FanFiction Naruto | Naru's Shots di kerochan | FanFiction Zone

 

  Naru's Shots

         

 

  

  

  

  

Naru's Shots   (Letta 228 volte)

di kerochan 

2 capitoli (in corso) - 0 commenti - 0 seguaci - Vietata ai minori di 16 anni

    

 

Sezione:

Anime e MangaNaruto

Genere:

Romantico - Angst - Commedia - Erotico - Fluff

Annotazioni:

AU

Protagonisti:

Naruto Uzunaki - Sasuke Uchiha - Sakura Haruno

Coppie:

Naruto Uzunaki/Sasuke Uchiha (Tipo di coppia «Shonen Ai»)

 

 

              

  


  

 -BENTORNATO A CASA- 

Tanti anni fa scrissi una serie di one shot di Naruto e pensavo di spostarle piano piano qui sopra. SasuNaru no beta read. (ripasserò in seguito a correggere)


  


-BENTORNATO A CASA- SASUNARU
- Capitolo 1° -

Disclaimer: I personaggi sono tutti, o quasi, maggiorenni ed appartengono 'esclusivamente' a Masashi Kishimoto, fatti e personaggi non sono esistiti o esistenti.






rating: yellow
avvisi: e se.., shonen ai, sentimentale.




- bentornato a casa -




" Non sono sicuro che questo sia il modo migliore per affrontare la situazione. "

Sussurrò disinteressato il ragazzo seduto comodamente sulla roccia mentre con pochi movimenti di coltello sbucciava una mela. Notando che la risposta o un qualunque commento tardavano ad arrivare buttò giù il primo spicchio e meccanicamente ne lanciò uno in avanti.

Come al solito il biondino si era buttato in avanti per acchiappare lo spicchio e subito lo inghiottì rischiando quasi di soffocare.

" Mmm.. hai ragio-....mmh.. "

" Finisci di mangiare prima di parlare, stupido. " asserì calmo finendo la mela e rimettendo il coltellino nella tasca della giacca. Naruto non ricambiò l'offesa giudicando che recuperare l'ossigeno perso fosse la cosa più importante al momento.

" Come ti stavo dicendo, forse non ti rendi conto che- "

" Sì, me ne rendo conto. Ci siamo persi. Che cosa cambierebbe se anche qualcuno ci sentisse?" soffiò il moro alzandosi dalla roccia per sgranchirsi le ossa. " Dubito comunque che qualcuno sappia dove si trova Konoha, in questo luogo desolato. " con questo sperò di aver liquidato la faccenda e di aver fermato , almeno momentaneamente, le urla selvagge del biondo.

Si sbagliava, ma aveva previsto anche quello, unica cosa fuori controllo era l'arrivo di quei nuvoloni all'orizzonte.

Sistemò meglio la giacca, prese lo zaino da terra spolverandolo e si incamminò nella direzione opposta.

Naruto lo seguì con lo sguardo poi lo chiamò, una, due volte, finché raggiungendolo con il proprio zaino sulla spalla non gli urlò a pieni polmoni:

" Aspettaaa!! " bloccandolo immediatamente.

Sasuke sentì i suoi timpani tremare come campane e girandosi incontrò il viso del biondo a pochi centimetri; si trattenne dal spaccargli quel bel visino con un pugno ed espirando pesantemente gli propose, con una pazienza che non sapeva di possedere, di andare, in silenzio e cercare un allogio per la notte, dato che non sarebbero tornati a casa il giorno stesso.

Con l'appetito del biondo non fu difficile convincerlo che insieme alla proposta di una bella dormita c'era allegata una cena abbondante.

Lo capì dal sorriso beato che illuminò il volto del ragazzo e scuotendo le spalle per fare sbollire la rabbia, si girò nuovamente stavolta seguito prontamente dal biondo.
Dopo due ore quando la voce di Naruto gli sembrava un ricordo ormai lontanto lo risentì, anzi, sentì il suo stomaco che protestava.

" Ancora un po'. " cercò di rassicurarlo ma fu la pioggia a spazzare via ogni dubbio. Quella sera avrebbero quasi sicuramente dormito all'aperto.

Prima di essere completamente spiazzati dal torrente trovarono rifugio in una specie di grotta o caverna scoperta casualmente dal biondo mentre come al solito con la sua sbadataggine stavo inciampando nel vuoto.

" Sto bene! Sto..bene. "

" Non ne dubitavo, hai la testa dura. "

" Hah, giuro che hai un senso dell'umorismo... "

" Entra dai . " lo spronò il moro strizzandosi la maglietta fradicia e trattenendo un brivido di freddo.



*****



"Non le mutande idiota!"
gli ringhiò sconcertato Sasuke coprendosi il viso con il palmo della mano in un gesto esasperato mentre Naruto sorrise imbarazzato liberando l'elastico dei boxer scuri dalle dita.

