FanFiction City Hunter | Doi Watanabe, un caso strano! Parte 2 di annadif | FanFiction Zone

 

  Doi Watanabe, un caso strano! Parte 2

         

 

  

  

  

  

Doi Watanabe, un caso strano! Parte 2 ●●●●● (Letta 1075 volte)

di annadif 

11 capitoli (conclusa) - 1 commento - 0 seguaci - Vietata ai minori di 14 anni

    

 

Sezione:

Anime e MangaCity Hunter

Genere:

Introspettivo - Thriller - Romantico - Umoristico

Annotazioni:

Nessuna

Protagonisti:

Non indicati

Coppie:

Non indicate

 

 

              

  


  

 Epilogo 

 


  

Ore 10:00 commissariato di polizia.
Saeko lascia filtrare gli scuri e folti capelli tra le dita immerse nella chioma brillante e fluente. Lo fa in maniera leziosa, con vanità di ragazzina, e nel farlo resta attonita nello sguardo corrucciato, su di un documento dai fogli in candida cellulosa, segnato dai caratteri scuri e precisi di una macchina da scrivere.
Ha redatto un verbale a dir poco perfetto, dettagliato negli elementi, preciso nell’indicare le domande e le risposte dei testimoni e degli indagati. E’ soddisfatta!
La luce filtra dal finestrone alle sue spalle illuminandole, è cinta dal tessuto di candida seta della camicetta puntellata di bottoni in plastica dura di colore rosa pallido. Muovendo la mano dalla pelle morbida, fa sì che le orecchie accolgano il tintinnare delle chincaglie agganciate al bracciale d’argento stretto al polso, e con il volto gaudente dal trucco leggero, porta alla sottile collana in oro bianco dal pendente a forma di ali dispiegate ed intarsiate nel luccicante Nickel, l’indice e il pollice della mano affusolata dalle unghie dipinte con dello smalto rosa pastello.
Ryo e Kaori non tardano a varcare la soglia del suo piccolo ufficio. Saeko alza lo sguardo, illuminato di luce nuova, e sorridendo invita i due ad accomodarsi, tenendo incollate alla poltrona di pelle marrone chiaro, le piccole terga cinte da un pantalone stretto di colore nero.
“ Buongiorno Saeko …”

