FanFiction Drama Coreani | Boys Over Flowers Drama - Gu Jun Pyo e la cicogna di k66 | FanFiction Zone

 

  Boys Over Flowers Drama - Gu Jun Pyo e la cicogna

         

 

  

  

  

  

Boys Over Flowers Drama - Gu Jun Pyo e la cicogna   (Letta 104 volte)

di k66 

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Sezione:

Serie TVDrama Coreani

Genere:

Introspettivo - Romantico - Umoristico

Annotazioni:

Happy Ending

Protagonisti:

So Yi Jung - Chu Ga Eul

Coppie:

So Yi Jung/Chu Ga Eul (Tipo di coppia «Het»)

 

 

              

  


  

 Capitolo 1 

Una piccola shottina che coinvolge anche questa coppia di cui purtroppo si è visto troppo poco...^^ Ma la saga su Boys Over Flowers comunque non finisce qui! ^__- Buona lettura! ^__^


  

“Ho bisogno di te!”
Gu Jun Pyo inarcò un sopracciglio, sollevando la testa dalle carte che stava studiando.
“Prego, fai come fossi a casa tua!” grugnì sarcastico indicando la poltrona davanti alla sua scrivania all’amico che aveva fatto irruzione nel suo ufficio con la grazia di un ciclone.
Poi con un gesto brusco del capo congedò il suo segretario, che si stava affannando senza costrutto e ormai inutilmente per arginare l’invasione dell’intruso: So Yi Jung se lo scrollò di dosso con un ghigno, poi si sedette con la tranquilla eleganza che era il suo marchio di fabbrica.
Gu Jun Pyo si accomodò meglio sulla poltrona e lo scrutò indagatore.
“Sputa la rana.” ordinò conciso.
“Non era il rospo?” lo rimbeccò distrattamente So Yi Yung, per poi arricciare la bocca tradendo così un certo nervosismo. “Te l’ho detto, ho bisogno del tuo aiuto.”
Gu Jun Pyo cominciò suo malgrado a sentirsi incuriosito: che cosa poteva mai essere successo nella vita del suo amico per scalfire il suo proverbiale autocontrollo?
“Già, ma potresti essere un tantino più preciso? Che cosa ti serve esattamente? Voglio sperare che non si tratti di soldi, odierei perdere un amico per questo!” lo prese in giro con un sorrisino.
L’altro esitò, poi si umettò le labbra.
Sempre più interessante…e la sua curiosità crebbe ancora di più.
Gu Jun Pyo si inclinò leggermente in avanti, dedicandogli la più completa attenzione.
“Ecco…mi servirebbe un tuo consiglio…”
Caspita, questa sì che era una novità assoluta!
“Se non sbaglio di solito tu preferisci affidarti ai consigli di Woo Bin, o al limite di Ji Hoo: come mai questa volta ti rivolgi a me?”
So Yi Jung esibì un’espressione corrucciata.
“In effetti loro sono molto più affidabili di te nel dare consigli…” Gu Jun Pyo digrignò i denti: questa gliel’avrebbe fatta pagare con gli interessi! “…però Woo Bin è a Parigi e Ji Hoo è via per un congresso medico, quindi…E poi, su questa questione sei tu il nostro sunbae.”
Gu Jun Pyo accantonò la sua stizza, perplesso.
“Sei l’unico che abbia figli, hai capito adesso?” sbottò So Yi Jung impaziente, visto che l’amico era ancora in alto mare.
“Mi risulta che la moglie di Ji Hoo dopo tanti tentativi falliti sia finalmente incinta…” So Yi Jung strabuzzò gli occhi perché la notizia non gli era ancora giunta. “…ma capisco che io sono comunque in vantaggio perché ne ho già due. Ma in che modo questo mi rende più qualificato per darti un consiglio?”
So Yi Jung distolse lo sguardo, chiaramente a disagio.
“Ga Eul…”
“Sììììì?”
So Yi Jung si strinse le mani nervoso.
“Uhm…lei…ecco…”
Gu Jun Pyo iniziava davvero a divertirsi: non aveva mai visto il suo amico così in imbarazzo, forse quella era già una punizione sufficiente per la bassa considerazione che poco prima aveva dimostrato di avere per lui!
“Ga Eul…vuole un bambino!” esalò alla fine con un sospiro sofferto.
Tutto qui?!
Si era aspettato chissà cosa!
“E allora? Tu daglielo, no?” sbuffò Gu Jun Pyo scrollando le spalle, già disinteressato di tutta la questione. Cosa c’era di complicato in tutto questo? “Cos’è, ti serve un disegnino su come si fanno i bambini? Strano, mi pareva che avessi fatto una certa pratica prima di sposarti!” lo stuzzicò perverso.
Per anni si era così vantato dei suoi successi con le donne, prendendolo in giro spietatamente perché lui invece si era arenato sulla prima che gli era piaciuta, si meritava proprio di friggere un po’ sulla sua stessa graticola!
“Se hai intenzione di continuare a sfottere, allora me ne vado!” borbottò So Yi Jung cominciando ad alzarsi in piedi. “Lo sapevo, è stata una perdita di tempo venire qui!”
Gu Jun Pyo sbuffò annoiato.
“Aish, come sei permaloso! Dai, siediti, parliamone con calma. Prometto che terrò a freno la lingua se proprio ci tieni.”
So Yi Jung accolse la sua riluttante promessa con aperto scetticismo ma si sedette di nuovo, il che la diceva lunga su quanto fosse preoccupato e disperato.
Questa riflessione indusse Gu Jun Pyo a tornare serio e a concentrarsi di nuovo sul problema.
Ga Eul voleva un figlio.
Beh, era una richiesta piuttosto naturale per una moglie innamorata del marito e dotata per di più di uno spiccato istinto materno, come era ben testimoniato anche dal lavoro di insegnante d’asilo che lei faceva.
