FanFiction Demi Lovato | Cuore di mamma di crazy_lion | FanFiction Zone

 

  Cuore di mamma

         

 

  

  

  

  

Cuore di mamma ●●●●● (Letta 1720 volte)

di crazy_lion 

80 capitoli (in corso) - 3 commenti - 0 seguaci - Vietata ai minori di 16 anni

    

 

Sezione:

Artisti musicaliDemi Lovato

Genere:

Drammatico - Romantico

Annotazioni:

RPF

Protagonisti:

Demi Lovato - Andrew Marwell personaggio inventato - altri personaggi inventati e personaggi esistenti nella realta' suoi amici e familiari

Coppie:

Demi Lovato/Andrew Marwell personaggio inventato (Tipo di coppia «Het»)

 

 

              

  


  

 Voglio avere un bambino 

Dopo l'uscita del suo ultimo album Demi dovrebbe prepararsi al tour, ma ha altri pensieri: vuole avere un bambino. Scopre, però, di non poter avere figli. Deciderà di adottarne uno. Non sarà facile, ma tra alti e bassi farà la mamma e conoscerà l'amore.


  





                    CAPITOLO 1





 





                    VOGLIO AVERE UN BAMBINO





 





Demi era nello studio di registrazione,

davanti al microfono.





I musicisti iniziarono a suonare
" Confident", ma lei non cominciò a cantare come invece avrebbe

dovu to. Dopo qualche secondo tutti si fermarono.





"Demi, che ti succede?" le

chiese il batterista.





"Niente, io…" balbettò

imbarazzata. "Ho solo bisogno di una pausa."





"Abbiamo appena iniziato!"

disse il pianista.





"Lo so, ma devo fermarmi. Ho la

testa che sta per esplodermi."





Detto questo uscì.





Stava arrivando alla macchina, quando il

suo manager la chiamò.





"Demi!"





La ragazza si voltò e gli sorrise.





"Phil, non ce la faccio oggi,

scusami."





L´uomo si avvicinò a lei e la guardò

negli occhi.





"Mi vuoi dire cosa ti

succede?" le chiese gentilmente.





"Sali" gli rispose Demi.





Salirono e chiusero le portiere. La

ragazza rimase in silenzio per un tempo che a Phil sembrò interminabile, con le

mani sulle ginocchia e lo sguardo perso nel vuoto.





"Non riesco a pensare al tour e a

tutto il resto" disse piano.





"Non sei felice per il gran

successo di "Confident"?"





"Sì che lo sono. Abbiamo lavorato

tanto su quell´album e io ci ho messo, come sempre, tutta me stessa. Tu sei un

manager eccezionale e fai sempre del tuo meglio per aiutarmi sia dal punto di

vista professionale che da quello personale. Quando mi serve un consiglio io

chiedo spesso aiuto a te, lo sai, Phil."





"Sì, lo so e vorrei che ora tu ti

confidassi con me. Siamo amici, Demi e mi fa star male vederti così estraniata

dal mondo. Cosa ti preoccupa?"





"Non è una preoccupazione"

disse lei sorridendo. "È un pensiero che ho da qualche tempo. Ho poco più

di 23 anni, sono single e quando mi guardo in giro per strada mi sento vuota. È

come se mi mancasse qualcosa. Da qualche mese provo questa sensazione e alcuni

giorni fa ho capito di che cosa si trattava."





Raccontò a Phil di essere andata a

passeggiare in un parco giochi poco lontano da casa sua. Lì di solito i

paparazzi non c´erano e a lei piaceva guardare i bambini divertirsi e correre.

Quel giorno, però, qualcosa dentro di lei era cambiato. Si era sentita come se

una scintilla si fosse accesa nel suo cuore.