Kaori viene bruscamente interrotta da un ringalluzzito Ryo, il quale con fare maldestro si fionda sulla inconsapevole ispettrice, distendendo l’enorme ed erculeo busto sulla piccola scrivania di alluminio satinato, procurando la progressiva caduta dei molteplici oggetti di cancelleria precedentemente ordinati con cura certosina. Con le braccia nerborute stringe la mano sinistra della donna, e sollevando i polpacci cinti da stretti jeans chiari, mette in bella mostra le scarpe da ginnastica di colore scuro stringate da lacci chiari.
“ Saeko … quanto è fragrante il profumo della tua pelle – SMACK SMACK SMACK SMACK smack smack - la visione del tuo bel viso mi riempie il cuore gioia, cosa ne pensi di un bel MOKKORI !!!”
Prontamente è raggiunto sulla nuca da un martello da venti chili. Ryo capitola in terra, scaraventato dietro la scrivania dalla virulenza del lancio, portando con sé una pioggia di fogli protocollati.
“ RAGAZZII!!! Smettetela!”
Saeko furiosa, invita i suoi ospiti ad accomodarsi, con fare da maestrina. Ryo prende posto distanziandosi da Kaori con sguardo furibondo, e tenendo stretta la nuca dolorante. Kaori a braccia incrociate e occhi chiusi dalla fronte corrucciata, palesemente accigliata, bisbiglia.
“ Brutto porco, sei salvo perché non voglio distruggere il nuovo ufficio di Saeko! Appena arriviamo a casa, vedrai cosa ti aspetta !!!”
“ Kaori devi smetterla d’essere così violenta!! Cosa vorresti tenermi tutto per te! Si sa che Ryo è patrimonio della nazione!”
Mentre pronuncia queste parole Ryo alza lo sguardo con fare tronfio, ed incrocia le braccia. Kaori rabbiosa salta dalla sedia facendola ruzzolare sul pavimento, voltandosi nei confronti del compagno in modo minaccioso. Saeko in imbarazzo, cerca di calmare le acque.
“ Ragazzi, per favore calmatevi! Ryo smettila di far irritare Kaori! Sembrate due bambini ! Ad ogni modo, se vi accomodate in maniera composta, vi racconto come sono andate le cose.”
“Scusaci Saeko! Sì per cortesia, farò finta di non sentirlo, promesso! Avete interrogato Eri?”
Saeko cambia espressione nel viso, un velo di malinconia attraversa le sue pupille scure, e distendendo gli avambracci sui resti di una documentazione precedentemente riordinata per data, prende a raccontare la lunga notte di Eri.
“Il magistrato l’ha interrogata tutta la notte. La donna, in primis non voleva ammettere la colpa degli omicidi, ma poi, si è pensato bene di mostrarle i segni sul corpo del piccolo Jou, ed è stato allora che è esplosa in un furibondo pianto. Ha confessato dopo cinque ore di interrogatorio. Mi è stato riferito dalla guardia di turno, che la donna ha avuto un mancamento quasi come se a compiere quegli efferati delitti non fosse stata la sua mano, ma quella di un’altra persona. Si guardava dall’esterno, come se la sua timida personalità fosse mite spettatrice di un orrore che non poteva appartenere alla sua coscienza. Ha chiesto di vedere il figlio, ma le è stato negato. Probabilmente non lo rivedrà mai più.”
“ E Jou? Ho saputo che è stato affidato ad un parente!“
“ Sì Ryo! La nonna materna. Beh! A dirla tutta, si può dire che sia stato affidato ad un’intera comunità! La famiglia di Eri, i Nakamura, sono benestanti. Possiedono una serie di villini a schiera in campagna, a Minamimatsuura nella prefettura di Nagasaki, e in ognuno di essi vivono figli, nipoti, e parenti, soltanto Eri, a differenza dei fratelli, volle allontanarsi dalla vita placida di campagna. Desiderava essere indipendente, lontana dagli affari di famiglia e dalle loro regole. Non era gioviale come loro, era malinconica e solitaria, tutta quell’armonia, quel preoccuparsi per lei , la soffocava. Così un giorno riempì le valige di pochi abiti e andò via. Quando decise di sposare Doi, i genitori non erano d’accordo. Avrebbero voluto per la figlia un uomo differente, sentivano che quel giovane celava in seno qualcosa che non andava. Temevano potesse ferire i sentimenti della loro fragile figlia, e i fatti credo abbiano dato loro ragione! Ho avuto modo di conoscerli allorquando sono stati allertati dell’arresto di Eri. La signora Nakamura era sconvolta, aveva un volto provato e sofferente. Non credo sia riuscita a profferire parola con la figlia. Tuttavia, nonostante non abbia avuto modo di conoscerli approfonditamente, l’impressione che mi hanno trasmesso è stata positiva. Ho apprezzato molto che abbiano preso immediatamente a cuore l’avvenire del piccolo Jou, e anche le conseguenze di natura psichica che possono ricadere sulla sua fragile mente, nel corso degli anni, per questo si sono affidati al miglior psicologo di Tokio, che monitorerà il piccolo e lo seguirà per qualche anno al fine di cercare di ripristinare un senno che non pregiudichi l’adulto di domani.”
“ E Doi ?”
“ Beh! Kaori, Doi è stato accusato di favoreggiamento. Un’accusa fragile, dato che vi sono le attenuati del trauma subito all’atto dell’omicidio di Abe. Tutto sommato il pubblico ministero ce la sta mettendo tutta a trovare prove a sostegno dell’accusa di favoreggiamento. Mi auguro che riescano a rinchiuderlo in prigione per un po’. Tuttavia, il tribunale dei minori ha comunque emesso un’ordinanza che impone l’allontanamento del padre dalla casa di famiglia, nonché la perdita momentanea della patria potestà. Si vedrà in seguito cos’avverrà! Il nostro lavoro è stato compiuto, e anche ben retribuito! Il dipartimento di giustizia si espresso con parole di encomio nei riguardi della mia squadra, e dunque anche nei vostri. Grazie ragazzi, ma soprattutto, grazie Kaori. Il tuo lavoro con Jou ha permesso allo psicologo di approcciarsi a lui con più facilità. Sei stata tu a sbloccarlo. Ma come hai fatto?”
“ Beh ! Sono piuttosto brava con gli orsi! “
Ryo la guarda di sottecchi, Kaori ha il sole che le illumina il viso. E’ bella! Torneranno alla loro quotidianità, litigherà con lei, sorriderà, guarderà il mondo filtrato dai suoi grandi occhi , privilegio del quale non credeva di esserne degno, sfiorerà la sua pelle di pesca, strapperà le stelle al cielo per illuminare il suo cammino, lasciando per lui tutta l’oscurità. La vedrà danzare tra le onde del mare ancheggiando lentamente al confine di un mondo al tramonto, e l’amerà per sempre aggrappandosi alle sue mani morbide, per essere guidato in quella vita che sembrava non appartenergli. La voce di Saeko distoglie Ryo da quei pensieri, riportandolo nell’angusta realtà di quel piccolo ufficio dall’inteso odore di cumuli di carta e deodorante per l’ambiente.
“Ah ! Ryo dimenticavo! Dopo devo renderti un piccolo oggetto e prima di farlo avrei bisogno di parlarti in privato. Non averne a male Kaori, ma è un fatto particolarmente delicato! “
“ D’accordo! Se vuoi posso uscire, ma se questo screanzato dovesse molestarti non esitare a chiamarmi!”
“ Te ne sarei grata! Terrò a mente le tue raccomandazioni! ”
Ryo è stupito, guarda Kaori sollevarsi sulle gambe e allontanarsi e sente nello stomaco come un tonfo, un vuoto che preme nelle viscere sino al cuore, ha la sensazione che qualcosa sta per cambiare. Saeko, apre il cassetto della scrivania, diffondendo nell’ambiente un rumore di rugginoso attrito, ne trae una musicassetta scura chiusa in un involucro di plastica dura, ne posa la forma sul piano ancora in disordine, e richiude il cassetto producendo il medesimo fastidioso rumore di ferraglia.
“ Ryo, questo è il nastro della deposizione del piccolo Jou. Kaori mi aveva chiesto di stralciare dal lungo discorso, soltanto l’ultima ora. Pertanto io sono partita dalla fine, e devo dire che è stato fatto un ottimo lavoro. Ho fatto copia di quell’ora buona ed ho consegnato la prova al magistrato. In seguito, convinta d’aver inserito la solita musicassetta, ho riavvolto il nastro e premuto il pulsante di accensione.”
“ Allora … !”
“ Beh! Vorrei che tu ascoltassi!”

