Boys Over Flowers Drama - Paris, Mon Amour

         

 

  

  

  

   

  

  

Boys Over Flowers Drama - Paris, Mon Amour   (Letta 141 volte)

di k66

5 capitoli (conclusa) - 0 commenti - 0 seguaci - Per tutti

    

 

Sezione:

Serie TVDrama Coreani

Genere:

Romantico - Azione - Umoristico

Annotazioni:

What If

Protagonisti:

Song Woo Bin - Ha Jae Kyung

Coppie:

Song Woo Bin/Ha Jae Kyung (Tipo di coppia «Het»)

 

 

               

  


  

Capitolo 5

E anche questa è finita!^^ Ne manca solo una su BOF... Buona lettura! ^__^


  

Fu una lama di luce che insisteva giocosamente sul suo viso a farla uscire dal suo sonno soporoso.
Aveva la bocca arida come il deserto del Sahara e un dolore pulsante alla spalla destra.
La sua mente annaspò confusa alla ricerca del motivo del suo disagio.
Dov’era finita?
Esplorò con lo sguardo l’ambiente arredato con semplice eleganza nei toni pacati e rassicuranti del bianco e del verde, notò la flebo attaccata ad un braccio ed ebbe la sua risposta.
Era in un ospedale: di lusso ma pur sempre un ospedale.
Ma perché era lì?
Un lieve movimento dalla parte della finestra attirò la sua attenzione.
Lui era lì, intento ad osservare l’esterno con un’espressione pensierosa e assorta.
Teneva le gambe larghe e le mani in tasca e le sue ampie spalle erano leggermente incurvate, come se stessero portando tutto il peso del mondo.
Vederlo e riportare a galla tutti i ricordi sommersi fu tutt’uno e all’improvviso seppe perché si trovava in quel posto.
L’unico pensiero su cui si focalizzò la fece respirare di sollievo: era sano e salvo, per fortuna.
Quel lieve respiro fu sufficiente per farlo voltare.
“Sei sveglia?”
Song Woo Bin si affrettò ad avvicinarsi a lei, si sedette sulla poltrona di fianco al suo letto e le prese la mano.
“Come ti senti?” chiese preoccupato.
“Assetata. Avrei voglia di bermi un fiume intero! E mi fa un po’ male la spalla.”
La voce le uscì arrugginita e quando cercò di muoversi provò una fitta dolorosa nel punto della ferita.
“Non devi muoverti!” scattò lui allarmato. “Ti hanno dovuto operare e non è stata un’operazione semplice. Avevi perso molto sangue.”
Dopo averla informata si affrettò a versarle dell’acqua nel bicchiere e poi l’aiutò a sollevarsi quel tanto che le serviva per poter bere: solo dopo due bicchieri colmi la sua sete fu in parte placata.
“Meglio?”
Lei annuì: uno su due non era male.
C’erano tante cose che voleva chiedergli, prima di tutto perché l’avesse ignorata alla festa, ma era incerta se fosse il momento giusto.
Lui aveva un’aria cupa, tormentata, e la guardava con un’intensità che le faceva quasi paura.
“Perché l’hai fatto? Perché hai rischiato la vita per me, pazza incosciente che non sei altro?”
Una domanda che l’inchiodava al muro e non ammetteva nessuna scappatoia: non si scherza con la propria vita e mentirgli era piuttosto difficile in quelle condizioni, anche se avesse voluto provarci…ma non voleva.
Non arrivati a quel punto, no.
Dopo i momenti drammatici che avevano vissuto insieme, nell’attimo terribile in cui aveva temuto che l’avrebbe perso per sempre, finalmente aveva compreso che non si poteva sprecare la vita così, in quella specie di limbo in cui si era volontariamente cacciata.
Dov’era finita la sua baldanza, la sua sicurezza in sé stessa, il suo modo di prendere la vita di petto e affrontarla a viso aperto?
Aveva vissuto come una vigliacca, solo per paura di sentirsi dire che non la voleva.
Ma lei lo amava…
Voleva dividere quella preziosa vita che le era stata data con lui e diventare sua moglie, e partorire i suoi figli, ma non ci sarebbe mai riuscita se non avesse ritrovato il suo coraggio.
Il coraggio di inseguire i suoi sogni, lottando fino in fondo per realizzarli!
Era il momento di gettare la maschera e di dire la verità: avrebbe gettato i dadi e visto se la sorte era dalla sua parte.