So Yi Jung invece non lo voleva.
Perché?
Gu Jun Pyo non ebbe necessità di pensarci molto, anche se la penetrazione psicologica non era esattamente la sua specialità (cosa che gli veniva spesso rinfacciata).
Ma questa era la risposta più semplice del mondo!
La famiglia d’origine di So Yi Jung era un disastro, persino peggiore della sua: sballottato tra un padre artista donnaiolo e a dir poco indifferente e una madre fragile e perennemente sull’orlo del suicidio, la sua infanzia era stata una buona, buonissima imitazione dell’inferno in terra.
So Yi Jung era pieno di cicatrici interiori, la più grossa e dolorosa delle quali era costituita dal successo infine ottenuto dalla madre nel cercare la fuga dalla sua vita.
Per So Yi Jung era stato un trauma dagli effetti devastanti e solo il fatto che in quel momento avesse già raggiunto la stabilità sentimentale con Ga Eul lo aveva salvato dal lasciarsi andare completamente e suicidarsi come la madre.
Facendo uno sforzo di memoria poteva capire le ansie che provava all’idea di diventare padre, perché a suo tempo erano state anche le sue, visto il pessimo esempio che avevano avuto entrambi.
Sarò capace di essere un padre migliore del mio?
Questa era la domanda che lo aveva tormentato più di tutte sin da quando sua moglie gli aveva comunicato la sua gravidanza, e tuttora non aveva una risposta a quel dubbio inquietante.
C’erano giorni in cui si sentiva un buon padre, altri in cui gli sembrava di sbagliare tutto e si sentiva una schifezza, e allora l’angoscia tornava a soffocarlo: il mestiere del genitore era universalmente riconosciuto come il più difficile del mondo, era tanto banale dirlo quanto vero!
Che genere di incoraggiamento poteva mai dare al suo amico?
“Ga Eul è ostinata come un mulo. Ne abbiamo discusso fino a sgolarci, ma non siamo riusciti a trovare un compromesso. E stamattina lei….ha fatto le valigie e se n’è andata.” concluse So Yi Jung cupo.
Ahia.
Questa sì che era una crisi coi fiocchi!
“Non bisogna mai lasciare che il sole tramonti su una lite da risolvere.” sentenziò Gu Jun Pyo insopportabilmente saccente.
“E tu di sicuro lo sai bene, visto che con Jan Di litighi un giorno sì e l’altro pure!” replicò acido So Yi Jung, punto sul vivo.
L’amico fece spallucce.
“Vero! E allora? Siamo una coppia un po’ frizzante e questo è il nostro modo di volerci bene, però mia moglie non mi pianterebbe mai in asso facendo le valigie!” concluse soddisfatto.
“No, perché lei farebbe LE TUE!” ribatte sempre più piccato So Yi Jung.
Gu Jun Pyo fece una smorfia truce.
“Non oserebbe MAI!”
“Chi, la stessa che ha gettato un gelato in faccia e ha dato un calcio al volo al grande Gu Jun Pyo, poi non oserebbe fare una piccola valigia e buttarti fuori di casa?! Ti illudi di brutto!”
Ormai si guardavano in cagnesco ed erano ad un passo dal prendersi per il collo, poi So Yi Jung sembrò svegliarsi da un brutto sogno e scrollò le spalle.
Scoraggiato si sedette di nuovo prendendosi la testa tra le mani.
“Aish, ma che sto facendo?! Mia moglie se n’è andata di casa e io perdo tempo a litigare con un idiota come te!”
L’altro lo guardò storto, poi si ricompose.
“Passerò sopra all’idiota perché sei sconvolto, ma vedi di non farci l’abitudine! Comunque, ormai la ciambella è fatta…” Voleva dire frittata, naturalmente, e So Yi Jung sospirò rassegnato: Gu Jun Pyo non ce l’avrebbe mai potuta fare con i motti e i proverbi! “Ora possiamo solo cercare di limitare i danni. Hai idea di dove possa essere andata?”
Il povero marito abbandonato scosse la testa e sospirò di nuovo.
“Non dai suoi genitori: per il loro anniversario di nozze gli ho regalato una crociera e sono partiti una settimana fa. Per non lasciare la casa vuota hanno invitato a Seoul alcuni parenti, non credo proprio che Ga Eul avrebbe gradito sbandierare i nostri problemi ai quattro venti. Forse è andata in un albergo o in un residence, ma quale?! Per setacciare tutta Seoul ci vorrà una vita!”
“Forse no…” disse Gu Jun Pyo meditabondo.
“Cioè?”
“Fammi fare una telefonata.”
Gu Jun Pyo prese il telefono e compose velocemente un numero.
“Per caso Ga Eul è lì con te?” esordì quando ebbe risposta.“Mmhh, ho capito. Tienila lì a tutti i costi, non lasciarla andare via e non farle capire che hai parlato con me, intesi? Ci vediamo tra poco.”
Soddisfatto chiuse la telefonata poi si alzò e cominciò a infilarsi la giacca.
“Andiamo.”
“Ma dove?” chiese So Yi Jung stralunato. “Dove diavolo è Ga Eul?!”
“Secondo te?! E’ a casa mia, dalla sua migliore amica, non era così difficile da capire! E adesso chi è l’idiota tra noi due?” disse sarcastico mentre sospingeva l’amico verso la porta. “Dai muoviti, prima che fiuti la trappola e ci scappi!”
Questo fu sufficiente perché So Yi Jung ritrovasse velocità e presenza di spirito, al punto che schizzò fuori dalla porta come un razzo.
Gu Jun Pyo lo seguì più lentamente con un sorrisetto: aish, ma come aveva fatto a trovarsi degli amici così sprovveduti?!

