

Jonne Aaron/Phoebe nuovo personaggio (Tipo di coppia «Het»)

 

 

              

  


  

 03 ~ Fuochi d’Artificio e Temporale.. che Notte! 

È meraviglioso guardarlo alzare le braccia al cielo, offrirsi alla pioggia, sentirlo ridere e urlare divertito. Vorrei che il tempo potesse fermarsi adesso...


  

«Bene, allora passo a prenderti diciamo.. alle 19 e 30?»
Mi sembra ancora assurda tutta questa situazione. Io, Jonne Aaron Liimatainen, eterno insicuro e ostinatamente chiuso in me stesso, sto dando appuntamento ad una ragazza appena conosciuta per questa sera. Pazzesco, assolutamente pazzesco.
«Okay, perfetto»
Quel sorriso, così tremendamente sincero, non mi da scampo. Ho davvero voglia di rivederla più tardi. Sento seriamente il desiderio di passare ancora del tempo con lei. «Allora a più tardi»

È stato un pomeriggio veramente insolito questo. Ho passato le poche ore dopo il pranzo a chiacchierare con lei come se ci conoscessimo da sempre. Abbiamo parlato di tante cose. Mi ha raccontato del suo amore per la mia terra, di quanto desiderasse venire qui e di quello che le piacerebbe vedere.
Non ci crederete, ma mi sono offerto di farle da guida. Io! Vi rendete conto??? Io, guida turistica; mai sentita una cosa del genere!
Le ho chiesto come mai avesse un nome tanto particolare per una ragazza italiana e lei mi ha spiegato che i suoi genitori sono fissati con la mitologia greca e che Febe, il nome da cui deriva il suo, era una dea, anzi una Titanide, associata alla luna. Inoltre Phoebe significa brillante, puro e luminoso; direi che i suoi genitori non hanno sbagliato a chiamarla così.
Come? Se siamo andati in barca? Sì, certo che l’ho portata in barca. È stato davvero rilassante e.. romantico, lo ammetto. Ma dai, siate un po’ obiettivi, come poteva non essere romantico? Avete presente il posto di cui stiamo parlando? La Finlandia è romantica, punto.

♪♪♪



Okay, è ufficiale, non riuscirò mai a togliermi questo pomeriggio dalla testa. E ho una paura tremenda di quello che mi aspetta questa sera. Insomma, se lui è riuscito a scavarsi una buca tanto profonda nel mio cuore in nemmeno un pomeriggio, cosa sarà in grado di fare in una intera serata??
Dai Phoebe, adesso calmati, devi ancora finire di sistemare le tue cose e andare a fare un po’ di spesa, dimentica il resto, almeno per qualche minuto.

•••



Eccomi arrivato. Lei sarà pronta? Probabilmente no, nessuna donna è mai pronta in orario. Oddio, io dovrei stare zitto, vista la mia abituale indole ritardataria, ma oggi, per la seconda volta, sono in perfetto orario; la cosa quasi mi spaventa.
«È permesso? Phoebe, ci sei?» meglio evitare imbarazzanti incontri.
«Ehi.. arrivo subito, solo un momento»
La sua voce è lontana, probabilmente è di sopra, in camera da letto.
«Eccomi. Scusa, stavo infilando le scarpe»
Ohi, sbaglio o fa caldo qui dentro? No, forse sono io a sentire caldo, troppo caldo. L’avete vista? Non è.. bellissima?
Lo so, avevo detto che non avrei fatto il cascamorto ed è esattamente quello che intendo fare; sarò bravo, promesso. Però non potete impedirmi di.. di.. No, okay, basta Jonne, rinsavisci!
«Tranquilla. Sei.. perfetta» Già, non ho resistito, ma era un complimento del tutto innocente, non potete condannarmi per questo. E rieccola che arrossisce; adoro quando lo fa.
«Grazie»
Sto sorridendo lo so, me lo sento, ma non posso proprio evitarlo, quel delizioso rossore sulle sue guance mi fa impazzire, è così dolce e.. vero.
«Allora.. pronta? Possiamo andare?»
«Sì, prendo la borsa e sono tutta tua»
Oh, si è bloccata di colpo, ma ormai la frase le è sfuggita. Un suono soffocato, un misto tra una risatina imbarazzata e un’imprecazione le è appena uscita dalle labbra.
«Scusa.. mi sono espressa male»
“Oh no, ti sei espressa anche troppo bene” «Non ti preoccupare, non hai detto niente di male» cerco di tranquillizzarla, non è il caso di metterla a disagio più di quanto non sia già.
«Eccomi, sono pronta»
Le è tornato il sorriso e io mi sento felice come una pasqua. Sì, è proprio pazzesco quello che questa ragazza mi sta facendo.