Si stiracchiò spingendo le braccia verso il piccolo fuoco in mezzo alla grotta umida e notò che il moro soffriva il freddo in silenzio e lontano da lui.

Era abituato al comportamento del compagno ma dopo poco gli sembrò sciocco e inopportuno allora gli si avvicinò ondeggiando con le mani sui fianchi.

Sasuke alzò lo sguardo solo quando il bacino del biondo fu allo stesso livello dei suoi occhi e singhiozzò per non urlare sorpreso.

Essere sempre indifferente a tutto era difficile.

Naruto si era abbassato spingendo il viso in avanti verso quello del ragazzo, lo guardò per un lungo istante poi chiuse gli occhi sospirando.

" Ho fame. "
soffiò semplicemente mentre tendeva la mano verso il moro stringendola leggermente. Il moro la respinse inconsciamente ma l'altro no parve badarci, ripetendo.

Sasuke deglutì dandosi delle stupido per aver perso la compostezza per così poco e fingendosi annoiato abbassò il braccio verso lo zaino aflosciato accanto.

Sotto lo sguardo curioso dell'altro aprì la zip e trafficò per qualche secondo prima di fermare la mano certo di avere tastato qualcosa.

Ne tirò fuori un barattolo di vetro molto spesso. S'accigliò domandandosi come ci era finito ma in seguito al gemito disperato del biondo decise che era meglio di niente, richiuse la zip, ributtò con gesto noncurante lo zaino sulla terra polverosa e alzò gli occhi verso il biondino mostrandogli il barattolo.
Notò lo sguardo confuso del ragazzo, alzò un sopracciglio ammonendolo, o questo o niente, diceva la sua espressione perplessa.

Non ho alternative, pareva voler domandare il biondo con una smorfia.

" Ti va bene .. del..."
per un attimo rimasero in silenzio e due paia di occhi lessero la piccola etichetta fatta a mano, rimasero entrambi perplessi nell'affermare che cosa esattamente ci fosse in quel piccolo barattolo.

La scritta era illeggibile, sicuramente si era sbavata a causa di un po' d'acqua finita dentro il tessuto dello zaino. Sasuke allora si girò e controllò nuovamente il contenuto dello zaino per assicurarsi che nient'altro avesse subito gli effetti devastanti dell'acquazzone poi intimò al biondo di accettare qualunque cosa fosse.

Sicuramente, gli disse, veleno non può essere.

Naruto l'aveva guardato, le iridi ridotte a due fessure.

Sprizzava sospetto da tutti i pori ma il moro si limitò a posare il barattolo per terra senza rispondere all'offesa implicita.

" Sei proprio un idiota. "
aggiunse poi quando il biondo riluttante si appoggiò sui ginocchi e abbassando la testa verso terra si mise ad osservare il barattolo quasi lo stesse annusando.

" Tsk, "
rispose l'altro mordendosi il labbro nervosamente, più per la fame che altro.

" Ci sarebbe voluta Sakura qui, la prossima volta, o lei o nessuno. Con te non si sa' mai, d'altronde hai già cercato di uccidermi tante volte in passato."
si rese conto che il flusso di parole era incontrollabile.

" Che cosa può averti cambiato al punto di non pensarci nemmeno un po', eh, Sasuke? Dicevi di volermi vedere stecchito, ricordi? "

alzò finalmente gli occhi e subito deglutì.

Negli occhi scuri del ragazzo un lampo veloce, una nota di dolore che il biondo captò solo dopo, e sempre troppo tardi.

Adesso tornerà il solito scontroso bastardo, ribatterà e ci prenderemo a pugni, niente di cui preoccuparsi. Aveva pensato ma l'altro non pareva voler fare niente, non reagiva, gli occhi ancora fissi in quelli del biondo. Una muta domanda si specchiava nelle iridi color della notte.

Naruto non seppe che cosa dire, sapeva comunque che quel silenzio durava troppo persino per lui. Il disagio nell'aria aveva come affievolito le fiamme de fuoco e il biondo, prendendolo come un diversivo si alzò rapido, vacillando per i muscoli dei polpacci addormentati.

Soffiò a pieni polmoni per ravvivare la loro unica fonte di calore sentendo ancora quegli occhi freddi su di sé, ma si limitò a continuare il suo operato.

A quel punto darsi dell'idiota da solo non serviva a molto, sapeva che così non avrebbe concluso niente e forse non si sarebbero scambiato parola per tutta la notte.

E non era ciò che aveva in mente.

Era lui che l'aveva cercato per anni, lui che l'aveva riportato indietro, che l'aveva strappato a quel mostro, che l'aveva sconfitto, che aveva combattuto per riaverlo.

Adesso stava rovinando tutto, si stava forse rimangiando le promesse?

Gli aveva promesso un nuovo inizio, una nuova vita, mentre ora gli stava rinfacciando tutto?

