FanFiction Drama Coreani | Boys Over Flowers Drama - Personal Preference di k66 | FanFiction Zone

 

  Boys Over Flowers Drama - Personal Preference

         

 

  

  

  

  

Boys Over Flowers Drama - Personal Preference   (Letta 659 volte)

di k66 

12 capitoli (conclusa) - 0 commenti - 0 seguaci - Per tutti

    

 

Sezione:

Serie TVDrama Coreani

Genere:

Drammatico - Romantico

Annotazioni:

Crossover

Protagonisti:

Gu Jun Pyo - Geum Jan Di

Coppie:

Gu Jun Pyo/Geum Jan Di (Tipo di coppia «Het»)

 

 

              

  


  

 Capitolo 1 

Terzo capitolo della mia saga su Boys Over Flowers, questa volta una piccola crossover con il drama Personal Taste (il cui protagonista maschile è sempre Lee Min Ho - si è capito che sono una Minoz?!^^). Buona lettura e buon 2017! ^__^


  

Trentadue anni.
Alto.
Intelligente.
Ricco sfondato.
Ciliegina sulla torta: virile, bellissimo e sexy!
Unico neo: sposato e con un figlio di due anni.
Con un’unghia fece un cerchio intorno al viso del bambino sulla foto pubblicata nella rivista che stava leggendo.
Mmhhh, a ben vedere l’esistenza del figlio poteva anche essere considerata un vantaggio, l’avrebbe sollevata dall’onere di dargli un erede maschio!
Non le era mai andata troppo a genio l’idea di dover sformare il suo bel corpicino, che tante attenzioni le costava per essere mantenuto in forma, soltanto allo scopo di scodellare un marmocchio urlante e bavoso.
E poi i pannolini, le poppate notturne, le colichette…no, tutta roba che non faceva assolutamente per lei, l’istinto materno non le apparteneva proprio.
A due anni i bimbi invece sono davvero carini, e poi, a che pro preoccuparsi così tanto e inutilmente del cucciolo?
Sicuramente ci sarebbe stata tutta una schiera di affidabilissime e costosissime baby sitter pronte a prendersene cura al suo posto, era sempre così nelle famiglie ricche.
Un po’ più serio era l’ostacolo costituito invece dalla moglie…
Guardò pensierosa l’immagine della donna, ritratta mentre teneva in braccio il bambino e guardava verso il marito.
Di lei sapeva soltanto che era un medico, che lavorava in un ospedale che si occupava prevalentemente di famiglie povere e che non era una bellezza particolare, almeno a giudicare dalle varie foto che aveva visto, ma forse era soltanto poco fotogenica.
In ogni caso rispetto a lui era decisamente un tipo molto più scialbo e ordinario, nulla di insormontabile, insomma!
Non doveva essere troppo difficile scalzarla dalla mente e dal cuore del marito, anche se correva voce che lui fosse innamorato pazzo di lei.
Mah, forse era vero all’inizio, ma adesso….
La moglie svolgeva una professione molto impegnativa e viste le sue tendenze da crocerossina sicuramente tutto il resto del suo tempo era fagocitato dal suo bambino.
Quanto tempo le restava da mettere a disposizione del suo bel marito?
Probabilmente molto poco quindi lui si sentiva certamente solo e trascurato, il che lo metteva nello stato d’animo adatto per essere la sua preda ideale!
Kim In Hee lanciò un’occhiata languida e insieme calcolatrice all’immagine del bell’uomo bruno che dominava nella foto, poi posò il giornale sul bancone.
Sì, tutto tornava, poteva procedere con il suo piano.
Stavolta non avrebbe commesso l’errore di farsi sfuggire dalle mani una preda succulenta, così come aveva fatto quando aveva lasciato stupidamente andare il ricco Han Chang Ryul, e tutto per andare a perdere il cuore e la testa per un uomo che la disprezzava soltanto e il cui unico pregio era quello di essere bellissimo!
Beh, a dire il vero ora stava diventando anche lui ricco e famoso, grazie al successo avuto nella sua professione di architetto, ma la sua ricchezza non sarebbe mai stata minimamente paragonabile a quella del Presidente del Gruppo Shinhwa: quella sì che era selvaggina con i fiocchi!