Ora o mai più!
Prese un gran respiro e poi si lanciò.
“L’ho fatto perché ti amo, tutto qui, e non potevo sopportare che ti uccidessero. Preferirei morire che perderti.” disse con una punta di spavalderia ma il suo sguardo inquieto tradiva la sua paura e il tremito delle mani era altrettanto rivelatore.
Però finalmente si sentiva libera del suo fardello segreto e si sentì orgogliosa di sé.
E adesso?
Il volto di Song Woo Bin era impassibile ma un lampo indecifrabile bruciava nei suoi occhi scuri.
“Tu…mi ami.” ripetè a voce bassa e roca, come tastando il terreno.
“Sì. So che non erano questi i nostri patti, che tu volevi solo una relazione senza impegni ma io ho cambiato idea. Voglio di più, merito di più! E se tu non puoi darmelo allora…e meglio che finisca qui.”
Quella minaccia aleggiò nell’aria e restò sospesa come una nuvola nera tra di loro.
Era pentita di aver pronunciato quelle parole, non era sua intenzione dargli un out out ma le era venuta fuori così e ora non sarebbe tornata indietro.
Lui sembrò considerare quella minaccia con attenzione, inclinando la testa leggermente e scrutandola da dietro le ciglia, poi ebbe un sorrisetto ironico.
“Mi ami.” ribadì palesemente incredulo.
“Perché ti sembra così incredibile?” sbottò alla fine perplessa.
“Vuoi l’elenco completo? Da dove vuoi che incominci? Mai una sola volta in questi due anni mi hai fatto capire che i tuoi sentimenti fossero cambiati, ad esempio!”
“Ma se non ho fatto che chiederti di incontrarci a Seoul! Era il mio modo per farti capire che volevo far parte di più della tua vita, ma tu mi hai sempre respinta!”
“Davvero? Non era piuttosto che volevi dimostrare a qualcuno che non pendevi più dalle sue labbra?”
Ha Jae Kyung strinse le labbra: era quello il nodo dolente, il suo passato amore per Gu Jun Pyo?
“Mi credi così meschina? Io non ti ho mai usato!” chiarì offesa.
“Io direi invece che ci siamo usati a vicenda, chi più e chi meno.” fu la fredda replica.
Perché era così ostile e amaro?
Che cosa gli aveva mai fatto perché fosse così sfiduciato e sordo alle sue ragioni?
Ci doveva essere qualcosa sotto che lo tormentava e agiva da pungolo malefico per la sua rabbia.
“Che cosa ti rode? Parla chiaro, per favore. Sono stanca di questi giochetti!” sbottò brusca.
Song Woo Bin ebbe un sorrisino cinico che le strinse il cuore.
“Sarò cristallino. Se mi ami così tanto come mai l’ultima notte che siamo stati insieme hai mormorato il nome di Gu Jun Pyo mentre ti stringevo tra le braccia? Mi hai usato come suo sostituto? Facevi l’amore con me e intanto pensavi a lui?”
Ha Jae Kyung spalancò la bocca inorridita.
“No! Che cosa stai dicendo?! Non l’ho mai fatto, neanche una volta!”
“Nemmeno la prima, quando eri ubriaca fradicia per colpa sua?” la irrise beffardo.
“Ho detto MAI!” reagì sferzante, poi si lasciò sfuggire un gemito di dolore.
Nella foga del momento aveva tentato un movimento con il braccio per enfatizzare il discorso ma quel movimento le si era ritorto contro riverberandosi sulla spalla, facendole vedere le stelle.
Quel gemito ebbe l’effetto di placare la furia di Song Woo Bin, che all’improvviso sembrò ricordarsi che stava attaccando una persona ammalata.
“Scusa, sono un bruto, non è il momento per parlarne. Affronteremo questo discorso più avanti e…”
“No, voglio affrontarlo ADESSO!” si ribellò caparbia.
Non poteva mollare proprio ora che aveva trovato il bandolo della matassa.
“Mi hai tenuto a distanza solo per questo? Perché mi hai sentito farfugliare qualcosa nel sonno che poteva sembrare il nome di Gu Jun Pyo?” chiese a denti stretti.
“Non sembrava, ERA!”
Ormai si affrontavano come leoni in un’arena, decisi a non cedere di un passo.
