FanFiction Naruto | Naru's Shots di kerochan | FanFiction Zone

 

  Naru's Shots

         

 

  

  

  

  

Naru's Shots   (Letta 165 volte)

di kerochan 

2 capitoli (in corso) - 0 commenti - 0 seguaci - Vietata ai minori di 16 anni

    

 

Sezione:

Anime e MangaNaruto

Genere:

Romantico - Angst - Commedia - Erotico - Fluff

Annotazioni:

AU

Protagonisti:

Naruto Uzunaki - Sasuke Uchiha - Sakura Haruno

Coppie:

Naruto Uzunaki/Sasuke Uchiha (Tipo di coppia «Shonen Ai»)

 

 

              

  


  

 Io ti voglio 

 


  

rating: arancione
genere: e se, shonen ai, sentimentale, erotico
avvisi: OOC, yaoi,










" ..la cosa importante è non farsi prendere dal panico. "
asserì tranquillo Shikamaru, prima che il biondo prendesse la rincorsa e saltasse con una serie di giravolte e capriole, dalla finestra.

".. idiota.. "
finendo prontamente schiacciato al suolo, dopo un volo di sette, otto metri.

Le ragazze si alzarono scioccate e si diressero all'enorme buco della finestra e con un groppo alla gola guardarono in giù.

Ciò che videro fu solo una sagoma confusa nel buio, scorsero una testolina bionda immobile e trattennero il respiro, finché Sakura, riprendendosi, non si diede una spinta con il piede e presa la rincorsa per scendere a terra. Con un paio di salti ben calcolati per evitare la stessa fine.

Naruto piagnucolò, cercò d'alzarsi ma vi rinunciò sentendo un rumore sinistro provenire dal proprio corpo, quasi le ossa si fossero orribilmente frantumate. Cercò di muovere il piede ma uno scricchiolio lo fece desistere e rimanere inerme, spiaccicato sul terreno.

Vedeva intorno a sé l'ombra degli alberi che circondavano quel posto, scorgeva un breve tratto del sentiero che avevano percorso poche ore prima e uno spiraglio debole di luce notturna che accarezzava i rami bassi, come addormentati.

S'accigliò, sentendo che persino ciò gli procurava un certo fastidio.

Si rese conto che era il momento meno adatto per lasciarsi andare alla sua improbabile sensibilità artistica e tornò a fissare la terra, sporcandosi il naso. Non poteva ancora girare completamente il collo, e anche se sapeva che entro breve sarebbe passato tutto, non riusciva a costringersi a stare tranquillo. Il dolore era lancinante, un sapore insipido sulla lingua.

D'un tratto di domandò se quella volta non potesse guarire come al solito, e solo quel pensiero lo fece sbiancare e sudare freddo.

Mosse inconsciamente le dita delle mani e notando che erano ancora sane si rallegrò d'un poco. Sentì dei passi e presto la rosa lo raggiunse sbuffando, mascherando la preoccupazione.

" Come devo fare con te, Naruto? Come fai a cacciarti in queste situazioni ogni volta? "
chiese senza aspettarsi veramente una risposta, quindi si abbassò e prima di tutto tentò di rimettere a posto le gambe, poste in un modo strano.
Appena provò a toccarlo però il biondo ruggì, sorprendendola e facendola cadere all'indietro sul sedere.

Naruto chiuse gli occhi, sorrise appena.

" Che c'è?! "
domandò con il respiro corto, poi osservò quasi inorridita come il corpo del biondo si stesse rialzando, come fosse una marionetta, tirata da dei fili invisibili nel buio.

La sua schiena si raddrizzò, le gambe tornarono salde sul terreno umidiccio e freddo, il collo in movimenti ondulatori e gli scricchiolii delle ossa che parevano venir messi a posto da quei semplici gesti. Naruto alzò il braccio lentamente, un gesto di implicita minaccia.

La rosa indietreggiò ancora di più, ammonendosi per il suo comportamento, sapeva benissimo che dentro il biondo vi era il demone a nove code e che guariva quasi miracolosamente ogni qual volta quello sciocco rischiava di morire. Spesso per cose talmente idiote da far ridere i polli.

E i polli non ridevano, almeno lei non aveva mai assistito a un loro attacco d'ilarità.

" Kèh. " sbottò lui seccato.

Il biondo parve strofinarsi rapidamente su viso col manico della giacca, non vi badò, troppo presa a pensare sul cosa chiedere dopo.

" Naruto? " infine le sembrò la cosa più logica, così aggrappandosi alla sua lucidità temporanea e giudizio ripeté, alzando d'un poco il tono della voce. " Stai bene?"
chiese un'altra volta mentre l'amico, dopo esser rimasto in piedi, forse a contemplare il nero della notte, si girò in sua direzione.

La guardò stranito, le si avvicinò, sporse le labbra in un broncio.

Sakura rimase con il sedere per terra, percependo l'umido entrarle nella stoffa dei vestiti ma cercò di non darci troppo peso, concentrando la sua attenzione sulle movenze strane dell'amico.

Un gelido brivido le passò sulle braccia nude, e si augurò che non ci fossero insetti fastidiosi.

Dava davvero fastidio, pensò alla fine.

Naruto finse un'espressione arrabbiata e stupita. Non meno della rosa dopo aver udito.

" Ha fatto un male cane. "
disse semplicemente per poi portarsi una mano alla spalla e massaggiarla con espressione scocciata.
Prima che la ragazza potesse ribattere, mossa dalla rabbia e dalla preoccupazione improvvisamente scemata, una voce li chiamò da sopra.

Gli altri, abituati a quelle scene così frequenti, erano rimasti lì dov'erano quando il biondo si era buttato, e aspettavano che tornassero per poi riprendere da dove si erano fermati.

" Disgraziati, che razza di amici.. " sbuffò a bassa voce il ragazzo, spolverandosi assieme alla ragazza e, stavolta, tornando su per le scale.

Dietro di loro il buio pareva infittirsi, la luna improvvisamente coperta da grosse e tetre nuvole.


* *


Poco prima che Naruto avesse potuto compiere quel gesto suicida, nella stanza più buia della villa, si erano riuniti tutti i suoi compagni, seduti in cerchio, a raccontarsi storie dell'orrore.

Era stata idea di Hatake, il maestro di lui, Sakura, Sasuke e Sai.

Insisteva sul fatto che dovevano conoscersi tutti meglio, e che cosa era meglio di una sana nottata in bianco a raccontarsi storielle? Inizialmente, certo, una gran parte dei gruppi assieme si era opposta, ma Hatake pareva aver pensato anche a quello, poiché dopo poco i ragazzi avevano ricevuto avvisi dai rispettivi maestri riferenti che gli stessi non ci sarebbero stati per quella sera, a causa di un impegno improvviso.