Vincendo il premio di quella caccia grossa avrebbe riscattato una volta per tutte il suo passato mediocre, e nessuno avrebbe mai più potuto disprezzarla: senza famiglia, costretta a vivere della carità degli altri mendicando un posto per vivere nella casa di una persona che intimamente detestava…cosa ci poteva essere di peggio?!
No, questa volta avrebbe preso in mano il suo destino e lo avrebbe plasmato senza concedersi distrazioni o errori: aveva un piano da seguire e lo avrebbe seguito mettendo a tacere il suo stupido cuore, che la faceva sempre sbagliare e deviare dalla strada giusta.
Finì di sorbire la sua tazza di caffè completamente soddisfatta dei suoi progetti futuri, leccandosi le labbra carnose come una gatta davanti ad un piattino di panna.
La prima buona idea che aveva avuto era stata quella di lasciare la Dan Art Gallery e farsi assumere dal gruppo Shinhwa.
Lo aveva fatto soprattutto per riprendersi dalla batosta che le aveva inflitto Jeon Jin Ho, che l’aveva respinta senza tanti complimenti per preferirle quella sciacquetta di Park Gae In, la sua odiosa ex-coinquilina (non poteva dire ex-amica perchè amica sua in realtà non lo era mai stata!), ma alla fine la cosa era tornata ad indubbio vantaggio della sua carriera.
Alla Dan Art Gallery la sua professionalità era già arrivata all’apice, non poteva sperare in niente di più, e lavorare per il Direttore Choi Do Bin non le offriva particolari stimoli o prospettive, visto che era notoriamente gay. Invece nel Gruppo Shinhwa c’erano ampie possibilità di carriera e in poco tempo grazie alla sua abilità stava risalendo velocemente la gerarchia aziendale.
Adesso poi si stava profilando all’orizzonte la sua occasione d’oro.
Da quando l’assistente Jung aveva chiesto e ottenuto il prepensionamento per motivi di salute il posto di assistente a fianco del Grande Capo era stato occupato da una schiera di persone, che si erano rivelate però inefficienti e poco affidabili.
Ora quel posto era di nuovo libero e vacante e aveva fondati motivi per ritenere che la prossima persona a cui l’avrebbero offerto sarebbe stata proprio lei!
Sì, questa era la sua grande occasione.
Se non fosse riuscita a fargli girare la testa nel giro di un mese, allora non si chiamava più Kim In He!
Un’occhiata all’orologio le disse che rischiava di arrivare in ritardo quindi rivolse un sorriso impersonale al barista e gli tese i soldi del caffè, poi si alzò dallo sgabello e si assestò la gonna aderente sulle lunghe gambe sinuose, conscia del discreto numero di sguardi maschili che stavano seguendo il suo gesto sensuale.
Il suo sorriso divenne più ampio, compiaciuta di non aver perso il suo tocco fatale.
Era bella, intelligente e determinata, e gli insuccessi dell’ultimo periodo erano stati solo il frutto della sfortuna che si era accanita ingiustamente contro di lei, questa era la realtà.
Non era colpa sua se certi uomini avevano gusti veramente orribili!
Ma ora che aveva ritrovato la fiducia in sé stessa, chi avrebbe mai potuto fermarla?
Nessuno.
Con il suo passo fluido e volutamente ancheggiante uscì dal locale, pronta a iniziare l’assedio della roccaforte che aveva deciso di espugnare.
Appena fuori dal bar sollevò lo sguardo sul grattacielo sede del gruppo Shinhwa, puntando dritti sul piano dove era collocato l’ufficio del Presidente.
I suoi occhi castani scintillarono di anticipazione.
Presto i suoi sogni si sarebbero avverati, ne era certa.
Perchè presto, molto presto il bellissimo Gu Jun Pyo sarebbe stato tutto suo!

     


                     





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