Quei pensieri continuarono a confonderlo sempre più, aveva rischiato di scottarsi ma notò che l'altro non vi aveva prestato attenzione, quasi non avesse sentito il suo gemito per la bruciatura all'indice.
Ignorando il dolore continuò finché non giudicò che il fuoco sarebbe durato ancora per un po'.

Silenzio.


Quel disagio divenne qualcosa di simile all'ansia, qualcosa che iniziò a roderlo dentro.

" Kèh."
fece una smorfia alla bruciatura al dito osservandola prendere il colore cariminio del tramonto che quella sera non avevano visto.

Un rumore improvviso di qualcosa che scoppiava lo scosse, senza alzarsi si girò.

Sasuke teneva in mano il piccolo barattolo, chiuso in un pugno, il vetro spesso screziato da crepe superficiali.

Il biondo lo guardò senza proferire parola poi pensò che poteva essere un motivo per aprire un qualche tipo di conversazione.

" E' molto spesso. "
sussurrò Naruto senza captare però la reazione del moro.

" Chiunque l'avrà messo là dentro aveva previsto che in un combattimento un semplice contenitore di vetro si sarebbe frantumato. " aggiunse e represse un sospiro di solievo quando il moro annuì distrattamente e poggiò il contenitore per terra, nello stesso posto di prima.

Naruto notò che il palmo del ragazzo era rosso, capì che aveva stretto forte ma almeno, fortunatamente, non c'erano tagli.

" Continuo a chiedermi cos'è." continuò quel monologo alzandosi facendo pressione sui ginocchi, sussultando sulla parte arrossata a causa dell'esposizione prolungata alle fiamme prima deboli del fuoco.

Si era riscaldato a sufficienza, s'incamminò ancora dubbioso verso il moro seduto a terra nell'angolo più, secondo lui, umido e freddo della caverna.

" Sasuke, alzati che prendi freddo. " cercò di far sembrare il suo tono di voce tranquillo, quasi pretendesse che l'altro lo per ordine.

La voce vacillò rivelando la sua reale insicurezza e timore, l'altro parve notarlo e alzò il viso in un muto consenso.

Attese che il ragazzo si alzasse, seguì piano la sua ombra per poi, dopo un attimo di esitazione, sederglisi accanto.


********


I riflessi caldi contornavano la figura slanciata del biondino con palese avarizia, le lunghe e sode gambe si fermarono accanto all'ammasso di vestiti bagnati .

Decise che doveva metterli in modo da farli, in un modo o nell'altro, asciugare.

Guardandosi in giro adocchiò un paio di bastoncini che aveva raccolto prima ma che erano troppo bagnati da poter utilizzare per il fuoco. Sorrise poi li raccolse improvvisando uno stendi panni non lontano dal fuoco.

Vi lasciò uno spazio poi si diresse verso il ragazzo seduto a terra.

" Togliti quella roba. " lo invitò lui.

" Ripeti? "

" Svestiti allora. Ti farai venire una bronchite, scemo. "

" Non ho freddo. Non sono affari tuoi d'altronde." chiuse secco il moro continuando la sua contemplazione delle vivaci lingue di fuoco che serpeggiavano irrequiete nell'aria.

Era il segno che il fuoco non sarebbe durato ancora per molto.

" Non mi interessa se non sono affari miei! " sbottò allora il biondo, l'ansia di prima si era trasformata in qualcosa di più violento." Non ho la minima intenzione di riportarti a casa sulla schiena! Né di curarti, né altro, dunque fai un po' come ti pare ma guai a te se ti ammali! "concluse stizzito mentre le nocche dei pugni diventavano pian piano bianche.

Sasuke lo guardò per la prima volta quell'ora. La sua espressione impassibile voleva dire qualcosa che il biondo capì come un' quella volta lo avevi fatto, oppure stai cercando di dimenticare tutto?', ma non rispose ignorandolo di propria volontà.

Erano passati solo un paio di mesi da quando tutto era finito, oppure, iniziato, dai vari punti di vista.

Naruto credeva ancora di stare immaginando tutto a volte, persino la presenza del moro lo sconcertava ancora, quasi si stesse ogni volta svegliando da un sogno. Si era trattenuto spesso dall'avvicinarglisi e abbracciarlo e toccargli il viso e..

" mmh " il ragazzo si era scrollato dalle spalle il gilè fradicio facendo cadere scompostamente per terra con un tonfo. Il biondo notò che era ancora pieno d'acqua ma non diede a vedere la sua frustrazione, o, preoccupazione.
In seguito la cintura cadde assieme al porta armi e venne seguito dalla maglia scura che s'afflosciò con lentezza, quasi vi fosse qualcosa dentro, creando orribili forme alla luce soffusa e crepitante del fuoco.

Le scarpe vennero buttate un po' più lontano, quel comportamento non era da lui, pensò il biondo osservandolo.

Evitò di attendere che l'altro finisse, gli passò accanto afferrando i pochi vestiti e stenderli sullo spazio libero accanto ai suoi, indugiando un po' mentre carezzava la maglietta scura.