***

“Perché non dici niente? Credevo che saresti stata dalla mia parte!”
“E lo sono!” protestò Jan Di subito fulminata da un’occhiata corrucciata dall’amica, ma nonostante questo non rinunciò a quello che voleva dirle. “Però…ecco…”
“Però?”
“Io capisco le tue ragioni…”
“Vorrei vedere che non le capissi! Io desidero un figlio con tutta me stessa, ho sempre desiderato avere UNA NIDIATA di bambini, e non posso accettare l’idea che mio marito non ne voglia neanche uno!” borbottò Ga Eul con un cipiglio che raramente esibiva, lei sempre così dolce e accomodante.
“…però capisco anche quelle di tuo marito.”
Ga Eul trasalì.
Tradimento!
Non si aspettava che la sua migliore amica prendesse le parti di So Yi Jung, non gli era mai stata particolarmente vicina, anzi.
“Ma se non volevi neanche che lo sposassi!” l’accusò senza mezzi termini.
Jan Di si umettò le labbra nervosamente.
Se le avessero detto che la sua giornata di riposo dai turni di lavoro in ospedale sarebbe stata così movimentata avrebbe chiesto di fare gli straordinari! Ma quando Ga Eul le si era presentata davanti alla porta armata di valigia non aveva potuto dirle di no…l’aveva accolta con un sorriso e si era resa disponibile ad accogliere il suo sfogo: solo che si era aspettata che si trattasse di tutt’altro e adesso anche lei era nei guai, se doveva giudicare dall’espressione delusa della sua amica.
“Non è proprio così. Ero solo un po’ preoccupata per la sua fama di dongiovanni…temevo che ti facesse soffrire, ecco.”
“E cosa ti ha fatto cambiare idea?”
“Beh, Gu Jun Pyo mi ha parlato un po’ meglio della sua infanzia e…”
Ga Eul sussultò.
“Non è giusto. Nemmeno a me mio marito ha raccontato tutto, tu invece...”
“Mio marito lo ha fatto solo per rassicurarmi.” si affrettò a spiegarle l’amica, poi riprese: “E se lui sa più cose di te è solo perché gli F4 si conoscono da quando erano bambini. Tra di loro non hanno mai avuto segreti…è solo questo, Ga Eul.”
Già, sempre la solita storia.
Gli F4 formavano un fronte unico contro il mondo intero ed era difficile che tradissero le loro debolezze al di fuori di quella stretta cerchia.
O meglio, So Yi Jung non lo aveva fatto: non del tutto, almeno.
C’erano ancora tante, troppe cose che non sapeva della sua infanzia, cose che lo avevano segnato indelebilmente e che ora stavano incidendo pesantemente sul loro futuro.
“Tu sai che razza di famiglia ha avuto.” continuò Jan Di vedendo che Ga Eul si era un po’ placata e stava riflettendo.
“Sì, lo so. Suo padre era un donnaiolo egoista ed egocentrico. Una volta mi ha detto che era diventato così perché aveva perso il suo grande amore…Ho sempre pensato che fosse soltanto una scusa, ma anche se fosse stato vero nulla gli dava il diritto di comportarsi in quel modo indegno! Ha trattato suo figlio malissimo…”
“Già. E sua madre…”
Nessuna delle due riuscì ad andare avanti, entrambe rabbrividirono.
La madre di So Yi Jung si era suicidata un anno dopo il matrimonio del figlio e So Yi Jung era quasi impazzito.
Ga Eul aveva fatto il possibile per stargli vicino e sostenerlo, ma non era stato per niente facile.
In quell’anno So Yi Jung si era chiuso in sé stesso e aveva lavorato a ritmi folli: le sue opere migliori, osannate e pluripremiate dai critici, erano nate proprio in quell’orribile periodo ma erano anche le opere più tormentate che un’artista avesse mai creato, terribile riflesso dello stato d’animo di chi le aveva forgiate.
Ga Eul provava un senso di disagio e di tristezza quando le guardava, perché il dolore traspariva e trasudava da ogni pezzo.
E non era solo il dolore…
Suo marito si sentiva in colpa: una parte di lui gli diceva che era sua la responsabilità di non aver fermato la madre!
Aveva cercato di convincerlo che non era così, che era stata sua madre a fare la scelta sbagliata, ma lui aveva resistito ad ogni ragionamento e aveva continuato a crogiolarsi in quel senso di colpa quasi con voluttà.
Era stato un periodo terribile, che sembrava non dover finire mai.