Quasi sicuramente, si erano detti, Hatake aveva organizzato una festicciola invitando tutta la baraonda per spassarsela e bere a volontà.

Senza mocciosi tra i piedi, giustamente.

Dunque, non avendo niente di meglio da fare, si erano arresi, avevano preso il necessario per la notte e si erano diretti alla casa del miglior offerente.

La villa 'apparteneva' a Yamato, avendola 'costruita' lui, sostituto di Hatake, quando lo stesso aveva uno dei suoi soliti impegni improvvisi.

Era una grande costruzione di due piani in legno massiccio, prontamente costruito con jutsu su richiesta dell'uomo. Li avevano lasciati lì, in mezzo al bosco, con gli zaini sulle schiene e tanti auguri.

Dissero che sarebbero passati a prenderli al mattino.

Nel profondo, sapevano tutti che la mattina dopo non si sarebbe presentato nessuno. Tuttavia era necessario continuare a recitare quella commedia ancora e ancora. Era loro dovere, dovevano fare anche la parte del pubblico ignaro del seguito.

Appena entrati avevano notato, con evidente delusione, che la villa, nonostante le apparenze, era vuota all'interno. Tutti tranne i membri della squadra sette, essendo già stati in situazioni simili con l'altro uomo.

Non vi erano mobili, le finestre erano scorrevoli e sempre in legno, mentre il bagno, quello era all'aperto, ovvio.

Raggiunsero, dopo una breve esplorazione dettata dall'iniziale curiosità, una larga sala. Le ragazze erano state le prime ad aggiudicarsi i posti migliori e Sakura aveva ben pensato di portare con sé, ma imitata già prima dalle altre, delle candele. Profumate per giunta, cosa che però non diede segnale nè di essere approvata né notata dagli altri.

Avevano poi steso, rispettivamente vicine, i sacchi a pelo accanto.

Il gruppo maschile le aveva raggiunte in seguito, pazientemente in attesa sulla soglia della porta, ben sapendo gli effetti devastanti dell'eccessiva euforia delle ragazze.

Si erano poi seduti in cerchio, in mezzo a loro, ammucchiate, le decine di candeline dai vari colori e fragranze che rendevano quel luogo spettrale, un po' più colorato e vivibile. Anche se solo una notte, avevano detto loro con aria convinta, non la si può passare in un posto completamente lugubre e sobrio. Dunque ci avevano aggiunto la loro femminilità.

Senza l'aiuto da parte degli altri.


Sai si era alzato e aveva chiuso le finestre, lasciando il tutto illuminato dalla luce concentrata al centro delle candeline.

Mostrava di aver appreso le tecniche dello spavento dal maestro Yamato, che lo aveva anche nominato, scherzosamente, un degno successore.


* *


" Ecco tornato il nostro coraggioso futuro Hokage." lo derise Ino, la ragazza si era però stretta di più la coperta intorno al corpo. " Guarda che hai combinato, idiota! Con quel buco qui dentro congeliamo!" sbottò indicando la finestra orribilmente sfasciata e distrutta senza possibilità di riparazione, colpa del salto mortale di prima.

Le altre, seppur titubanti, avevano imitato il suo sguardo omicida.

Naruto la ignorò, stessa cosa per i ridacchi divertiti e sempre derisori degli altri che lodavano il suo cosiddetto coraggio.

Non lo mostrò chiaramente, ma era a suo modo contento, per aver capito, ancora una volta, che nonostante tutto, i suoi amici lo riconoscevano sufficientemente nella figura dell' hokage.

Non disse nulla però, tenendosi dietro le labbra il suo desiderio.

" Non faceva così paura. " soffiò Chouji, tra una patatina e un'altra.

L'altro lo guardò con gli occhi socchiusi, poi sospirò e sorridendo si sedette con un tonfo sulla propria coperta. Alzò le braccia rigirandole come per rassicurare gli altri che fosse tutto d'un pezzo poi ghignò in direzione della rosa, la cui bocca fremeva. Un fiume di parole sconnesse defluì in seguito a quel gesto.

Dopo pochi secondi, e dopo che Sakura finì di fare la ramanzina all'amico, Sai riprese la sua storia, fermato dopo pochi minuti da un singhiozzo terrorizzato del biondo che si coprì la testa con la coperta per nascondere la tremarella.

" I bambini fuori. " disse. Il biondo ignorò la provocazione e la tentazione di uscire e cercò con gli occhi il suo migliore amico. Posò la sua attenzione su una figura incappucciata in un angolo e sorrise tra sé e sé avvicinandosi a carponi.

Naruto e Kiba si scambiarono uno sguardo d'intesa quando il castano gli fece segno con la mano di sedersi accanto a lui.

Shino non pareva filarlo molto e sembrava un cane bastonato con quella espressione delusa.

" Ohi, tutto bene? "

" ...ah-ha.."

Si facevano almeno un po' di compagnia, chi per paura di stare solo, chi per un motivo molto simile, ma con altri coinvolgimenti.

" Continua, dai! " invogliò Ino improvvisamente disinteressata della scena.

Sai finse di raccogliere per un attimo i pensieri, mentre con la coda dell'occhio osservava i due.

Con una mano il biondo afferrò la coperta pesante di lana e coprì entrambi mentre il castano, con veloci movimenti, agguantava pezzetti di focaccia dai piccoli piattini di terracotta imboccando l'amico ghignando divertito.

Una scena tenera, almeno secondo il pensiero delle ragazze.
I due si avvicinarono di più, stringendosi le mani.

In pochi istanti il castano, sorridendo, iniziò ad accarezzargli la testa incappucciata.

Naruto rispose con un miagolio soddisfatto.

Sai smise di guardarli, sorrise enigmatico e continuò.



La storia parlava del fantasma di una ragazza.

La poverina viveva con i suoi numerosi fratelli, erano tutti orfani di madre e padre, così lei doveva prendersi cura di tutti, essendo la maggiore.

Un notte, mentre si inoltrava nella foresta per cercare dei funghi, venne percossa brutalmente da dei briganti, e uccisa, le sue membra sparse sulla stradina incolta della foresta. Si dice che il fantasma della ragazza non lasciò mai quei posti, rimpiangendo la sua vita.

Rimpiangendo i fratelli abbandonati così in fretta. Pare che il fantasma rimase lì, in quel luogo, il luogo della sua morte, e spaventasse i passanti fino alla morte.

