FanFiction Drama Coreani | Boys Over Flowers Drama - Personal Preference di k66 | FanFiction Zone

 

  Boys Over Flowers Drama - Personal Preference

         

 

  

  

  

  

Boys Over Flowers Drama - Personal Preference   (Letta 421 volte)

di k66 

12 capitoli (conclusa) - 0 commenti - 0 seguaci - Per tutti

    

 

Sezione:

Serie TVDrama Coreani

Genere:

Drammatico - Romantico

Annotazioni:

Crossover

Protagonisti:

Gu Jun Pyo - Geum Jan Di

Coppie:

Gu Jun Pyo/Geum Jan Di (Tipo di coppia «Het»)

 

 

              

  


  

 Capitolo 8 

Buona lettura! ^__^


  


“Gu Jun Pyo, stasera c’è quel ballo di beneficienza organizzato dal Ministero del Lavoro e dei Servizi Sociali. Hai poi deciso se andarci o no?” chiese Kim In Hee con la consueta efficienza.
Gu Jun Pyo ebbe un attimo di esitazione.
Come Presidente del Gruppo Shinhwa era tenuto ad andarci, anche perché molti dei progetti del Ministero erano finanziati proprio dalla sua azienda, però non aveva nessuna voglia di andarci da solo.
Si era dimenticato di chiedere a Geum Jan Di se potesse essere presente e…o forse no, forse non si era dimenticato.
Semplicemente aveva dato per scontato che lei gli avrebbe opposto un rifiuto come al solito, e non aveva avuto nessuna voglia di sperimentare di nuovo quella umiliazione!
Tanto lei era di turno in ospedale, se non ricordava male, e se non era di turno di sicuro Jin Sung aveva qualche problema, oppure era troppo stanca e…aish, com’era stufo di tutto questo!
In un impeto di ribellione si raddrizzò sulla sua poltrona.
“Sì, devo fare atto di presenza, per forza. Hai un vestito elegante da metterti?”
Kim In Hee lo guardò sorpresa.
“Certo, ma perché me lo chiedi?”
“Perché verrai tu a farmi compagnia, è ovvio!” rispose lui con un sorriso.
Conoscendola aveva avuto modo di notare che Kim In Hee era il tipo di donna che apprezzava la ricchezza e tutti i benefici che comportava; l’idea gli era venuta solo in quel momento ma di certo lei non avrebbe disdegnato passare qualche ora in mezzo al lusso e ad una compagnia raffinata, quindi era la compagna adatta per superare indenne quella serata.
“Io credevo che ti avrebbe accompagnato tua moglie! In fondo è un evento mondano di quelli da non perdere, ci sono donne che ucciderebbero per essere presenti! Pensavo che …”
“Mia moglie non la pensa come te ed è troppo impegnata per concedermi un po’ del suo tempo prezioso…” si lasciò sfuggire Gu Jun Pyo con una smorfia amara, ma poi si riprese subito e sorrise: “…ma in fondo è meglio così. Tu potrai tenere le orecchie ben aperte, mescolandoti tra gli invitati. Potresti sentire qualcosa che ci tornerà molto utile. Le riunioni mondane hanno molto in comune con le riunioni d’affari, sai? E’ proprio in quei momenti che gli incauti si lasciano sfuggire informazioni interessanti!”
E facendola passare anche con sé stesso per qualcosa che aveva a che fare con il lavoro Gu Jun Pyo si sentì un po’ meno in colpa per la mossa che aveva appena fatto.
Era una decisione ragionevole e logica, no?
Quell’occasione riguardava il suo lavoro e lui si portava dietro la sua assistente, quindi una cosa molto innocente, punto.
Si sarebbe sentito molto meno tranquillo se avesse intercettato lo sguardo scintillante e calcolatore della suddetta assistente, per nulla innocente!