Tutto quello che aveva potuto fare era stato di restargli semplicemente vicino: servirgli un pasto caldo quando ne aveva bisogno, fare in modo che ogni tanto riposasse, stare attenta che non prendesse freddo quando si fermava nel suo studio a lavorare fino a tardi, appisolandosi nelle posizioni più improbabili…cose così, da moglie fedele che se ne sta discretamente da parte pronta a intervenire.
Ad un certo punto aveva disperato che la loro relazione sarebbe mai tornata su canali normali, ma poi finalmente il marito era sembrato riemergere da un lungo sonno invernale e aveva ricominciato a vivere.
Piano piano, lentamente.
Un giorno aveva finito tutta la minestra, poi aveva alzato la testa dal piatto e le aveva sorriso: aveva avuto la netta sensazione che avesse ricominciato a vederla.
Aveva risposto a quel sorriso e gli aveva teso la mano….e lui l’aveva presa.
Ecco, era ricominciata così.
Per i due anni successivi era tornato il sereno, ed era allora che a lei era venuta l’insana (per lui) idea di avere un figlio.
Non si era aspettata di incontrare una così fiera opposizione!
Da fidanzati non avevano mai parlato di questo, ma lei aveva dato per scontato che lui ne volesse…quale uomo non vorrebbe un erede?
Ora aveva la risposta: il SUO!
E quella risposta la rendeva infinitamente triste…
Jan Di non sapeva che cosa stesse passando per la testa dell’amica, ma capiva quanto fosse infelice quindi tese una mano e prese la sua per confortarla, poi iniziò a parlare lentamente.
“Sua madre lo chiudeva in uno sgabuzzino al buio per ore, per punirlo delle sue birichinate. E mentre lui era lì dentro che piangeva e gridava per la paura gli urlava che non avrebbe mai dovuto nascere. Che era tutta colpa sua se la sua vita era rovinata, che se non fosse arrivato lui non si sarebbe mai legata ad un uomo crudele e menefreghista. Gli diceva che non aveva nessuna speranza, perché era identico a suo padre e che uomini così non devono fare figli, devono morire soli…Parole simili sentite a quell’età non possono non lasciare il segno, se a dirtele è la tua stessa madre….”
Ga Eul inorridì.
“Quella donna era pazza!”
Jan Di annuì.
“E’ possibile, di certo era profondamente instabile. E non è tutto….Il resto devi fartelo raccontare da lui…”
Ga Eul scosse la testa, scoraggiata: non si era confidato fino a quel momento, come sperare che lo facesse in futuro?
“Lo farà, se tu avrai pazienza: non metterlo con le spalle al muro, devi andargli dietro con dolcezza, e allora lui si aprirà. Ci sei già riuscita una volta: ora manca solo un piccolo passo e poi sarà tutto tuo.” concluse Jan Di con un sorriso fiducioso.
“Ho rovinato tutto!” gemette la poverina prendendosi la testa tra le mani. “Cosa mi è saltato in mente di dargli un ultimatum?”
“Magari è stata una scossa positiva. Ora sa che questa è una cosa veramente importante per te e sarà costretto a riflettere….”
Ga Eul tirò un po’ su con il naso e la guardò speranzosa.
“Dici?”
“Ma sì. E se così non fosse, troveremo un altro modo: gli F4 hanno la testa dura, ma non sono invincibili!”
Il buffo occhiolino di Jan Di strappò a Ga Eul una timida risata.
“Adesso rilassati e non pensarci. Anzi, ti va’ di aiutarmi? Ho promesso ai miei figli che questo pomeriggio avremmo fatto i biscotti con la faccia di Gu Jun Pyo: ti assicuro che non avrai il tempo di pensare a niente con quei due diavoletti da sorvegliare!”
Il sorriso felice di Jan Di le diede una leggera fitta di invidia al cuore.
Geum Jan Di era così fortunata, aveva davvero tutto.
Un marito che l’adorava, due figli deliziosi, un lavoro che amava….era troppo desiderare anche lei la stessa felicità?
Ga Eul soffocò quel sentimento ingiusto e si disse che Jan Di aveva lottato duramente per avere tutto quello che aveva e aveva sofferto moltissimo: se ora era felice era soltanto giusto, e anche lei doveva lottare allo stesso modo se voleva avere la stessa felicità!
Un po’ più determinata e agguerrita di quando aveva iniziato quella conversazione afferrò il grembiule che Jan Di le stava tendendo e cominciò la sua prima battaglia nell’operazione “Come cucinare i biscotti con un paio di monelli senza bruciare tutta la casa”.
Missione difficile, ma un ottimo allenamento per le prossime battaglie con il marito!