Sasuke rimase nei pantaloni.

Naruto allora lo osservò per qualche istante ma non disse niente e si risedette, stavolta con più cautela accanto al ragazzo.

Nella sua mano il piccolo barattolo che si mise a fissare alle luce delle fiamme seguito dallo sguardo assorto del moro. Lo girò e rigirò tra le mani, cercando di dare un nome a quel colore così brillante, di un colore sanguinoso, pregò solo che non fosse ciò che sembrava ma i suo dubbi vennero interrotti da un brontolio rumoroso dello stomaco, se n'era quasi dimenticato.

" Vediamo che c'è, " iniziò rivolgendosi al contenitore conscio che l'altro lo ascoltava comunque."
Con un lieve 'clack' il coperchio venne tolto e posato su una gamba nuda e la pelle rabbrividì al tocco freddo del metallo.

Il ragazzo no vi badò e portò, con eccessiva lentezza, il barattolo al naso.

L'annusò dubbioso.

Sporse il labbro in un broncio mal riuscito poi vi immerse l'indice ferito, sussultando alla sensazione di sollievo della pelle con il contenuto sugoso e freddo. Sotto lo sguardo del moro lo posò sul labbro sfiorandolo appena poi usò la lingua, leccandoselo, per saggiarne e identificarne così il contenuto.

Aggrottò le sopracciglia.

Man mano che il sapore si dileguava sciogliendosi in bocca finì di leccare il dito, rimanere a fissare le lingue guizzanti davanti a sé poi spostare il barattolo nell'altra mano e distenderla verso il ragazzo.

Sasuke lo fissò impassibile, prima lui poi la mano.

" Cos'è? "
chiese infine. L'altro non rispose, la mano rimase sospesa per un minuto prima che l'altro ne prendesse il contenuto.

" Penso che ti piacerà." sbuffò per poi concentrare gli occhi sul dito per controllare se c'era rimasta qualche macchia rossiccia. Si vedeva solo il segno arrossato della bruciatura che pareva affievolirsi. Stava guarendo velocemente.

In quegli ultimi mesi si era dimenticato di chi fosse, e di che cosa trasportasse all'interno del suo corpo.

Il pensiero della volpe si era sciolto alla troppa felicità per averlo riavuto nella sua vita.

" ..... "
il moro rimase zitto, le due dita che tornavano a lambire la sostanza sugosa per riportarla alle labbra.

" Dev'essere stata Sakura. " rispose senza esser stato interpellato. Il moro annuì distratto saggiando quel sugo.

Il pomodoro era il cibo, se così si potesse definire, preferito di Sasuke.

Solo loro due lo sapevano, e siccome Naruto non avrebbe mai pensato di farlo era stata sicuramente l'amica. Il ragazzo finì a metà il sugo, forse ritenendo poco nobile cercare e leccare il resto con la lingua, persino farlo con le dita diventava all'improvviso un tabù.

Naruto distolse lo sguardo dalle ombre sul muro davanti per spostarlo sulle labbra ancora macchiate del ragazzo e inconsciamente portò le sue dita a quelle labbra per pulirle.

Era stato un gesto comune, non doveva significare molto, eppure da come Sasuke lo guardò gli parve di aver compiuto chissà quale sacrilegio così abbassò rapido la mano per ritirarla accanto al fianco.

Non osò più guardarlo.

Sentì il rumore secco del barattolo che veniva rinchiuso, o almeno gli era parso.

Quando, con la coda dell'occhio, guardò, vide che il tappo era stato orribilmente schiacciato, la forma tirava a qualcosa di simile di un cucchiaio senza coda. Sasuke lo introdusse nel contenitore e continuò a mangiare.

Lo stomaco del biondo brontolò nuovamente e solo allora si sentì in forte imbarazzo.

" Tieni. "
lo fissò trattenendosi la bocca che fremeva dalla voglia di spalancarsi. Il ragazzo gli stava offrendo qualcosa?

" Lo sai che non mi piace. "
buttò lì senza aggravare troppo il tono.

Il moro non cambiò espressione.

" O questo o niente," intimò. " se vuoi morire.. " spinse il barattolo verso il petto del biondo. ".. di fame, fai pure. Il discorso vale lo stesso per te." concluse.

Naruto capì l'allusione e vincendo il lieve disgusto per la forma di quel sugo, così concentrato da sembrare sangue raggrumato, usò lo stesso 'cucchiaio' del ragazzo per mandarlo giù.

Lo finì subito, spiando di sottecchi dove si posasse lo sguardo del moro e poi leccare l'interno del contenitore e rimetterlo a terra ripulendosi le labbra con la lingua.

In fondo, non era male, sapeva anche di erbe aromatiche, davano più sapore.

Dopo poco capì che la fame era del tutto passata. Quasi come se le forze, che gli tornavano solitamente dopo un abbondante pasto a base di ramen, fossero galleggiate in superficie.