La sua vendetta era divenuta un'eterna ricerca di quei briganti, ma non avendoli mai più visti, uccideva tutti quelli che osavano passare lì, di notte.

Si poteva ancora sentire il suo lamento, l'ululato nella notte..

Si diceva che sbranava i cadaveri degli innocenti, spargendone le membra, dissipandole nel vento...


" Buuuh.. " il ragazzo pallido soffiò in un sussurro, lieve, che rombò nel silenzio teso della sala.
Il biondo gridò a pieni polmoni. Kiba trasalì a suo fianco con un'imprecazione causando l'ilarità generale, seppur nervosa, dei presenti.

" Diamine, Sai! " sbuffò il biondo liberando dalla stretta la mano dell'amico oramai divenuta violacea. L'altro gli fu grato e si scoprì per controllare meglio la condizione dell'arto. Improvvisamente venne tirato verso un corpo solido, alzando confuso lo sguardo si specchiò nelle spesse lenti scure di Shino.

Dopo essersi ripreso iniziò a dimenarsi finché il ragazzo, prendendogli gentilmente la mano nella sua, non la portò alle labbra posandoci un soffice bacio.

Il castano arrossì visibilmente e senza dire niente si accoccolò meglio vicino al ragazzo che adesso dava l'impressione di essere più propenso a considerarlo.

Naruto si ricoprì con la coperta per non perdere il calore, sorrise all'amico e al suo imbarazzo poi si girò fingendo di concentrarsi sul narratore. Gli altri, dopo un attimo di sbigottimento, lo imitarono. Sapevano che non erano fatti loro, almeno alcuni.

Sai sorrise, quasi fosse veramente divertito dallo scherzo, cercò l'approvazione negli occhi degli altri poi propose di andare a dormire.

Il diversivo causato prima dalla coppietta non durò per molto facendo riaffiorare in superficie i particolari della storia nelle loro menti.

La cosa venne ovviamente rifiutata, si poteva ancora scorgere l'impressione e la possibile paura negli occhi e nei respiri degli altri.

" Io ho fame. " esordì il biondo con un tono che non ammetteva repliche.

" Hai appena mangiato."

" Se quello lo chiami mangiare... è piuttosto una merenda notturna. "

" Naruto, non ci siamo portati una cucina appresso, accontentati."

" Ma vedi un po' tu, che mangi più di me! Chissà come hai fatto a resistere con quel grissino. "

" Naruto!! Le ragazze devono seguire la propria linea, non sono tutti come te che qualunque cosa mangi rimani così!"

" In effetti, Ino, ti vedo un po' ingrassata ultimamente.. " ghignò la rosa.

" L'ho notato anch'io.. ma non stavi a dieta, diciamo, da quando? Tutta la vita? " rise il ragazzo scrollandosi di dosso la tensione.

La bionda si scagliò su entrambi in preda alla furia omicida.

" Da quanto vedo anche tu, Naruto, ti sei ammorbidito un po'. " ringhiò afferrando il biondo chino a carponi e pronto a scappare.

Senza poter fermare la spinta con la quale si era alzata, finì col poggiare in malo modo le mani sul sedere del biondo che trattenne un urlo.

Neiji sgranò gli occhi rimanendo immobile, Hinata lo imitò. Chouji ignorò tutto e tutti apprestandosi ad aprire un altro pacco di patatine.

Kiba sorrise furbo e approfittò della confusione per alzare il viso alla sua sinistra, Shino lo chinò verso il basso.

" Hai messo su un sedere da schianto! " esclamò la bionda cercando di eliminare così l'imbarazzo della figura che aveva fatto.

Sakura parve gemere estasiata ed entrambe si guardarono per un secondo prima di buttarsi addosso al biondo, ammucchiarsi a destra del gruppo e coprirsi con l'enorme coperta. In seguito si udirono solo grida del ragazzo e qualcosa di simile a un. " Mi vogliono violentare!!"


" E-hem. " il ragazzo pallido chiamò, attirando immediatamente l'attenzione di Ino e Sakura, occupate a sfogare i loro istinti animaleschi sul biondino.

Le forme sotto la coperta smisero di muoversi.

Con un piede il ragazzo scagliò via la coperta, scoprendo la scena al resto del gruppo che li fissava con in viso stampato lo sconcerto e un lieve divertimento.

Sakura lasciò stare la cintura del ragazzo e Ino liberò le sue cosce. Naruto riprese a respirare, asciugandosi le piccole lacrime agli occhi.

Le due ragazze parvero riprendersi e sotto i ridacchi dei ragazzi si sedettero ai loro posti, compostamente, sistemandosi i capelli.

Il biondo tremava ancora, cercò di rimettersi la maglietta quasi strappata. Lasciò per poco scoperto il torace snello guadagnandosi un basso fischio d'approvazione, ma non capì da chi.

Arrossì violentemente.

" Controllo superato con successo. " asserì la rosa poggiando il mento su due dita, in posa professionale causando le risate incontrollabili delle ragazze. Hinata era arrossita fino a diventare una parente dei pomodori, Neiji rimase immobile, come cercando di assimilare le informazioni ricevute, poi si scosse, scosse anche la cugina con una lieve gomitata e riprese il suo cipiglio serio di prima.

Sai non smise per un attimo di sorridere.

" Sapete... " aggiunse poi, quando Naruto, ancora imbarazzato e mentalmente violato, non si rimise la coperta sulla testa allontanandosi dalle ragazze. Gli occhi ridotti a due fessure scagliando frecciate infuocate.

Nessuno lo prese sul serio.

" Questo è il luogo, anzi, questa casa è stata costruita sopra la suddetta, tomba di quella ragazza." per una manciata di secondi nessuno, o quasi, respirò. " Ah. " disse poi con un sorriso ancor più calmo." Ma è solo una storiella. Adesso direi che è ora di andare a riposare. E' tardi. E, per quanto ne sappia... quel fantasma..."

" Io ho sonno!" sbottò all'improvviso Ino, portandosi la mano alla bocca come per soffocare uno sbadiglio. Il movimento non nascose il suo terrore e le dita tremanti. Fu presto imitata dalle altre, che si alzarono portandosi la coperta sopra le teste, a mo' di suora.

Le loro espressioni erano inquiete, la luce delle candele creava ombre deforme sui loro visi. Almeno ciò vi scorse Naruto, stringendosi la coperta intorno alle spalle finché le nocche non divennero bianche.

Shikamaru era rimasto impassibile dall'inizio fino alla fine, alcuni sospettavano si fosse addormentato.

