FanFiction Drama Coreani | CITY HUNTER DRAMA - ANGEL HEART di k66 | FanFiction Zone

 

  CITY HUNTER DRAMA - ANGEL HEART

         

 

  

  

  

  

CITY HUNTER DRAMA - ANGEL HEART   (Letta 1595 volte)

di k66 

20 capitoli (conclusa) - 0 commenti - 0 seguaci - Per tutti

    

 

Sezione:

Serie TVDrama Coreani

Genere:

Avventura - Azione - Drammatico - Romantico

Annotazioni:

Crossover

Protagonisti:

Lee Yoon Sung - Kim Na Na - Ryo Saeba - Kaori Makimura

Coppie:

Lee Yoon Sung /Kim Na Na (Tipo di coppia «Het»)

 

 

              

  


  

 DANIEL (DIO DI SEGNI) /20 - 24 NOV/CAPACITÀ DI SINTESI E PROFONDITÀ DI RAGIONAMENTO. AMORE PER LA BELLEZZA E L'ARTE. CARATTERE MAGNETICO CAPACE DI CONSOLARE E DI AIUTARE GLI ALTRI. PROTEZIONE DAGLI AGGRESSORI.  

Buona lettura! ^__^


  

”Yasashii Shinon” http://www.youtube.com/watch?v=rPrHLgKy4PQ>

Cat’s Eye - 10 a.m.