" Quando torneremo a casa ricordami di ringraziarla. " disse scrollando le spalle intorpidite." Deve averci messo qualcosa di strano, perché la fame m'è passata del tutto. Beh, meglio, no? " sapeva di non ricevere risposta ma continuò a parlare, avendo trovato sia un appiglio, sia la forza di soppesare quel silenzio.


*****


Dopo aver controllato se i vestiti si erano asciugati tornò a posto palesemente deluso.

Guardò le vampe divenute di un colore spento.

Il fuoco dava chiari segnali, si stava spegnendo poco a poco. Naruto sbadigliò coprendosi il viso con le mani a coppa e strofinandoselo forte per costringersi a rimanere sveglio.

La temperatura era scesa drasticamente, era già notte fonda, e il freddo dopo la pioggia si faceva sentire più vivido e terribile di prima.

Rabbrividì cercando calore e senza rendersene conto si avvicinò al braccio del ragazzo accanto.

Notò che non si era mosso e con un coraggio che sapeva di non avere in quel momento, fece aderire la pelle delle loro braccia. Neanche quella volta si era mosso e ciò gli pareva più che strano quasi inquietante ma non fece altri movimenti rimanendo così ancora per qualche minuto, assorbendo il poco ma sempre significativo calore che l'altro corpo gli offriva.

Sasuke era sveglio, assorto in qualche contorto e complicato pensiero.

Il suo cuore pareva scaldarsi, un nuovo fuoco che si insinuava dentro lui.

Improvvisamente le fiamme scomparirono in uno sbuffo di fumo..

L'umidità della notte scese padrona su quelle deboli fiamme sfinendole, lasciando dietro di sé solo cenere asciutta ma ancora, da quanto il biondo poté constatare avvicinandovi un piede, calda.

Tuttavia ciò rimaneva un chiaro segnale che bisognava fare qualcosa, immediatamente, per evitare sul serio di congelarsi.

Il biondo allora s'accigliò parve riflettere su una cosa, poi alzandosi rapidamente e scostandosi brusco dall'altro braccio, si diresse verso la sua borsa buttata in fondo, poco lontana da quella dell'altro ragazzo. La aprì e dopo aver sorriso sollevato ne tolse una coperta. Sapeva che non era molto calda, era di lana leggera, ma era abbastanza larga da contenere entrambi e coprirli.

Naruto l'aveva ricevuta come regalo da Iruka, diceva che forse un giorno gli sarebbe servita perciò il biondo se la portava dietro da un po' di tempo senza però usarla. Quello si mostrava un ottimo momento invece.

Abbassandosi ancora cercò a tentoni il piccolo cuscinetto, lo mise sotto il braccio con la coperta.

Tornò sui suoi passi e scosse il moro.

" Ohi, Sasuke." ripeté e allora il ragazzo, come ritornando nella realtà dai suoi pensieri fissò interrogativo lui e la coperta, poi girò il viso verso il cumulo di cenere e poi nuovamente sulla coperta. Piegò la testa da un lato poggiandosi sui palmi della mano e con un cenno del mento attese che l'altro stendesse la coperta per terra.

Naruto si sedette sui ginocchi piegando la coperta in due, una parte stesa e l'altra che doveva servire per coprirsi poi entrò goffo in quel calzone improvvisato.

Il moro lo seguì dopo poco camminando a carponi verso il biondo che si era ritirato nella parte opposta, lasciando libero un bel pezzo e il bordo. Si mise il cuscinetto sotto il collo cercando di rilassarsi.

Solo dopo si rese conto di essere come in trappola e che per andarsene prima avrebbe dovuto passargli sopra, allora si perse nei suoi pensieri contorti finché non senti chiaramente l'umidità gelida della stoffa dei pantaloni del ragazzo sulla sua schiena.

Sussultò ammonendo il moro con lo sguardo, intimandolo a toglierseli, se no, là dentro non ci entrava.

Sasuke parve soppesare l'espressione seria del biondo per poi sospirare appena e sfilarseli sotto lo sguardo attento dell'altro al che, quando rimase con solo i boxer scuri addosso, Naruto gli permise di entrare aprendo uno spiraglio con il braccio.

Sistemandosi meglio sulla schiena il moro notò che il posto era come riscaldato, probabilmente l'altro gli aveva prestato il suo calore. Non se ne preoccupò però e sentì il ragazzo girarsi dalla parte opposta dandogli di spalle.

" Idiota, mi stai scoprendo. " aveva sussurrato dopo un paio di minuti di pesante silenzio e allora Naruto si girò scocciato alzando il braccio per coprire entrambi meglio, facendo ciò si era esposto e si era poggiato sul torace del moro.

Aveva sbuffato rendendosi conto che stando così lontano dal moro, era inutile bloccare la coperta mille volte sotto il corpo dello stesso, tanto si sfilava lo stesso. Dovevano per forza stare ravvicinati, molto più di così.

