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  What do you like, Kageyama?

         

 

  

  

  

  

What do you like, Kageyama?   (Letta 329 volte)

di magicaemy 

1 capitolo (conclusa) - 0 commenti - 0 seguaci - Per tutti

    

 

Sezione:

Anime e MangaHaikyu

Genere:

Romantico - Introspettivo

Annotazioni:

Missing Moment

Protagonisti:

Hinata - Kageyama

Coppie:

Hinata/Kageyama (Tipo di coppia «Yaoi»)

 

 

              

  


  

 Capitolo unico 

Dalla storia:"Kageyama, ma a te piace solo la pallavolo?"Hinata glielo aveva chiesto mentre tornavano a casa dopo l'allenamento. Prima di salutarsi come di consueto, pugno contro pugno, si era trattenuto un attimo in più.Teneva le mani strette intorno al ...


  

"Kageyama, a te piace solo la pallavolo?"

Hinata glielo aveva chiesto mentre tornavano a casa dopo l'allenamento.
Prima di salutarsi come di consueto, pugno contro pugno, si era trattenuto un attimo in più.
Teneva le mani strette intorno al manubrio della bici con un'espressione quasi irrequieta.
Non che la cosa lo stupisse.
Hinata era sempre impaziente e smanioso, per qualunque cosa, anche troppo per i suoi gusti.

"Ma che razza di domanda è, idiota?" sbottò Kageyama, preso alla sprovvista.

Hinata continuò a tenere gli occhi puntati nei suoi.

"Allora?" chiese ancora, deciso ad avere una risposta.
"E' ovvio che ci sono altre cose che mi piacciono!" rispose, mentre il suo tono di voce si faceva più alto.

Hinata sventolò le mani di fronte a sé.

"Va bene, non ti arrabbiare era solo una domanda!" esclamò, mentre saliva in sella alla bici.
"Hai proprio un brutto carattere" aggiunse ridacchiando sottovoce, prendendolo in giro.

Ignorando i richiami adirati del compagno, alzò la mano salutandolo con un sorriso e sfrecciando via veloce.
Sorriso che si spense alla prima svolta, quando ebbe la certezza che gli occhi di Kageyama non lo avrebbero visto.
Si era più volte domandato cosa fosse quel senso di tristezza e ancora non si era dato una risposta.

Tutto era iniziato tre giorni prima...



Era arrivato in palestra trovando i suoi compagni di squadra più grandi parlottare e ridere tra loro.
Kageyama, stranamente, non era ancora lì.

" Oi Hinata!" lo aveva salutato Tanaka con delle pacche sulla spalla "Oggi sei arrivato da solo eh?"

Lui si era limitato ad annuire.

"Perché me lo chiedi?" aveva chiesto.

Tanaka e Nishinoya si erano scambiati un'occhiata e poi avevano iniziato ad investirlo di domande.

"Non sai davvero niente, Hinata?"
"Non ne ha parlato con te?"
"Pensavamo potessi dirci chi è!"

Era stato in quel momento che, calmando gli animi, Daichi e Sugawara gli avevano raccontato ogni cosa.
Kageyama si era presentato da loro senpai e, con un inchino educato e imbarazzato, aveva chiesto consiglio su come dichiararsi a qualcuno.

Erano rimasti molto stupiti e per Kageyama doveva essere stato uno sforzo enorme.

Per Hinata invece era stata una doccia fredda, una schiacciata in pieno viso.
Il suo atteggiamento non era cambiato da quel giorno ma aveva iniziato a provare un senso di delusione che tentava di tenere per sé.

In fondo era normale che a Kageyama piacesse qualcuno, come a lui piaceva Yachi.



Si rese conto di essersi fermato e sollevò gli occhi verso il cielo stellato.

Cielo che spesso avevano guardato insieme, prima delle partite importanti, carichi e pronti a lottare per prendersi la vittoria.
Nessuno dei due voleva più perdere, e vincere contando l'uno sull'altro era una tacita promessa che si erano fatti e che volevano mantenere ad ogni costo.
Hinata aveva paura che le cose cambiassero.
Gli ci era voluto del tempo per accettare Kageyama come compagno e a farsi accettare da lui, ma la soddisfazione che provava in campo stando al suo fianco e schiacciando grazie alle sue alzate era qualcosa a cui non era disposto a rinunciare.
Egoisticamente non voleva.

"La carne di maiale al curry".

Hinata si voltò sorpreso.
Kageyama, con le mani affondate nelle tasche della giacca, gli stava di fronte.

"Il latte e lo Yogurt, non so decidere quale mi piace di più".

Il tono della sua voce sembrava pacato.

Si sistemò la borsa sulla spalla e avanzò verso di lui.
Per una volta, indeciso sul da farsi, Hinata rimase in silenzio.

Kageyama lo affiancò, appoggiando le mani alla recinzione sul bordo della strada.

Sorrise Hinata.
Chiunque fosse la persona a cui Kageyama era interessato, tanto da chiedere consiglio ai senpai, non gli aveva comunque impedito di essere lì con lui.
Come ogni volta.

Forse si era preoccupato inutilmente.
Anche di quel peso che in quei giorni aveva provato non c’era più traccia.

Poi Kageyama lo guardò accigliato e Hinata si preparò ad essere ripreso per qualcosa che non si era reso conto di aver fatto o detto.
Sentì invece la mano del compagno dietro alla testa e la bocca premuta contro la sua.

Un breve istante dopo il quale entrambi, rossi per l’imbarazzo, si misero a correre l’uno più velocemente dell’altro fino a che non ebbero più fiato per farlo.

E si gridarono addosso.

“E quello cos’era?”
“E che ne so io. Mi andava di farlo”.

Poi seduti a terra, con il respiro affannato come in una lotta, provarono a farlo ancora.

Hinata capì soltanto il giorno seguente quando, nella pausa pranzo, vide Kageyama ringraziare rigorosamente i senpai.
Giocare a pallavolo sarebbe rimasta la cosa che a entrambi piaceva di più, soprattutto perché amavano farlo insieme.



     


                     





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