♪♪♪



Ma quanto sono idiota? Come ho potuto dire una cosa tanto stupida? “Prendo la borsa e sono tutta tua”. Stupida. Stupida. Stupida.
«Tutto bene?»
Oddio, ma guardatelo. È così dolce a preoccuparsi. No, lui non si approfitterebbe mai di una ragazza in modo tanto squallido. Non lo farebbe mai. Lui è dolce, sensibile e romantico. Non si lascerebbe mai tentare da una frase detta così, senza riflettere. Una frase detta assolutamente senza secondi fini. Non è possibile.
«Sì, tutto okay»
«Senti, ti avverto che alla festa ci sarà un mucchio di gente e che.. beh.. molta di quella gente mi conosce..»
No, non lo farebbe mai, è certo. «Non ti preoccupare, me la caverò»

♪♪♪



Lo so che te la caverai, non è questo a preoccuparmi. Quello che mi preoccupa è la mandria di pazzi scatenati che tenterà di sedurti. Non appena poseranno lo sguardo su di te, perché lo faranno senz’ombra di dubbio, capiranno che sei straniera e che sei fragile e innocente e io.. io farò una strage se allungheranno anche solo un dito su di te.
«Jonne? Qualcosa non va? Sei.. ti sei rabbuiato»
Cazzo, mi sono lasciato prendere un po’ troppo da questa storia. «No, tutto bene, stavo solo pensando a dove parcheggiare»
Spiegazione del tutto campata in aria, ma che altro potevo dirle? Non esiste che io sia geloso, assolutamente no, è impossibile. Lei.. lei non è che una possibile nuova amica. Che sia una possibile nuova amica molto attraente beh.. è solo un dettaglio.
«Bene, eccoci arrivati» scendo velocemente dalla macchina e faccio il giro per aprirle la portiera.
«Grazie»
È sbalordita e devo ammettere che lo sono anch’io. Non ho mai fatto una cosa del genere prima; è destabilizzante quello che questa ragazza sta scatenando in me.
«Vedrai, ti piacerà» Meglio non pensarci troppo, godiamoci la festa.

•••



Certo è strano guardarla muoversi in mezzo a tutta questa folla e non riuscire ad immaginarsela in nessun altro ambiente se non questo. Sembra fatta per stare qui, dico davvero.
La musica riempie l’aria, una band sta suonando canzoni di un gruppo anni ’80, mi domando se ci butteranno dentro qualcosa dei Queen.
Lei sembra essersi finalmente rilassata, ha un sorriso perenne stampato sul viso e molto spesso la noto cercarmi con lo sguardo quando non siamo vicini.
«Ehi.. vado a prendere qualcosa da bere. Cosa ti porto?»
«Una coca cola, grazie»
Le faccio l’occhiolino e mi allontano. Mi scoccia lasciarla da sola in mezzo a quella calca, ma non starò via molto. La cosa buona di essere Jonne Aaron è che, quando c’è un evento del genere, in un locale dove tutti, e dico tutti, mi conoscono, il più delle volte posso saltare le lunghe file di attesa per ordinare qualcosa da bere.
Tanto per chiarire, di solito non approfitto di questa cosa, non mi piace usare la mia popolarità in questo genere di situazioni, ma questa sera è una di quelle sere in cui penso proprio che lo farò.