Non aveva proferito parola per tutto il tempo dal ritorno del biondo.
Sai osservò tutti, per un attimo il suo sorriso dimenticò di apparire.

" Ognuno può scegliere la propria stanza. " iniziò, raccogliendo il resto della sua cena e rimettendo il tutto nel borsone. " Però, su avvertimento di Kakashi-sensei, le coppie devono essere pari. Per ciò intendo niente coppie miste. " la notizia deluse non poco le ragazze, già immerse in fantasie poco caste sulla loro notte con gli amati.

Quella notizia pareva averle fatte subire uno shock tale da dimenticare la paura di prima.

Sakura sbuffò prendendo Ino per il braccio trascinandola con sé e salutando, irritata, gli altri, scoccando un'occhiata d'adorazione al moro seduto nell'angolo, prima di scomparire con l'amica nell'ombra.

Il suddetto moro era rimasto in disparte per tutto il tempo, e , se anche non volevano ammetterlo, le ragazze, almeno quelle infatuate del suo bel aspetto , si erano dimenticate della sua perenne ma trasparente presenza.

Tutta quella scenata causata dal biondo le aveva distratte troppo, ma d'altronde, non si poteva resistere a quella piccola volpe.

" Notte. "

Si sentirono solo i passi veloci poi il scricchiolio di una porta.

Man mano si allontanarono anche Chouji, con la sua riserva di cibo, poi Kiba, stavolta seguito da un Shino cieco. Si era rifiutato categoricamente di togliersi gli occhiali, dunque pace con lui.

Quando il ragazzo sbatté per l'ennesima volta contro lo stipite, il castano lo prese, sebbene prima strattonandolo, per il braccio, per poi condurlo con sé nel buio. Era un gesto molto intimo, pensò il biondo, il sangue che riprendeva a circolare nelle mani, facendolo rabbrividire piacevolmente.
Hinata, titubante, aveva salutato il cugino con un piccolo inchino e si era allontanata assieme a TenTen, non prima di aver scoccato un' ultima occhiata al biondino e arrossito violentemente.
Shikamaru, rimasto per ultimo, fece, possibilmente entro le sue capacità di recitazione, finta di essersi appena svegliato, e datosi un'occhiata intorno seguì con lo sguardo il passaggio che compirono pochi secondi prima i suoi compagni.

Quindi, con palese lentezza, raccolse la sua roba e sparì dietro la porta.


* *


La luce delle candeline si stavano affievolendo, che una per una si erano consumate in un ultimo, delicato soffio di profumo fiorito. Un vento freddo si era alzato attraversando al grande sala ricordando a tutti il buco nella finestra.

Erano rimasti Naruto, Neiji, Sasuke e Sai.

Tre di loro si fissarono, mentre il moro stava ancora seduto comodamente su di un fianco, ad aspettare.

Il ragazzo pallido sistemò meglio il borsone su entrambe le spalle, osservandoli, il sorriso che ancora non tornava. Non dava l'impressione di essere serio, ma nemmeno in qualche modo interessato, ma neppure completamente indifferente alla situazione.

E nemmeno divertito.

Aveva un carattere troppo complicato da comprendere.

" Allora, io prendo Naruto. " disse finalmente Neiji.

Il biondo alzò il viso, scrutando la sua figura tremolante nelle iridi chiare del ragazzo. Fece per alzarsi ma un tremolio violento ai polpacci lo fece desistere, ricordandogli per quanto tempo fosse rimasto seduto in quella posizione.

" No. " rispose Sai. Giustificando la sua risposta con la reazione fin troppo appropriata dell'altro.
Neiji allora spostò il peso del corpo sull'altro piede, abbassando una spalla per la pressione del borsone. I lunghi capelli ondularono nel vuoto.

" Allora.. Sasuke? " il moro a terra non si girò.

Naruto non ascoltò, ancora convinto di essere stato scelto dal ragazzo. Quando riuscì ad alzarsi fu interrotto da un brusco intervento del ragazzo dall'espressione impassibile. Lo guardò per un attimo confuso, capendo che forse il rifiuto era lecito, che si riferisse ancora a lui.

" Allora io andrei a dormire da solo. " soffiò a mezza voce, tentando di mascherare la paura senza troppo successo.

Neiji guardò quasi incredulo il biondo.

" In effetti, ci sono parecchie stanze.. vuote.. qui, puoi sceglierne una a caso. " Sai aprì gli occhi. " Magari qualche visitatore inaspettato ti farà compagnia... "

Naruto s'accigliò, assimilando le parole dell'altro.

Gli comparì un'immagine scarabocchiata del fantasma nella mente. Sbiancò, totalmente incapace di dire qualcosa. I lunghi capelli dell'altro vacillarono, quando il loro padrone, seccato del peso del borsone, l'aveva poggiato in un tonfo secco, sul pavimento.

" Le coppie pari non sono obbligatorie. " svelò " Era solo un consiglio del maestro Yamato. Kakashi-sensei aveva invece proposto coppie miste."

Neiji girò il suo sguardo sul ragazzo pallido solo allora, coprendo in una muta domanda, il suo dubbio.
Sai parve sorridere, e la cosa diventava inquietante, specialmente dopo quel tempo trascorso immobile come una statua.

Le assi di legno della finestra tremolarono a causa del vento.

Il ragazzo si accigliò, le labbra contratte in una smorfia. Guardò il compagno davanti a sé, il suo sorriso poco rassicurante, poi lo sviò sul biondo ancora terrorizzato dalla paura che sussultava ad ogni rumore esterno. A quel punto gli importava poco di chi fosse il suo compagno, dato che la nottata in bianco era stata annullata con l'approvazione di tutti.

L'importante era non farne parola con i maestri e inventarsi una storia credibile da raccontare in seguito.

" Io vado, chi vuole, mi segua. " disse infine girando le spalle ai tre, abbassandosi per riprendere il borsone, raccogliere la coperta e mettersela sotto il braccio, poi dirigersi verso la porta aperta.
Naruto osservò la sua sagoma scomparire inghiottita dal nero, deglutì e si preparò a seguirlo prima di perderlo completamente di vista, quando qualcuno o qualcosa lo precedette, chiudendogli la porta in faccia.

Gli sembrò di vedere la mano pallida di Sai chiudere velocemente la porta, brillava quasi, in contrasto con il nero davanti.

Strabuzzò gli occhi rimanendo immobile e imbambolato.

" Non capisco. " sussurrò, non ricevendo risposta. Capì di esser rimasto con il taciturno compagno di squadra.