" Non pensare male, d'accordo? " gli aveva chiesto a mezza voce, quasi le parole potessero rimbalzare sul muro freddo della caverna e scappare fuori. Strinse la coperta e sotto lo sguardo dell'altro gli mise il braccio intorno al torace e avvicinò il proprio petto al suo braccio.

Dannazione, si disse sbuffando internamente, quel ragazzo non si faceva smuovere nemmeno da un terremoto.

Dopo un tempo che parve interminabile Sasuke parlò facendo sobbalzare il biondo, pronto a scostare il braccio se l'altro si fosse arrabbiato.

Ma non fu così.

" Cambiamo posizione, non mi trovo. " ordinò.

" Ah." rispose semplicemente per poi domandargli, con un movimento delle spalle, che posizione andasse meglio, al che Sasuke si mise a sedere poi spinse Naruto giù prima che riuscisse a dire qualcosa, e mettendosi poi a carponi, scostò la coperta passando dall'altra parte, apparentemente quella occupata dal biondo prima che venisse spinto via dalla mano del moro.

" Ah!" fece il ragazzo indignato. " Volevi stare al caldo, bastardo.. " soffiò, cercandolo con gli occhi sotto la luce flebile della luna che entrava raramente dentro il buio della caverna.

L'altro allora non attese il continuo e afferrò il braccio di Naruto portandolo vicino a sé, poi accostò le coperte dietro a schiena del biondo e stringerlo ancora di più al petto mentre compiva quest'operazione.

Naruto, superato lo sgomento iniziale tentò di scostarsi rapido, le gote lievemente imporporate, sulle labbra una domanda tentava di formularsi ma venne repressa da una indagatore dell'altro
.
" Me ne devo andare io Naruto, o accetti la situazione e ci riscaldiamo a vicenda? " chiese poi aggiunse." Non eri tu a dire, anzi, mi correggo, a rompermi i timpani sui corsi di sopravvivenza che avevi condotto con quel vecchio?"

Naruto boccheggiò silenzioso ma non lo interruppe.

" Anch'io ne so qualcosa. " continuò quando il biondo trattenne un urlo sorpreso.

Il moro armeggiò con l'elastico dei propri boxer per poi sfilarseli piano, le gambe che si muovevano per toglierli del tutto.

" Due corpi ricevono maggior calore se completamente spogli da altro. " non lasciò nemmeno il tempo al biondo di riprendersi dallo sconcerto precedente che con rapidi movimenti si preparò a fare la stessa cosa a lui.

Naruto tornò in sé abbastanza in fretta e trattenne quelle mani con le sue stringendo forte, le sue guance rosse e un sorriso tirato e incerto.

" Non è forse così, Naruto? " aveva domandato l'altro.

Il biondo deglutì, parve pensarci ancora per qualche momento, poi rassegnato lasciò che quelle mani lavorassero in fretta; un gemito gli sfuggì quando accidentalmente la mano fredda del ragazzo gli sfiorò l'inguine e quando sentì di non avere più nulla addosso.

Pensava che fosse tutto finito ma si rese conto di essersi, per dire, rallegrato, troppo in fretta quando il bacino del moro si spinse con un calcolato vigore verso il suo. " Sasuke! " un grido strozzato.

Le mani dell'altro vagarono sulla sua schiena, le gambe si allungarono trattenendo un ginocchio del biondo tra di loro.



******



Il caldo prima immaginato e sperato divenne brutalmente reale, quasi soffocante, mentre la testa del moro s'infiltrava tra la spalle e il collo del biondo solleticandogli la guancia.

Sentì quel odore che non aveva mai dimenticato, quella sensazione di appartenenza, quel corpo; strinse forte a sé il moro, cingendogli i fianchi con le braccia che tremavano incerte. Il risposta l'altro aveva tirato a sé una coscia di Naruto alzandola verso il suo bacino, avvicinandoglisi, di più, con un gemito di sorpresa dell'altro che provò a dimenarsi.

" Calmati, idiota. " gli aveva sussurrato impassibile all'orecchio, soffiandovi dentro, facendolo ansimare piano e rabbrividire. Stavolta non per il freddo, ma per qualcosa che non sapeva spiegarsi, qualcosa che però sapeva di aver avuto bisogno per tutto quel tempo.

Aveva avuto bisogno della sua voce, del tocco delle sue braccia, aveva avuto il bisogno impellente di sentirsi chiamato; non importava in che maniera, era felice quando quella voce chiamava il suo nome, oppure, semplicemente, idiota.

Sorrise nascondendo il viso nei capelli soffici dell'altro e lasciò che il ragazzo stringesse di più intorno alla sua gamba, facendolo avvicinare fino a stare incollati. "..ahh... " non aveva potuto trattenerlo quando le due carni si sfiorarono in un arco di tempo così breve.