«Ehi biondo, non mi aspettavo di trovarti qui»
Oh beh, questa poi, guarda un po’ chi c’è. «Ciao Kris»
Kristian Mikkonen, meglio noto ai più come Sir Christus, è alle mie spalle e mi sta osservando con il suo solito sguardo intenso e indagatore.
«Come va? È un secolo che non ci si vede»
Effettivamente non ha tutti i torti, è davvero tanto che io e il mio migliore amico non ci vediamo. Un tempo non passavano nemmeno un paio di giorni senza che ci trovassimo da qualche parte, anche solo per un caffè o una birra, ma ultimamente le cose sono molto cambiate.
Non riesco a far altro che fare spallucce annuendo. «Hai ragione, è da tanto che non ci vediamo, dovremo recuperare prima o poi»
Lui mi scruta attentamente. Sento i suoi occhi penetrarmi attraverso la pelle. Lo ha sempre fatto, fin da quando ci siamo conosciuti.
«Ehi.. ho pensato che ti servisse una mano per.. oh.. scusa, non avevo visto che..»
Oh no, ci siamo. Vedete come Kristian la sta guardando? E come, adesso, guarda me?? Avete notato quel sorrisetto diabolico che gli si è formato all’angolo della bocca? Prevedo guai.
«Potevi anche dirmelo che ti stavano aspettando, non ti avrei trattenuto»
Ma guardatelo, che faccia di bronzo.
«Piacere, io sono Kristian»
Certo che l’espressione di Phoebe è impagabile; a metà tra l’adorante e l’imbarazzato. Vi assicuro che non mi piace per niente.
«Piacere mio, io sono Phoebe»
«Phoebe» ripete lui, lanciandomi un’occhiata divertita. «È proprio un bel nome. Deriva dal greco, vero?»
E da quando lui si interessa di mitologia greca??? «Sì, era il nome di una Titanide, finiscila di farle il terzo grado»
Okay, mi rendo conto di essere stato un pochino brusco, ma la sta mettendo in imbarazzo e la cosa mi infastidisce non poco.
«Ehi, calma amico» mi pungola lui, sempre con quel sorrisetto perfido che mi fa saltare i nervi. «Tranquillo, non ho nessuna intenzione di rubarti la ragazza»
«Lei non è la mia ragazza!!!» sbotto senza riuscire a trattenermi.
«Noi.. ecco noi..» la sua voce, così bassa, mi fa rabbrividire. Sono scattato senza preoccuparmi della sua reazione, che stupido.
«Perdonami» le sussurro.
Lei mi sorride, un sorriso che riesce a tranquillizzarmi almeno un po’. «Non scusarti, non ce n’è motivo»
Kristian è ancora lì e ci sta fissando con attenzione. Mi chiedo cosa stia pensando di noi.
«Bene ragazzi, io ora vi saluto. Sono passato solo a fare un giro, devo assolutamente andare a casa adesso, domani devo accompagnare mia figlia all’allenamento di calcio. Le hanno cambiato l’allenatore» ci annuncia con l’aria di qualcuno a cui hanno appena pestato un piede.
«Che c’è di tanto tremendo in questo?»
Lui sbuffa sonoramente. «Da quanto ho capito è un ragazzo, capisci? Un ragazzo.. giovane!» lo guardo passarsi una mano tra i capelli, nervoso. «Non mi piace per niente che un tizio qualunque si metta ad allenare la squadra di mia figlia!»
Cerco di trattenere una risatina e noto che anche Phoebe lo sta facendo. «Beh, vedila così.. Camilla non è te, Sir Christus»
«Che vorresti dire???»
«Niente.. solo che, di certo, è molto più sveglia di quanto tu possa immaginare» dico candidamente, con l’espressione più angelica che mi riesca di fare. «Stai tranquillo Kris, è una brava ragazza, con la testa sulle spalle»
Lui mi lancia un’occhiataccia. «Lo so» sbotta. «Io mi fido di mia figlia, è di quel.. quel.. quel tipo che non mi fido per niente»
Non riesco a fare a meno di scuotere la testa, trattenendomi dall’alzare gli occhi al cielo; so che questo riuscirebbe a farlo imbestialire del tutto.
«Potrebbe non essere come credi, ci hai mai pensato?» La voce di Phoebe smorza per un attimo l’aria tesa che ci avvolge. «Forse non è così male, aspetta di conoscerlo. Concedigli il beneficio del dubbio almeno, potresti anche restarne sorpreso»
Kris la sta osservando dubbioso, il sopracciglio sollevato. «Mmmhh.. ci proverò» Non ci credo, ci è riuscita, lo ha fatto calmare.
«Bene, vi lascio davvero adesso. Divertitevi» ci saluta facendoci l’occhiolino, tipico di Kristian.
Phoebe lo sta ancora guardando con quello sguardo indecifrabile. «Ti.. ti piace?» Già, domanda infelice, me ne rendo conto, ma non sono proprio riuscito a trattenermi.
«Scusami?» mi chiede lei, portando lo sguardo su di me, totalmente sbalordito.
Mi sento un perfetto idiota. «Ho notato che.. sì insomma..» non riesco nemmeno a finire la frase che lei scoppia a ridere.
«È un bellissimo ragazzo, ma no, non mi piace in quel senso, se è questo che vuoi sapere»
Ecco e adesso? Che posso dire io? Insomma.. dovrò pur spiegarle il perché della mia domanda, no? Il problema è che non lo so nemmeno io perché me ne sono uscito in quel modo. L’unica cosa che so, al momento, è che mi sono sentito subito più leggero dopo la sua risposta.
No, basta, questa festa mi ha già stancato, forse non è stata una buona idea portarla qui.
«Senti.. ti va di tornare indietro? Potremmo.. fare una passeggiata»
Il sorriso che le ha illuminato il viso mi ha fatto saltare il cuore in gola. «Sì» ha risposto semplicemente, stringendosi al mio braccio, appoggiandomi la testa alla spalla. «Mi piace qui ma.. in realtà sono un po’ stanca»
«Okay, andiamo allora»