Girandosi lo trovò ancora seduto, quando improvvisamente l'altro si alzò poggiandosi sui palmi e compì gli stessi movimenti rapidi degli altri prima. S'incamminò verso il biondo, abbassandosi nel frattempo per prendergli il borsone e buttarglielo tra le braccia.

Sasuke aprì la porta, davanti a loro il buio assoluto, il biondo non riusciva a vedere a un palmo dal naso.

" Ohi, Sasuke. " gli chiese di aspettarlo ma l'altro pareva ignorarlo come al solito.

Naruto, in un motto di stupido coraggio dettato da un affronto implicitamente espresso dall'altro, si buttò, alla rinfusa, la coperta sopra le spalle, scoprendosi il viso.

Affrontando la sua paura.

In fondo, si disse, il fantasma non esisteva davvero.

L'idea di dormire da solo però era scappata con la coda fra le gambe.

" ... stupido sensei..lui e le sue idee del cavolo.. "

Un rumore, sicuramente dettato dal peso del borsone che aveva aumentato il suo peso sparso sulle travi di legno, l'aveva fatto sussultare. Stava per aggrapparsi alla maglia davanti a sé, ma qualcosa lo trattenne dal farlo.

Non seppe, magari un'aura minacciosa, qualcosa di cattivo. Continuò a seguire il compagno con passo moderato, il più piano e normale possibile, per non far sfuggire, nella fretta, i suoi veri timori.

Dannato fantasma, pensò sentendo le tempie pulsare lievemente per il nervosismo.


* *


Camminarono, il moro aveva una piccola candela tra le dita, Naruto si stringeva maggiormente nella coperta, assimilando pian piano l'aria, avendola trattenuta prima a causa della paura. Che non aveva la minima intenzione di scemare.

Inspirava meccanicamente la dolce e appena afferrabile nell'aria rara, fragranza della
candela, udiva, attento, il rumore del gocciolio della cera sul pavimento.

Rimasero in silenzio.

Perso nei suoi pensieri quasi non sbatté, se non fosse stato per i suoi riflessi talvolta staccati dal proprio pensiero, contro il corpo solido dell'altro.

Notò che si erano fermati davanti a un portone, in noce ben intagliata. Era incerto sul quanta strada avessero percorso né gli importava, giudicando il recupero del sonno perso più importante. Sperando, certo, che il fantasma non passasse ad infestare i suoi sogni.

Una mano dalle dita affusolate spinse con sicurezza la porta, che si aprì subito.
Naruto avanzò incoraggiato in avanti, ancora troppo vigliacco per guardarsi dietro.

Appena riuscì ad attraversare la soglia non attese altro che chiudere con uno scatto veloce la porta, rassicurandosi solo dal pensiero di essersi chiuso in quella stanza con qualcuno d'umano.

Alzò lo sguardo, la stanza era poco più piccola della sala, le stesse finestre in legno, lo stesso spoglia. Non che avesse motivo di ribattere, però un po' di comodità non guastava mai.

Rimpianse per un istante la morbidezza dell'erba fuori, all'aria aperta, ma durò poco. Il pensiero del fantasma incombeva su di lui come una lama affilata, appesa su un filo consumato lentamente da una fiamma fugace, pronta a cadere su di lui in qualunque momento.

Sì, sentirsi così non era il massimo.

" Io vado di là. " esordì infine, indicando un angolo lontano la metà dalla porta e dalle finestre chiuse. Il moro non ripose, stendendo il suo sacco a pelo per terra, in un punto apparentemente casuale della stanza.

Naruto assorbì con lo sguardo i piccoli, seppur insignificanti particolari della stanza, capendo che la luce della candela non sarebbe durata che il tempo di mettersi a dormire. Sasuke la teneva appoggiata tra le dita della mano sinistra, mentre con la destra armeggiava con la coperta.

Pareva molto esperto, si disse il biondo, ancora intendo a capire come si stendesse correttamente il suo materasso-letto improvvisato.

" Ohi, Sasuke. " fece, giusto in tempo per notare la luce scomparire all'improvviso e la sagoma familiare appiattirsi sul pavimento.

Lo shock lo indusse a reprimere un'esclamazione poco salutare e facendosi prendere improvvisamente dal panico, scese a carponi sul pavimento.

Cercò, rumorosamente, la sua coperta e spostandosi, inconscio, più in avanti, la trovò. Era chiusa, notò.

" mmh.." domandò con un mormorio, nel suo tono nessuno sconcerto né sorpresa, semplicemente incolore. Naruto alzò gli occhi, deluso dalla sua cecità, coscio di stare cercando d'infilarsi nel sacco del compagno. Il rumore delle finestre che tremavano, forse sotto l'effetto violento del vento, lo fecero trasalire, facendogli perdere ogni dubbio su ciò che stava facendo o stava per fare.

" Spostati." dimenticò di aggiungere il ' ti prego ' alla fine, ma lo sottintese stringendo forte la coperta imbottita tra le mani, segno che non si sarebbe arreso ad un semplice 'no'. Sasuke non protestò più di tanto, spostandosi lentamente ma appena in tempo per sentire la spalla del biondo affiancarsi alla sua.
Naruto, sì, fece come si era promesso poco prima ma ancora non riusciva a credere a ciò che aveva fatto. E il pensiero che l'altro non l'avesse rifiutato immediatamente lo fece innervosire un poco.

Sapeva benissimo che non era stato per il suo tono brusco, che con il compagno non valeva niente, a garantirgli un posto comodo dove dormire.

Che cosa c'era dietro non riusciva proprio a capirlo.

Improvvisamente, quando il corpo dell'altro, dopo un ingente silenzio, gli si era avvicinato troppo, un pensiero fino ad allora ignorato fece capolino nella sua testa.

" Sasuke? " domandò, il suo viso premuto contro il petto solido dell'altro. In un primo momento si sentì prendere dal panico e arrossendo lo spinse via alzandosi rapidamente, scostandosi quel calore di dosso.

Strisciò fuori a carponi.

Il moro rimase dentro, alzatosi a sedere, perplesso.

" Che c'è? " rispose a mo' di domanda. Naruto si rese conto di averlo sentito parlare per la prima volta quel giorno ma non replicò su quel particolare concentrandosi invece sul movimento ambiguo di prima.

Gli parve, in un momento di orrendo disagio, di avere scorso un sorriso imbiancare le labbra dell'altro. Tremante si chiese se in quel momento gli facesse più paura affrontare il fantasma o il moro.

Un tremolio alle finestre rispose per lui, così si trovò nuovamente accanto al ragazzo. L'altro non sembrava per niente disturbato, e ciò lo fece scaldare ancor di più.

" Ma insom--" sbottò ma venne fermato.