“Sai per caso se Ryo ha mai conosciuto Shan Jie, il mio maestro?”
Falcon sollevò lo sguardo dalla tabella dei turni di sorveglianza che con puntigliosa precisione aveva voluto redigere.
Dimostrando una precisione non minore del marito Miki intanto era nel loro deposito segreto a fare l’inventario degli armamenti, in vista dei tempi bui che li aspettavano: quello era il modo che aveva scelto per rendersi utile, visto che Falcon le aveva rifiutato (non senza discussioni!) il diritto di fare dei turni notturni.
“Che ne so, nemmeno io lo conosco! Devi chiederlo direttamente a lui. Ma perché questa domanda?”
Mick tamburellò con le dita sul tavolino poi si passò la lingua sulle labbra.
“Il maestro è venuto a trovarmi, è ospite a casa mia per qualche giorno. Ho avuto l’impressione che il nome di Ryo lo turbasse, e anche quello di Doc…ma non ho idea del perché.”
“Un bel momento per ricevere ospiti!”borbottò Falcon incrociando le braccia.
Mick fece spallucce.
“Beh, non si può dire che sia di troppo disturbo. E’ uscito stamattina da solo e non l’ho più rivisto! Mi sta nascondendo qualcosa, me lo sento.”
“Mmmhh…Per conoscere Ryo e Doc contemporaneamente dovrebbe essere stato in guerra: loro due erano nello stesso battaglione di mercenari. Poi Ryo è fuggito negli Stati Uniti, come ben sai, mentre Doc è venuto subito in Giappone. Ma non avevi detto che il tuo maestro ha sempre vissuto rintanato in quella provincia sperduta della Cina, come diavolo si chiama…?!”
“Guǎngdōng. Sì, così credevo anch’io ma a quanto pare mi sbagliavo. E’ un uomo molto misterioso, non so nulla del suo passato.”
“Pensi che ci siano in vista altri guai? Mi pareva che ne avessimo già in abbondanza!”
“Non lo so…però il mio istinto mi dice che la sua visita non è di cortesia e non è affatto casuale! Penso che mi toccherà seguirlo per capirci qualcosa.”
“Nei momenti liberi dai tuoi turni, naturalmente!” sottolineò Falcon con un fiero cipiglio.
Mick fece un sorrisino astuto.
“Naturalmente, mio diffidente amico! Pensi forse che voglia scaricare su di te tutto il lavoro?”
“Tzè, non sarebbe la prima volta. Tu e Ryo siete speciali in questo!” mugugnò Falcon immusonito.
Mick aprì la bocca per replicare ma il tintinnio della porta che si apriva li interruppe ed entrambi girarono le testa quasi all’unisono verso l’ingresso per vedere chi fosse.
“Ciao ragazzi, come va’?” salutò il nuovo arrivato con un sorriso un po’ tirato che non raggiungeva gli occhi.
“Lee Yoon Sung! Stai bene?” esclamò Falcon scattando in piedi e andandogli incontro. “Sono ore che cerco di rintracciarti sul cellulare!”
Lee Yoon Sung fece una smorfia.
“Mi spiace, l’ho tenuto sempre spento per sicurezza, non volevo farmi rintracciare. Ho usato solo un cellulare usa e getta per mandare un messaggio a Ryo e avvisarlo del pericolo che corre….ma non sono sicuro che l’abbia ricevuto, non ho avuto risposta.”
Mick sollevò il bicchiere che aveva davanti accennando un brindisi.
“Lieto di rivederti, amico. Visto il putiferio che è scoppiato nella Grande Mela temevamo per la tua salute!”
Lee Yoon Sung si sedette al tavolo, posando a terra la sua sacca da viaggio.
“Non posso dire che sia stata una passeggiata, ma ne sono uscito senza quasi un graffio. Certo che Ryo ha delle amiche davvero interessanti!”
Mick e Falcon sogghignarono.
“Suppongo tu ti stia riferendo a Fan Yui.” interloquì Mick facendogli l’occhiolino.”Un bel peperino, eh?”
Lee Yoon Sung roteò gli occhi in modo significativo.
“Altrochè!” e gli altri due scoppiarono in una sonora risata. “Ma dov’è Ryo? Sono passato a casa sua ma non c’era nessuno.”
“Ha accompagnato Kaori ad una mostra di pittura.” rispose Mick sereno, prendendo il bicchiere per bere un sorso.
“Da solo? Ma è pazzo?!” si alterò Lee Yoon Sung.” Allora non ha ricevuto il mio messaggio? Non sa che ha alle costole un killer e anche il Chen Da Fu Ei e…”
“Calmati, anche se non lo avesse ricevuto Ryo sa già quello che c’è da sapere.” lo placò Falcon posandogli una mano sulla spalla.
“Come ha fatto?” chiese Lee Yoon Sung stupito.
“Ha i suoi contatti…in un modo o nell’altro riesce sempre a sapere tutto. E’ non è affatto solo. Tutta Shinjuku è in stato d’allerta, credimi: se una foglia avesse intenzione di muoversi a sproposito, Ryo lo saprebbe ancora prima che succedesse. Tu piuttosto, che ci fai qui?” grugnì Falcon scontento.
“Come sarebbe che ci faccio qui?! Sono venuto per dare una mano! Pensavi forse che lo avrei lasciato combattere la sua battaglia da solo?! Lui ha aiutato me quando ne ho avuto bisogno, ora tocca a me ricambiargli il favore!”
Falcon scosse la testa e sospirò.
Ragazzo incosciente e avventato: avrebbe dovuto restarsene tranquillo a casa sua!
“Che cosa sono questi? Ahh, sono dei turni di sorveglianza, vero? Mi spiace Falcon, ma dovrai rifarli tutti da capo, devi aggiungere anche me!” affermò Lee Yoon Sung deciso afferrando il foglio e stracciandolo in due.
Mick fece un sorrisino soddisfatto.
Meglio così, non aveva mai amato passare le notti in bianco!
Beh, a meno che non si trattasse di passarle nel letto di una bella donna, ovvio….

