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  CITY HUNTER DRAMA: CITY HUNTER SONO IO !!!

         

 

  

  

  

  

CITY HUNTER DRAMA: CITY HUNTER SONO IO !!!   (Letta 1677 volte)

di k66 

20 capitoli (conclusa) - 0 commenti - 0 seguaci - Vietata ai minori di 14 anni

    

 

Sezione:

Serie TVDrama Coreani

Genere:

Azione - Drammatico - Romantico - Thriller

Annotazioni:

Crossover

Protagonisti:

Lee Yoon Sung - Kim Na Na - I protagonisti del manga City Hunter

Coppie:

Lee Yoon Sung/Kim Na Na (Tipo di coppia «Het»)

 

 

              

  


  

 UNA VITA DURA UNA GENERAZIONE, IL BUON NOME PER SEMPRE (Proverbio giapponese) 

Ennesimo mio folle esperimento, unire City Hunter drama con City Hunter manga. Per chi vuole questa è una song fiction, usando i link che vi ho messo potete leggere la storia con un colonna sonora in sottofondo. Buona lettura! ^__^


  

“Sigla anime CH” www.youtube.com/watch?v=hiq2-xMFL0g&feature=related>
”Kimyou na Oya Musume Date” www.youtube.com/watch?v=k22C8_6f1ew&feature=related>

Cat’s Eye – 9 a.m.

