FanFiction Cinquanta sfumature - E.L. James | Non giocare con me di Olly | FanFiction Zone

 

  Non giocare con me

         

 

  

  

  

  

Non giocare con me ●●●●● (Letta 466 volte)

di Olly 

19 capitoli (in corso) - 8 commenti - 0 seguaci - Per tutti

    

 

Sezione:

LibriCinquanta sfumature - E.L. James

Genere:

Non specificato

Annotazioni:

Happy Ending

Protagonisti:

Non indicati

Coppie:

Non indicate

 

 

              

  


  

 Capitolo 1 

Scoprirete solol eggendo😊


  

Non penso che qualcuno vorrebbe trovarsi nella mia situazione.

Essere nominata "La nuova" non è proprio il massimo, per non parlare delle occhiate e dei continui sussurri in sottofondo quando oltrepassi i ragazzi.

Non sono timida però mi infastiditisce la loro curiosità.
Mi sembra di essere un fenomeno da baraccone.
Strinsi più forti il libro di filosofia tra le mani, tanto per non perdere la calma.
Che sarà mai una nuova alunna? .

Ho dovuto fare un improvviso traslocco con mia madre, a causa di mio padre.
Il giorno del suo compleanno ha scoperto che mio padre, David, l'ha tradita con la sua migliore amica.
Non penso che scorderò mai la faccia di mia madre piena di lacrime.
Vederla in quello stato mi ha veramente fatto male, così abbiamo deciso di trasferirci per cambiare vita.

La vita è come andare in bicicletta : se vuoi stare in equilibrio devi muoverti.
Ed è quello che sta provando a fare mia madre.
Adora aiutare il prossimo e quale modo migliore se non lavorando come infermiera? .
Ogni volta che le facevo visita, ricevevo sempre vari complimenti dai suoi colleghi.
Sono sicura che riuscirà a svuotare la mente aiutando i suoi nuovi pazienti.

Essendo anche una donna molto vivace e simpatica, non avrà di certo problemi a socializzare a differenza di sua figlia che si ritrova a gironzolare per i corridoi, aspettando che suoni la campanella.

Chiusi gli occhi sospirando.
Non vedevo l'ora di tornare a casa e buttarmi sul letto con un buon libro oppure ascoltando della buona musica a massimo volume.

Aprì gli occhi e subito vidi un ragazzo correre nella mia direzione a gran velocità.

《Fermo》urlai.
Cercai di spostarmi, ma non feci in tempo a spostare il piedi che venni buttata come un sacco di patate sul pavimento gelido.

《Ma che cazzo, stai attenta 》.
Mi girai al suono di quella voce arrabbiata e mi ritrovai a fissare due occhi verdi smeraldo.
Non è semplicemente arrabiato : e furioso.
E per cosa poi? La colpa è sua che correva come matto, sbattendomi sul pavimento gelido.

《Come scusa》gemetti dal dolore quando Provai ad alzarmi.

《Stai attenta a dove cammini》rispose seccamente.

《Guarda che non sono io che correvo come un pazzo》dissi alzando di poco la voce.

《Scusa, cosa hai detto? Perché sono sicuro che non mi hai appena dato la colpa a me, vero?》.
Stava ribollendo dalla rabbia e d'istinto feci un passo indietro, iniziando ad infuriarmi anch'io.
Ma chi crede di essere?

《Si》lo guardai dritto negli occhi per dimostrarli di non temere uno svitato come lui 《se c'è qualcuno che deve chiedere scusa, sei tu》dissi indicandolo con il dito.

《Giuro che questa me la paghi 》scosse la testa come se fosse esasperato.

Mi scappò una risata, puntando lo sguardo verso la porta in cui dovrei fare lezione, non sapevo se era perché avevo paura di guardarlo negli occhi dopo averli riso in faccia o perché ero preoccupata di fare tardi .

Quando voltai la testa, mi fissava ancora, forse aspettando una mia reazione o una risposta.
Anche se me la stavo facendo sotto dalla paura trovai il coraggio di parlare.

《Te. Le. Scordi. Le. Mie. Scuse》parlai cercando di fargli capire che non scherzavo.

In tutta risposta sembrava scioccato.
Sorrisi soddisfatta.
Pare che qualcuno abbia esaurito le parole.

Sembrava che stesse per dire qualcosa , ma venne interrotto dalsuono della campanella.
Grazie al cielo...

《Ci si vede, rossa》mi diede una pacca sulla spalla prima di sparire dalla mia visuale.

Avrei tanto voluto fargli il dito medio, ma mi tratteni.
Dopo quello strano incontro, mi affrettai a entrare in classe.
Non sapevo chi fosse quel ragazzo, ma di una cosa ero certa, non sono una povera ragazza che fa la casca morta davanti a ragazzi così presuntuosi.

Mi guardai un pò in giro, trovando due posti liberi in fondo all'aula.
Scelsi il penultimo, sospirando quando vidi l'orario. Non amavo studiare però mia madre e esigente con i voti per cui non   avevo scelta.



     


                     





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