***

”Utsuro na Kokoro” http://www.youtube.com/watch?v=fJQF3aBBT3c>

Ryo aspirò un’altra boccata di fumo, mentre osservava la folla di passanti muoversi sul marciapiede nelle due direzioni di marcia.
Ma perché la sigaretta aveva un sapore così amaro?
Infastidito decise di gettarla, poi la schiacciò con la scarpa e si appoggiò al muro.
Forse aveva commesso un’enorme sciocchezza a lasciarli soli, ma sapeva che a Kaori avrebbe fatto piacere un momento vissuto a tu per tu con il suo vecchio amico e così aveva fatto, anche se gli era costato molto.
Non gli piaceva affatto il modo in cui la guardava, era troppo intimo e intenso...
Quell’uomo vedeva troppo, riusciva a leggerle fin dentro l’anima, ed era troppo attraente perchè potesse stare tranquillo e ritenerlo innocuo!
Innervosito dai suoi stessi pensieri aprì la porta e rientrò nell’atrio della galleria, poi cominciò a gironzolare guardando distrattamente le opere esposte.
Era fermo davanti ad un’insipida (per lui) natura morta quando una mano femminile scivolò all’interno del suo braccio destro, stringendolo familiarmente.
“Eccomi qui. Hai aspettato molto?”
Ryo si girò e incontrò il dolce sorriso della sua Kaori.
“Sei stata veloce.” mentì con disinvoltura.
Per lui ogni secondo era durato un’eternità!
Il sorriso di Kaori si accentuò e una punta di malizia scintillò nei suoi caldi occhi nocciola.
“Davvero? Meglio così. Direi che ho visto tutto quello che volevo vedere, possiamo andare.”.
Lo afferrò con più decisione al braccio dirigendosi verso l’uscita, ma Ryo resistette e si arrestò bruscamente; poi con lentezza ma decisione le staccò la mano dal braccio, facendola voltare verso di sé.
“Chi sei?” chiese gelido, perforandola con i suoi occhi scuri e penetranti come laser.
“Come sarebbe a dire, stai scherzando?! Sono Kaori e…”
“No. Ne hai fatto una buonissima imitazione, ma hai commesso almeno tre errori.”
La donna restò un istante in silenzio, interdetta, poi fece un passo indietro e lo sguardo che prima era dolce e caldo divenne duro e freddo.
“Bravo. Sei all’altezza della tua fama, a quanto vedo. Nessuno aveva mai smascherato un mio travestimento. Posso sapere quali errori ho commesso?”
“La tua voce: è quasi identica a quella di Kaori, ma non del tutto. Ci sei arrivato molto vicino, ma lei ha dei toni molto più caldi che non sei riuscito a riprodurre. Devi lavorarci di più.”
La donna annuì, come prendendo nota del suo errore per non incorrervi in un prossimo futuro.
“Il suo odore….Non sei riuscito a imitare il profumo della sua pelle, lo riconoscerei tra mille.”
Una smorfia in risposta dall’altra parte: quello era un po’ più difficile da aggiustare, non poteva modificare la chimica della sua pelle e un naso sensibile poteva sempre arrivare a scoprire il trucco, se non si faceva ingannare dagli occhi.
“E poi il mio corpo non ha avuto nessuna reazione alla tua presenza. Se ho vicino una donna attraente, il mio amico reagisce sempre, infallibilmente. Se poi c’è Kaori…” Ryo fece un sorrisino e un gesto vago con la mano, più eloquente di molte parole. “I tuoi seni sembrano veri, ma il mio istinto mi dice che non sei una vera donna!”
“Capisco. Ho sottovalutato il fatto che non per niente sei conosciuto come lo Stallone di Shinjuku. Mmhh, questo è un problema al quale non posso proprio porre rimedio, peccato.” sospirò sconsolata la donna misteriosa, o qualunque cosa fosse.
“Allora, chi sei veramente?”
Un sorriso tagliente sbocciò sulle labbra carnose della donna, ma era un sorriso che sembrava stonato su quella bocca gentile che normalmente era di Kaori e Ryo sentì un brivido di malessere serpeggiargli lungo la schiena.
Era orribile sapere che dietro le fattezze angeliche di Kaori si celava in realtà un mostro!