Sasuke alzò il viso senza fare sì che potessero vedersi e spostò la testa nell'incavo del collo del biondo, lasciando che l'altro potesse trovare conforto nello spazio lasciato libero.

Naruto chiuse forte gli occhi.

Realizzò che quella sensazione di calore era dettata anche da qualcos'altro ma sprofondò nell'imbarazzo assoluto e rimase in silenzio sopportando quei tocchi piuttosto che rivelare quel piccolo dettaglio. Bastò però la mano del moro aperta a coppa vicino al suo inguine a farlo desistere e soffocare un gemito nel collo del ragazzo mentre lo stesso gli stava, con lenti tocchi di labbra, baciando il collo.

La temperatura corporea si era alzata a dismisura.

" Sas- smettila. "
aveva ordinato quando involontariamente il suo bacino si era spinto verso l'altro.

" Naruto, sono regole della sopravvivenza." gli rammentò lui tra un bacio e un morso leggero sulla spalla." E come da regola, sopravvive il più forte." lì il biondo aggrottò le sopracciglia, dimenticandosi per un attimo delle mani che lo sfioravano senza ritegno e si lasciò andare in una scoppiettante risata.
Sasuke si fermò per un istante, accigliato, le mani sempre strette intorno ai fianchi del biondo. Osservò la sua risata risplendere in quell'oscurità, non ne chiese il motivo, si sentiva così bene al suono di quella voce da lasciare che smettesse da sé per poi accennare appena a un sorriso e catturargli le labbra gonfie e arrossate dai precedenti tormenti, tra le sue.

" Che cosa ci trovi di così divertente? "
chiese tra un respiro concessogli e un altro mentre Naruto lentamente lasciava che quelle strane sensazioni prendessero il sopravvento su di lui.

Era con la persona alla quale più teneva in assoluto.

Ed era, a modo suo, felice.

Non aveva nulla da temere infondo; ci era riuscito, aveva penato, ma alla fine tutto si era risolto per il meglio.

" --ahhh-- "

" Rispondi quando ti parlo, e guardami negli occhi. "

Naruto si fermò alzando lo sguardo, incerto sul dove posare gli occhi dato che la figura snella del moro si mescolava con il buio. Inalzò il viso cercandolo con le labbra, a tentoni, poi trovandola sorrise sulla bocca dell'altro e sussurrò:

" Non mi hai mai chiesto di guardarti negli occhi... " iniziò posando un soffice bacio su un punto estremo del labbro inferiore. "Siamo davvero cambiati, eh, Sasuke? " l'altro non rispose, in un motto di silenzio nel qualche Naruto iniziò a pensare al peggio, d'improvviso si alzò mettendosi a carponi sopra il biondo, coprendolo con il suo corpo, catturandogli una mano e portarla alla bocca.

" Tutti questi anni...aspettavo solo che tu- "

Baciò le nocche insinuando la lingua tra i solchi.

" Sasuke.. "

chiamò il biondo da sotto lui. Abbassò lo sguardo specchiandosi in quei pozzi d'acqua limpida.
La luce della luna parve schiarirsi proprio in quel punto e in quel istante, dando ad entrambi il modo di ammirarsi.

Naruto osservò l'espressione del moro e percepì i battiti del suo cuore aumentare il ritmo pericolosamente, sentiva quei rintocchi nelle orecchie, assordarlo, quasi risuonassero nell'eco della caverna.
Ma solo lui poteva udirle.


Sasuke congiunse le loro labbra.

Solo allora capì che quei rintocchi erano i battiti dei loro cuori, mescolati in una sincronia perfetta.
" Ahh-nnhh.. "

Il ragazzo sopra spinse quasi brutalmente, un bisogno animalesco in lui, verso Naruto, cercandolo e chiamandolo. Gli occhi socchiusi in una muta richiesta, le mani nei capelli dell'altro.

" Naruto.. " iniziò d'un tratto.

" Sei tu.. "
disse Naruto sfiorandogli una guancia con la mano.
" Sì. "

rispose semplicemente, nel suo tono una nota di dolore repressa.
" Sei qui. "

aggiunse il biondo, forse ancora incredulo della realtà.

" Sì. "

sussurrò automaticamente, sentendo che non c'era bisogno di altre parole.

" Sasuke.. "

domandò scostando la sua bocca da quella del ragazzo.

" ..hmm.."
lacrime dolci rigarono il suo viso.

" Bentornato a casa. " sussurrò, sorrise, poi lo accolse tra le braccia tremanti.



********



Il giorno dopo, all'alba, si rivestirono, raccolsero le loro cose e dopo una breve visita al fiume vicino ripresero il loro cammino.

Naruto stette dietro il moro, le labbra morse nervosamente, le mani dietro il collo e lo sguardo colmo d'ansia.

D'un tratto Sasuke si fermò, girò la testa e tese la mano.

Gli sorrise.