"Guardare quei bambini mi ha

commossa più di quanto mi sarei mai aspettata" continuò. "Da alcuni

mesi sto pensando che vorrei tanto avere un bambino. Fino a qualche giorno fa era

solo un´idea vaga che mi veniva in mente ogni tanto, ma quando ho visto quei

bambini e mi sono emozionata così tanto, ho capito che quel sentimento non è

arrivato per caso, non è stato solo perché ho visto quei bambini. Mi sono

commossa perché in quel momento il mio cuore mi ha detto che ero pronta ad

avere un figlio, che era quello che volevo. In questi tre giorni non ho fatto

altro che pensarci, anche quando cantavo. È per questo che mi sono distratta

così stamattina."





Phil la guardò, serio. All´inizio aveva

pensato che stesse scherzando. Ora, però, guardandola negli occhi, notò una

luce diversa, nuova, piena di speranza.





"Vuoi veramente avere un bambino,

Demi? Ne sei convinta?"





"Sì" rispose la ragazza.

"Credo che essere madre sia la cosa più bella che possa accadere nella

vita di una donna. Io ho vissuto molte cose brutte, ma proprio queste

esperienze mi hanno fatta crescere e capire che bisogna imparare ad amare sé

stessi e volere un bene infinito agli altri. Io adoro i bambini, come sai ne ho

fatti salire alcuni sul palco durante i miei concerti. Adesso, però, voglio

dare amore ad un bambino tutto mio. Il mio cuore ne è talmente pieno che

esploderà se non lo do a qualcuno. Voglio mettere un bambino al centro della

mia vita, amarlo più di me stessa, fare tutto quello che fanno le mamme di

questo mondo. Lo voglio, Phil, anche se sono single!"





Lui sapeva che la ragazza stava bene

così. Diceva di non sentirsi ancora pronta ad iniziare una nuova relazione dopo

la rottura con Joe Jonas, avvenuta pochi anni prima. Ora lei non lo amava più,

i due erano solo grandi amici, ma lei non voleva iniziare una nuova storia,

almeno per ora. Non negava che le sarebbe piaciuto trovare qualcuno, in futuro,

ma questo sarebbe avvenuto in un momento ancora piuttosto lontano.





"Io ho sempre saputo che tu avevi

un grande istinto materno, Demi! le disse Phil parlando con onestà.

"Immaginavo che prima o poi avresti detto queste cose. Lo immaginavamo

tutti, in realtà: sia io, che i musicisti che suonano le tue canzoni."





"Davvero? Questo significa che mi

appoggerai?" chiese lei, felice.





"Certo che ti appoggerò! Vuoi avere

un bambino, non uccidere qualcuno!" Risero insieme. "Che cos´hai

intenzione di fare, adesso?"





"Nei prossimi giorni andrò in

ospedale a fare dei controlli per verificare che sia tutto a posto e poi

vedremo. Probabilmente farò la fecondazione in vitro. Ah, Phil?"





"Sì?"





"Non dirlo a nessuno per ora. Non

voglio che lo sappia nessuno, nemmeno la stampa. Diremo tutto quando saprò

qualcosa di concreto."





"D´accordo, manterrò in segreto.

Sai che di me ti puoi fidare, vero?"





"Certo che lo so e ti ringrazio per

esserci sempre quando ho bisogno di aiuto."





"Grazie a te che ti fidi così

tanto. Ti va di tornare a cantare?"





"Sì, ora che mi sono sfogata credo

di potercela fare."





Phil e Demi uscirono dall´auto e

rientrarono in studio. Per fortuna non c´erano paparazzi lì intorno, quindi

nessuno li aveva fotografati, né aveva sentito





nulla.





La sera, uscita dal lavoro, Demi tornò a

casa. Quando entrò, il suo cagnolino, Batman, le corse incontro.





"Ciao cucciolo!" esclamò la

ragazza. Gli diede da mangiare e l´acquaperché li aveva quasi finiti, poi andò

di sopra e si distese sul letto. Rimase lì per un po´, dopodiché prese una

semplice tutta dall´armadio e andò in bagno a farsi una doccia. Fu molto felice

di togliersi la gonna e la maglietta attillata che portava per infilarsi

qualcosa di più comodo. Si asciugò in fretta i capelli. Averli tagliati corti

aveva avuto i suoi vantaggi. Scesa in cucina si preparò un´omelette e, dopo

aver mangiato, andò a trovare sua madre.