Accadde tutto troppo in fretta.

Si trovò schiacciato sul pavimento, rudemente spinto, la bocca del moro premuta contro la sua, la lingua che cercava d'entrarvi.

Naruto, dapprima sorpreso non fece in tempo a serrare le labbra, lasciando che le lingue s'incontrassero.

Il moro non lo lasciò, Naruto non contò più il tempo che passava, sentiva solo un calore soffocante avvolgere la sua pelle e la sensazione di mancanza d'aria atterrirlo brutalmente. Cercò di spingere via l'altro, di liberare le braccia.

Rimase basito come la lingua del ragazzo andò a leccargli una guancia sensualmente. Non capì il gesto, per cui si innervosì maggiormente.

" Lasciami!! " gridò cercando invano di moderare il volume della voce; che lo scoprissero gli altri in quella posizione e in quei atteggiamenti era l'ultima delle sue preoccupazioni. Sasuke allontanò la sua bocca dal biondo, strusciando una liscia guancia contro il mento dell'altro.


Naruto soffocò un'esclamazione quando sentì un mormorio basso provenire dalle labbra del compagno, il corpo gli tremò involontariamente, quasi una scarica bollente l'avesse trapassato da capo ai piedi.

Era troppo buio. Non riusciva a scorgere nulla, e se anche vi fosse riuscito, avrebbe solo incontrato lo strano luccichio nelle iridi della notte del ragazzo che gli stava sopra.

Gli morse il labbro delicatamente, per poi succhiarlo avidamente.

Il biondo sgranò gli occhi, capendo di doversi muovere per potersi liberare. Anche se non gli era chiara la situazione, non era certo il momento per lasciarsi andare così.

Sasuke rise piano al suo orecchio, spingendo il ginocchio verso l'inguine, facendolo sussultare.

Quei gesti gli rammentavano qualcosa, ma la confusione pareva offuscare quei ricordi. Quando il moro strusciò il suo bacino contro quello del biondo, d'un tratto ricordò.

" No! " si affrettò a dire, rallegrandosi di come l'altro si fosse fermato al suo rifiuto. " Non voglio. Non ne ho l'intenzione. " sbottò seccato, nascondendo così l'estremo imbarazzo. Sasuke non si mosse per qualche istante.

" Non vuoi.. che cosa, Naruto? " sussurrò sempre in quella posizione immobile. L'altro esitò prima di rispondere.

" Non voglio, ecco, farlo. "

" Fare che cosa? " lo incalzò l'altro divertito.

" Questo." soffiò senza voce.

Il moro, nel buio completo, non poté mostrare il suo sorriso al ragazzo, tuttavia lo raffigurò sulla pelle del viso dell'altro, abbassandosi per ribadirgli il concetto. E cioè, che nemmeno lui accettava un 'no'.
" Chi ha detto che voglio farlo? " domandò serafico.

Il biondo ridusse le iridi a due fessure.

" Allora quello che sento premere è il tuo kunai, vero?! " ringhiò alzando il viso in avanti.
Pessima mossa certo, finendo prontamente a sfiorare il naso dell'altro.

Il moro non attese altro per impossessarsi delle labbra piene del compagno senza dargli la soddisfazione di una risposta, succhiandogli la lingua, saggiandone il buon sapore.

Perché sì, adorava quel sapore, adorava l'odore della sua pelle, la morbidezza dei capelli. Adorava tutto del biondino.

E l'aveva già dimostrato, in modo pratico, un mese prima.

Era questo che il biondino cercava di rammentargli, ma senza successo.

" La scorsa volta non ti è dispiaciuto però. " asserì.
Naruto si dimenò in preda al panico.

" Sarà piaciuto a te, bastardo! " ringhiò basso, " Io invece sono stato a letto per una settimana intera per colpa tua! Non ho la minima intenzione di ripeterlo, capito?! "

Il moro ascoltò fino alla fine fingendo attenzione, ghignò divertito poi lasciò lentamente andare le braccia contratte dell'altro.

Naruto inizialmente sorpreso non si lasciò scappare l'occasione per alzarsi e fuggire. Capì dopo pochi secondi che era stato tutta una presa in giro quando le mani del ragazzo gli circondarono i fianchi per poi scendere possessivo verso il basso e tirarlo verso di sé.

Sasuke si posizionò comodamente tra le gambe del compagno, non preoccupandosi quando tirandolo così velocemente, l'aveva fatto perdere l'equilibrio e fatto schiantare con la testa sul duro pavimento di legno.

Lo strattonò brutalmente facendogli togliere con foga la pesante felpa.

" Rilassati, sai bene che ti piacerà.. " fece per rassicurarlo quando la sua mano si aprì a coppa sopra il cavallo dei pantaloni del biondo.

L'altro borbottò qualcosa, le parole si confondevano ai sospiri.
" Ti prego, Sasuke.. "

" Che cosa? "

" Lasciami andare.. ugh.. !! "

Il ragazzo fece intendere d'aver capito, ma subito dopo, con un rapido movimento gli abbassò la lampo dei pantaloni. Sebbene ci fosse il buio totale, potevano sentirsi con il tocco dei corpi e delle mani, e ciò rendeva il tutto in qualche modo stimolante.

Anche troppo.

Ciò scoprì il biondo sentendo la sua erezione crescere pericolosamente sotto le lascive carezze del moro che alternava il tutto a strusciate e lappate sul petto nudo del biondo.

Naruto, per un instante, parve dimenticare tutto, totalmente confuso e trascinato da quelle sensazioni.

Inarcò la schiena aprendo la bocca in un grido silenzioso come la mano dell'altro entrò nel pantalone, venendo a diretto contatto con quel calore.


" Ohi, Naruto, tutto bene lì? " una voce dietro la porta. Il biondo girò il viso, nei suoi occhi dipinti il terrore.

Solo allora considerò la porta come la protezione più inutile del mondo.

Sasuke non si tolse, ne rimase colpito, la mano strinse maggiormente intorno all'erezione ormai divenuta dura.

" Niente, Kiba. " si affrettò a rispondere, costringendosi a non ansimare. " Mi ero spaventato, sai com'è.. " finse un risolino imbarazzato.

Sperò che quel poco bastasse a distrarre l'amico e farlo andare via. Anzi, pensò, magari se cercava di entrare il moro si sarebbe tolto.

Stava per chiamarlo quando il compagno, avendo intuito quello che aveva in mente, gli prese il viso nella mano libera portandolo al suo e baciandolo con foga, oscurandogli ogni possibilità di proferir parola.

Sentì un saluto e dei passi che si allontanavano, ormai troppo tardi per richiamarlo.