“Mi chiamano il Camaleonte e sono qui per svolgere un incarico. Ma prima volevo vedere se eri in gamba come si diceva in giro…e direi che la mia curiosità è stata pienamente soddisfatta. Sarà un vero piacere batterti sul tuo terreno!”
“Quindi tu sei il killer che vorrebbe tentare di uccidere Kaori.” constatò Ryo pacatamente, mettendosi le mani in tasca e allargando le gambe.
“Farò molto di più che tentare. Io sono il killer che la ucciderà!” replicò furiosa la sedicente donna.
“Povero illuso, non ci riuscirai mai! Hai accettato l’incarico sbagliato. Dimmi, che cosa può impedirmi di ucciderti proprio adesso?
“Non oseresti mai, non qui davanti a tutti!”
Il viso scolpito nella pietra di Ryo si concesse un sorriso feroce.
“In circostanze normali avresti indubbiamente ragione, ma queste non lo sono. Perché tu… vuoi uccidere LA MIA KAORI!”
Subito dopo quelle parole pronunciate in tono cupo e terribile la sua aura omicida cominciò a crescere, diventando quasi densa, palpabile e percettibile a occhio nudo.
Il Camaleonte ne fu investito come da un’onda d’urto e indietreggiò di un altro passo senza nemmeno rendersene conto.
Gli avevano detto che Ryo Saeba adorava la sua compagna, ma solo adesso comprendeva fino in fondo quanto tenesse a lei veramente: non avrebbe esitato a rischiare la vita pur di salvarla!
Per fortuna era stato previdente.
Strinse la borsetta che teneva in mano al petto: era la sua assicurazione sulla vita.
Ryo seguì il suo gesto diffidente, forse aspettandosi che ne estraesse un arma ma non era questa la sua intenzione.
“Non lo farai. Se mi tocchi anche solo con un dito farò scattare il detonatore che tengo qui dentro. Farò saltare in aria tutta la galleria e così morirà non solo la tua amata Kaori ma un sacco di gente innocente. Qui dentro scoppierà l’inferno: te la senti di correre questo rischio?”
Ryo strinse gli occhi, valutando la situazione.
Poteva essere una minaccia a vuoto…ma se non lo era?
Non poteva rischiare così tanto!
Cercò di rilassare le spalle, poi fece un sorrisino.
“Beh, in questo modo otterresti il tuo scopo, quello per cui sei venuto: perché semplicemente non lo fai?”
Anche la donna si rilassò impercettibilmente: bene, l’aura offensiva di Saeba si era attenuata di molto.
“Prima di tutto rischierei anch’io la vita, e non è mia intenzione, e poi…non è così che voglio batterti. Io voglio sconfiggere City Hunter in modo che tutti sappiano che sono io il numero uno!”
Ryo sospirò: uff, sempre la solita storia!
Cominciava ad esserne stanco.
“Vattene. Non comparirmi più davanti perché la prossima volta che lo farai ti ucciderò.”
“Questo è da vedersi!” lo sfidò il Camaleonte con uno sguardo furioso, ma poi dovette rinunciare a prolungare il suo attacco verbale perché in lontananza vide arrivare qualcuno che non voleva assolutamente incontrare e così si affrettò ad andarsene, dopo un ultima occhiata velenosa indirizzata al suo avversario.
Quando Ryo avvertì alle sue spalle il noto profumo di vaniglia della sua compagna capì che cosa aveva fatto fuggire il suo odioso antagonista.
“Ryo, scusa se ci ho messo troppo, ma sai com’è…Non ci vedevamo da tanto tempo. Ma chi era la donna con cui stavi parlando? Non l’ho vista bene, ma anche se vista di spalle aveva un aspetto familiare…..”
“Nessuno, era una tizia che voleva informazioni su un quadro.”
“E le ha chieste proprio a te?! Ahaha, allora è cascata malissimo, tu di arte non sai proprio niente. Beh, qui abbiamo finito. Possiamo andare al Cat’s Eye? Miki ha promesso di prepararmi la sua famosa torta al cioccolato e io ho una fame!”
Ryo alzò gli occhi al cielo lasciandosi trascinare fuori dalla galleria docilmente.
Forse non era il killer il vero pericolo, ma LA MICIDIALE INGORDIGIA DI KAORI!