***

“Esci?”
Gu Jun Pyo si girò sorpreso: stava scegliendo la camicia nel suo immenso guardaroba e non si era accorto che Jan Di fosse entrata nella loro stanza.
“Come mai sei già a casa? Credevo che avessi il turno di notte! Comunque sì, sto uscendo, c’è una serata di beneficienza e io devo andarci.”
Geum Jan Di annuì, poi si avvicinò e lo guardò mentre si infilava la camicia e passava a scegliere la cravatta.
“Capisco. E le mogli non sono invitate?”
Le spalle di Gu Jun Pyo si irrigidirono leggermente.
“Credevo che tu fossi impegnata così ho già chiesto a Kim In Hee di accompagnarmi; sarebbe scortese annullare l’invito all’ultimo momento. Però non ti perdi niente, in fondo è più un’occasione di lavoro che di divertimento e sinceramente non pensavo che ti potesse interessare. Tu odi tutte le uscite mondane!”
Geum Jan Di si morse le labbra: lui usciva con Kim In Hee!
Pericolo, pericolo, PERICOLO!
Si avvicinò a lui e con la mano afferrò la cravatta che si era appena messo attorno al collo e la usò per attirarlo verso di sé.
“Ma non odio stare con mio marito…” gli soffiò sulle labbra.
“Davvero? Ultimamente non si sarebbe detto!” rispose lui con una punta di acredine che non riuscì del tutto a soffocare. “Non hai qualcos’altro da fare? Jin Sung non ha qualche linea di febbre o qualche altro problema che non può aspettare di essere risolto?”
Geum Jan Di sussultò.
Era davvero amareggiato, al punto di essere invidioso delle attenzioni che dedicava al suo stesso figlio, che pure adorava!
Cosa poteva fare per rimediare?
“Gu Jun Pyo…non potrei venire ugualmente con te? Non ti dico di annullare l’invito alla tua assistente, però potrei venire anch’io. Ti prego…” mormorò appoggiandogli una mano sul braccio e sentendo che i suoi muscoli si tendevano al suo tocco.
Lui la guardò enigmatico, poi inclinò la testa.
“Perché vuoi venire? E’ il genere di cosa che ti annoia a morte e in più ti dovrai mettere un abito da sera e le scarpe con i tacchi, tutte cose che detesti. Come mai stavolta è così importante?”
Jan Di esultò dentro di sé: non le aveva detto di no, quindi aveva ancora una speranza!
Si fece coraggio e gli allacciò le braccia al collo, poi appoggiò la testa sul suo ampio torace, beandosi del calore del suo corpo.
“Voglio stare con te…qualunque sia il posto e il modo, mi va’ bene.”
Il cuore di lui accelerò i suoi battiti, li poteva sentire distintamente sotto l’orecchio, così forti e vigorosi che l’organo pulsante che li causava pareva poter balzare fuori dal petto da un momento all’altro.
Con la mano le sollevò il mento e la costrinse a guardarlo.
“Jan Dià…”
Si chinò su di lei e cominciò a baciarla, poi la sollevò per i fianchi e la appoggiò sul comò lì vicino, insinuandosi tra le sue gambe.
Il contatto bollente tolse il respiro ad entrambi ma nemmeno per un momento pensarono di sciogliere il groviglio delle loro lingue umide, avvinghiate nel bacio più ardente e voluttuoso che avessero condiviso da diverso tempo a quella parte.
Gu Jun Pyo le accarezzò la coscia con la mano, poi si fece strada tra le sue gambe per cercare il punto caldo che vi si trovava in mezzo, mentre lei dopo aver infilato le mani sotto la sua camicia cominciò a percorrergli smaniosa la schiena nuda, eccitata dal contatto con la sua pelle.
Lui le insinuò il dito dentro e cercò il punto che più le dava piacere, finchè il gemito che le sfuggì dalla bocca non gli confermò che lo aveva raggiunto.
Cominciò ad incalzarla con una pressione sempre più veloce e costante, strappandole un gemito dopo l’altro, finchè lei raggiungendo il suo apice non gettò la testa all’indietro ed emise un lungo mugolio di piacere, stringendosi poi a lui ancora tremante.