Ha Jae Kyung capì che lui era davvero convinto e allora fece uno sforzo per fare mente locale: era ben certa di aver smesso completamente di pensare a Gu Jun Pyo in quel senso da un bel pezzo, non molto tempo dopo che aveva cominciato a frequentare quello stupido zuccone, ma allora cosa poteva essere successo quella famigerata notte?
Cercò faticosamente di ricordare quell’ultima notte a Parigi, ma a parte la delusione per l’ennesimo rifiuto ricevuto che si era presa sul fatto di seguirlo a Seoul non riusciva a ricordare niente di particolare, a meno che….sì, non era stata quella notte che aveva fatto quel sogno?
“Penso di sapere che cosa è successo: la notte di cui parli ho fatto un sogno, ma non il tipo di sogni di cui mi accusi tu. C’era Gu Jun Pyo, ma anche Jan Di e tutti gli altri: c’eri anche tu, se è per questo! Ho sognato che era il giorno del nostro matrimonio e io stavo andando all’altare, lo stesso altare in cui stavamo per sposarci io e Gu Jun Pyo. Tu eri lì ad aspettarmi e tutti gli altri erano seduti sorridenti, poi Gu Jun Pyo si è alzato e mi ha detto qualcosa tipo “Stavolta è quello giusto”…io l’ho ringraziato e lui è tornato da sua moglie, poi ti ho raggiunto all’altare. Ricordo che non volevo svegliarmi…suggestionata da quel sogno al mattino ho cercato di nuovo di convincerti a incontrarci a Seoul ma tu mi hai respinto. “ gli raccontò accigliata, poi sbottò: “Non ci posso credere, dai più importanza a uno stupido nome farfugliato nel sonno che a quello che ho fatto per salvarti?! Mi sono quasi fatta ammazzare per te! Anche quella era tutta scena?”
L’attacco colpì nel segno e lui impallidì, cogliendo tutta l’irragionevolezza dei suoi dubbi e della sua gelosia.
Dopo quello sfogo Ha Jae Kyung si sentì svuotata, ma non per questo smise freneticamente di riflettere.
Conosceva la sua debolezza, il complesso di inferiorità che provava verso tutte le persone che non avevano il suo stesso retaggio familiare ma non aveva mai capito quanto questo lo avesse reso insicuro e sospettoso.
Era una fragilità di cui doveva tener conto, invece che offendersi: lui aveva un tremendo bisogno di essere rassicurato, di essere convinto del suo amore, ed era anche colpa sua se lui non riusciva a crederci.
Avrebbe dovuto aprirgli il suo cuore molto tempo prima, e non lasciarlo a crogiolare nelle sue incertezze!
“Io ti amo davvero, con tutto il cuore. Devi credermi: non ci sei che tu per me, da molto tempo.” disse più calma.
La sua rabbia era totalmente svanita: avrebbe potuto arroccarsi nell’orgoglio ferito per la scarsa fiducia che le aveva dimostrato ma non se la sentiva di farlo, non ora che aveva la percezione esatta di quanto lui fosse ferito nel profondo.
La consapevolezza di aver scelto la strada giusta le fiorì nel cuore quando vide gli occhi di lui brillare prima di gioia e poi diventare lucidi di lacrime trattenute.
Song Woo Bin si sedette sul letto, attento a non toglierle troppo spazio.
“E’…vero, allora.”
Non era più una domanda, ma un’affermazione, finalmente!
Lei annuì, sorridendo.
La mano maschile le accarezzò cauta i capelli poi lui si chinò e le tuffò gli occhi penetranti negli occhi.
“Mi sono cacciato all’inferno da solo, e ti ringrazio di avermi fatto uscire...e anche di avermi salvato la vita.”
“Prego, è stato un piacere.” rispose compunta.
Lui sorrise, poi scoppiò a ridere e gettò indietro la testa per lasciare libero sfogo alla gioia.
Quando ebbe finito di ridere la guardò dolcemente.
“Ha Jae Kyung.”
“Sì.”
“Ricordami di dirti più tardi che ti amo da impazzire e che voglio che tu diventi mia moglie.”
Non ebbe il tempo di esultare perché lui si chinò e le rapì le labbra, trascinandola in un bacio esigente e divorante che le incendiò tutti i sensi.
Nessuno dei due avvertì l’infermiera entrare con l’intento di cambiare la flebo.
La porta venne richiusa e loro continuarono indisturbati a esplorare il loro piccolo paradiso a due, quello in cui da quel momento avrebbero vissuto per sempre.