" Bastardo... " intimò quando il ragazzo lo lasciò respirare. " Perché lo fai? " chiese, convinto che potesse servire da diversivo e allontanarlo.

" Mi chiedi perché, Naruto? "

Il biondo trattenne il respiro.

Potè percepire un timore irrazionale travolgerlo.

" Mi hai evitato per tutto il mese, non ti fai mai sfiorare, non mi parli mai, vai in squadra con Sai piuttosto che con me. Come pensi che mi fa' sentire tutto questo?! " per la prima volta il moro aveva alzato il tono di voce nel quale suonava una nota di gelosia sofferente. Naruto sentì un groppo alla gola, ma lo fece continuare rimanendo in silenzio.

" Fai come se non ci fossi, come se non esistessi. E' tutto troppo diverso da prima. Ti va' davvero bene così?! " era la prima volta che sentiva quelle parole di sconforto uscire dalle labbra del compagno. Si sentì male, i battiti del cuore si trasformarono in fitte dolorose.

Faticava persino a respirare poiché tutto adesso gli faceva male.

" E adesso non mi parli. Non rispondi. Io ti voglio, Naruto. Ti voglio con tutto me stesso, ma tu non vuoi mai capire."

Sasuke si abbassò verso le labbra del compagno, poi scese piano verso il petto, delineandogli i muscoli tonici con la lingua, soffermandosi sull'ombelico.

In breve comparve il sigillo che il moro vide perché brillava di un rosso carminio nell'oscurità.

Sussurrò il nome del biondo un'ultima volta prima di abbassare il viso verso il gonfiore dei pantaloni.

Naruto non riuscì a muovere le gambe, bloccate dalle forti braccia del moro.

Si sentì terribilmente debole. Ancora e ancora, non riusciva mai a superarlo.

" Ti voglio.. " sussurrò il ragazzo.

Il biondo alzò le braccia per coprirsi gli occhi.

" ..haaa.. " sentì il respiro del moro su di sé, tremò, gli arti che si ribellavano incessantemente.

Il ragazzo portò le dita alle labbra del biondo, accarezzò lentamente fino a spingere con l'unghia per entrarvi.

Naruto serrò le labbra piene, mordendole, ma non evitò di schiudere quei boccioli arrossati quando la lingua calda del moro lo sfiorò lascivo.

Un dito gli penetrò la bocca, carezzandogli la lingua.

" Sasuke, smettila.. " sussurrò sentendosi sfinire da tutto ciò.

Il ragazzo chiamò il biondo con voce bassa, mormorandogli parole sconnesse sulla pelle accaldata, rifiutandosi di liberarlo.

"..ti prego.." singhiozzò il ragazzo scostando il viso.

Sasuke si fermò, alzò lo sguardo e vide, solo allora, il biondo tremare. Una fitta dolorosa al petto lo costrinse a zittire le parole che stava per dirgli.

Si rese conto di non riuscire a pronunciare il suo nome, provò a toccarlo ma il biondo si scansò ancora, sebbene di poco.

Aveva davvero così paura di lui?

Sbigottito accumulò l'aria necessaria, scansò le mani dal corpo del biondo e riuscì a sussurrare una sola parola prima di alzarsi e lasciare il ragazzo disteso, ammutolito e ansimante, nel sacco a pelo aperto. Naruto percepì il corpo del ragazzo allontanarsi a passi veloci da lui.

Inizialmente non ebbe la forza di alzarsi né dire qualcosa, troppo preso a interpretare quell'ultima frase.
Sasuke lo voleva, dio se gli faceva male saperlo.

Ma, lo voleva.. solo fisicamente?

Girò il viso, deluso poi dal nero davanti.

Non riusciva a distinguere niente.

Dannate tenebre, pensò alzandosi a sedere.

Si mise poi a carponi e iniziò a cercare il moro a tentoni. Pareva quasi che il ragazzo fosse scomparso, ciò lo turbò parecchio, tutto il suo essere prese a tremare timoroso.

Dov'era Sasuke?

Lo chiamò a bassa voce, una, due volte ma non ricevette nessuna risposta

Uno spiraglio di luce appena distinguibile, vi si avvicinò speranzoso, strusciando i ginocchi sul pavimento. " Sasuke.. " chiamò, nel suo tono una disperazione che dimenticava di aver mai provato. In un ultimo tocco incontrò un pezzo di stoffa.

L'afferrò, percependo una gamba, l'alzò piano in avanti, riconoscendolo ad ogni movimento.

Raggiunse il petto, lo turbò l'immobilità del compagno.
Il cuore che non aveva battuto così velocemente da tanto tempo.

Sentì la pelle del collo poi del mento sotto i suoi polpastrelli.

" Sasuke.. " sussurrò, come per accertarsi che fosse ancora lui, alzò l'altra mano aprendo entrambe a coppa verso il viso dell'altro.

Avvicinò titubante il suo viso, sfiorò con la bocca il mento, l'alzò per incontrare le labbra serrate.
In quel momento si rese conto che prima aveva avuto il timore di averlo perso, di 'nuovo', e di essersi sentito morire.

Posò un soffice baciò sulle labbra, inducendole con lievi carezze a schiudersi.

Lo chiamò tra le labbra, lo pregò di rispondergli, avvicinò il suo corpo, intricandolo con quello dell'altro.

" Perdonami... perdonami Sasuke.. " ripeté per l'ennesima volta, baciandolo dolcemente, accarezzandogli il viso, abbracciandolo.

L'altro non dava segno di sentirlo, rimaneva immobile, quasi senza vita, eppure Naruto sentiva il freddo respiro sul suo collo.

Il petto gli doleva, le braccia stanche di cercarlo, un desiderio inespresso nelle sue parole.

" Ti prego.. " chiamò un'ultima volta, una piccola lacrima scese piano sulla sua guancia. Sasuke si mosse rapidamente.

Schiuse le labbra e ricevette in dono quella piccola goccia, assaporandola, sentendo ancora in bocca il sapore, stavolta salato, del biondino.

E ne voleva ancora, nonostante tutto, lo desiderava ancora con tutto se stesso.

Sentire il ragazzo pregarlo l'aveva turbato profondamente, decise che la punizione era sufficiente, così accolse tra le sue braccia il corpo tremante e singhiozzante dell'altro.

Naruto sgranò gli occhi.

Piano sulle sue labbra riaffiorò il solito sorriso, stavolta colmo di un'innata dolcezza, così raggiunse la bocca del moro.

Fu un bacio lento, così che entrambi potessero, per la prima volta, sentirsi davvero.

