Io non sono come lui

         

 

  

  

  

   

  

  

             

Io non sono come lui   (Letta 55 volte)

di RollyChwan

1 capitolo (conclusa) - 0 commenti - 0 seguaci - Per tutti

    

 

Sezione:

Anime e MangaDragon Ball

Genere:

Non specificato

Annotazioni:

Missing Moment

Protagonisti:

Gohan - Chichi

Coppie:

Non indicate

 

 

               

  


  

Io non sono come lui

Tratto dal testo: "Mentre osservava la madre, cercò di ricordare tutti i momenti in cui suo padre l’aveva resa felice, rendendosi conto purtroppo che erano davvero pochi [...] l’aveva sempre lasciata sola, l’aveva abbandonata pensando solo a sé stesso e a...


  

Io non sono come lui


Leggeva la stessa pagina da almeno dieci minuti, troppo preso dai pensieri che gli vorticavano in testa, e ogni tanto guardava con la coda dell’occhio sua madre seduta accanto a lui sul divano e intenta a rammendare una maglia di Goten, o almeno ciò che rimaneva di quella povera maglia.
<< Tuo fratello è proprio un terremoto...guarda come ha ridotto la sua tuta! E’ uno straccio ormai. >> sospirò Chichi cercando di sistemare quei vestiti.
Ridestato da quelle parole, che avevano interrotto il silenzio e i suoi pensieri, Gohan decise di sondare il terreno con sua madre riguardo quel preciso argomento che lo tormentava senza però scoprirsi troppo.
<< Mamma…posso farti una domanda..ehmm…completamente disinteressata? >>
<< Certo, caro >> rispose Chichi un po’ dubbiosa.
<< Ecco se…se a un ragazzo piace una sua amica che..che è abituata a frequentare un certo tipo di persone, come fa…ecco..come fa a conquistarla? Sto parlando in senso generale ovviamente.>>
<< Oh Gohan, a Videl piaci già così come sei >> disse con un sorrisino Chichi << non occorre che tu faccia gesti eclatanti >> concluse ridendo leggermente per la faccia sconvolta del figlio.
<< Ma..ma…ma che stai dicendo?! >> si agitò Gohan ridendo nervosamente << io non stavo affatto parlando di me e Videl! Ma…tanto per curiosità, cosa intendi con non fare gesti eclatanti? >>
<< Be’, potresti semplicemente regalarle dei fiori o portarla fuori a cena >> rispose con un sorriso disteso mentre continuava a ricucire uno strappo sulla maglia di Goten.
Gohan intanto stava soppesando le parole della madre fin quando una domanda gli sorse spontanea << Papà ha mai fatto queste cose per te? >> chiese guardando con tenerezza la madre e poi con malinconia la foto di Goku posta sul tavolino di fronte al divano. Nel fare ciò, però, non si accorse del leggero irrigidimento di Chichi che rispose frettolosamente << Sì, ogni tanto mi portava dei fiori >> per poi continuare con un sorriso meno teso << Anzi, me li portavate insieme quando tornavate dalla pesca. Ricordi? >>
<< Ah sì, è vero! >> disse Gohan con un sorriso nostalgico << Però non siamo mai usciti a cena tutti insieme >> continuò il ragazzo scavando nei suoi ricordi per poi volgere lo sguardo verso sua madre << Ma immagino che tu e lui siate usciti insieme qualche volta, no? Magari qualche appuntamento romantico prima che vi sposaste o quando non ero ancora nato >> chiese con un sorriso imbarazzato.
<< A dire il vero no…io e tuo padre non abbiamo mai avuto un vero appuntamento, le nostre uniche uscite riguardavano le rimpatriate con i suoi amici a casa di Bulma o del Genio >> rispose con un sorriso triste “Sempre se mi portava con lui” pensò non alzando gli occhi dalla stoffa che teneva in mano per evitare che il figlio vedesse i suoi occhi lucidi.
<< Quindi papà non ti ha mai, come dire…corteggiata? >> chiese con un filo di imbarazzo e stupore.
<< Be’ Gohan lo sai come è andata, no? Ci siamo incontrati al torneo dopo tanti anni, ci siamo sposati quasi subito e poco dopo sei arrivato tu >> rispose Chichi con un sorriso tirato e facendo una carezza al figlio che chiese ancora << E non ti ha mai fatto un regalo o una sorpresa di qualche genere? >>
<< Ma certo che mi ha fatto dei regali! Mi ha donato due splendidi figli. Tu e tuo fratello siete i tesori più preziosi che mi ha lasciato vostro padre >> disse la donna, questa volta con un grande e sincero sorriso rivolto al figlio, per poi concentrarsi di nuovo sul suo lavoro.