***

“Quelle non sono le tue valigie?” chiese So Yi Jung sornione.
Gu Jun Pyo chiuse bruscamente la telefonata di lavoro che stava facendo per riguadagnare un po’ del tempo perso nel venire via prima dall’ufficio..
Si guardò intorno allarmato, esplorando minuziosamente l’entrata della sua villa dove l’autista stava parcheggiando, finchè non realizzò che ci era caduto come un pollo.
“Non sei così sicuro di te stesso!” sghignazzò soddisfatto il maledetto presunto amico, ignorando lo sguardo truce che ora lo stava trafiggendo.
“Ahaha, sei proprio divertente! Voglio vedere se avrai ancora tanta voglia di scherzare quando avrai di fronte tua moglie!” lo schernì sferzante, poi toccò a lui sogghignare davanti al suo evidente pallore.
Poveretto, in fondo gli faceva molta pena!
So Yi Jung poteva sembrare il più superficiale e il più cinico degli F4, invece era il più sensibile e delicato, così sensibile che la sua anima era piena di cicatrici ma solo gli intimi potevano vederle.
Ga Eul aveva curato gran parte di quelle cicatrici ma ora era rimasta la più profonda e pure lei si era trovata in difficoltà.
E che ci stanno a fare gli amici se non per porgerti aiuto in momenti come questi?
Gu Jun Pyo rinunciò ad infierire e gli posò una mano sulla spalla.
“Andrà tutto bene:” gli disse incoraggiante, poi quasi lo spinse perché scendesse dalla limousine e si avvicinasse alla villa.
Il portone si aprì quasi magicamente davanti a Gu Jun Pyo come se attendesse il suo arrivo (in effetti era così, ma non era il portone a farlo, bensì il suo maggiordomo!).
“Bentornato, signore.”
Gu Jun Pyo gli allungò la sua 24 ore poi aprì la bocca per fare una domanda ma l’impeccabile maggiordomo lo precedette: “La Signora è in cucina che fa dei biscotti con i bambini.” precisò con un sorriso composto.
Non era mai difficile anticipare le sue esigenze, Jan Di era sempre il suo primo pensiero.
“E mia moglie dov’è?” chiese impaziente So Yi Jung.
“La sua Signora è…”
“Papà! Papà!”
Due voci garrule risuonarono nella casa e dopo pochi secondi due piccoli tornadi si tuffarono sulle lunghe gambe del padre con tanta forza da farlo quasi barcollare.
Gu Jun Pyo riuscì a mantenere miracolosamente l’equilibrio, rise e si chinò per afferrare la più piccola, poi la sollevò e la fece volare in aria facendola ridere a crepapelle.
Infine la strinse e le schioccò un sonoro bacio sulla guanciotta tonda e rosea.
“Ciao Principessa, cosa state combinando con la mamma?”
La piccola gli fece un sorriso luminoso poi gli stampò un bacio umido e appiccicoso sulla guancia.
“Stiamo preparando i biscotti al cioccolato, quelli con la tua faccia che piacciono a te! La zia Ga Eul ci ha aiutato anche lei!” rispose soddisfatta la piccola birichina.
“Ah, ecco perché sei piena di farina! Guarda qui come mi hai conciato la giacca!” brontolò Gu Jun Pyo guardandola severo ma la bambina non lo prese sul serio, ben sapendo che suo padre era come creta tra le sue mani.
Gli mostrò la linguetta impertinente e poi si strinse nelle spalle, finchè Gu Jun Pyo non le fece il solletico e la bimba ridendo gli buttò le braccia al collo.
“Ehi papà, ci sono anch’io!” brontolò il fratello più grande sentendosi trascurato.
Gu Jun Pyo sorrise poi scompigliò i capelli del figlio.
“Certo che ci sei anche tu! Vuoi che ti prenda in braccio come tua sorella?”
“No! Io sono grande, non sono un moccioso come quella lì!” strillò il bambino indignato.
So Yi Jung non potè trattenere una risata: quel soldo di cacio gli ricordava tanto suo padre da bambino!
Però quella tenera scenetta domestica gli stava ispirando anche altre riflessioni: anche se era in ansia per il prossimo confronto con sua moglie quello che aveva visto gli aveva anche rasserenato il cuore.
La famiglia felice non era solo un’illusione, poteva anche essere reale, se ci si metteva il giusto impegno…il suo amico ci era riuscito, infatti, e non aveva avuto un esempio famigliare migliore del suo!
Gu Jun Pyo si muoveva nella condizione di padre con una disinvoltura sorprendente, che mai nessuno avrebbe potuto sospettare.