Sasuke catturò il corpo del biondo tra le gambe, attirandolo a sé, nuovamente possessivo. L'altro non parve badarci cercandolo ancora, volendolo sentire ancora sulle labbra, volendo ancora saggiare il suo sapore.

" Prima... " iniziò il moro, con il ragazzo comodamente poggiato sul suo petto. " Davi l'impressione, intendo, con Kiba... " non dovette continuare poiché il biondo diede segno di aver capito e ridacchiò di rimando nascondendo il viso nel suo profumo.

" E' il mio migliore amico... " sussurrò. Percepì le braccia del moro irrigidirsi." Mi è stato vicino, era l'unico a capirmi.. " continuò, vincendo il dolore per quella reazione. " Ma.. " soffiò prima di alzare il capo e baciare appena il ragazzo. " Per me, ad essere più di un migliore amico, più di un fratello... sei tu..e.... "

Attese una qualunque contestazione da parte del ragazzo ma non arrivò.

Quasi preoccupato cercò d'alzarsi ma venne fermato da una presa salda al braccio.

" Impara ad esprimerti, idiota. " iniziò, con un certo nervosismo nella voce. Naruto sbottò fingendosi offeso quando l'altro, stringendolo maggiormente a sé, non continuò inducendolo ad ascoltare fino alla fine. " Ma, penso che ...dopotutto... devo prendermi le mie responsabilità."

Il ragazzo lo guardò interrogativo, rendendosi conto solo dopo che l'altro non poteva vederlo.

" Responsabilità? " domandò allora.

Sasuke esitò, divertendosi dell'impazienza del compagno.

" Sì. La responsabilità per averti fatto innamorare di me, Naruto. " sussurrò infine catturando le labbra piene dell'altro per nutrirsi ancora una volta di quel dolce nettare.

Naruto non rispose; sorrise ignaro nel bacio.


* *


Un forte rumore scosse la casa dalle fondamenta.

I due però non si lasciarono, le loro mani che lavoravano frenetiche per liberarsi dall'incombenza dei pochi vestiti rimasti.

Improvvisamente un terremoto li costrinse ad allontanarsi dalla finestra, in pochi secondi le assi di legno scomparirono da sotto i piedi.

Un susseguirsi di movimenti veloci e rumori assordanti.

Si trovarono con i piedi sulla terra nera.

Intorno a loro il paesaggio notturno della piccola radura contornata dagli alberi, le loro borse per terra frastornate, i sacchi a pelo ridotti in malo modo.

Naruto ringraziò gli dei per esser rimasto tra le braccia del moro e non aver fatto la fine della poltiglia ora sua felpa rimasta intrappolata nel sacco. Notò solo allora che tutti gli altri ragazzi erano nella sua situazione, oppure, almeno in parte simile.

" Che diavolo è successo?! " gridò con la voce assonnata e arrabbiata la rosa, con Ino che le pendeva più morta che viva, su una spalla.

Nessuno seppe cosa rispondere. Hinata e TenTen stavano già raccattando le loro cose, mentre Neiji, stranamente arruffato, si stava risistemando i vestiti.

Accanto a lui un Sai dal sorriso enigmatico.

Chouji sonnecchiava ancora nel suo sacco, per terra, e Shikamaru sbadigliava lamentandosi.
" E' successo all'improvviso. " disse un Kiba tutto trafelato, con la coperta a coprirgli il corpo e la testa. Il suo viso era arrossato e lucido.

Shino invece si stava rassettando in modo un po' troppo curato il pantalone. Il biondo capì che cosa era successo poco prima ma preferì non dire nulla, imitato dagli altri che, fortunatamente, si fecero i fatti loro anche alla vista del suo petto nudo, coperto in parte da piccoli marchi rossi.

Sasuke gli stava accanto, per niente intimidito dalla situazione.
Gli mise un braccio intorno ai fianchi, incurante degli sguardi scioccati delle ragazze, per lo più di Sakura e Ino che boccheggiarono svegliandosi del tutto.

' E' mio, qualcosa da ridire? ', pareva voler dire con quel gesto.

Naruto arrossì. Gli mancava il fiato per poter ribattere mentre la mano dell’altro gli carezzava lentamente l’addome.

Sasuke avvicinò il bacino al ragazzo.

Trascinò il biondo verso di sé baciandogli una spalla sempre affrontando con lo sguardo gli altri finché le ragazze non furono costrette a distogliere gli occhi imbarazzate e Ino svenire. Kiba fischiò in tono d'approvazione e sorrise ampiamente.

" Ho capito. " disse convinto Sai, guardando il foglio con uno strano sigillo disegnato che aveva appena raccolto da terra. Lo guardò ancora per un poco poi alzò il viso sorridendo. " Yamato-sensei aveva fatto fluire una determinata quantità di chakra nello jutsu, aiutandosi con questo. Ma era solo per un certo periodo, nel nostro caso, contava solo di un paio d'ore. Forse era convinto che ce ne saremmo tornati a casa prima." lo sguardo dubbioso di Kiba lo fece però riflettere e dare la risposta più credibile. " Oppure semplicemente andava di fretta e ha fatto quello che ha potuto. "

Gli altri annuirono. " Si torna a casa. " sussurrò quindi; più a se stesso che agli altri.. tanto si era certi che i maestri non sarebbero passati a prenderli la mattina dopo.

Naruto, come riprendendosi solo allora, rabbrividì quando una leggera brezza gli fece accapponare la pelle, così attese che il moro lo liberasse e andò verso il sacco a pelo.

Cercò la felpa e la indossò, aiutato dal compagno a riordinare le loro rispettive cose.

Le ragazze non ebbero ancora il coraggio di salutarli, Ino parlava nel sonno, dichiarandosi al suo amore impossibile, mentre la rosa sbuffava seccata e in parte oltraggiata mentre si allontanavano seguite dalle altre due.

Neiji s’incamminò, alla sua destra un calmo e tranquillo Sai, mentre Chouji veniva trascinato per l’ombra da un Shikamaru ancora assonnato che non voleva altro che tornarsene a casa e continuare a dormire.


Quando fecero per andarsene, Sasuke rimase per ultimo, abbracciò il biondo da dietro e gli fece tintinnare davanti un paio di chiavi.

" Andiamo anche noi.. a casa? " propose, a cui Naruto annuì furbamente chinando il capo all'indietro per posargli un piccolo bacio sulla guancia prima di scattare in avanti e correre, colmando la notte con la sua risata argentina, seguito dal ragazzo sulle cui labbra increspava ora un piccolo sorriso.








-Fine.-


     


                     





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