Quando entrò, la prima cosa che notò (e

della quale continuava a stupirsi ogni volta) fu che tutto era in perfetto

ordine. I pavimenti splendevano da quanto erano puliti e non c´erannemmeno una

traccia di polvere negli angoli del salotto.





"Mamma!" esclamò la ragazza

quando entrò.





"Ciao amore!" le rispose la

donna abbracciandola.





Andarono insieme a sedersi sul divano

cove Eddie, il secondo marito di Dianna, stava guardando una partita di

football americano.





"Ciao Eddie" lo salutò la

ragazza. Le piaceva quell´uomo, era sempre molto gentile con lei.





"Ciao cara" la salutò l´uomo.

"Scusami, non voglio sembrare maleducato."





Le diede un bacio sula guancia.





"Non ti preoccupare, guarda pure la

TV" rispose lei pensando che, quando gli uomini guardano le partite, si

rincretiniscono completamente.





"Dove sono Dallas e Madison?"

chiese Demi.





Le mancavano le sue sorelle, anche se le

aveva viste solo qualche giorno prima. Erano tutte e due attrici, come Demi del

resto.





"Sono di sopra. Ora te le chiamo."





Dianna salì piano le scale e Demi rimase

in silenzio a pensare a suo padre, Patrick. Non avevano mai avuto un gran bel

rapporto, anzi, per molto tempo erano stati lontani. Pensò alla canzone che

aveva scritto riflettendo sul loro rapporto, "For the love of a

daughter". Chissà se lui l´aveva mai veramente amata… Era morto il 22

giugno 2013 di cancro. A lei era dispiaciuto moltissimo ma, per quanto egoista

questo possa sembrare, non ne aveva sofferto molto perché non ci era

particolarmente legata. Non potè fare a meno di domandarsi cos´avrebbe pensato

Patrick della sua decisione di avere un bambino da single. Sarebbe stato

contento oppure no? Demi non lo sapeva, ma sperava che, se suo padre l´aveva

amata almeno un po´, dal cielo l´avrebbe aiutata e protetta. Madison e Dallas

arrivarono, baldanzose, seguite dalla madre.





"Demiiiiii!" esclamò Madison

gettandolesi tra le braccia.





"Ciao piccola!" eslcamò la

ragazza. "Se fossi stata in piedi saremmo cadute entrambe, lo

sai?"Non sei più una bambina, tesoro! Non posso più prenderti in braccio

come un tempo… Mio Dio, quanto sei cresciuta!"





Era una ragazzina molto bella e Demi la

adorava.





"Non sono più una bambina, ma sarò

sempre la tua sorellina" disse Madison, felice.





"Sì, certo! Ti ricordi quando avevi

cinque anni e io ti ho chiamata troia? Da allora ho iniziato ad insegnarti le

parolacce!"





Risero insieme. Demi ricordò di aver

raccontato quell´aneddoto in un´intervista.





Dianna propose a tutti di andare in

cucina a bere un caffè. Eddie spense la televisione e seguì quelle che lui

amava chiamare le "mie donne".





Dianna preparò il caffè mentre le sue

figlie e e Eddie parlavano del più e del meno. Demi chiese a Dallas come andava

al lavoro e la ragazza le rispose che andava tutto bene e che era contenta di

quello che faceva. Madison invece disse di aver preso una A in geografia e Demi

ne fu davvero contenta. La ragazza aspettava il momento giusto per dire alla

sua famiglia ciò a cui stava pensando. Dianna mise a tutti lo zucchero nel

caffè, lo servì e si sedette. Demi lo beve tutto d´un fiato, dimenticandosi di

mescolare lo zucchero. Era tipico di lei essere sbadata. Sputò nella tazzina lo

zucchero che le era finito in bocca, sperando che nessuno se ne fosse accorto e

poi iniziò a parlare: "Devo dire una cosa a tutti voi."





"È una cosa bella?" chiese

Madison.





"Secondo me sì, ma non so come la

prenderete.