“Raccontami, sono curiosissima. Perché mai Ryo ultimamente è così nervoso? Non mi salta neanche più addosso, il che per lui è decisamente strano!”
Miki piazzò la tazza di caffè davanti alla sua amica con una mossa fluida ed esperta, poi le si sedette di fronte appoggiando il mento sulle mani in un atteggiamento di paziente attesa che non ingannò Kaori nemmeno per un secondo.
Altro che paziente attesa!
Quella domanda era solo il blando preludio allo stringente interrogatorio con cui l’ex mercenaria aveva di sicuro intenzione di torchiarla fino ad estorcerle la verità, tutta la verità e nient’altro che la verità.
Kaori tossicchiò imbarazzata, prendendo tempo, poi lanciò una prudente occhiata verso il suo socio, che se ne stava al bancone intento a confabulare con Falcon a bassa voce, l’espressione concentrata e tesa dei momenti d’azione.
Ancora non le era riuscito di capire perché stesse prendendo la faccenda tanto sul serio, ma…così era, a quanto pareva.
Si umettò le labbra, incerta, poi fulmineamente prese una rapida decisione: che cosa c’era di male nel confidarsi con la sua migliore amica?
E poi, ora che Ryo aveva coinvolto anche Falcon, quanto sarebbe passato prima che comunque Miki venisse messa al corrente di tutto, visto che ne era l’orgogliosa metà?!
Convinta da quell’inconfutabile argomentazione Kaori si preparò a parlare, ma non seppe rinunciare ad una certa cautela e si chinò verso Miki con fare da cospiratrice: Ryo era così suscettibile in quei giorni, era meglio spettegolare con le dovute precauzioni!
“E’ nero seppia perché ha scoperto che in circolazione c’è un altro City Hunter!” bisbigliò in fretta all’amica che era ormai in fibrillazione per la curiosità.
“Che cosa?!?!” fece tanto d’occhi Miki, spalancando la bocca. “Ma…ma come, Mick non aveva smesso di fare lo sweeper? Si è spacciato di nuovo per City Hunter?!?!” sbottò a voce un po’ troppo alta.
Kaori aggrottò la fronte e le fece segno di abbassare la voce, guardando preoccupata verso il bancone, ma per fortuna Ryo era così immerso nella sua conversazione con Falcon che non fece loro caso.
Chissà che cosa gli stava dicendo Falcon di così interessante….beh, a casa lo avrebbe rivoltato come un calzino per saperlo, poco ma sicuro!
Ora però doveva pensare a Miki, che stava scalpitando per riguadagnare la sua attenzione.
“Non si tratta di Mick, ma di qualcun altro…e non è nemmeno qui a Shinjuku, ma a Seoul, in Corea del Sud!” precisò in fretta, gettando l’amica nello sbalordimento più totale.
“A Seoul?!?! E come diavolo ha fatto Ryo a scoprirlo?!?”
Kaori scrollò le spalle.
“Lui fa spesso il pagliaccio ma non dimenticarti mai che è un professionista! E’ sempre attento alle notizie che provengono da tutto il mondo e quando gli è arrivata questa dalla Corea ha deciso di approfondire. Ha contatti nei posti più impensati e dove non arriva con quelli si serve molto di Internet, come tuo marito, e non gli ci è voluto molto per mettere insieme l’essenziale della storia.”
Miki la guardò un po’ scettica: a lei sinceramente sembrava che il più delle volte Ryo si limitasse a spremere Falcon come un limone per avere informazioni, indulgendo in modo abominevole nella sua proverbiale pigrizia, ma non le sembrò il caso di perdere tempo a puntualizzare quel fatto e lasciò che Kaori continuasse, più interessata al racconto che a innescare un’inutile battibecco.
“Da qualche mese a Seoul è entrato in azione un giustiziere che ha messo alla berlina efficacemente uomini molto potenti e corrotti, facendoli finire nelle maglie della legge. La gente ha ribattezzato questo tizio City Hunter, i giornalisti si sono buttati a pesce su questa storia e così…anche a Seoul è nata poco a poco una sorta di leggenda metropolitana. All’inizio Ryo pensava che la storia si sgonfiasse e ci ha riso sopra, ma man mano la storia è cresciuta e adesso che ha avuto rilevanza internazionale, con le dimissioni del Presidente della Corea del Sud causate proprio da questo tizio, Ryo ha smesso di ridere del tutto. Lo avrai sentito dire anche tu per telegiornale, questo fatto ha avuto un certo risalto….”
Miki si strinse nelle spalle un po’ a disagio: la politica l’annoiava a morte, non era mai stata molto attenta a quel genere di notizie!
”Beh, in ogni caso Ryo sta ammattendo dietro questa cosa, anche se nemmeno io capisco bene il perché…si comporta quasi come se fosse GELOSO! In effetti questo tipo era davvero in gamba, ma da qui ad essere così furioso….”
“Perché dici “era”?”sussurrò Miki sempre più curiosa, controllando velocemente che Ryo e Falcon fossero ancora immersi nella loro conversazione.
Così era e Miki tornò a rivolgere tutta la sua attenzione alla rossa sweeper.
“Perché pare che sia rimasto ucciso in uno scontro a fuoco con le guardie del corpo del Presidente, mentre cercava di ucciderlo. Era un certo Steve Lee, alias Lee Jin Pyo, uno con un passato da ex-militare e guardia del corpo del presidente, e anche da Signore della droga nel Triangolo d’oro, pensa te!”
“E allora? Se è tutto finito, perché mai Ryo è ancora così turbato?” sbottò Miki, contrariata al massimo che la succosa notizia si fosse ammosciata così in fretta.
Kaori sospirò.
“Sinceramente non lo so. Ryo dice che secondo lui le cose non stanno affatto come sembrano, che il suo istinto gli dice che sotto c’è dell’altro…Sarà, ma secondo me si è soltanto fissato..e quando si ostina così, c’è poco da fare, non avrà pace fino a che non sarà arrivato fino in fondo!”
“Già…ma in fondo dove, esattamente?” domandò Miki pensierosa.
Le due donne si scambiarono un’occhiata perplessa, poi scossero all’unisono la testa.
Dio solo lo sapeva!