Ora stava correndo dietro ai suoi figli facendo finta di essere il mostro del solletico e tutti ridevano come matti facendo un gran baccano, persino il maggiordomo stava ridendo.
“Cos’è tutta questa confusione? Vi si sente persino in…”
Ga Eul si interruppe di botto nell’incrociare lo sguardo scuro e profondo di suo marito, quanto a So Yi Jung si pietrificò sul posto.
Gu Jun Pyo afferrò al volo la situazione e non pose tempo in mezzo.
“Scusate ma ho due piccoli ribelli da domare!” disse con noncuranza poi acchiappò i due figli e li portò via urlanti come ossessi.
Anche il maggiordomo si defilò discretamente, finchè non rimasero solo loro due.
Ga Eul sbirciò il marito di sottecchi, a disagio.
“Perché sei qui?” chiese nervosa cincischiando il grembiule da cucina sporco di cioccolata che aveva ancora addosso.
So Yi Jung sospirò, poi si mise le mani in tasca per trattenersi dall’abbracciarla: lei non era ancora pronta per questo, purtroppo.
“Sono venuto per te, che altro?” rispose un po’ brusco.
Toccò a Ga Eul sospirare, poi chinò la testa avvilita.
“Non è così ovvio…Ci siamo già detti tutto, credo.”
Tutto il suo spirito battagliero si era già sgonfiato, ora riemergeva tutta la sua insicurezza e la sua sfiducia in sé stessa: forse Jan Di si era sbagliata e l’infanzia di suo marito non c’entrava niente, era CON LEI che non voleva avere figli.
Forse era solo quello il problema.
So Yi Jung si raggelò.
Detti tutto?!
Così, come se fosse tutto finito e per il loro matrimonio non ci fosse più speranza?
No, non poteva accettarlo, non voleva accettarlo!
Ga Eul era tutta la sua vita, la parte buona e innocente di sé stesso che i colpi della vita avevano cercato di distruggere.
Non poteva rinunciare a lei, non voleva perderla!
“Non è così. Non è finita, non ci siamo detti tutto, IO non ti ho detto tutto.” replicò angosciato.
Ga Eul lo guardò smarrita e con gli occhi lucidi di lacrime e fu allora che lui si arrese.
Da principio esitante, poi via via più impetuoso e sicuro le rovesciò addosso tutto quello che prima si era tenuto dentro, per paura di essere compatito.
Il suo dolore di bambino sballottato tra due genitori instabili e incapaci di svolgere il loro ruolo venne sviscerato senza più pudori: descrisse gli attacchi violenti di sua madre in cui gli vomitava addosso tutto il suo rancore, come se fosse solo sua la colpa, l’incuria del padre che esibiva le sue amanti senza alcun pudore anche davanti al figlio, mettendolo poi in condizione di assistere alle tremende scenate di gelosia tra i due che si concludevano sempre con un nuovo tentativo di suicidio.
Aveva sette anni quando aveva dovuto chiamare il numero dell’emergenza per sua madre per salvarla la prima volta, ed era stata appunto la prima di una lunga serie.
Tutte queste esperienze orribili confluirono nella sua fragilità di adolescente solo e in guerra con il mondo e nella diffidenza e cinismo dell’uomo adulto, che non credeva di riuscire a costruire una vera famiglia.
Una diffidenza che si era tramutata in una corazza difensiva che serviva a fargli da scudo contro il mondo esterno, impenetrabile e resistente.
Ga Eul era penetrata sotto la corazza ma non aveva ancora raggiunto lo strato più fragile e delicato.
Solo adesso stava succedendo e lei se ne accorse sempre più man mano che la voce del marito nel suo racconto diventava più spezzata, per poi convincersi del tutto quando lui cadde in ginocchio in lacrime davanti a lei.
Lo aveva già visto una volta così vulnerabile, quando le aveva parlato del suo primo amore, e la cosa l’aveva scossa a tal punto che si era ripromessa di stargli accanto in modo che non succedesse mai più…
Questo la sgomentò perché aveva tradito la sua promessa.
Che cosa aveva fatto?!
Come aveva potuto essere così insensibile da non capire lo stato d’animo del marito?
Eppure sapeva da quale famiglia lui provenisse e anche se non le aveva mai raccontato tutto avrebbe potuto intuirlo da sola!
Non potè più resistere a quella tortura.
Gli andò vicino e gli prese la testa tra le mani, premendola contro il suo grembo e prendendo ad accarezzargli i capelli.
Lui le si avvinghiò e cominciò a sussurrarle : “Non lasciarmi. Ti prego, non lasciarmi…”