" Andiamo. " disse a mezza voce mentre il biondo gli si avvicinava, intrecciava la mano con la sua, e le sue labbra incontravano le loro gemelle.


La stessa mattina, nello studio dell'Hokage, Sakura, dopo avere finito delle faccende e avere sospirato decise che era ora di fare alcune domande alla sua maestra.

" Mi perdoni, Hokage," chiese incerta. " Potrei sapere il motivo della mia omissione dalla missione affidataci qualche giorno fa? E perché vietare al sensei di venire?"

La donna esitò poi sorrise comprensiva e avvicinandosi le scompigliò i capelli con fare materno. " Avevano bisogno di chiarirsi, di stare da soli."

disse, e sorridendo ampiamente all'espressione sconcertata della ragazza che ribatté, pettinandosi i capelli con le dita:

" Io invece sono sicura che non ne sia uscito niente di buono. Si saranno sicuramente presi a pugni, come al solito." asserì per poi tornare a concentrarsi sbuffando sui fogli da riordinare, scompostamente sparsi su tavolo da lavoro.

“Oh, “ parve ricordarsi qualcosa.” Sakura, per caso sai dove ho messo quel barattolo, quello con il concentrato di pomodori? “

La rosa la fissò aggrottando le sopracciglia, poi sgranò gli occhi.

“ Aspetti, sarà mica barattolo con quella sostanza rossa dentro? “
L' hokage annuì divertita." Se è al pomodoro.. "

“ Oddio, mi dispiace così tanto! “ iniziò inchinandosi con espressione sconvolta.” Devo averla confusa, avevo preparato qualcosa a Sasuke, non era uscito il massimo, avevo visto quel barattolo, aveva un buon odore, così l'ho messo...”

“ L'avevi assaggiato, Sakura? “ le chiese la donna.

“ Sì.” rispose riluttante la ragazza.” Che cos'era? “

La donna l'aveva guardata a lungo poi sospirò passandosi la mano tra i capelli.

“ Il prototipo di un siero della verità, per farla breve. Induce le persone ad essere sinceri con coloro con i quali sono al momento, quando scatta l'effetto. “ sorrise complice.” Al sapore di pomodoro.”
Sakura l'aveva fissata con le gli occhi fuori dalle orbite e in preda all'ansia aveva iniziato a raccattare le sue cose.

" L'effetto dovrebbe scomparire nel giro di poche ore." aggiunse lei osservando la ragazza con un ghigno ben mascherato.

“ Col suo permesso, partirei alla loro ricerca. “ gridò tutta trafelata l'altra.” Se è un siero della verità come dice lei, allora si saranno già ammazzati!” e senza attendere oltre prese le sue cose sotto il braccio, annunciando di stare andando a prepararsi.

La donna si girò, guardò assorta un punto nel panorama tranquillo del villaggio, sorrise ancora una volta, chiuse gli occhi e sussurrò al vento. Le parole si persero trascinate da quella brezza fresca.



Improvvisamente Naruto si fermò, il moro lo guardò interrogativo.
" Mi è sembrato di sentire obaa-chan. "

sentenziò ridacchiando per poi stringere maggiormente la mano del ragazzo che non rispose e continuarono il loro cammino.

"Ti sarà sembrato." lo rassicurò infine e sciolse il nodo creatosi tra le loro mani e passò il braccio dietro la schiena del biondo per attirarlo a sé.

Lo baciò ancora e ancora, quasi non ne avesse abbastanza.


Quella mattina, svegliandosi, aveva trovato il biondo accanto a sé, l'aveva guardato, i pensieri che fluivano nervosamente dentro la sua testa.

La sensazione soffocante di impotenza, di impossibilità di far esternare le sue vere movenze.

Ma alla fine, quando il ragazzo aveva aperto gli occhi color del cielo, notando la sua espressione assonnata e felice poi trasformarsi improvvisamente in una maschera colma di ansia, lo abbracciò, accettando il tutto, accettando Naruto nella sua 'nuova' vita.

Non serviva più a nulla mentirgli, mentire sui suoi sentimenti, sulla sua voglia impellente di averlo accanto, con sé, per sempre.


Naruto riprese a respirare ma non lasciò che si allontanasse, cingendogli i fianchi con le braccia, tirandolo, catturandogli il mento tra le labbra.

Sasuke gli si avvicinò all'orecchio.

Un forte vento confuse le parole, però alla fine, quando l'altro si staccò, gli sorrise passandogli le mani fra i capelli.

Nei loro visi si specchiava la tranquillità e quel forte sentimento al quale non sapevano ancora dare un nome.


Dopo aver lasciato il moro andare avanti, Naruto si fermò e alzò gli occhi al cielo.

" Stanne certa, vecchia." alzò di un poco il tono di voce.

" Come? "

" Niente, " ribatté in un gesto impaziente con la mano destra e un gran sorriso. " Assolutamente niente ! "





Fine.

     


                     





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