***

“The ballad of silver bullet”http://www.youtube.com/watch?v=5DpYewQcbnk&feature=related>

“Tutto è iniziato più di vent’anni fa con un attentato terroristico in Birmania, in cui agenti della Corea del Nord tentarono di colpire il Presidente della Corea del Sud che si trovava in quel paese in visita ufficiale e in cui rimasero uccise diciassette persone. L’attentato fallì il suo obiettivo principale, ma in conseguenza di quel gesto sciagurato cinque uomini coreani molto potenti decisero segretamente, all’oscuro del loro stesso presidente, di vendicarsi con un’operazione segreta denominata “Tabula rasa”. Quei cinque uomini erano l’allora Ambasciatore coreano degli Stati Uniti, Lee Kyung Wan, poi divenuto senatore, Cheon Jae Man, il Capo del NIS (N.d.A. Agenzia dei servizi segreti coreana) poi divenuto Presidente dell’Haewon Group, Seo Yong Hak, per molti anni Ministro della Difesa Nazionale poi candidato alla presidenza della Corea del Sud, Kim Jong Shik, il Ministro delle Finanze, poi divenuto il Presidente della Myung Moon University e il Segretario di Stato, poi divenuto Presidente della Corea del Sud, Choi Eung Chan. Su loro decisione vennero inviati ventuno uomini in incognito a Pyeongyang, capitale della Corea del Nord, con il compito di uccidere trenta generali di quel paese. Poi quegli uomini avrebbero dovuto essere riportati in patria con un sottomarino che li avrebbe raccolti al porto di Nampo….ma le cose andarono ben diversamente. Il Presidente della Corea del Sud scoprì il complotto e pur di non inimicarsi gli Stati Uniti e di non perdere la loro protezione ordinò che l’operazione venisse annullata. Ma ormai era troppo tardi: così i cinque uomini decisero di far uccidere tutti coloro che avevano partecipato a quel raid non autorizzato e di cancellare la loro stessa esistenza civile, togliendoli da tutti i registri e documenti pubblici possibili come se non fossero mai venuti al mondo. Il sottomarino che doveva salvarli consegnò invece loro la morte, perché appena cercarono di avvicinarlo vennero falciati senza pietà da un tiratore scelto. Soltanto uno di loro si salvò, grazie al sacrificio di un suo amico che gli fece da scudo…e da quel momento visse solo per vendicarsi.”
“Steve Lee, alias Lee Jin Pyo.” precisò in tono quasi annoiato Ryo, afferrando la sua tazza di caffè per sorbirne un sorso.
“Già, Lee Jin Pyo. Ex militare, ex agente infiltrato nella Corea del Nord poi guardia del corpo del Presidente e infine di nuovo infiltrato. Per ottenere la sua rivincita è arrivato a diventare il Signore indiscusso del Triangolo d’oro, un trafficante di droga dei più potenti al mondo e anche dei più ricchi. Un uomo spietato, addestrato ad uccidere in mille modi diversi senza un attimo di esitazione, un uomo con un feroce senso della vendetta, pronto a sacrificare chiunque e qualunque cosa pur di raggiungerla…e alla fine, in un certo senso, c’è riuscito. Tutti e cinque gli uomini che avevano ordinato l’eccidio a Nampo sono stati distrutti, in un modo o nell’altro. Qualcuno ha pagato anche con la vita… Lee Kyung Wan e Cheon Jae Man, per essere esatti.”
Falcon stava snocciolando tutti quei dati con un’espressione grave e concentrata, l’espressione corrucciata come se avesse partecipato personalmente all’operazione “Tabula rasa” e si sentisse altrettanto personalmente tradito.
E in un certo senso era proprio così: anche lui era stato un militare, sia pure mercenario, e non aveva mai apprezzato i voltagabbana, specialmente se agivano sulla base di ragioni politiche.
Pfui, la politica, che robaccia sporca!