“ Piccolo, sono conscia del fatto che la tua vita sia stata particolarmente difficile, ma voglio raccontarti una storia, una che non ti farà sentire più così solo! E’ la storia di una trovatella dai capelli rossi, figlia di un criminale di origini irlandesi. Il nome dell’uomo era Aona Walsh …”
Ryo con un movimento repentino della mano, stoppò l’andare veloce di quel nastro che tesseva nel suo cuore una rete di disillusione.
“ Aona Walsh era il nome del padre di Kaori!”
“ Ne sono a conoscenza Ryo! Ma non credevo che Kaori fosse a consapevole di così tanti particolari!”
“ Beh! Evidentemente non abbiamo capito nulla!”
Saeko, apre il comparto audio del piccolo stereo posto sulla sua scrivania, e richiudendone il contenuto nell’astuccio di plastica trasparente, lo porge allo stranito e pensieroso uomo che aveva di fronte.
“ Ascolta il seguito Ryo … “
“ … Ci proverò !”
Sollevatosi sulle gambe, con un cenno della mano saluta Saeko, ed infine una volta di fronte alla porta d’uscita volge lo sguardo all’ispettrice, dall’espressione contrita e preoccupata come di chi ha compiuto qualcosa di sbagliato.
“ Ryo, non voglio che l’averti dato questo nastro comprometta il tuo rapporto con Kaori … “
L’uomo non le risponde, e cupo in volto, fa per aprire la porta in legno smaltato dalle cerniere cigolanti per metà in vetro opacizzato, sbattendone i cardini.
Kaori era seduta nella sala d’aspetto, con la schiena distesa sulla spalliera della sedia in plastica dura e il capo poggiato sul muro muffito dall’intonaco sgretolato.
Ryo volge lo sguardo a quella figura di donna, con un senso di vuota malinconia nel cuore, e con voce decisa le rivolge la parola.
“HEY ! Andiamo !!!“
“ Ryo, e Saeko? Non l’ho salutata! Mi spiace ! “
“ Fa come ti pare … se vuoi torna indietro! Io vado a casa!”
“ Ma cosa ti prende?! “
Ryo si allontana, abbandonando Kaori lungo quel corridoio vuoto di pensieri ma pieno di scartoffie volanti, e anime traballanti. Qualcosa si era rotto. Ma cosa?
“Ryo … perché …?”



     


                     





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