“Non era esattamente quello che intendevo” pensò Gohan per niente soddisfatto della risposta che gli era stata data. Mentre osservava la madre, cercò di ricordare tutti i momenti in cui suo padre l’aveva resa felice, rendendosi conto purtroppo che erano davvero pochi se paragonati a quelli in cui vedeva Chichi lavorare ogni giorno come una schiava per gestire quella casa e l’appetito di due Saiyan. Ricordava molto bene quelle notti in cui si alzava per andare a bere e passando dalla stanza di sua madre la guardava dormire da sola su quel grande letto o, peggio ancora, la sentiva singhiozzare a causa dell’assenza e delle mancanze di Goku, per non parlare di quando la vedeva mentre fissava il vuoto con occhi lucidi. Suo padre l’aveva sempre lasciata sola, l’aveva abbandonata pensando solo a sé stesso e ai suoi interessi. Fu una constatazione che lo folgorò perché non ci aveva mai riflettuto; per lui Goku era perfetto, certo un po’ sbadato, ma l’aveva sempre visto come un eroe e un buon padre. Invece adesso iniziarono a pesargli addosso non solo tutti quei momenti importanti in cui lui non c’era stato ma anche tutta quella quotidianità familiare che era stata negata a lui e a Chichi e che Goten non avrebbe mai conosciuto. Per questo non si pentì della domanda che fece a sua madre dopo quei pochi minuti di silenzio .
<< Mamma, hai mai pensato di rifarti una vita? >> disse con un filo di voce guardando tristemente il pavimento << Non so, magari uscire con altri uomini >>
<< Gohan! Ma che stai dicendo? >> fece Chichi sconvolta << Io amo tuo padre, non potrei mai vedere altri uomini! >>
<< Ma mamma, ormai papà se n’è andato da tanto e io voglio che tu sia felice…>>
<< Tesoro, non potrei mai trovare la felicità fra le braccia di un altro uomo >> sospirò la donna.
<< Ma lui non tornerà più e tu…>> << Io niente! >> lo interruppe Chichi << Tuo padre ha fatto la sua scelta e noi dobbiamo rispettarla >> ma Gohan non si arrese e borbottò << Si ma non ha incluso noi nella sua scelta >>.
Queste parole ferirono profondamente la donna perché incarnavano un pensiero che le pesava sul cuore sin dal momento in cui Goku aveva deciso di non tornare più in vita. Notato il turbamento sul viso della madre, Gohan continuò: << Davvero mamma, dovresti conoscere altre persone per svagarti e uscire più spesso, stai sempre chiusa in questa casa a badare a me e a Goten…dovresti pensare anche a te stessa. Per esempio quel signore che sta nella montagna qui vicino, il signor Wilson… be’lui ti porta sempre la frutta che coltiva nei suoi campi e l’altra volta ti ha pure regalato dei fiori, forse se glielo chiedi voi due potreste.. >> ma Chichi lo interruppe di nuovo << Gohan stare qui e prendermi cura di voi è ciò che voglio perché mi rende felice e non ho bisogno di altro. E poi il signor Wilson è solo un signore molto gentile che, per tua informazione, è anche sposato >> disse rivolgendo un tenero sorriso al figlio << Sto bene così, sul serio >> aggiunse poi per tranquillizzarlo sperando che lasciasse perdere la questione.
Gohan però sapeva che non era così. Bruciavano ancora nella sua memoria le lacrime che vedeva versare di nascosto a sua madre nei mesi successivi alla morte di Goku, quando aveva scoperto di aspettare Goten e la consapevolezza di dover crescere due figli da sola si faceva sempre più pressante. In quei giorni lui l’aveva sostenuta in silenzio, aiutandola dove e quando poteva, e il pensiero che un giorno sarebbe rimasta da sola senza nessuno al suo fianco gli fece venire un magone alla gola.
<< Mamma, allora starò io sempre con te >> le disse con fermezza.
<< Che dici Gohan >> sbuffò leggermente divertita Chichi << potrà sembrarti strano ma i figli non appartengono ai genitori e un giorno tu dovrai andare via per la tua strada, crearti la tua famiglia e vivere con loro >> concluse con la voce un po’ incrinata al pensiero che quel giorno sarebbe potuto arrivare presto e che anche suo figlio l’avrebbe lasciata.
Ma Gohan negò con la testa << E’ vero mamma, un giorno avrò la mia famiglia e la mia vita, ma ti giuro che non ti abbandonerò mai. Io non sono come lui, mamma. Io non ti lascerò mai da sola e questa è una promessa >> sentenziò solennemente mentre si specchiava negli occhi lucidi di Chichi che si affrettò a stingere a sé il suo bambino.
“Sei la mia roccia Gohan”.


     


                      





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