Molto, molto più sporca delle armi…infinitamente di più!
“Dimmi qualcosa che non so…tutta questa roba è stata sbattuta in prima pagina su tutti i giornali, dopo le dimissioni del Presidente Choi Eung Chan. Non è questa vecchia storia che mi interessa, ma l’uomo che ha usurpato il nome di City Hunter!” ringhiò Ryo abbandonando la sua espressione indifferente e fulminando Falcon con un’occhiata impaziente.
“I giornali dicono che City Hunter è morto, che Lee Jin Pyo aveva assunto quell’identità per portare avanti la sua vendetta…” prese tempo Falcon stranamente prudente, come se stesse tastando il terreno.
“Ma tu non ci credi, esattamente come me.” replicò Ryo tagliente.
Proprio come pensava: Ryo non si era fatto ingannare dall’apparenza quindi era inutile cercare di dargliela a bere!
Falcon scosse la testa lentamente, soppesando le parole che stava per dire.
“Lee Jin Pyo aveva l’addestramento, il cervello e il sangue freddo necessari per essere City Hunter…ma non ne aveva più l’agilità fisica. Ho letto i resoconti delle imprese attribuite a City Hunter: ci sono cose che ha fatto che erano impossibili per un uomo che come lui aveva perso un piede su una mina. Camminava servendosi di un bastone e il suo piede destro era soltanto una protesi! No, non poteva essere il vero City Hunter: credo piuttosto che lui si sia intromesso nell’opera di un altro uomo, interferendo con le sue modalità molto più crudeli.”
“Che questo City Hunter si sia comportato in modo crudele è dire poco, accidenti! Due di quei cinque uomini sono stati uccisi, e non solo: per uccidere il primo ci sono andati di mezzo anche degli innocenti! Questo non è il modo di agire di City Hunter!”
Quando ci pensava a Ryo veniva sempre un travaso di bile: cazzo, nessuno aveva il diritto di infangare il suo nome COSI’!!!
“E’ esattamente quello che intendo quando dico che Lee Jin Pyo ha interferito con la sua crudeltà!” lo interruppe seccato Falcon, sbattendo la sua manona sul bancone per dare più forza al suo punto di vista, facendo tintinnare la tazzina di caffè nel piattino. “L’altro uomo, IL VERO CITY HUNTER, agisce in un modo molto diverso, molto più simile al tuo…preferisce usare l’astuzia e rivoltare contro i suoi nemici le loro stesse debolezze! Non ricorre alla violenza tanto per fare, la usa solo quando è l’unica strada e ha un forte senso della giustizia!”
Ryo gli regalò un sorriso beffardo e insieme durissimo.
“Premesso che IL VERO CITY HUNTER SONO IO, chi sarebbe allora questa fulgida perla di virtù, secondo te? Cosa sei riuscito a sapere che io non so?”
Falcon esitò.
Ryo era davvero troppo incazzato…avrebbe dato ascolto alle sue parole? Però doveva tentare, altrimenti quel testone sarebbe partito per la tangente e sarebbero stati dolori per tutti!
“Lee Jin Pyo aveva un figlio…beh, un figlio adottivo in realtà…Nel Triangolo d’oro lo chiamavano Poo Chai, ma il suo nome coreano era…è Lee Yoon Sung. Quel bastardo di Lee Jin Pyo lo ha allenato fin da piccolo come se dovesse andare in battaglia, ne ha fatto una perfetta macchina da guerra. Ha preso in mano la sua prima pistola a quattro anni, più o meno come te, e così è diventato uno dei migliori tiratori al mondo, anche se preferisce di gran lunga le arti marziali, in cui è maestro assoluto.”
Ryo sembrò placarsi: si sedette più comodo sullo sgabello e nei suoi occhi scuri sfrecciò un rapidissimo lampo di comprensione, ma fu troppo fugace perché Falcon potesse essere sicuro di averlo visto per davvero.
“Continua, la storia si fa interessante.”