***

”Morning garden” http://www.youtube.com/watch?v=f9FgrdemsOw>

Kazue inclinò la testa per osservare meglio l’oggetto del suo interesse.
Quel ragazzino era di nuovo lì.
Con il naso spiaccicato contro la vetrina della pasticceria stava guardando con un’espressione avida le torte e i pasticcini esposti in vetrina.
Era dal giorno prima che lo aveva notato gironzolare attorno alla loro casa, e non avrebbe neanche saputo dire il perché; certamente lui non stava cercando di farsi notare, tutt’altro!
Poteva avere all’incirca dieci anni, a far tanto un paio di più.
Capelli lisci e castani, occhi castani, magro e snello, indossava un cappellino da baseball portato a sghimbescio, un giubbotto di jeans un po’ troppo striminzito, una maglietta a strisce rosse e gialle e un paio di pantaloni che dovevano aver visto giorni migliori.
La sua famiglia non sembrava potersi concedere troppi lussi, forse per questo era attirato in quel modo dai dolci nella vetrina, magari gli davano da mangiare solo il necessario.
Ma perché era in giro a quell’ora e non era a scuola?
Forse era scappato di casa, ed era per quello che aveva fame?
Guidata da un istinto che non seppe domare gli si pose di fianco davanti alla vetrina, infischiandosene del suo ritardo al lavoro.
“Vorresti una pasta? Se vuoi posso offrirtela.” si offrì gentilmente.
Il ragazzino si girò di scatto e la scrutò con uno sguardo cupo e diffidente che la sorprese.
“Fatti gli affari tuoi. Io non ti ho chiesto niente!” rispose duro, poi se ne andò veloce come un lampo.
Kazue restò lì sbalordita, mortificata per essere stata respinta così brutalmente.
Pensandoci bene, però, non era solo per questo.
Quel ragazzino…
I suoi occhi…
Erano stati duri e freddi, certo, ma per un breve attimo…sì, per un breve attimo, quegli occhi erano stati infinitamente tristi e dolenti.
Gli occhi di un vecchio, di millenaria esperienza, e non gli occhi di un bambino.
Gli occhi più tristi del mondo.
Kazue scrollò la testa, turbata.
Ma che andava a pensare?!
Doveva smetterla di fantasticare, altrimenti poi il Doc chi lo sentiva?!
Diede le spalle alla vetrina poi si affrettò a riprendere il suo cammino.
E non si accorse del vero vecchio che la seguiva…

***

Forse era tutto inutile.
Forse non ci poteva essere perdono, non per chi aveva sbagliato così tanto.
Lo aveva fatto con le migliori intenzioni ma…non si dice che la strada per l’inferno è lastricata di buone intenzioni?
Il vecchio si appoggiò sconsolato al muro, poi guardò ancora una volta verso la finestra dietro la quale per un breve attimo aveva scorto la figura dell’uomo che stava cercando, o meglio, di uno dei due.
Era diventato vecchio, come lui, ma dimostrava molti meno dei suoi anni.
Il rimorso non aveva corroso il suo cuore, turbato i suoi sonni, scavato solchi profondi sulla sua pelle.
La coscienza tranquilla gli aveva permesso di invecchiare meglio…ed era giusto così.
Un sospiro.
E adesso, dove trovare il coraggio di chiedere perdono?
No…non ancora… non ci riusciva.
Non aveva molto tempo, e doveva usare quel poco che aveva al meglio, ma…no, non adesso.
Le spalle si curvarono sotto il peso di una sofferenza intollerabile.
Un ultimo sguardo poi si girò, avviandosi con un passo stanco, appoggiato al suo bastone.
Tempo.
Gli serviva un altro po’ di tempo.