***

Tre mesi dopo

Song Woo Bin si risvegliò per via di due mani dispettose che lo stavano accarezzando maliziosamente nei suoi punti più sensibili.
Con uno scatto ne afferrò una e se la portò alle labbra.
“Buona…ma non sei mai stanca? Stanotte mi hai consumato!” si lamentò scherzando poi incontrò gli occhi birichini e sorridenti di Ha Jae Kyung che lo stava ammirando con il mento puntato sul palmo della mano.
.”No che non sono stanca, ho appena cominciato!”
Song Woo Bin gemette stando al gioco.
“Tu vuoi la mia morte! Cos’è, vuoi ereditare il mio patrimonio ora che sei mia moglie?”
Lei finse di pensarci su e allora lui per vendetta cominciò a farle il solletico.
Cominciarono a rotolare tra le lenzuola ridendo come matti, finchè lui non le finì sopra e la bloccò con il peso del suo corpo, stroncando la sua ribellione.
Poi ottenne la sua resa completa coinvolgendola in un bacio lunghissimo e caldo che li lasciò entrambi senza fiato.
“Buongiorno, amore. Che cosa vuoi fare di bello stamattina?” le domandò quando si fu ripreso.
“Non saprei…in fondo, non è che non conosciamo il posto.” rispose indecisa.
“Se volevi vedere cose nuove perché allora hai voluto passare la luna di miele a Parigi?”
la prese in giro inarcando un sopracciglio.
Lei non rispose allo scherzo.
“Perché è qui a Parigi che ci siamo ritrovati ed è qui che è sbocciato il nostro amore. E poi, non ho bisogno di vedere niente e nessuno al di fuori di questa stanza. Per me qui c’è tutto il mondo tra le mie braccia.”
La fiamma ardente che scaturì dagli occhi del marito le disse che non poteva renderlo più felice di così!
Le loro labbra si trovarono di nuovo…e non si staccarono più.

THE END

PERSONAGGI E INTERPRETI

F4

Gu Jun Pyo
Yoon Ji Hoo
So Yi Jung
Song Woo Bin

Ha Jae Kyung (ex fidanzata di Jun Pyo/ figlia del CEO del JK Group)
Geum Jan Di (moglie di Gu Jun Pyo)
Chu Ga Eul (migliore amica di Jan Di e moglie di So Yi Jung)



     


                      





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