“Da ragazzo non ha mai conosciuto la madre, anzi, per un bel pezzo ha creduto che fosse morta: è stato allevato da una donna che si chiamava Muangsuri, ma l’ha persa a 17 anni in uno scontro a fuoco, lo stesso in cui ha rischiato di saltare in aria su una mina e in cui quel figlio di puttana di Lee Jin Pyo ha fatto l’unica cosa decente della sua esistenza e lo ha salvato rimettendoci il piede. Quel ragazzo è arrivato a Seoul poco prima di Steve Lee…e credo che questa non sia affatto una coincidenza. Anche Lee Yoon Sung ci era andato con uno scopo, lo stesso del suo padre adottivo e probabilmente inviato proprio da lui, ma soltanto perché il bastardo gli aveva fatto credere che il suo vero padre fosse una delle vittime di Nampo, proprio quell’amico che lo aveva salvato dalla strage, mentre invece colui che lo aveva generato era il Presidente della Corea del Sud, Choi Eung Chan!”
La vendetta che aveva concepito Lee Jin Pyo era stata molto, molto complessa e machiavellica: aveva rapito un neonato a sua madre e lo aveva addestrato come combattente per usarlo per la sua vendetta, certo, ma soprattutto perché quello stesso bambino era figlio proprio di uno degli uomini di cui voleva vendicarsi!
Quello era stato il disegno spietato e macchinoso di un uomo atrocemente vendicativo: armare la mano del figlio contro il suo stesso padre!
Quel disegno non era andato a buon fine solo perché all’ultimo momento anche Lee Jin Pyo aveva scoperto di avere un cuore e che il bambino che aveva allevato come suo ne aveva catturato contro la sua stessa volontà una gran parte, guadagnandosi il suo affetto.
Così, pur cercando comunque di portare a termine la sua vendetta e di uccidere di persona il presidente, cosa in cui aveva fallito grazie proprio all’intervento di Lee Yoon Sung, aveva però concluso la sua vita terrena confessando di essere City Hunter, ormai ricercato dalla polizia per il modo non proprio ortodosso che gli era stato attribuito di catturare i politici corrotti, anche questo per colpa sua.
Era morto proteggendo l’unica persona che davvero amava al mondo: suo figlio.
Falcon sospirò.
Che razza di vita che aveva fatto Lee Yoon Sung….era stato usato fin da bambino e poi anche da adulto, ma la sua disgrazia era cominciata proprio da lì, dall’infanzia…
Perchè, perché tanti bambini al mondo dovevano finire nelle mani di gente feroce e senza scrupoli, che sapeva solo usarli per i loro bassi scopi?!
Bambini soldato, bambini messi sulle strade a battere, bambini usati come donatori di organi…tutti vittime di un mondo malato e vizioso, che stava correndo a rotta di collo verso l’autodistruzione, a cominciare dai propri germogli più teneri e indifesi.
Falcon si era perso nei suoi pensieri lugubri e pessimisti e solo in ritardo si accorse che Ryo si era appoggiato alla spalliera e lo stava scrutando con molta attenzione.
“Questo Lee Yoon Sung ti preme molto: lo stai difendendo a spada tratta…” osservò Ryo dopo un istante, guardandolo meditabondo con un’espressione delle più enigmatiche.
Alla fine fece un sorrisetto ironico, poi si chinò verso di lui e con un dito gli fece cenno di avvicinarsi.
Falcon ubbidì, incuriosito suo malgrado.
“Dimmi, Falcon…quando esattamente hai conosciuto Lee Yoon Sung?”
Falcon sussultò.
Tzè, avrebbe dovuto immaginare che a Ryo non sarebbe sfuggito neanche quello!
Si rialzò, poi afferrò uno strofinaccio e cominciò ad asciugare i bicchieri, cercando di darsi un tono.
“Chi ha detto che lo conosco?”
Ryo sogghignò.