•••



La luce del sole, ancora così forte nonostante l’ora tarda, si riflette sui suoi capelli, trasformandoli in puro oro. Non posso fare a meno di osservare il suo profilo, gli occhi azzurri leggermente socchiusi per la luce, le labbra incorniciate da quel leggero accenno di baffi che tutti gli criticano e che, invece, io trovo gli stiano molto bene.
È davvero bellissimo, senza scherzi. Lo avevo già incontrato una volta, qualche anno fa, ma allora era ancora un ragazzino, portava i capelli lunghi e schiariti, non c’era nemmeno un accenno di barba sul suo viso e i suoi occhi erano accentuati dal nero della matita; adesso è cresciuto, è un uomo, i capelli sono più corti e naturali, arricciati sulle punte, la struttura del suo viso è ancora molto delicata anche se più mascolina e i suoi occhi sono del tutto privi di trucco, ma niente in lui è diverso dal ragazzo che ricordavo.
«Qualcosa non va?»
«No, niente»
Ora è lui ad osservarmi, probabilmente per tentare di capire il perché del mio silenzio. I suoi occhi che mi fissano sono come una lama incandescente pronta a bruciarmi. Spero che non si renda mai conto dell’effetto che ha su di me, non voglio che tutto questo possa distruggere questa.. amicizia? ..che sta nascendo tra noi.
«Hai visto il cielo? Sembra stia per arrivare un temporale con i fiocchi»
Al suono di quelle parole, alzo immediatamente lo sguardo. Ha ragione, nel cielo si stanno facendo avanti dei grossi nuvoloni neri carichi di pioggia. Sospiro.
«Ti piace la pioggia?» chiede lui, un sorriso nella voce.
«Amo i temporali» svelo senza troppi problemi. «Adoro l’odore della pioggia, il fragore dei tuoni, la luce accecante dei lampi»
Lo vedo sorridere. «Allora siamo in due. Anche io amo i temporali e.. beh.. tutto quello che hai detto tu»
Restiamo lì, in silenzio, ad osservare il temporale avanzare sempre più veloce, l’acqua del lago farsi sempre più scura con l’avanzare delle nubi nere, l’aria leggera diventare tanto fredda da pungere la pelle.
«È meglio tornare indietro, siamo lontani dalla casa, rischiamo di prenderci una bella lavata» gli sento dire. «In più io devo..»
«Resta» dico, senza riflettere. «Non è il caso che tu ti metta alla guida con questo tempo. Puoi ripartire domani mattina, se vuoi»
Lo vedo annuire. «Se può farti stare più tranquilla, resterò» Mi tende una mano, per aiutarmi ad alzarmi.
«Sì, preferisco non dover pensare a te, in macchina, in mezzo al temporale»
Il suo sorriso è così dolce da farmi tremare le gambe. «Credo che ci toccherà correre» ridacchia poi. «Ha già iniziato a piovere»
Io non resisto alla tentazione di spalancare le braccia e alzare il viso al cielo. «Che fretta c’è? Un po’ di pioggia non ha mai ucciso nessuno»
Inizio a girare su me stessa mentre la pioggia mi inzuppa i capelli e il vestito, poi mi sento afferrare una mano e lo vedo ridere.
Sembriamo tornati bambini mentre ci rincorriamo sotto la pioggia. È strano pensare a lui così, spensierato, giocoso, libero, completamente libero. È meraviglioso guardarlo alzare le braccia al cielo, offrirsi alla pioggia, sentirlo ridere e urlare divertito. Vorrei che il tempo potesse fermarsi adesso, ma il temporale sta diventando davvero troppo forte. «Adesso credo sia davvero meglio tornare!» urlo per farmi sentire da lui che annuisce prendendomi per mano.