***

”Best Oppai” http://www.youtube.com/watch?v=U1R1FTLyamM>

“Sì, così può andar bene.”
“A me sembra che tu faccia molti turni meno di noi!” insinuò Falcon stizzito.
“Non è vero! Come puoi dire una cosa del genere?!” protestò Mick offeso
“Ragazzi, vi prego! Sembra di essere all’asilo!” intervenne Miki a fare da paciere. “Lee Yoon Sung, ti rendi conto di quello che mi tocca sopportare continuamente?”
Lee Yoon Sung fece un sorrisino a Miki, ammirando ancora una volta la sua stupefacente bellezza bruna.
Era stata una vera sorpresa scoprire che la moglie di Falcon era quel bel tipino, e che era niente di meno che una ex mercenaria!
“Ormai comincio a farci l’abitudine anch’io.” fece spallucce evitando di entrare nella lite.
La porta si aprì ed entrarono Ryo e Kaori.
“Ehi, Lee Yoon Sung, ma quando sei arrivato?!” esclamò Kaori piacevolmente stupita.
Lee Yoon Sung si alzò per abbracciarla, seguito dallo sguardo attento di Ryo.
“Da pochissimo. Sono venuto a cercarvi a casa ma voi non c’eravate.”
“C’è anche Kim Na Na? Avrei tanto piacere di rivederla!” domandò Kaori eccitata come una bambina
“No, lei è rimasta a casa: questa volta sono venuto solo io.”
Kaori fece una faccia delusa, allora Miki prontamente le tese un piattino con un enorme fetta di torta al cioccolato.
“Su, consolati con questa!”
Ryo invece scosse impercettibilmente la testa, poi si avviò verso il bancone.
Lee Yoon Sung avrebbe imparato la lezione che aveva cercato di impartirgli invano a sue spese, a quanto pareva.
“Miki, luce dei miei occhi, se mi fai un caffè con le tue dolci manine ti regalo il mio regno!”
“Peccato che il regno tu non ce l’abbia ma il caffè te lo faccio lo stesso; solo perché sono buona, ok?”
La porta si aprì di nuovo e la nuova arrivata entrò nel locale con il suo solito passo deciso e insieme sensuale.
“Darling, sei sempre una meraviglia. Qual buon vento ti …”
Mick si interruppe bruscamente e anche gli altri restarono a bocca aperta.
Pure Saeko, perché di lei si trattava, restò come paralizzata e non accennò nemmeno ad estrarre i pugnali che teneva abitualmente alla coscia per autodifesa.
La scena sembrava surreale.
Lee Yoon Sung aveva estratto la sua Beretta e la stava puntando dritta alla testa di Saeko!
“Lee Yoon Sung, ma che diavolo stai facendo?!” chiese Falcon brusco.
“Cosa faccio? TENGO SOTTO TIRO IL KILLER CHE VUOLE UCCIDERE KAORI!”

”Super girl” http://www.youtube.com/watch?v=tSPFnn5-tm8>




N.d.A.: “Perché tu…vuoi uccidere LA MIA KAORI!” In City Hunter Kaori dice qualcosa di molto simile a Mick (riferito a Ryo, ovviamente) quando si dice pronta a sparargli, ricordate? ^__- Ryo smaschera l’inganno del Camaleonte da tre particolari, tra i quali uno è la voce: si dà il caso che nel secondo volume della seconda serie di AH che ho letto da poco Ryo smascheri il Camaleonte travestito da Kaori proprio dalla voce! ^^

     


                     





E' possibile inserire un nuovo commento solo dopo aver effettuato il Login al sito.