"Oh Dio!" esclamò Dianna,

tirando un sospiro di sollievo. "Credevo che fossi malata!"





"No, mamma, non sono malata. Sto

benissimo."





Dianna era sempre molto preoccupata per

la figlia. Con tutto quello che le era successo, i problemi di anoressia,

bulimia e autolesionismo, la donna sapeva quanto Demi aveva sofferto e quanto

era stata costretta a lottare per riprendere il controllo della sua vita, ma

nonostante ci fosse riuscita ed ora stesse bene, a volte era inquieta pensando

che la ragazza avrebbe potuto stare male di nuovo. Come ogni madre, anche lei

si preoccupava per la sua bambina.





"Se fossi stata malata avrei detto

che si trattava di una cosa brutta, non ti pare, mamma?"





"Sì, hai ragione Demi, scusa."





La donna preferì non parlare dei

pensieri che la inquietavano, per paura che la figlia avrebbe potuto

arrabbiarsi o rattristarsi.





"Voglio avere un bambino"

disse Demi e raccontò alla sua famiglia tutto ciò che aveva detto a Phil quella

mattina.





Tutti la ascoltarono, guardandola seri.





"Se avrai un bambino io diventerò

zia!" esclamò Madison quando Demi finì di parlare.





"Sì, ma non succederà subito, prima

dovrò fare dei controlli e…"





Vide lo sguardo perplesso di sua madre e

si aggrappò così strettamente al tavolo di ebano della cucina che sentì un

forte dolore alle dita. Il tavolo era rotondo e non molto grande. La ragazza si

guardò in giro. La stanza era piccola e accogliente, con le pareti dipinte di

blu. Sua madre adorava cucinare e preparava sempre dei gustosi manicaretti.





"Vuoi avere un bambino da

single?" chiese Dianna.





"Sì mamma. Credo che un single

possa dare moltissimo amore ad un bambino."





"Una famiglia deve essere composta

da un padre e una madre" disse la donna.





"Lo dici proprio tu? Mamma, tu hai

divorziato da papà, giusto? E hai cresciuto me e Dallas in modo fantastico.

Niente mi renderebbe più felice a questo mondo che avere un bambino. Io ho

tanto amore da dare, davvero!"





"So che hai un cuore grande,"

disse la donna dopo averci riflettuto pr qualche minuto, "sei una ragazza

molto matura e responsabile. Non è da tutti decidere di volere un bambino ad

una così giovane età. Io non condivido molto la tua scelta,perché credo che un

bambino cresciuto da una persona sola in futuro potrebbe avere qualche

difficoltà, magari a scuola o nelle relazioni, non so… Comunque ti starò sempre

accanto."





"Grazie mamma!" esclamò Demi

sorridendo.





"La stessa cosa vale per me,"

disse Eddie, "ma al contrario di tua madre capisco la tua scelta e la

condivido."





Demi corse ad abbracciarli. Fece lo

stesso con Madison che, lo si vedeva, era felice. Le brillavano gli occhi al

solo pensiero che Demi avrebbe avuto un bambino.





"Anch´io sono d´accordo con Eddie,

sorellina" disse Dallas e le due sorelle si abbracciarono. "Sapere

che mi sosterrete è molto importante per me" disse Demi tornando a

sedersi. "La mia famiglia è fondamentale per la mia vita."





Spiegò che avrebbe fatto dei controlli

per capire se era tutto a posto. In base a ciò, avrebbe deciso cosa fare. Era

sicura di quella sua decisione e avrebbe lottato con tutte le sue forze per

avere un figlio.





Per tutto il resto della serata la

famiglia parlò del più e del meno e scherzò





allegramente.





Demi se ne andò verso le 23:00. Appena

uscì di casa trovò molti paparazzi che iniziarono a scattarle delle foto. Lei

sorrise a tutti, ma non disse nulla. Salì in macchina e andò a casa. Il giorno

dopo, decise, si sarebbe recata in ospedale appena ne avesse avuto il tempo.

Era pronta ad iniziare quel viaggio.





     


                     





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