FanFiction The 100 | {The Ice Queen} -Ontari Pramheda- di Freikdreina | FanFiction Zone

 

  {The Ice Queen} -Ontari Pramheda-

         

 

  

  

  

  

{The Ice Queen} -Ontari Pramheda-   (Letta 562 volte)

di Freikdreina 

10 capitoli (conclusa) - 0 commenti - 0 seguaci - Per tutti

    

 

Sezione:

Serie TVThe 100

Genere:

Suspense - Fantascienza - Romantico - Avventura - Mistero

Annotazioni:

AU

Protagonisti:

Ontari Pramheda - A.L.I.E. - John Murphy

Coppie:

Ontari Pramheda/A.L.I.E. (Tipo di coppia «FemSlash»)

 

 

              

  


  

 -Capitolo 1 - ''Sweet Escape''. 

 


  

Ontari Pramheda era la ragazza del momento, la più famosa, la più ambita e senza dubbio la più bella. Qualsiasi diciassettenne avrebbe voluto essere lei, la regina dei ghiacci. Le avevano attribuito quel nomignolo poiché veniva dalla Siberia. Ma per quale motivo la teenager più pagata del paese, che tutte invidiavano e tutti volevano, avrebbe dovuto piangere a dirotto? Alie scosse la testa, contrariata. La manager sovrastava la ragazzina , con il sopracciglio alzato .''Perché non ti sei ancora truccata? Il photoshoot è fissato tra quindici minuti, non vorrai arrivare in ritardo!'' ad Ontari mancò l'aria. Stava scherzando? Dopo quattro ore passate sul palco a provare e riprovare sempre la stessa coreografia, lei avrebbe dovuto alzarsi come se nulla fosse e posare per il photoshoot? Non riusciva quasi nemmeno a muoversi , la milza le pulsava come se qualcuno ci avesse infilato un coltello. I suoi grandi occhi caramello erano pieni di lacrime, che continuavano a scendere sul suo viso a forma di cuore. I suoi capelli castani scendevano spettinati sulle spalle, e le labbra sottili erano increspate in un' espressione dolorante. Il naso era dritto e appuntito, le sopracciglia ad ali di gabbiano. La donna di fronte a lei non aveva battuto ciglio. I suoi severi occhi color cioccolato erano ancora insistentemente fissati su Ontari, il viso inespressivo. La donna dai capelli neri ondulati, con indosso un vestito rosso a mezze maniche, abbinato al rossetto, continuava a fregarsene beatamente della salute di Ontari. Estrasse da un cassetto una confezione di pastiglie per dolori vari e lo lanciò sul ripiano di fronte ad Ontari. ''Ti aspetto lì. Sii puntuale''. Disse la manager, congedando Ontari con un sorriso quasi diabolico. La ragazza si prese la testa tra le mani. Era stufa di quella situazione, di Alie, delle responsabilità. Era grata di essere un'icona di bellezza ed una cantante e attrice , ma il prezzo da pagare cominciava a sembrarle troppo alto. Strinse i pugni, guardando il suo riflesso allo specchio, e si asciugò le lacrime .Non si sarebbe presentata . Lei non era la marionetta di Alie, e gliel'avrebbe dimostrato. Si alzò in piedi, cominciando a camminare per la stanza. Alloggiava in uno degli hotel più lussuosi della città. Era stato costruito in stile antico: Ovunque si potesse posare lo sguardo, c'erano decorazioni sui toni del bianco e dell'oro. Una finestra permetteva di vedere fuori, con lunghe tende bianche, ed il letto era grande , ricoperto di cuscini, ordinatamente risposti. Quella camera d'albergo era grande, luminosa, accogliente. Era tutto ciò che si poteva desiderare. Ma Ontari non voleva essere un uccellino in gabbia. Sorrise al suo riflesso , mentre si alzava guardandosi con la coda dell'occhio, dirigendosi verso il bagno. Entrò nella doccia, e accese l'acqua. Mentre si lavava, strofinando accuratamente il proprio corpo snello ma con le curve al punto giusto, la ragazza pensava al suo piano. Nonostante il dolore ,l'adrenalina che il pensiero della libertà le aveva trasmesso sembrava star agendo come un balsamo, e la doccia sembrava completare il lavoro. Alie aveva oltrepassato il limite. Ma chi si credeva di essere? Anche lei era una persona. Una ragazza adolescente, che per colpa della propria manager non aveva mai potuto fare le cose stupide ma che danno più soddisfazione ,quelle che rimangono nella memoria. Aveva sempre vissuto all'ombra di Alie, che le aveva sempre detto cosa fare. Lei l'aveva sempre ascoltata, poiché voleva il successo a tutti i costi. Ma ora la donna sembrava volerla controllare sempre di più, ed era ora di farle capire come stavano le cose una volta per tutte. Uscì dalla doccia, dirigendosi verso il proprio armadio. Lo aprì, e riempì una grande borsa a tracolla di vari oggetti, più velocemente che poté. Una volta finito, guardò l'orologio .Mancavano soltanto tre minuti, e sapeva che se Alie fosse tornata in quella stanza, sarebbe stata la fine , e non sarebbe più riuscita ad andare da nessuna parte. ''Vaffanculo'' sputò. Infilò la felpa nera in tutta fretta, infilò gli occhiali da sole e tirò il cappuccio in testa con decisione. Aprì la porta della stanza di quel maledetto hotel a sette stelle e, attraversato il corridoio, prese l'ascensore sperando che una volta uscita nessuno la riconoscesse.

     


                     





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