•••



Devo assolutamente accendere il fuoco, siamo talmente fradici e congelati da rischiare una polmonite. Però era da tanto che non mi divertivo così e per questo devo ringraziare lei, la ragazza più divertente, dolce e bella che io abbia mai conosciuto.
«Vado a recuperare delle coperte e qualcosa per asciugarti» la sento dire mentre sale le scale.
«Okay, ma prima è meglio se ti cambi tu, non sei abituata a questo clima» le urlo di rimando.
«Non ti preoccupare per me» La sua voce, dietro le mie spalle, mi fa saltare il cuore in gola; non immaginavo fosse già tornata.
Si sta strofinando i capelli con un asciugamano candido, il vestitino a fiori bagnato ancora appiccicato al corpo.
Il calore del fuoco acceso sta già riscaldando l’ambiente, ma io mi scopro a battere i denti. Eppure giurerei che non sia per il freddo.
«Senti, ho fatto un po’ di spesa dopo che sei andato via, questo pomeriggio. Ti va un bicchiere di vino?»
Ottima idea, ne ho proprio bisogno. «Volentieri, grazie»
E così eccoci qui, a sorseggiare vino rosso davanti al caminetto acceso, con almeno un milione di candele sparse per la casa e un temporale con i controfiocchi a fare da cornice al tutto. Pazzesco.
«Vuoi toglierti i vestiti?» la sento chiedermi.
Il sorso di vino mi si blocca in gola facendomi tossire. «Come hai detto?»
«I jeans e la felpa» indica lei. «Ci metteranno un po’ ad asciugare, non puoi tenerli addosso, rischi di ammalarti»
Oh, alludeva a questo. Per un attimo avevo pensato che.. ma no, che vado a pensare? Smettila Jonne, ti stai rendendo ridicolo.
«Tieni, mettiti questo addosso» mi dice con un sorriso, passandomi un plaid blu.
«Grazie» rispondo, senza riuscire a fare altro. Sono consapevole di dovermi spogliare ma.. insomma.. lei è qui davanti a me e io..
«Vado a prendere dell’altro vino» dice all’improvviso, come se avesse intuito il problema.
Le sorrido, grato di quel gesto gentile e la guardo sparire in cucina.

♪♪♪



Devo smetterla di pensare a lui in questo modo. È solo un caso che lui sia qui, punto. Ma devo ammettere che l’atmosfera data dalle candele e dal caminetto, il temporale e.. lui completamente bagnato che beve vino al mio fianco.. santo cielo, è irresistibile. Meglio tornare di là e smetterla di.. Oh.Mio.Dio.
«Ehi.. ciao» La sua espressione è la più imbarazzata mai vista, ma al momento non è quello a lasciarmi pietrificata sulla soglia. È lui a non darmi scampo, lui e il suo corpo tonico, completamente in bella mostra. La sua pelle candida, ancora ricoperta da un sottile strato di pioggia, è splendida. Indossa solamente un paio di striminziti boxer neri e, vi giuro, sto facendo uno sforzo non indifferente per evitare di posare lo sguardo proprio lì, su quel suo perfetto lato B che sembra volermi ipnotizzare.

♪♪♪



Merda, merda, merda. Mi sono fatto beccare in mutande come un pivellino.
«Scusa, non volevo metterti in imbarazzo»
Sì, bravo, perché tu non sei imbarazzato, vero? Nooo.. vorrei solo sprofondare diciassettemila chilometri sotto terra.
«Non ti preoccupare, è tutto okay»
Beh, a questo punto, tanto vale mettersi questo stupido plaid attorno alla vita e basta. Però lei indossa ancora quell’abitino leggero con cui è venuta alla festa e non credo che si sia già asciugato.
«Hai la pelle d’oca. Forse dovresti cambiarti»
La vedo fare spallucce. «Sto bene» È pure testarda, proprio come me.
«Fai come credi, ma poi non lamentarti se ti prenderai un raffreddore eh» borbotto, come se dovesse importarmi della sua salute.
Il fatto è che mi importa, perché per quanto io voglia convincermi che lei sia solo una ragazza qualunque con cui mi piace passare del tempo, il mio corpo dice tutt’altro.
Lei mi piace, mi piace molto. È simpatica e dolce e intelligente, ma non è solo questo, lo ammetto. Insomma, sono pur sempre un uomo cavolo e anche voi dovete ammettere che non è facile ritrovarsi in una situazione del genere, con una bellissima donna accanto, e non provare un minimo di attrazione, di desiderio.