“Andiamo, sai che non puoi farmela…Conosci troppi particolari del suo passato e ne parli con una partecipazione che non avresti se non ci fosse un legame di qualche tipo tra voi due. Tanto vale che tu me lo dica, sai che non mi arrenderò finchè non mi avrai raccontato tutto!”
Ryo gli fece un occhiolino strafottente dei suoi e Falcon digrignò i denti.
Cazzo, una volta o l’altra si sarebbe levato la soddisfazione di fargli saltare quella stupida testa con un colpo di bazouka!
Però era inutile cercare di sfuggirgli, Ryo era un mastino che non mollava mai i denti sulla sua preda, e questo lo sapeva bene…
Con un’alzata di spalle, cedette alla mala sorte.
“Beh…nel periodo in cui avevo lasciato il lavoro da mercenario…sì, insomma…sai…”
Falcon tossicchiò, imbarazzato.
“Vuoi dire quando stavi scappando da Miki?” precisò sornione Ryo.
Falcon divenne rosso fuoco.
“IO NON STAVO AFFATTO SCAPPANDO DA MIKI!” urlò al colmo dell’imbarazzo.
“Sshh, così attiri l’attenzione delle ragazze!” lo ammonì severamente Ryo lanciando un’occhiata preoccupata verso il tavolino dove sedevano Kaori e Miki, ma per fortuna le due amiche sembravano immerse in una conversazione fiume e non alzarono nemmeno la testa per guardarli.
Fiuuu, era andata per un pelo!
“Se non stavi scappando da lei, era però una buonissima imitazione! Continua, dai, prima che quelle due vengano ad interromperci e a rompere le palle!” borbottò finalmente girandosi di nuovo verso il gigante.
Falcon lo guardò come se volesse strangolarlo, poi strinse le labbra stizzito.
Voleva la sua storia?
Pfui, gliel’avrebbe servita senza tanti giri di parole!
“Sono stato per un certo tempo nel Triangolo d’oro, proprio al servizio di Lee Jin Pyo. E’ stata una cosa breve e di cui mi sono pentito subito, perché i suoi metodi non mi piacevano per nulla e non gradivo neanche gli affari a cui si dedicava, ma è proprio così che ho conosciuto Lee Yoon Sung.” Era una versione un po’ edulcorata ed esageratamente sintetica dei fatti, ma non aveva nessuna voglia di passare per una mammoletta con Ryo! Com’era finito a lavorare per Lee Jin Pyo erano soltanto fatti suoi, punto! Si schiarì la voce, sperando che Ryo non notasse quella pausa infinitesimale, poi proseguì:“Per un po’ l’ho anche addestrato all’uso delle armi e degli esplosivi e siamo stati amici ma non so se lui si ricordi di me, era solo un bambino, aveva appena dieci anni.”
“Caspita, questa sì che è una notizia!” fece Ryo con un fischio leggero. “E tu sei convinto che sia stato quel ragazzo a calarsi nei panni di City Hunter?”
Falcon annuì gravemente.
“Anche se ho lasciato in fretta il Triangolo d’oro, non ho mai cessato di tenermi informato su di lui e ho mantenuto dei contatti stretti all’interno del campo. Mi era spiaciuto molto lasciarlo nelle mani di quel padre così duro e inumano ma…non ho avuto alternativa. Se fossi rimasto sarebbe finita molto male tra me e Lee Jin Pyo, quella testa di cazzo era una belva con il ghiaccio nelle vene! Però so per certo che anche crescendo Lee Yoon Sung ha mantenuto un temperamento più equilibrato di quello di suo padre, e infinitamente più sensibile: i suoi metodi sono molto diversi, lo sono sempre stati, anche se è cresciuto alla scuola brutale di quello che credeva essere suo padre. Il modo in cui sono stati incastrati quei politici corrotti…beh, io ci vedo l’impronta della sua furbizia e del suo senso del bene e del male. Anche da bambino era così: era molto astuto e non sapeva assolutamente tollerare l’ingiustizia…Io credo che si sia trovato tra due fuochi, con suo padre adottivo che da una parte premeva per vendicarsi con il sangue e il suo vero padre che doveva essere una delle sue vittime. Ha fatto quello che ha potuto, ma gli è stato impossibile salvare tutti…NEMMENO TU ci saresti riuscito, al posto suo!”