Ga Eul si morse le labbra per non piangere, poi si lasciò andare in ginocchio e lo abbracciò: “Non ti lascio, non lo farò mai. Se non te la senti di avere figli, non importa…saremo solo noi due, e andrà bene così. Basteremo l’uno all’altro, va bene?”
I singhiozzi si acquietarono, finchè lui non cadde quasi sfinito sulla sua spalla.
Lei continuò ad accarezzargli i capelli come una madre che cerca di calmare il figlio mentre sta male: e forse era proprio così, era quello il senso.
Lui non aveva avuto una vera madre; non sapeva nemmeno che cosa fosse.
E neanche un padre: come poteva essere stata così egoista da chiedergli qualcosa che era al di sopra delle sue possibilità?
“Ga Eul…”
“Sì?”
“Io..non so ne sono capace, ma…voglio darti un figlio.”
Lei trattenne il respiro.
“Non devi farlo. Non se non ne sei convinto. Nemmeno per me! E’ troppo importante per….”
“Lo so. Ma ci ho pensato, sai? Io non credevo nemmeno che mi sarei mai sposato. Non ho mai creduto di poter conoscere una donna con cui voler passare più di sei mesi, figurati una vita…”
“Compreso il tuo primo amore?” domandò titubante la moglie.
“Compresa lei…” e fu ricompensato dal sorriso pieno di gioia di Ga Eul.
“Ma poi ho incontrato te, e ora non riesco a immaginare un solo giorno passato lontani.”
“Tutto questo è meraviglioso, ma…”
“Non sono come mio padre, ora ne sono sicuro!” la interruppe con fermezza, poi l’affrontò a viso aperto, lo sguardo ancora lucido per le lacrime appena versate.”L’ho capito proprio adesso. Quando mi hai detto che ci eravamo detti tutto, quando ho pensato che ti avevo persa, mi si è rotto qualcosa dentro. Sono sempre stato sicuro che qualunque cosa avessi fatto ti avrei trovata lì, ferma ad aspettarmi: ma quando ho pensato che non fosse più così, beh, allora….ho capito che non lo avrei tollerato, che avrei fatto di tutto per trattenerti.”
Ga Eul scosse la testa con un sorriso triste, non ancora convinta.
“Non capisci? Per mio padre una donna valeva l’altra, pensava solo a sé stesso! Io invece penso a te, e se questa cosa è diversa allora anche il resto può esserlo. Non so che genere di padre posso essere, ma voglio provarci….Ho permesso alla mia disgraziata famiglia di togliermi già troppe cose belle della vita, ora non voglio più permetterglielo. Ti prego, yeobo, dammi ascolto!”
Ga Eul sospirò, poi gli prese il viso tra le mani.
“Ne sei sicuro?”
“Sì.”
Più che nelle parole Ga Eul trovò la risposta negli occhi ora limpidi di suo marito e finalmente pieni di fiducia e di un’altra cosa ancora più importante.
Amore.
Suo marito l’amava, l’amava davvero!
La prova che gliene stava dando era la più grande che avesse mai potuto sperare per fugare tutti i suoi dubbi.
Lui era pronto a superare tutte le sue paure per darle il regalo più prezioso: non poteva chiedergli di più!
Le lacrime sgorgarono di nuovo ma questa volta erano di pura felicità.
Annuì, incapace di dire una sola parola.
Allora lui si chinò su di lei e la baciò teneramente, sancendo così la promessa di avere un figlio.
Una mezzora d’ora dopo Gu Jun Pyo ritenne che gli era stato dato tempo a sufficienza per riappacificarsi e contro il parere di Geum Jan Di venne a cercarli.
“Ya, questo bambino non vorrete mica farlo lì sul mio tappeto, vero?” sbottò pieno di tatto.
I due non lo ascoltarono nemmeno e continuarono a baciarsi.
Gu Jun Pyo rassegnato tornò in cucina dalla moglie.
“Tutto bene? Si fermano per cena?”
“E che ne so?! Non mi hanno degnato di attenzione! Ma visto come si stanno baciando penso che tutto sia risolto, se vogliono cenare qui glielo chiederemo dopo. Però senti, visto che i bambini stanno facendo il bagnetto e i nostri ospiti sono impegnati, noi due potremmo….”
Jan Di lo guardò con riprovazione.
“Tu sei malato, sai? Hai una sola cosa in testa!”
“Ya, solo perché amo mia moglie e voglio dimostrarglielo?” fu la replica arrogante.
Ignorando i suoi urletti di finto disappunto se la caricò in spalla e la portò via così, grembiule infarinato e tutto!
A preparare la cena avrebbe pensato qualcun altro, perché mai pagava lo stipendio a tanti domestici, sennò?.