♪♪♪



Gesù.. devo assolutamente fare qualcosa per sbloccare questa situazione. Se ce ne restiamo qui così ancora per un minuto, so che mi renderò ridicola. Lui mi piace, maledizione. Non mi importa che sia un cantante famoso, potrebbe essere anche lo spazzacamino più sfigato del pianeta per quel che mi riguarda, ma mi piace e.. no, basta, è arrivato il momento di dargli la buona notte e andare a dormire. Sì, è esattamente questo che farò.
«Jonne io..» cavolo, non può guardarmi in quel modo però. «Io.. vado a letto. La stanza per gli ospiti è già pronta.. io..» vattene Phoebe, vattene. «.. buona notte. Dormi bene»
Brava, vai, sali le scale e chiuditi in camera da letto. Domani mattina il temporale sarà passato, lui tornerà a casa sua e tu potrai riprendere a respirare come una persona normale.
Oh andiamo, ma a chi voglio andarla a raccontare? Non riuscirò mai a dormire se prima non glielo dico.
«Jonne io.. oh.. sei qui» Non l’avevo nemmeno sentito salire le scale subito dietro di me.
«Cosa?» mi chiede, gli occhi puntati nei miei, il viso alla mia stessa altezza, la sua bocca tanto vicina da farmi sentire il suo respiro sulle labbra.
È un attimo, un solo brevissimo attimo di esitazione, poi le sue labbra incontrano le mie, già pronte a riceverle, affamate di quel bacio che entrambi avevamo desiderato fino a quel momento.
Dio le sue labbra, così morbide e calde, decise e dolci al tempo stesso. Se vi state chiedendo come bacia Jonne Aaron Liimatainen, la risposta è.. spaventosamente bene!
Le mie mani vagano sul suo viso, tra i suoi capelli ancora umidi fino al collo. Le sue braccia mi stringono in vita, i palmi delle sue mani aperti sulla mia schiena.
Non so quanto tempo sia passato da quando le nostre labbra si sono incollate le une alle altre, ma non mi importa. Il suo sapore è dolce e amaro al tempo stesso, probabilmente anche a causa del vino rosso che abbiamo bevuto prima, un mix di frutti e nicotina, ma mi piace, è il suo sapore ed è meraviglioso.
«Phoebe» lo sento mormorare, le labbra che accarezzano ancora le mie prima di riprendere a baciarmi.
È tutto così inebriante da spaventarmi. «Aspetta» ansimo, scostandolo solo un po’ da me, la fronte appoggiata alla sua, il respiro corto. «Aspetta.. non.. dobbiamo.. non..»
Lo vedo annuire, lo sguardo fisso sulla mia bocca. «È vero, hai ragione, non dobbiamo, non devo» sussurra lui, il respiro affannato quanto il mio. «Scusa.. non avrei.. non..»
Al diavolo, non gli permetterò di sentirsi in colpa per qualcosa che ho desiderato anch’io.

♪♪♪



Le sue labbra spazzano via le mie ultime parole e io non riesco a resisterle. Non posso farlo, la desidero troppo. Tutto di me la vuole, adesso, qui e credo che anche lei mi voglia, il suo corpo è bollente e.. assolutamente irresistibile.
«Jonne» sussurra mentre le bacio il collo. Il mio nome, detto con quel tono così carico di desiderio, è come una scossa elettrica che mi spinge a prenderla tra le braccia e portarla di sopra, in camera da letto. Solo adesso mi rendo conto di aver perso per strada il plaid che avevo allacciato attorno alla vita, ma non mi importa, non ora; in questo momento voglio soltanto stenderla su quel grande letto morbido e..

♪♪♪



Si è fermato. Perché si è fermato? Dio, credo di avere il cuore completamente fuori controllo. «Jonne..» Mi rendo conto di aver ansimato il suo nome, ma non l’ho fatto intenzionalmente, è successo. «Jonne, cosa..»
«Non posso»
Aspettate.. ho capito bene? Ha detto davvero “non posso”???
«Perdonami Phoebe.. non posso» lo sento mormorare mentre si allontana da me, il respiro ancora affannato, lo sguardo basso. «Non.. non posso»
Lo guardo dirigersi verso la porta e uscire, con l’aria di chi ha appena fatto la più grande stronzata del mondo, ma mi domando quale sia per lui la stronzata: aver rinunciato a quello che stava per accadere in questa stanza o aver ceduto per un attimo al desiderio?