Ryo sussultò: questa sì che era un’accusa pesante, e la diceva lunga su quanto Falcon volesse difendere quello stupido ragazzo!
“Farò finta di non aver sentito…” bofonchiò stizzito, poi continuò dopo una lunga occhiata penetrante. “Ammettiamo che sia andata così, però resta il fatto che non mi va’ che qualcuno usi il MIO nome a sproposito e SENZA il mio permesso, quindi urge un’azione-diciamo così-correttiva.”
Falcon lo guardò come se fosse impazzito.
“Ma di che cavolo parli?! A parte che quel nome non se l’è scelto lui ma gliel’hanno affibbiato i giornali probabilmente non sa neanche che esisti, e poi quel poveraccio adesso è ancora ricoverato in ospedale per il colpo che ha ricevuto per sbaglio da Lee Jin Pyo quando si è messo in mezzo per proteggere il Presidente e...”
Ryo alzò la mano per interromperlo.
“Dici che non sa che esisto? Ma presto lo saprà, eccome se lo saprà!” disse con un sorrisino diabolico.
“C-che cosa vuoi dire?!” sbraitò Falcon incredulo.
“Lo vedrai…Allora, immagino che in questo fascicolo ci siano tutte le informazioni che mi hai detto a voce, e anche qualcosina di più, giusto?” chiese Ryo sfiorando una cartellina azzurra appoggiata sul bancone e afferrandola prima che Falcon potesse fermarlo.
“Ehi, razza di buzzurro, QUELLA È MIA!”
“Ma adesso serve a me. Ne farò buon uso, non preoccuparti, lucciolone!” disse allegramente Ryo alzandosi dalla seggiola. “Kaori, alza le chiappe, dobbiamo passare dal Doc e poi a casa a fare i bagagli.”
Kaori sollevò la testa e lo guardò stupita.
“Perché dal Doc? E perché i bagagli?!?!”
“Abbiamo un aereo da prendere, ma prima credo di aver bisogno di qualche…ehm…supporto farmacologico…”
Tipo una dose massiccia di tranquillante da elefanti, per esempio!
“Ma Ryo, tu non riesci a volare e poi DOV’È esattamente che vorresti andare?” chiese Kaori sempre più stralunata, mentre Falcon alzava gli occhi al cielo avendo finalmente capito dove volesse andare a parare quello stupido mollusco e Miki scrutava il marito con gli occhi a palla, sorpresa da quello sbalorditivo sviluppo.
“Dove voglio andare? Ma a Seoul, dove sennò?”
E scagliata la notizia esplosiva con assoluta noncuranza si diresse verso la porta con la sua falcata decisa e sicura.
Kaori sospirò.
Ecco, se lo sentiva che sarebbe successo qualche cosa…ma questo, poi!
Ryo era addirittura intenzionato a prendere un aereo, superando la sua atavica paura di volare!
Era in preda alla più totale irrazionalità, quindi qualcuno doveva farsi carico del duro compito di riportarlo alla ragione…e a chi altri poteva toccare quell’onere se non alla sua socia e compagna di vita?
Ma quanto era fortunata….
Rassegnata al suo destino fece un mesto cenno di saluto a Miki e Falcon, poi lo seguì.
Quella storia sarebbe stata un enorme casino, se lo sentiva, ma tant’è…
Seoul, preparati: City Hunter sta arrivando!, pensò con una punta di umorismo.

”It’s all right” www.youtube.com/watch?v=NOuwl12AxPE>




N.d.A.: Per amore di precisione non sono riuscita a rintracciare quale carica ricoprisse all’epoca dei fatti di Nampo Choi Eung Chan, poi divenuto Presidente della Corea del Sud. Di mia iniziativa gli ho attribuito quella di Segretario di Stato, ma se qualcuno di voi è in grado di rinfrescarmi la memoria accetterò il suggerimento più che volentieri e correggerò prontamente l’errore!^^

     


                     





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