***

Un paio d’ore dopo

“Ah, era veramente un’ottima cena.” commentò So Yi Jung soddisfatto, accomodandosi sul divano vicino alla moglie. “L’hai preparata tu, Jan Di?”
L’interpellata arrossì vistosamente e si schiarì la voce.
“No, io ho preparato solo il dolce…ehm…non ho avuto tempo e …insomma, ci ha pensato la cuoca.”
Una veloce occhiata in tralice al marito che esibiva un’espressione innocente e insieme sorniona chiarì il senso di quel rossore e dove fosse finito tutto il suo tempo, così So Yi Jung soffocò una risata.
“Ci sta proprio un bicchiere della staffa. Per te cognac, come al solito?” cambiò discorso Gu Jun Pyo con un sorrisino.
“Sì, per me va’ bene.”
Ga Eul non venne interpellata, tutti sapevano che era astemia.
Gu Jun Pyo si diresse al mobile bar e cominciò a versare da bere, poi una volta finito porse il bicchiere all’amico.
Geum Jan Di non alzò la testa dal puzzle che stava componendo sul pavimento con l’aiuto dei suoi figli.
“Jan Di, tu non vuoi niente?” chiese So Yi Jung un po’ sorpreso.
Anche a tavola Jan Di aveva rifiutato di bere il vino e questo gli era sembrato un po’ strano, visto che lei lo apprezzava molto.
“No, grazie, è meglio di no.”
So Yi Jung avvertì il momento esatto in cui sua moglie afferrò il significato di quelle parole.
C’era un solo momento della sua vita in cui Jan Di smetteva completamente di bere.
“Jan Di, non mi dirai che sei di nuovo…?” chiese Ga Eul sbalordita.
“Beh…sì, in effetti, è così. Non volevamo ancora dirvelo, vista la situazione, ma..” disse con un tono di scusa.
Ga Eul ebbe un istante di sbandamento, poi si riprese: ancora una volta non poteva essere invidiosa, non proprio ora che era riuscita ad avvicinarsi di più al marito e stavano risolvendo i loro problemi!
Sarebbe arrivato il loro momento, presto…ora doveva solo rilassarsi e condividere la felicità della sua amica com’era giusto che fosse.
“E’ una bellissima notizia, a quando la nascita?” chiese Ga Eul con un bel sorriso e anche So Yi Jung, che si era allarmato di fronte a quell’imprevisto sviluppo, tirò un sospiro di sollievo.
Sua moglie l’aveva presa meglio del previsto!
“Nascerà tra sette mesi.” rispose Gu Jun Pyo orgoglioso. “Ancora non sappiamo se sarà un maschio o una femmina ma….”
“Papà, io voglio un maschio! Non posso sopportare un’altra mocciosa tra i piedi!” intervenne Gu Jin Sung con aria battagliera lasciando perdere il puzzle.
“No, sarà una bambina! Voglio una compagna con cui giocare alle bambole, sono stanca di giocare da sola!” strillò la piccola Gu Se Young balzando in piedi e piantandosi le mani sui fianchi. “Papà farà quello che dico io!” concluse poi sollevando il mento altezzosa e facendo la linguaccia al fratello, il quale per tutta risposta le rimandò una pernacchia.
“Bambini, buoni! Principessa, non dipende da me decidere di quale sesso sarà il bambino e…”
“Papà, se non dipende da te allora come nascono i bambini?” domandò il maschietto curioso, gettando nel più atroce imbarazzo il padre.
Geum Jan Di fece una boccaccia al marito sillabando silenziosamente le parole:“Adesso ti arrangi, così impari a parlare di certe cose davanti ai nostri figli!”
So Yi Jung si accomodò meglio sul divano per godersi lo spettacolo, scambiando un’occhiata d’intesa con la moglie
Voleva proprio vedere come ne sarebbe uscito il grande Gu Jun Pyo!
Il grande Gu Jun Pyo per il momento era arrossito e si stava tirando il colletto della camicia come se gli tirasse.
“Ah…beh…ecco…come dire….i bambini nascono…ehm…voglio dire…ah sì, li porta il cigno e…”
Ga Eul si chinò verso il marito e gli sussurrò all’orecchio:”Non è il palmipede sbagliato? Non era la cicogna?”
So Yi Jung ridacchiò.
“Questo è il minimo per Gu Jun Pyo! E poi la cicogna è troppo “borghese” per lui.”
L’imbarazzato genitore nel frattempo si era imbarcato in una descrizione impacciata che entrambi i figli stavano ascoltando con una faccia molto perplessa e incredula.
“Papà, ma sei sicuro di quello che stai dicendo?! A me sembra una sciocchezza: come può un uccello portare in volo dei bambini piccoli? E come fa a scegliere in quali famiglie portarli?”
Gu Jin Sung non riusciva a crederci: possibile che la sua nascita fosse dovuta ad uno stupido uccello?!
Aveva sempre pensato che fosse stato il suo potente padre insieme a sua madre a farlo venire al mondo, che delusione scoprire che non era vero!
Il povero padre messo all’angolo ora stava letteralmente sudando.
“Eppure vi assicuro che è così!” annaspò senza più argomenti.
Aish, ma la lezione di sesso non si faceva più avanti?!
Lui non si era ancora preparato!
Lanciò un’occhiata di fervente supplica alla moglie che finalmente ne ebbe pietà e con un gesto deciso chiamò a raccolta i suoi pargoli..
“Bambini, adesso basta: è ora di andare a letto. Lasciate in pace vostro padre e salutate gli ospiti.” disse con voce ferma ponendo fine in un sol colpo al tormento del marito, al divertimento degli altri adulti presenti e alla quantomeno discutibile lezione sulle meraviglie della nascita che avrebbe dovuto accrescere le conoscenze dei piccoli.
I due bambini per quanto interessati a continuare al discorso si rassegnarono in fretta, sapevano che quando la madre parlava con quel tono di comando non c’era niente da fare!
Andarono a salutare gli zii scoccando un bel bacio sulla guancia di commiato poi se ne andarono, seguiti da Jan Di che doveva ottemperare al rito serale della lettura della favola..
Gu Jun Pyo li seguì con lo sguardo poi respirò di sollievo.
“Ma siete sicuri di volere uno di quei mostriciattoli?” chiese con l’aria ancora stravolta.
So Yi Jung e Chu Ga Eul scoppiarono in un’allegra risata.
Sì, ora ne erano sicuri più che mai: la loro vita non sarebbe stata mai noiosa!
“Vuoi che togliamo lavoro ai cigni?” scherzò So Yi Jung attirandosi una smorfia offesa dell’amico mentre sua moglie faticava a trattenere una risata..
“La fate facile, voi due: a me non è venuto in mente nient’altro!” brontolò Gu Jun Pyo, poi anche lui cedette all’umorismo della situazione e scoppiò una risata generale.
Sì, la vita aveva molto da offrire, se non la si viveva con la mente rivolta al passato.
So Yi Jung prese la mano della moglie e la baciò.
Nei suoi occhi scuri lei lesse una promessa, dolce e calda come il loro amore.
A quella promessa lei sorrise ancora di più.
La felicità era a portata di mano…e presto avrebbe potuto ninnarla tra le sue braccia!

THE END


PERSONAGGI E INTERPRETI


Gu Jun Pyo
So Yi Jung
Geum Jan Di (moglie di Gu Jun Pyo)
Chu Ga Eul (migliore amica di Jan Di e moglie di So Yi Jung)
Yoon Ji Hoo
Song Woo Bin
Gu Jin Sung e Gu Se Young (figlio e figlia di Gu Jun Pyo e Geum Jan Di


     


                     





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