•••



Mi sento un vero schifo per quello che ho fatto. Non avrei mai dovuto lasciarmi coinvolgere in quel modo, è stato uno sbaglio madornale. Lei è.. straniera, non resterà qui in eterno, in più è una fan e io.. non posso lasciarmi andare con una fan, che diamine.
Eppure lei.. quelle labbra che si muovevano con le mie erano così familiari, così piene di sentimento, così dolci che.. No, basta, devo smetterla, punto.
«Jonne»
Cazzo! Perché non mi rendo mai conto di quando lei è nella stanza? «Credevo ti fossi addormentata» più che altro lo speravo.
La vedo avvicinarsi, ancora con quel vestitino leggero addosso, ormai asciutto.
«Stai.. bene?»
Ecco, ora mi sento ancora più una merda. «Io.. non lo so» dico senza nemmeno pensarci.
«Posso?» chiede, facendo cenno accanto a me. Annuisco e lei si mette seduta al mio fianco. «Ho fatto qualcosa di sbagliato?»
Dio, perché deve essere così? «No Phoebe, tu non hai fatto niente di male, sono io il problema»
Sento le sue dita sfiorare le mie. «Non dire così» mormora. «Forse abbiamo solo.. esagerato»
Non posso impedirmi di guardarla. Nei suoi occhi non c’è rancore, rabbia, delusione, solo tanta dolcezza e qualcosa che non sono sicuro di voler comprendere fino in fondo.
Okay, è il momento di essere sincero fino in fondo, almeno questo glielo devo, dopo quello che stavamo per fare. «È solo che non voglio lasciarti questo.. ricordo.. di me» dico, abbassando lo sguardo sulle nostre dita quasi intrecciate. «Una notte di sesso con Jonne Aaron, in un cottage sul lago, con il temporale a fare da colonna sonora. Forse potrebbe anche piacere a qualcuno ma.. non voglio credere che tu possa essere quel qualcuno»
Prima ancora di rendermi conto della sua vicinanza, sento le sue labbra posarsi sulla mia guancia, regalandomi un bacio leggero. «Sei davvero una persona speciale, Jonne Aaron Liimatainen» La guardo negli occhi e la vedo arrossire. «Ma credimi se ti dico che per me non saresti mai stato una semplice notte di sesso.. non tu»
Non dovrei farlo, ma non riesco a resistere alla tentazione. «E cosa sarei stato allora?»
«Amore» mi sussurra nell’orecchio. «Saresti stato amore»
«Amore?» chiedo, senza fiato per la sorpresa.
La vedo annuire mentre abbassa lo sguardo. «Se sto con qualcuno.. io non faccio sesso, io faccio l’amore»
Capisco perfettamente il suo modo di vedere le cose, anch’io sono così, o almeno lo ero prima di.. beh, lo sapete; solo che sentirmelo dire così è stato.. strano, dolce, bellissimo.
«Voglio baciarti» dico, senza pensarci troppo. «Posso farlo?»
La vedo annuire appena, gli occhi puntati nei miei, le labbra socchiuse e io mi lascio andare, mi avvicino e la sfioro delicato, lasciando che i nostri respiri si uniscano ancora una volta.
«Vorrei davvero poterti amare almeno un po’ questa notte ma.. non credo sia giusto nei tuoi confronti» le mormoro sulle labbra. «Lo capisci?»
«Sì» soffia lei sulla mia pelle. «Sì, lo capisco e ti ringrazio»
«Phoebe» lei mi guarda, i grandi occhi verdi puntati nei miei. «Mi piacerebbe.. uscire ancora con te.. se tu vuoi»
Sul suo viso si apre un sorriso bellissimo. «Certo che voglio»
Okay, signore e signori, è ufficiale, credo di potermi seriamente innamorare di questa donna. Forse è finalmente arrivato il mio momento per dire: «Eccola.. è lei.. l’ho trovata». L’unico inconveniente, neanche tanto da sottovalutare? Lei tornerà in Italia e io mi sentirò svuotato, ancora una volta.

     


                     





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