FanFiction Sherlock | What's the worst thing you can do to your very best friends?... Tell them your darkest secret. di iamsherlocked_ | FanFiction Zone

 

  What's the worst thing you can do to your very best friends?... Tell them y

         

 

  

  

  

  

What's the worst thing you can do to your very best friends?... Tell them your darkest secret.   (Letta 202 volte)

di iamsherlocked_ 

3 capitoli (in corso) - 0 commenti - 0 seguaci - Vietata ai minori di 14 anni

    

 

Sezione:

Serie TVSherlock

Genere:

Angst - Comico - Giallo - Suspense - Romantico

Annotazioni:

What If

Protagonisti:

Sherlock Holmes - Jim Moriarty - John Watson

Coppie:

Sherlock Holmes/Jim Moriarty (Tipo di coppia «Slash»)

 

 

              

  


  

 Capitolo 1. 

John Watson comincia a sfogarsi sul suo blog personale, di una questione riguardante Sherlock che lo preoccupa parecchio.


  

"Ciao a tutti.
Mi riconoscete, vero?
Sono sempre io, sono John Watson.
Sono oramai due anni che questo blog è aperto. Più o meno dallo stesso tempo che conosco Sherlock Holmes.
Tutti voi, se state leggendo qui, sapete chi Sherlock Holmes sia.
Lui è il più grande consulente investigativo del mondo.
Vi ho sempre tenuto aggiornati di qualsiasi cosa gli riguardasse.
Ogni sua deduzione, frase, parola, o soluzione di un caso è ormai patrimonio di tutti voi.
E seguite questo blog per questo, essenzialmente.
A lui non piace che scriva qui. E ancor meno gli piacerà questo mio piccolo sfogo..."

Le mani di John tremavano, ogni volta che pigiava un tasto della propria tastiera.
Era terrorizzato, all'idea che Sherlock potesse beccarlo.
Ma andiamo, chi voleva prendere in giro? Era proprio per quello che stava scrivendo. Non l'avrebbe mai beccato, impegnato com'era.
Si alzò, per prendere una tazza di té, calda, fumante, rilassante.
Ne aveva proprio bisogno.
Ma di quel post, sul suo amato blog. Aveva bisogno di quello?
Ci aveva pensato per giorni. La situazione con Sherlock peggiorava, e non c'era nessuno che potesse aiutarlo. E questo lo spinse al gesto estremo di chiedere conforto o consiglio a dei perfetti sconosciuti, che semplicemente interagivano con lui tramite uno schermo.
Non sapeva i loro nomi, i loro volti, la loro identità. Non sapeva nulla di loro.
Ma in quel momento, forse aveva bisogno proprio di quello: di un giudizio di un terzo, una persona esterna, che giudicasse in maniera onesta e lo consigliasse senza tirare in ballo i sentimenti, che la maggior parte delle volte influiscono sulle scelte.
Quindi, dopo essere tornato a sedere, John continuò.

"... Sherlock è strano, ultimamente.
Beh, ovviamente "strano" è la parola che più gli si addice. Ma solitamente, la sua stranezza ha un che di affascinante -e anche di irritante, spesso-, non trovate?
Ma ora è strano in modo... strano.
E' difficile da spiegare. Faccio che raccontarvi la situazione esattamente, senza girarci troppo intorno.
Tutto è cominciato due mesi fa. Non so come, non so perché, ma Sherlock ha improvvisamente cominciato ad isolarsi.
Da me, dalla signora Hudson, da Mycroft.
All'inizio nessuno era preoccupato. Da Sherlock ci si potrebbe aspettare qualsiasi cosa, del resto. Ma la faccenda è progressivamente peggiorata.
E' sempre costantemente appiccicato al suo cellulare. Muove le nocche freneticamente, batte sui tasti ad una velocità incredibile, ne sembra quasi dipendente.
Ogni tanto scorgo dei sorrisini. Un po' compiaciuti, a volte maliziosi.
Ogni volta che tento di attirare la sua attenzione, ottengo solo uno sguardo. Mi guarda, certo. Sa che sono lì.
Ma le dita continuano a scrivere, e il cervello è rimasto incollato alla conversazione.
Dio solo sa con chi damine parli tutto il giorno.
Io sono seriamente preoccupato.
Non lascia il suo telefono nemmeno un attimo, e non ho la più pallida idea di cosa faccia.
Ho bisogno di pareri, e consigli. Ho bisogno di sapere se sto esagerando, oppure se è seriamente il caso di intervenire.
Spero che qualche anima buona risponda.
Con affetto,

-JW."

John rilesse la sua richiesta di aiuto più e più volte, sorseggiando il proprio té di tanto in tanto.
Poi deglutì, premendo invio. L'appello era stato postato, e sentì una piccola scintilla di speranza accendersi dentro di sé.
Guardò l'orologio, che segnava le 12:27 AM.
Dalla camera da letto di Sherlock, si poteva chiaramente percepire il rumore dei tasti del cellulare, premuti freneticamente.
A quanto pare, era ancora sveglio.
Il blog era la sua unica speranza; quindi, chiuse il pc, sperando di trovare delle risposte per il giorno dopo.

     


                     





E' possibile inserire un nuovo commento solo dopo aver effettuato il Login al sito.