Solo allora lui tolse il dito e leccò le goccioline di sudore che le increspavano la pelle delicata del collo.
Avrebbe voluto baciarla, assaggiarla e accarezzarla all’infinito, centimetro per centimetro, ma la realtà era che non poteva più aspettare!
Aveva appena iniziato a slacciarsi i pantaloni quando…
“Geum Jan Di!”
Il richiamo risuonò fuori dalla loro porta così squillante che li fece separare di scatto.
Gu Jun Pyo maledisse sua madre, che non per la prima volta nella sua vita gli stava rovinando le uova nel paniere: che diavolo stava succedendo adesso?!
Si riassettarono velocemente i vestiti, ben sapendo che se Kang Hee So cercava la nuora usando quel tono non avrebbe tardato molto a fare irruzione nel loro appartamento, e infatti….
La donna entrò nella loro stanza con l’aria stravolta, così stravolta che rese loro impossibile ogni velleità di sgridarla per aver interrotto così bruscamente la loro privacy senza neanche bussare.
“Che cosa succede?” chiese Geum Jan Di preoccupata.
“Gu Jin Sung ha un gran mal di pancia e anche la febbre. Devi vederlo subito!” proruppe angosciata.
Gu Jun Pyo alzò gli occhi al cielo.
Ecco, lo sapeva, lo aveva sempre saputo che era troppo bello per essere vero e che qualcosa sarebbe successo.
Ovviamente era dispiaciuto che suo figlio stesse male ma probabilmente quello era solo uno dei tanti piccoli malanni che capitavano ad un bambino piccolo che si sta facendo le difese immunitarie.
Anche così però era più che abbastanza per sconvolgere sua madre, che come nonna si stava dimostrando esageratamente apprensiva, e naturalmente per rubargli di nuovo la moglie, che aveva avuto solo in prestito per un breve momento.
Bene, quel momento era finito!
Girò le spalle alle due donne poi ricominciò a farsi il nodo alla cravatta come se niente fosse, poi scelse la giacca dall’armadio e se la infilò.
“Gu Yun Pyo…” mormorò Jan Di sentendosi lacerata in due.
“Immagino che adesso tu abbia cambiato di nuovo idea, giusto?” le disse duro squadrandola con uno sguardo tagliente come pietra.
Lei lo guardò con gli occhi luccicanti di dolore.
“Non vedo che cos’altro potrei fare! Sono sua madre e sono anche un medico, non posso ignorare una persona che amo quando soffre!”
“Però riesci benissimo ad ignorare la MIA sofferenza!” l’accusò lui furioso.
Kang Hee Soo impallidì non meno di Geum Jan Di per l’attacco feroce del figlio: erano già arrivati così lontano?
Aveva notato tra di loro una certa tensione in quell’ultimo periodo, ma non pensava che il loro rapporto fosse in crisi fino a tal punto!
“Jan Di, posso pensarci da sola e chiamare il nostro medico personale: se devi andare da qualche parte, io …”
“Non preoccuparti, madre, mia moglie è totalmente a tua disposizione. E’ a disposizione di chiunque, TRANNE CHE DI SUO MARITO!” ringhiò Gu Jun Pyo, così arrabbiato da aver perso ogni ragionevolezza. “Io esco, non aspettatemi alzate. Ma che dico, perché mai dovreste aspettarmi alzate?! Nel momento esatto in cui avrò messo il naso fuori dalla porta, dubito che vi ricorderete CHE ESISTO!
In un lampo Gu Jun Pyo con la sua ampia falcata uscì dalla porta, poi la sbattè con tale violenza che tremarono i muri.
Kang Hee Soo guardò la nuora mordendosi le labbra.
“Ho sbagliato ancora una volta. Mi dispiace, ma credevo che tu avresti voluto sapere subito che Jin Sung stava male e…”
Jan Di era ancora mortalmente pallida ma le rispose tranquilla.
“No. Non è lei ad aver sbagliato, questa volta. Adesso però andiamo, Jin Sung ha bisogno d’aiuto.”
Le due donne si diressero all’unisono verso la porta, di nuovo comprese nei loro rispettivi ruoli di madre e nonna.
E per un po’, davvero Gu Jun Pyo fu dimenticato.

***

     


                     





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